Stradario di Torino

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Lo stradario di Torino comprende i nomi di strade, vie, corsi e piazze del capoluogo piemontese con la loro storia, riguardo sia alle diciture attuali sia ai toponimi antichi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vista del paesaggio dalla Mole Antonelliana
Vista del paesaggio dal Monte dei Cappuccini

Fino al XVII secolo circa, la città era completamente racchiusa dalla cinta muraria militare, con vie anguste, che ricalcavano i vicoli dell'antico accampamento romano, cioè con la struttura a castrum romano, con decumano e cardine. Questa morfologia favoriva, durante le frequenti sommosse, la creazione di barricate, impedendo al contempo l'uso della cavalleria per sedare le agitazioni. Tuttavia, dopo le invasioni barbariche nel V secolo, il perfetto schema a Quadrilatero Romano divenne per la prima volta irregolare per alcune vie perpendicolari all'attuale Via Garibaldi, non più perfettamente diritte (ad esempio: Via Stampatori). Quando Carlo Emanuele I decretò l'espansione e la ristrutturazione urbanistica della città, tenne conto delle vecchie esigenze difensive e mantenne quindi la viabilità con la stessa struttura a strade perpendicolari. Durante il XV secolo, la parte orientale del centro fu ampliata e arricchita dei classici portici, mentre furono decorate le principali piazze e, soprattutto, gli enormi viali, che avevano una funzione estetica ma anche e soprattutto una funzione militare, rendendo impossibile la formazione di barricate da parte dei rivoltosi e permettendo l'uso di cariche di cavalleria qualora si fossero rese necessarie. La struttura geometrica ortogonale delle vie, tipica del Quadrilatero Romano, fu rotta per la prima volta dall'architetto Carlo Ceppi, con la costruzione di via Pietro Micca nel 1886, seguita poi da altre zone fuori dal centro storico di Torino come Borgo San Paolo, costruito con vie a struttura di "tela di ragno", nel 1901. Un'altra eccezione alla struttura reticolare tipica del capoluogo piemontese è corso Unione Sovietica, viale alberato lungo 5,3 km, con carreggiata centrale e due controviali, che collega il centro cittadino con la periferia sud, "tagliando" il reticolo viario in diagonale, nella direzione da nord-est a sud-ovest. In generale però, l'intera città mantenne una struttura di vie pressoché ortogonali, a eccezione di alcune imperfezioni, soprattutto nei quartieri Rebaudengo, Borgo San Paolo, Barriera di Milano. I personaggi storici sono in percentuale maggiore maschili, per motivi storico-culturali. Solo per le regine e duchesse c'è una percentuale superiore, anche se sempre inferiore a quella dei maschi.
Nelle zone viarie più esterne al centro storico della città sabauda, frequente è l'associazione di toponimi di una stessa tipologia: per esempio, nel quartiere Barriera di Milano le vie sono intitolate quasi totalmente a musicisti; da nord a sud, i corsi Potenza, Lecce, Trapani, Siracusa, Cosenza, sono intitolati a città dell'Italia del Sud; in zona nord, i corsi Tortona, Novara, Vigevano, Mortara, via Stradella e Lungo Dora Voghera sono intitolati a città acquisite dal Regno di Sardegna, durante l'espansione verso est.
Le storiche vie d'accesso alla città sono dedicate ai luoghi in cui conducono: strada dell'aeroporto, di San Mauro, di Settimo, della Venaria, di Lanzo, strada comunale di Altessano (antico nome di Venaria), antica di Collegno, di Cuorgnè, antica di Grugliasco, di Pianezza, di Druento, via (anticamente strada di) Borgaro; i corsi Vercelli, Casale, Chieri, Moncalieri, Orbassano, Nizza. In questa categoria toponomastica rientrava anche corso Stupinigi, che però negli anni 1950 fu intitolato all'Unione Sovietica. Vi sono alcune eccezioni: le vie Nichelino, Beinasco e Carmagnola sono in posizioni casuali.
Al periodo coloniale italiano poi furono dedicate la maggior parte delle piazze e vie periferiche: Massaua, Cirene, Stampalia, Derna, Adua, Asmara, Zara, Bengasi, ma anche le vie Rodi, Spalato, Veglia, Arbe in zona istriana ricordano possedimenti italiani all'epoca e quando l'Italia possedeva le isole del Dodecanneso. Alcune vie nel quartiere San Paolo sono dedicate ai mari italiani: Mediterraneo, Tirreno, Adriatico, Jonio ed Egeo. I lungo Dora invece, sono tutti dedicati a città italiane: Savona, Napoli, Firenze, Siena, Agrigento, Voghera; unica eccezione è il lungo Dora Pietro Colletta.

