Biblioteca di storia e cultura del Piemonte "Giuseppe Grosso"

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Biblioteca di storia e cultura del Piemonte Giuseppe Grosso
Targa biblioteca di storia e cultura del Piemonte.jpg
Targa biblioteca
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegionePiemonte
CittàTorino
IndirizzoVia Maria Vittoria, 12 - Palazzo Cisterna
Caratteristiche
Tipouniversitaria
Specialisticastoria, cultura, arte e architettura del territorio
Numero opere200.000 volumi, 150 manoscritti, 11 incunaboli, 50 archivi, 100 testate periodici
StileBarocco - Tardobarocco settecentesco - Eclettismo - Novecento - Razionalismo
ArchitettoAnonimo sec. XVII. Interventi successivi di G.V. Dellala di Beinasco (facciata) - Camillo Riccio - A. Albert - Giovanni Chevalley - L. Lange
Costruzione1685 - Ristrutturazione 1780 (facciata) - ulteriori interventi tra il 1883 e 1886, nel 1940 e nel 1958
Apertura1964
ProprietàCittà metropolitana di Torino
GestioneSoprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Citta Metropolitana di Torino
DirettoreCarla Gatti
Sito web
Coordinate: 45°04′02.39″N 7°41′08.88″E / 45.06733°N 7.6858°E45.06733; 7.6858
Il libro più piccolo del mondo (Lettera di Galileo Galilei a Cristina di Lorena, Padova 1896), Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte, Torino

La Biblioteca di storia e cultura del Piemonte "Giuseppe Grosso", è una biblioteca pubblica, a vocazione universitaria e specialistica, appartenente alla Città metropolitana di Torino.[1] La Biblioteca rappresenta un punto di riferimento essenziale per l'intera area regionale, grazie all'intrinseco valore culturale e testimoniale delle sue raccolte, arricchite anche da alcune preziosità e particolarità. Indirizzata al mondo universitario, ma aperta a tutti, vanta un patrimonio librario di 200.000 volumi, una nutrita sezione di periodici, ed un'ampia sezione archivistica; conserva inoltre raccolte grafiche, fotografiche e stampe storiche.[2] La sede si trova in via Maria Vittoria, 12 all'interno di Palazzo Cisterna[3], già dei principi Dal Pozzo della Cisterna, a cui seguirono per via matrimoniale i duchi di Savoia-Aosta. Acquistato dalla Provincia di Torino nel 1940,[2] questo palazzo di alta rappresentanza fu realizzato fra Sei e Settecento da un architetto anonimo (schema aperto a C su giardino e androne passante); nell'ultimo quarto del Settecento l'architetto Francesco Valeriano Dellala di Beinasco progettò una nuova manica sull'attuale via Carlo Alberto e la facciata principale sull'attuale via Maria Vittoria, ma nell'Ottocento il palazzo risultava ancora incompleto e i corpi del cortile dissimmetrici in altezza.[4] Successivamente ampliato e modificato, Palazzo Cisterna riunisce elementi stilistici differenti, propri degli stili Barocco, Tardobarocco settecentesco, Eclettismo, Novecento e Razionalismo. La Biblioteca occupa parte del piano terreno del palazzo. Nella sala lettura il soffitto è ornato da decorazioni a stucco (Stuccatori luganesi, sec. XVII); uno dei locali interni, di particolare rilievo architettonico, era in origine il guardaroba del duca d'Aosta, mentre i fondi Ignazio Giulio, Gian Carlo Falconieri, Giorgio Anselmi, Marino Parenti, Lorenzo Valerio occupano l'Ala di Ponente del palazzo in due sale ridecorate ai tempi di Amedeo di Savoia-Aosta.[5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca di storia e cultura del Piemonte, nasce nel 1956 su volontà ed impulso del presidente della Provincia di Torino, giurista e docente universitario Giuseppe Grosso.[6] L'intenzione è quella di ampliare la preesistente biblioteca, di carattere prettamente giuridico-amministrativo, dando spazio a settori storici in grado di fornire testimonianza della cultura locale e supporto ai numerosi studiosi e accademici che gravitavano intorno alla figura di G. Grosso.[7] Nel 1953 era stata istituita la rete provinciale di lettura, con la creazione di posti di prestito decentrati e l'incremento, nel bilancio dell'Ente, di un fondo speciale, esclusivamente predisposto allo sviluppo di iniziative culturali.[8] La connotazione di biblioteca storica, aveva lo scopo precipuo di documentare la storia del Piemonte e degli Antichi Stati Sardi. Nel discorso ai Consiglieri del 30 novembre 1956, Giuseppe Grosso descrive al suo uditorio la sua finalità e il suo impegno nel costruire una biblioteca "specializzata in problemi locali, e cioè della storia locale piemontese, nell'impostazione dei vari problemi locali, storici, economici, folcloristici, dialettali".[8] Nel dicembre 1956, l'assessore Renzo Forma chiarì che la nuova biblioteca avrebbe dovuto colmare una lacuna e "costituire una specializzazione mancante, o meno curata, in altre biblioteche".[8] Quella che oggi può apparire una scelta riduttiva, incentrata prettamente sulla storiografia locale, raccolta senza una previsione certa dei possibili fruitori, nel tempo ha dimostrato di poter ambire ad una collocazione precisa, in linea con il modello francese di studi regionali, che privilegiava acquisizioni su base geografica.[8] Va detto che la sua nascita si collega ad un momento di particolare ed entusiastico sviluppo di studi sul Risorgimento, nel periodo che precede le celebrazioni per il centenario dell'Unità d'Italia.[9] L'istituzione negli anni si amplia, e pur senza interrompere il filone privilegiato di argomenti prescelti, raccoglie un vasto materiale bibliografico ed archivistico in grado di trascendere i i limiti geografici originari, come nella Raccolta di Marino Parenti.[10] Il 20 maggio 1964, apre i suoi locali al pubblico, dopo otto anni di lavoro interno. Il mondo universitario torinese strinse stretti rapporti con l'istituzione, grazie anche alla presenza di Giuseppe Grosso, contribuendo direttamente alla sua creazione con l'impegno di studiosi quali Walter Maturi, Guido Quazza, Franco Venturi, Luigi Firpo. Fu quest'ultimo ad ideare il soggettario tripartito (persone, luoghi e materie) che caratterizzò la biblioteca fin dalle origini, permettendo un più analitico approdo agli argomenti di ricerca.[10]

