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Esperia (Italia)

Coordinate: 41°23′N 13°41′E
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Esperia
comune
Esperia – Stemma
Esperia – Bandiera
Esperia – Veduta
Esperia – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lazio
Provincia Frosinone
Amministrazione
SindacoGiuseppe Villani (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate41°23′N 13°41′E
Altitudine370[1] m s.l.m.
Superficie108,57 km²
Abitanti3 543[2] (28-2-2026)
Densità32,63 ab./km²
FrazioniBadia di Esperia, Monticelli, Roccaguglielma (Esperia Superiore), San Pietro in Curolis (Esperia Inferiore)
Comuni confinantiAusonia, Campodimele (LT), Castelnuovo Parano, Formia (LT), Itri (LT), Pignataro Interamna, Pontecorvo, San Giorgio a Liri, Spigno Saturnia (LT)
Altre informazioni
Cod. postale03045
Prefisso0776
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT060031
Cod. catastaleD440
TargaFR
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)[3]
Cl. climaticazona D, 1 811 GG[4]
Nome abitantiesperiani
Patronosan Clino Abate
Giorno festivo30 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Esperia
Esperia
Esperia – Mappa
Esperia – Mappa
Posizione del comune di Esperia nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Esperia è un comune italiano di 3 543 abitanti[2] della provincia di Frosinone nel Lazio.

Geografia fisica

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Il territorio comunale è il secondo più esteso della provincia, comprendendo le vette montagnose alle spalle della cittadina costiera di Formia (LT). È per lo più montuoso e boscoso con un'ampia escursione di quota: dai 300 ai 1315 m s.l.m. della vetta del monte Forte. Il centro abitato, a 370 m s.l.m., si trova alle pendici del monte Cecubo.[1]

Classificazione climatica: zona D, 1811 GG

Origini del nome

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Il toponimo Esperia risale al 1867, quando le attuali frazioni si unirono in un'unica amministrazione e Roccaguglielma venne scelta come sede municipale. Il nome scelto per la nuova realtà amministrativa indica l'astro Espero, ovvero il nome con cui gli antichi Greci indicavano la penisola italiana. Un'altra ipotesi vuole che il nome "Esperia" derivi dalla parola "spera", che indica i raggi solari. Un'altra ipotesi ancora vuole invece che il nome sia dovuto allo “sperone” alle cui pendici è posto il paese. Non è comunque da escludere che il toponimo faccia riferimento a entrambe le parole.

Alcuni studiosi fanno risalire i primi insediamenti sul territorio esperiano o all'epoca preromana e romana (come nel caso della vicina Interamna Lirenas) o all'epoca tardo-antica; certa è invece la creazione di borghi nell'area voluta da Montecassino nel X secolo. La popolazione, che prima di allora abitava in piccoli insediamenti sparsi sul territorio, fu fatta progressivamente convogliare nei pressi di San Pietro e di San Paolo della Foresta, due monasteri benedettini costruiti per sostituire l'antico Santo Stefano, distrutto nel IX secolo dai Saraceni.

Nel XII secolo il normanno Guglielmo di Blosseville fece confluire la popolazione, sempre da insediamenti locali, nel castrum sul monte Cecubo da lui voluto. Il castello prese il nome di Roccaguglielma e aveva il fine di controllare il passo che permette di giungere da Pontecorvo e Aquino, città dei Normanni, a Gaeta senza dover passare per Cassino.

Nei secoli la collocazione strategica di Roccaguglielma e del suo feudo ne fece un territorio spesso conteso. Tra le famiglie nobili che ne presero possesso si ricordano gli Spinelli, che nel XIV secolo realizzarono molte opere edilizie, i della Rovere e i Farnese. A Roccaguglielma è documentata nel Cinquecento la presenza di un piccolo nucleo di ebrei insediato nella zona di Portella. Nel 1497 e nel 1503 il centro e il suo territorio subirono pesanti distruzioni a opera del generale spagnolo Gonzalo Fernandez de Cordoba. Il periodo più florido fu tra il XVI e il XVII secolo. Nel 1636 il feudo fu devoluto alla camera regia. Nel 1654, a seguito di un violento terremoto, si ebbe una nuova devastazione.