Divisioni per quartiere[modifica | modifica wikitesto]

Quadrilatero Romano e Borgo Nuovo[modifica | modifica wikitesto]

Facciata di Palazzo Reale
Il monumento di Vittorio Emanuele II al centro del rondò
  • Confini:Passante ferroviario, corso Regina Margherita, Corso San Maurizio, fiume Po, corso Vittorio Emanuele II.

Il nucleo della città medievale ricade interamente nel centro storico della città; le vie della zona sono tutte strette, molte di esse pedonali o a traffico limitato, e sono dedicate ad aspetti della vita di quel periodo storico: via delle Tre galline, via dei Mercanti, via Stampatori. Il centro topografico è piazza Castello, in cui è presente la parte residua della vecchia fortificazione cittadina.
In epoca successiva Torino si espanse in direzione del Po e la via che dalla citata piazza Castello si dirige in leggera discesa verso il fiume fu a esso intitolata. Quando il Piemonte, la contea di Savoia e la contea di Nizza furono unite all'impero francese (1796-1814) e via Po fu una delle rare strade a non cambiare nome durante la dominazione napoleonica, tradotta in rue Po, simile in lingua piemontese.
Torino è storicamente stata una città devota e questa attitudine si riflette nelle numerose strade o piazze intitolate ai santi, tra i quali San Carlo Borromeo, San Maurizio, San Massimo di Torino, San Giovanni Battista, Santa Chiara, San Francesco d'Assisi, San Francesco da Paola, San Domenico, Santa Teresa d'Avila, Santa Maria, Sant'Ottavio, Sant'Antonio da Padova, Sant'Agostino, San Tommaso apostolo, San Federico e l'ancorché beato Sebastiano Valfrè.
Nel quartiere centrale, frequentato dai reali Savoia, numerose sono le intitolazioni ai personaggi storici della dinastia sabauda. Vi sono due re d'Italia: Vittorio Emanuele II e Umberto I; la Regina Margherita; oltre a quelli del Regno di Sardegna: Carlo Alberto, Carlo Felice, Vittorio Emanuele I, Vittorio Amedeo II, Carlo Emanuele II; principi e consorti: Eugenio, Amedeo, Oddone, Maria Vittoria, Maria Adelaide, Maria Teresa); il duca Emanuele Filiberto; il conte Umberto Biancamano (il capostipite), poi i discendenti conte Rosso e conte Verde.

Al Risorgimento le intitolazioni:

Vittorio Emanuele I di Savoia, ai piedi della gradinata della chiesa della Gran Madre di Dio