Dal 1960, ma con esiti a partire dal 1991, Quazza, Venturi e Firpo, promossero la pubblicazione del carteggio di Lorenzo Valerio, politico. Il carteggio, di cui si pubblicherà l'ultimo volume, è stato studiato e curato da Adriano Viarengo.[11] Negli anni tra il 1997 e il 2004 altre pubblicazioni curate dalla biblioteca, hanno contribuito a valorizzare nel modo più ampio e diffuso le raccolte, rafforzando l'interscambio con le Università, le Società storiche e gli Enti interessati alla diffusione culturale non solo locale. Il riversamento nel sistema informatico SBN dei cataloghi della biblioteca, si allinea al nuovo sistema di comunicazione, aperto alla diffusione dei contenuti. La Biblioteca si incardina quindi, con un rilievo non soltanto locale e caratteristiche uniche, nel sistema culturale italiano, e rappresenta un punto di riferimento importante per il mondo della ricerca. Le nuove prospettive vanno oggi in direzione della digitalizzazione dei testi, attualmente in fase sperimentale.[8]

La biblioteca "Giuseppe Grosso" ha ricevuto il 18 febbraio 2010 la certificazione HERITY per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale. Nel 2013 la Biblioteca ha ricevuto il premio "Mario Soldati" per la cultura promosso dal Centro Pannunzio di Torino.[8]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Fondi[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca di Marino Parenti, Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte, Torino
Fondo Giulio-Falconieri. Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte, Torino.