L'esperiano Clino Roselli ebbe parte attiva nella Repubblica Partenopea, ma venne giustiziato dai Borbonici nel 1799. Erano gli anni di maggiore diffusione locale del brigantaggio, che aveva forte presa sulla popolazione rurale spesso in funzione anti-napoleonica; agirono sul territorio l'itrano Fra Diavolo nel periodo napoleonico e Chiavone nel periodo post-unitario. Sotto il governo di Manuel Cerrito, si realizzò una nuova sistemazione amministrativa del territorio: Roccaguglielma fu separata dalle attuali frazioni di Esperia inferiore e Monticelli che costituirono il comune di San Pietro in Curolis. Dopo l'unità d'Italia, nel 1867, Roccaguglielma e San Pietro si fusero e presero il nome di Esperia. Con il declino delle opportunità date da un'economia rurale, Esperia iniziò a spopolarsi progressivamente.

Esperia si trova lungo quella che fu la linea Gustav durante il secondo conflitto mondiale: il territorio fu più volte bombardato, la popolazione fuggì ma ci furono comunque ingenti perdite. Lo sfondamento del fronte avvenne proprio a Esperia per opera delle truppe franco-maghrebine, le quali commisero le marocchinate, episodi di violenza sulla popolazione locale che portarono allo stupro di 700 donne locali.[5] Per questi episodi di sofferenza, al comune fu conferita l'onorificenza della medaglia d'oro al merito civile.[6]

«D'azzurro, al castello d'argento, murato di nero, torricellato di tre pezzi con il centrale più alto, merlati alla guelfa, aperto e finestrato del campo, fondato sulla campagna di verde, al gallo al naturale, rivoltato, fissante la stella di 5 raggi d'argento, posta nel cantone sinistro del capo. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di azzurro.

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria
«Piccolo Comune con pochissime migliaia di abitanti, occupato per la posizione strategicamente favorevole dall'esercito tedesco impegnato a difesa della linea "Gustav", fu obiettivo di ripetuti e selvaggi bombardamenti che provocarono numerosissime vittime civili e la quasi totale distruzione dell'abitato. Con l'arrivo degli alleati il paese subì, poi, una serie impressionante di furti, omicidi e saccheggi e dovette registrare più di settecento atti di efferata violenza su donne, ragazze e bambini da parte delle truppe marocchine. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio e elette virtù civiche. Esperia, ottobre 1943 - maggio 1944.»
 10 marzo 2004[6]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Portale con San Pietro e Madonna con Bambino

Architetture religiose

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  • Chiesa di Santa Maria Maggiore; nella chiesa, situata a Esperia superiore, si possono ammirare un'opera del pittore Taddeo Zuccari, la statua lignea del protettore San Clino Abate, che si dice riprenda i lineamenti di Clino Roselli, e un bassorilievo del 1521.
  • Chiesa della Madonna di Loreto; nella chiesa barocca si conserva una Madonna lignea risalente al XVI secolo e due opere del pittore Luca Giordano.
  • Chiesa di Santa Maria di Montevetro, con affreschi del XV secolo.
  • Chiesa di San Donato.

Architetture militari

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Architetture civili

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  • Orme di dinosauro di diverse specie; scoperte recentemente (2006) in località San Martino, sono attualmente in fase di studio. Risalgono presumibilmente a 250 milioni di anni fa.[9][10]

Aree naturali

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Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[13]

La popolazione professa per la maggior parte la religione cattolica nell'ambito della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.

Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema "Unità locali", intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero di addetti delle imprese locali attive (valori medi annui).[14]

2015 2014 2013
Numero imprese attive % Provinciale Imprese attive % Regionale Imprese attive Numero addetti % Provinciale Addetti % Regionale Addetti Numero imprese attive Numero addetti Numero imprese attive Numero addetti
Esperia 140 0,42% 0,03% 251 0,24% 0,05% 147 259 145 261
Frosinone 33 605 7,38% 106 578 6,92% 34 015 107 546 35 081 111 529
Lazio 455 591 1 539 359 457 686 1 510 459 464 094 1 525 471

Nel 2015 le 140 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano lo 0,42% del totale provinciale (33 605 imprese attive), hanno occupato 251 addetti, lo 0,24% del dato provinciale; in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato poco meno di due addetti (1,79).