Personaggi nominati nelle vie del centro sono i musicisti Giuseppe Verdi, Gioachino Rossini e Vincenzo Bellini, gli scrittori Alessandro Manzoni, Torquato Tasso e Vittorio Alfieri e il ministro del regno d'Italia Giovanni Giolitti. L'entusiasmo alla fine della prima guerra mondiale contagiò anche il comune torinese, così troviamo intitolazioni a Piave Bolzano, Armando Diaz e Luigi Cadorna (i condottieri si alternarono come Capo di stato Maggiore), via Cesare Battisti (patriota), piazza Vincenzo Arbarello (caduto al fronte), via Paolo Thaon di Revel (l'ammiraglio comandante della flotta italiana), via Bligny (villaggio francese, dove si distinse il II Corpo d'armata italiano, comandato dal generale Alberico Albricci), piazza Vittorio Veneto, che ricorda la battaglia di Vittorio Veneto (e che sostituì la dicitura Vittorio Emanuele I, al cui re di Sardegna rimase il ponte sul Po, il monumento ai piedi della chiesa della Gran Madre di Dio e l'epigrafe sulla sommità della medesima ORDO POPULUSQUE TAURINUS OB ADVENTUM REGIS). I torinesi, abituati a chiamarla "piazza Vittorio", continuano a nominarla così.

Le intitolazioni dopo il 1946 sono:

Personaggi ricordati per il loro forte contributo locale:

Curiosità: via Collegno si riferisce al politico e patriota Giacinto Provana di Collegno e non al comune. Le istituzioni ricordate in questo quartiere sono via Arsenale, via Arcivescovado, via Accademia Albertina e via Accademia delle Scienze. La piazza dove era situata anticamente la forca, lungo corso Regina Margherita, popolarmente viene chiamata Rondò 'dla forca (in lingua piemontese) ma in realtà il comune non gli ha mai assegnato alcun nome, è ivi presente un busto che raffigura San Giuseppe Cafasso, che conforta un condannato al patibolo. Se il centro della città è considerato generalmente una zona prestigiosa dove vivere, le vie adiacenti a via Barbaroux sono state considerate per secoli «...luoghi disdicevoli per un gentiluomo» come si riferisce a queste zone la scrittrice del XIX secolo Carolina Invernizio. Infatti questa centralissima via ha versato per secoli in uno stato di forte degrado, diventando uno dei luoghi storici della malavita torinese. Fino agli anni 1980 capitava di imbattersi in qualche prostituta che, pazientemente, attendeva i clienti dinnanzi alla porta di casa.

Nella toponomastica della zona più antica della città esistono alcune piazzette ristrette e spesso nemmeno appaiono nelle mappe. l'incrocio fra via Barbaroux e Vicolo Santa Maria si chiama con il pomposo nome di "Piazzetta dell'Università dei maestri minusieri", ma in realtà si tratta di uno spazio di poche decine di metri quadri che comprende un unico numero civico. Striminzita anche la Piazzetta della Madonna degli Angeli, posta all'incrocio fra via Carlo Alberto e via Cavour, ove si affaccia l'omonima chiesa.

San Salvario e Valentino[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello del Valentino di fronte a corso Massimo D'Azeglio
  • Confini:Passante ferroviario, corso Vittorio Emanuele II, fiume Po, corso Bramante.
  • Localizzazione: a est del borgo La Crocetta.

Il quartiere possiede tre grandi arterie che da corso Vittorio Emanuele II si dirigono parallele verso sud:

  • via Nizza, dedicata alla città che fu possedimento sabaudo per 500 anni, ceduta alla Francia nel 1860 insieme alla Savoia (dopo un discutibile plebiscito), in cambio dell'aiuto prestato al regno di Sardegna nel liberare la Lombardia dall'Impero Austro-ungarico.
  • via Madama Cristina, dedicata alla vedova del duca Vittorio Amedeo I di Savoia, reggente per 11 anni.
  • corso Massimo D'Azeglio, uomo politico risorgimentale, primo ministro del regno di Sardegna prima del Conte di Cavour.

La maggior parte delle altre vie è dedicata ad artisti:

Ci sono inoltre località risorgimentali (Goito), piemontesi (Saluzzo), santi (Anselmo d'Aosta, papa Pio V) e il principe (Tommaso, figlio di Carlo Emanuele I di Savoia e capostipite del ramo dei Savoia-Carignano), il ricordo dei Martiri di Belfiore. Recentemente è stata dedicata una piazzetta a Primo Levi.