Le raccolte generali sul Piemonte costituiscono il nucleo preponderante della Biblioteca, ma a queste, si sono nel tempo accorpati alcuni importanti fondi (in biblioteconomia raccolta o collezione di libri manoscritti, fotografie, disegni), quali:

Fra i tesori della biblioteca 11 incunaboli[26], 150 volumi manoscritti[27], una preziosa raccolta di copioni teatrali originali[28], numerose testate di periodici dal Settecento ed una a raccolta di tesi di laurea, testimonianza del carattere universitario dell'istituzione e dei suoi legami con le varie Facoltà.

Luigi Sacchi, negativo calotipico, anni ʼ40 del sec. XIX Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte, Torino

Di particolare rilievo ed interesse le raccolta di carte geografiche[29] ed arti grafiche[30]a cui si affianca la collezione di stampe storiche[31] ed un'importante raccolta fotografica[32], dove si distinguono per rarità, i calotipi di Luigi Sacchi[33][34], risalenti all'epoca delle prime sperimentazioni italiane nel campo della fotografia, nel 1840.[35].

Archivi[modifica | modifica wikitesto]

Il settore archivistico comprende 50 insiemi, relativi soprattutto a famiglie nobili, scienziati, storici, letterati, uomini politici, architetti principalmente piemontesi dell'Otto e Novecento. Di particolare rilievo gli archivi delle famiglie Avogadro di Novara,[36] Bosses di Bosses,[37] Carrone di San Tommaso[38] Cotti di Ceres,[39] Filippa di Martiniana[40], Freylino di Buttigliera[41], Gazzelli di Rossana, Germano di Borgo d'Ale[42], Nazari di Novara, Giorgio Anselmi[43], Giuseppe Baruffi[44], Umberto Bertagna, Domenico Berti[45], Giovanni Cena, Leonetto Cipriani[46], Gaudenzio Claretta, Luigi Colla[47], Valdo Fusi, Carlo Ignazio Giulio e famiglia, Guglielmo Lange, Augusta Lange, Antonio Manno[48], Emanuele Marliani[49], Armando Melis de Villa, Anton Maria Mucchi[50], Lorenzo Millet e Giovanni Battista Millet[51], Alberto Nota[52], Marino Parenti[53], Camillo Riccio[54], Lorenzo Valerio[55], Carlo Mario Zuccarelli[56]. Altri archivi riguardano singoli periodi della storia del Piemonte[57].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biblioteca storica, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato il 23 aprile 2021 (archiviato il 23 aprile 2021).
  2. ^ a b Walter Canavesio (a cura di), La Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte "G. Grosso", Torino, Provincia di Torino, 1997.
  3. ^ Visita palazzo Cisterna. Storia del Palazzo., su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 26 aprile 2021).
  4. ^ Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, su museotorino.it. URL consultato il 28 aprile 2021 (archiviato il 28 aprile 2021).
  5. ^ Walter Canavesio (a cura di), La biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte "G. Grosso", Torino, Provincia di Torino, 1997, pp. 17-29.
  6. ^ Biblioteca di storia e cultura del Piemonte "Giuseppe Grosso" - Storia e caratteristiche., su amp.ww.it.freejournal.info. URL consultato il 23 aprile 2021 (archiviato il 23 aprile 2021).
  7. ^ Maria Rosaria Pacì, Rivive la storia piemontese nelle raccolte della biblioteca provinciale, in Cronache da Palazzo Cisterna, n. 2, 1967, pp. 50-54.
  8. ^ a b c d e f Biblioteca di storia e cultura del Piemonte "Giuseppe Grosso". Storia e caratteristiche., su amp.ww.it.freejournal.info. URL consultato il 23 aprile 2021 (archiviato il 23 aprile 2021).
  9. ^ Biblioteca di storia e cultura del Piemonte "Giuseppe Grosso". Storia e caratteristiche, su amp.ww.it.freejournal.info. URL consultato il 23 aprile 2021 (archiviato il 23 aprile 2021).
  10. ^ a b Walter Canavesio (a cura di), La Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte "G. Grosso", Torino, Provincia di Torino, 1997, pp. 17-42.
  11. ^ Lorenzo Valerio, Carteggio (1825-1865). Raccolto da Luigi Firpo, Guido Quazza, Franco Venturi, in Adriano Viarengo (a cura di), Fondazione Luigi Einaudi. Torino. Scrittori italiani di politica, economia e storia., Leo Olschki, 1991-2010.
  12. ^ Biblioteca storica. Fondo Giulio, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  13. ^ Biblioteca storica. Fondo Parenti, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 10 maggio 2021).
  14. ^ Fondi archivistici. Fondo Lange Augusta e Guglielmo, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  15. ^ Fondi archivistici. Archivio Valdo ed Edoarda Fusi, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 10 maggio 2021).
  16. ^ Biblioteca storica. Fondo Campini, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  17. ^ Fondi particolari. Fondo Grandi, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  18. ^ Fondi particolari. Fondo Griffini, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 10 maggio 2021).
  19. ^ Fondi particolari. Fondo Morselli, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  20. ^ Spigolando in biblioteca. Lunari, almanacchi, calendari, effemeridi, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 12 maggio 2021).
  21. ^ Fondi particolari. Fondo bibliografico Anselmi, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  22. ^ Fondi archivistici. Armando Melis de Villa., su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 10 maggio 2021).
  23. ^ Fondi archivistici. Umberto Bertagna, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 10 maggio 2021).
  24. ^ Walter Canavesio (a cura di), La biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte "G. Grosso", in Quaderni Della Biblioteca Di Storia E Cultura Del Piemonte, Torino, Provincia di Torino, 1997, pp. 10-154.