La coltivazione e la lavorazione del tabacco e la pastorizia rimangono le maggiori attività produttive del comune; l'emigrazione, iniziata nel XIX secolo, si protrae oggi verso i centri industriali.[senza fonte]

Esperia dà il nome ad una razza di pony, il Pony di Esperia – originaria dei monti Aurunci ed Ausoni –, che è una delle quindici razze a diffusione limitata riconosciute dall'Associazione Italiana Allevatori ed è l'unica razza italiana denominata "pony".[15]

Il Pony di Esperia viene allevato allo stato brado, senza mai venire ricoverato in stalla, ed è quindi un pony molto rustico e frugale e resistente alle avversità. L'altezza minima al garrese è di 138 cm nei maschi e di 132 cm nelle femmine, mentre la circonferenza dello stinco è di 19 cm nei maschi e di 18 cm nelle femmine.

Di fatto l'Esperia ha la morfologia di un piccolo cavallo ed assomiglia al Deutsche Reitpony, per cui risulta molto adatto all'impiego sportivo in concorsi equestri.

Amministrazione

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Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Esperia passò dalla provincia di Caserta (all'epoca denominata provincia di Terra di Lavoro) a quella di Frosinone.

Altre informazioni amministrative

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  1. 1 2 Esperia, su comunitamontanaxixaurunciinweb.it. URL consultato il 28 febbraio 2026.
  2. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. Pierluigi Romeo di Colloredo, I goumiers in Italia, Bergamo, Soldiershop, 2018, p. V.
  6. 1 2 Comune di Esperia, Medaglia d'oro al merito civile, su quirinale.it.
  7. Esperia, storia e curiosità di un paese tutto da scoprire, su frosinonetoday.it.
  8. Palazzo Spinelli, su comune.esperia.fr.it.
  9. Le orme di dinosauro, su comune.esperia.fr.it.
  10. Esperia e l'area archeologica con le orme di Dinosauro, su provincia.fr.it.
  11. Esperia (FR). Antico cippo inciso trovato in un boschetto a Monticelli, su archeomedia.net.
  12. Museo del carsismo "Spinelli", su isprambiente.gov.it.
  13. Dati tratti da:
  14. Atlante Statistico dei comuni dell'Istat, su asc.istat.it. URL consultato il 20 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2020).
  15. Il Registro Anagrafico delle razze Equine ed Asinine a limitata diffusione, su aia.it, Associazione Italiana Allevatori. URL consultato il giugno 2011.
    «Anagraphic register of the horse and donkey breeds of limited distribution.»
  • Paolo Palazzo, Roccaguglielma Esperia. Storia, avvenimenti, curiosità: indagini storiche, topografiche, demografiche e morfologiche sul territorio e i centri storici del comune di Esperia dalla nascita delle prime comunità ai nostri giorni, Roccasecca, Arte Stampa, 2018, ISBN 978-88-95101-65-1.
  • Giovanni Pesiri, Insediamenti ebraici a Fondi e negli altri feudi dei Caetani nel Regno di Napoli (secoli XIII-XVI). In Gli Ebrei a Fondi e nel suo territorio, Atti del Convegno, Fondi, 10 maggio 2012, a cura di G. Lacerenza, Napoli, 2013, pp. 89-161.
  • Bruno D'Epiro, Dramma di un popolo. Esperia nella 2ª guerra mondiale (settembre 1943-maggio 1944), Sant'Elia Fiumerapido, IN.GRA.C., 1982.
  • Paolo Agnoletti, Massimo Di Rao e Andrea Todisco, Carsismo nel comune di Esperia (Frosinone), in Notiziario del Circolo speleologico romano, vol. XVII, n. 1-2, Roma, 1972, pp. 3-27.
  • Alfonso Parisse, Memorie di un vecchio castello. Il comune di Esperia attraverso i secoli, Casamari, Tipografia dell'abbazia, 1961.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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