Juventus Organizzazione Sportiva Anonima

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Juventus – Organizzazione Sportiva S.A.
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà di capitali
Fondazione1923 a Torino
Fondata daEdoardo Agnelli
Chiusura1943 (fusione con altre tre società torinesi che costituì la Compagnia Industriale Sportiva Italia)
Sede principaleTorino[1]
Settoreprogettazione d'impianti sportivi
attività polisportiva, principalmente:
calcio
tennis
hockey su ghiaccio
nuoto
bocce

La Juventus – Organizzazione Sportiva S.A., anche denominata Juventus Organizzazione Sportiva Anonima e nota più brevemente come Juventus O.S.A., fu una azienda polisportiva italiana di capitali con sede a Torino, attiva per un ventennio dal 1923 al 1943, anno in cui venne fusa con altre società locali per costituire la Compagnia Industriale Sportiva Italia (CISITALIA).[2] Nacque in seno al Foot-Ball Club Juventus, il quale ne divenne poi la sezione calcistica.

L'azienda ottenne grande prestigio anche nel settore industriale in virtù della qualità delle strutture sportive a uso polivalente costruite durante il proprio periodo d'attività, quali il Circolo Sportivo Juventus e il campo d'allenamento della squadra di calcio bianconera, divenute tra le più importanti del Paese, e della cui progettazione fu responsabile.[3][4]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Venne fondata dall'avvocato Edoardo Agnelli e iscritta presso la cancelleria del Tribunale di Torino[5] con l'obiettivo di dare impulso al Foot-Ball Club Juventus in diverse discipline sportive oltre a quella principale del calcio, inizialmente in bocce e tennis.[6] Costituita come una società anonima a capitale interamente privato, inizialmente la Juventus O.S.A. operava all'interno del Campo Juventus sito in Corso Marsiglia,[7] amministrando la società calcistica e il Circolo Sportivo Juventus, un club sociale autonomo che gestì direttamente il resto delle sezioni sportive facenti parte dell'organizzazione.[8] Nel dicembre 1942 la società vantava una capitale sociale di 1 000 000.[5]

Dopo la fusione[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della fusione che diede origine alla Manifatture Bosco – Compagnia Industriale Sportiva Italia (CISITALIA),[2] la nuova azienda si trasferì nel 1943 nell'allora Corso IV Novembre. In tale sede l'imprenditore scurzolenghese Piero Dusio, al tempo presidente dell'associazione, decise di migliorarne la gestione interna avviando la costruzione di spazi dedicati allo sviluppo dell'attività polisportiva bianconera, tra i quali un nuovo campo d'allenamento per la squadra di calcio nonché il primo scenario tennistico nel Paese all'interno dell'allora maggior complesso sportivo della città,[4] inaugurando sezioni professionistiche per la pratica dell'hockey su ghiaccio e il nuoto,[4] organizzando diversi eventi a livello nazionale e internazionale e promuovendo anche lo sviluppo di nuove attività sportive quali la pallacanestro, la pallanuoto e il pattinaggio su ghiaccio.[9]

Declino[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la seconda guerra mondiale avvenne il declino della polisportiva, a causa degli impegni dell'allora presidente Dusio con la sua fabbrica automobilistica;[10] situazione aggravata dalla crisi che colpì l'economia nazionale a partire dal 1947, portando alla liquidazione avvenuta nel febbraio 1949.[11][12] Le due sezioni sopravvissute allo scioglimento della società, nonché quelle di maggior successo – calcio e tennis –, vennero quindi separate: quella calcistica acquisì dimensione aziendale sotto forma di una società a responsabilità limitata nell'agosto 1949, essendo gestita da allora, sia in modo diretto sia indiretto, da diversi membri della dinastia industriale degli Agnelli e avrà la propria sede amministrativa nei pressi di piazza San Carlo, dove sarà anche ricostituito il Circolo;[13] mentre la sezione tennistica venne ricostituita come organizzazione sportiva indipendente un mese prima sotto la denominazione di Sporting Club[14] attraverso l'intervento della Società Iniziative Sportive (S.I.S.), un'associazione di sportivi torinesi presieduta dall'allora imprenditore e dirigente sportivo Ferruccio Novo,[11][15] fino al 1966, anno in cui venne fusa al Circolo «La Stampa» dando vita al nuovo Circolo della Stampa – Sporting.[9]

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Sezioni sportive[modifica | modifica wikitesto]

Sport Sezione
Calcio Foot-Ball Club Juventus (1923-1947)
Tennis Tennis Club Juventus (1923-1949)
Hockey su ghiaccio Hockey su ghiaccio Juventus (1940-1945)
Nuoto Nuoto Juventus (1941-1946)
Bocce Circolo Bocciofilo Juventus (1930-1946)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'Agendina del Calcio 1933-1934, «Divisione Nazionale – I campi di giuoco», p. 28
  2. ^ a b Atto costitutivo originale del 1943 (PDF), in Archivio storico Cisitalia.
  3. ^ Molino, p. 3
  4. ^ a b c In Corso IV Novembre impianti sportivi in via di realizzazione per le nuove attività della Juventus, in La Stampa, 11 marzo 1941, p. 4.
  5. ^ a b Foglio delle inserzioni (parte seconda) (PDF), nº 291, Roma, Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, 10 dicembre 1942, p. 4.
  6. ^ La «Juventus», in La Stampa, 1º aprile 1931, p. 2.
  7. ^ L'assamblea della Juventus: L'elezione del consiglio e del presidente, in La Stampa, 28 gennaio 1945, p. 2.
  8. ^ Tavella, p. 124
  9. ^ a b La storia, in Circolo della Stampa – Sporting, 29 settembre 2015.
  10. ^ Tavella, Ossola, p. 124
  11. ^ a b Attivo e passivo della 'Cisitalia', in La Stampa, 25 febbraio 1949, p. 2.
  12. ^ Iscritto con n. 1164, REA 514444, cfr. Ufficio del registro delle imprese, Società di capitali (PDF), Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura di Milano, 30 ottobre 2011, p. 22.
  13. ^ Iscritta con codice 214687, cfr. Movimento anagrafico – Iscrizioni dal 1º al 31 agosto 1949, in Cronache economiche, nº 63, Camera di Commercio, Industria e Agricoltura di Torino, 5 agosto 1949, p. 5.
  14. ^ Anche noto come Sporting Club Torino, cfr. Favorito lo Sporting Club ai campionati di tennis, in Nuova Stampa Sera, 10 novembre 1949, p. 1.
  15. ^ La gestione degli impianti di corso IV Novembre, in Nuova Stampa Sera, 22 marzo 1949, p. 1.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Renato Tavella, Nasce un mito: Juventus!, Ariccia, Newton & Compton, 2005 [2004], ISBN 88-541-0270-9.
  • Renato Tavella, Franco Ossola, Il Romanzo della Grande Juventus, Roma, Newton & Compton, 2003 [1997], ISBN 88-8289-900-4.

Pubblicazioni varie[modifica | modifica wikitesto]