  25. ^ Fondi particolari. Fondo Bertagna., su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  26. ^ Biblioteca storica. Incunaboli, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 26 aprile 2021).
  27. ^ Raccolte particolari. Manoscritti rilegati, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 25 aprile 2021).
  28. ^ Biblioteca storica. Collezione di copioni teatrali, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 26 aprile 2021).
  29. ^ Walter Canavesio (a cura di), La Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte "G. Grosso", Torino, Provincia di Torino, 1997, pp. 97-151.
  30. ^ Raccolte particolari. Il fondo arti grafiche Jolanda e Angelo Dragone, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato il 25 aprile 2021 (archiviato il 25 aprile 2021).
  31. ^ Biblioteca storica. Raccolta di stampe, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato il 25 aprile 2021 (archiviato il 25 aprile 2021).
  32. ^ Raccolte particolari. Raccolte fotografiche, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato il 25 aprile 2021 (archiviato il 25 aprile 2021).
  33. ^ Sacchi, Luigi, su treccani.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  34. ^ Roberto Cassanelli (a cura di), Luigi Sacchi:un artista dell'ottocento nell'Europa dei fotografi. Le fotografie della Raccolta Parenti nella Biblioteca di storia e cultura del Piemonte, in Quaderni della Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte (n. 2), Torino, Provincia di Torino, 1998, p. 191.
  35. ^ Raccolte particolari, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato il 25 aprile 2021 (archiviato il 25 aprile 2021).
  36. ^ Fondi archivistici. Fondo Avogadro di Collobiano-Nazari di Novara, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato il 10 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  37. ^ Fondi archivistici. Fondo Bosses di Bosses, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato il 10 maggio 2021 (archiviato il 10 maggio 2021).
  38. ^ Fondi archivistici. Le carte dei Carrone di San Tommaso, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato il 10 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  39. ^ Fondi archivistici. Le storie intrecciate di due famiglie: Cotti di Ceres e Gazelli di Rossana, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato il 10 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  40. ^ Fondi archivistici. Carlo Giuseppe Filippa di Martiniana, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato il 10 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  41. ^ Fondi archivistici. Freylino di Buttigliera, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato il 10 maggio 2021 (archiviato il 10 maggio 2021).
  42. ^ Fondi archivistici. Germano di Borgo d'Ale, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 12 maggio 2021).
  43. ^ Fondi archivistici. Anselmi Giorgio Ermanno., su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 10 maggio 2021).
  44. ^ Fondi archivistici. Fondo Baruffu Giuseppe, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 12 maggio 2021).
  45. ^ Fondi archivistici. Fondo Berti., su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  46. ^ Storie del Risorgimento: l'archivio dell'architetto Leonetto Cipriani, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 12 maggio 2021).
  47. ^ Fondi archivistici. Luigi Colla, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 12 maggio 2021).
  48. ^ Fondi archivistici. Il fondo Manno: una miscellanea di celebri firme., su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  49. ^ Fondi archivistici. Emanuele Marliani., su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  50. ^ Fondi archivistici. Il Fondo Mucchi: una corrispondenza di artisti e intellettuali., su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  51. ^ Fondi archivistici. Fondo Millet, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 12 maggio 2021).
  52. ^ Fondi archivistici. Alberto Nota, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 12 maggio 2021).
  53. ^ Fondi archivistici. Fondo Parenti. Archivio., su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato l'11 maggio 2021).
  54. ^ Fondi archivistici. Architetti all'opera: Camillo Riccio, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 12 maggio 2021).
  55. ^ Fondi archivistici. Fondo Valerio, su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 12 maggio 2021).
  56. ^ Fondi archivistici. Ingegneri all'opera: Carlo Maria Zuccarelli., su cittametropolitana.torino.it. URL consultato l'11 maggio 2021 (archiviato il 12 maggio 2021).
  57. ^ Walter Canavesio (a cura di), La biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte "G. Grosso", Torino, Provincia di Torino, 1997, pp. 121-129.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Walter Canavesio (a cura di), La Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte "G. Grosso", in Quaderni della biblioteca di storia e cultura del Piemonte - n. 1, Torino, Provincia di Torino, 1997, p. 154.
  • Roberto Cassanelli (a cura di), Luigi Sacchi. Un artista dell'Ottocento nell'Europa dei fotografi. Le fotografie della Raccolta Parenti nella Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte, in Quaderni della biblioteca di storia e cultura del Piemonte - n. 3, Torino, Provincia di Torino, 1998, p. 191.
  • Maria Rosaria Pacì, Rivive la storia piemontese nelle raccolte della biblioteca provinciale, in Cronache da Palazzo Cisterna, n. 2, 1967, pp. 50-54.

Approfondimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Rosaria Pacì, I libri di Marino Parenti: un'importante acquisizione della nostra biblioteca, in Cronache da Palazzo Cisterna, n. 2, 1966, pp. 18-20..
  • Maria Rosaria Pacì, Torino, 1967, pp. 27-28..
  • Lorenzo Valerio, Carteggio (1825-1865) raccolto da Luigi Firpo Guido Quazza Franco Venturi, a cura di Adriano Viarengo, vol. 1-5, Torino, Leo Olschi, 1991-2010..
  • Walter Canavesio, Una storia quarantennale...lunga oltre 60 mila volumi, in Cronache piemontesi, n. 48, 1997, pp. 29-31..
  • Walter Canavesio (a cura di), Seicentina.Tipografi e libri nel Piemonte del '600, Torino, Provincia di Torino, 1999, p. 313..
  • Angelo d'Orsi (a cura di), Un uomo di lettere. Marino Parenti e il suo epistolario, Torino, Provincia di Torino, 2001, p. 412..
  • Bruno Signorelli (a cura di), Tre anni di ferro. Dal disarmo di San Benedetto Po alla vittoria di Torino del 1706 nella corrispondenza fra Vittorio Amedeo II e il conte Giuseppe Biglione, Torino, Provincia di Torino, 2003, p. 131..
  • Filippo Morgantini (a cura di), Camillo Riccio e la costruzione della città borghese. Formazione e professione nella Torino delle grandi esposizioni attraverso i disegni di Camillo e Arnaldo Riccio nella Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte, Torino, Provincia di Torino, 2004, p. 275..
  • provincia di Torino, Novus ordo. Il cammino delle Province verso l'Unità d'Italia, Torino, provincia di Torino, 2008, p. 59..
  • Saggi e rassegne sulle fonti della Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte 'Giuseppe Grosso, in Percorsi:saggi e rassegne sulle fonti della Biblioteca di storia e cultura del Piemonte Giuseppe Grosso, Torino, Provincia di Torino, 2004..

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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