La Crocetta e borgo San Secondo[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso del Politecnico di Torino in corso Duca degli Abruzzi
  • Confini:corso Vittorio Emanuele II, Passante ferroviario.
  • Localizzazione: a sud e a ovest della zona del quadrilatero romano.

In uno dei quartieri più caratteristici della città, oltre ai già citati Galileo Ferraris, re Umberto I e ai mari Mediterraneo, Jonio ed Egeo, ci sono nei toponimi:

Sono molti i personaggi storici qui rappresentati: dominano i navigatori ed esploratori (Giovanni da Verrazzano, Antonio Pigafetta, Ferdinando Magellano, Giacomo Bove, Sebastiano Caboto, Amerigo Vespucci, Cristoforo Colombo, Marco Polo), ma troviamo anche astronomi (Giovanni Cassini, Giuseppe Piazzi), fisici (Evangelista Torricelli), il ministro e diplomatico Vincenzo Gioberti, la medaglia d'oro Paolo Sacchi e il filosofo Giovan Battista Vico.

Curiosità: la via Bricherasio non è dedicata al comune omonimo ma al militare Giovanni Battista Bricherasio. Sino agli anni 1950 era presente corso Duca di Genova (Ferdinando di Savoia-Genova, fratello del re Vittorio Emanuele II) ora corso Stati Uniti. Stupisce ancora oggi che la città sabauda abbia dedicato una via al generale Andrea Massena, nizzardo, nato suddito sabaudo ma passato al nemico d'oltralpe, che fu autore di razzie e rovine in Piemonte (la piazza centrale di Nizza porta il suo nome). L'unico motivo per la dedica fu forse il fatto che la via venne aperta nel 1853, in un periodo di avvicinamento alla Francia.

Dei tre ingegneri che progettarono il traforo ferroviario del Frejus in questo quartiere si ricorda Germano Sommeiller, mentre Severino Grattoni e Sebastiano Grandis hanno vie minori vicino a piazza XVIII dicembre. Una via è stata dedicata ai fratelli Carle, Giuseppe Carle, senatore del regno d'Italia, e Antonio Carle, primario dell'ospedale Mauriziano, la via parte appunto dall'ospedale Mauriziano. Via Assietta, in ricordo della battaglia dell'Assietta, il colle dove si svolse l'evento nel 1747. Recentemente è stata intitolata una piazza al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

San Paolo e rione Lancia[modifica | modifica wikitesto]

L'Igloo di Mario Merz, all'incrocio con corso Francesco Ferrucci
  • Confini: corso Peschiera, ferrovia Torino-Bardonecchia, corso Trapani.
  • Localizzazione: a ovest del borgo La Crocetta e San Secondo.

Oltre alle già citate strade dedicate al mare Adriatico, ai fratelli Rosselli (Carlo Rosselli e Nello Rosselli), a Trapani, in questo quartiere sono citate molte località piemontesi (Genola, Issiglio, Caraglio, Cumiana, Racconigi, Volvera, Villarbasse, Osasco, Airasca, Rivalta, Lurisia, Bagnasco), ma vi sono anche località come Modane, Lione, Monginevro e Moncenisio, zone o località acquistate dopo il 1918 (e perse nel 1947) come Carso, Isonzo, Tolmino e Lussinpiccolo, la città dalmata Spalato, l'isola mediterranea di Malta, la località risorgimentale di Peschiera, la montagna carsica Sabotino e la Marmolada. La dedica in questo quartiere a Rio de Janeiro è fuori logica poiché altre grandi capitali si trovano nel quartiere Santa Rita.

Rarissimi i personaggi storici: citiamo lo scrittore Gabriele D'Annunzio, Vincenzo Lancia (pioniere dell'automobile), Paolo Braccini (membro del C.L.N. piemontese, fucilato nel 1944), Rodolfo Renier (letterato e filologo) e il generale Carlo di Robilant, militare e diplomatico.

Cenisia e Cit Turin[modifica | modifica wikitesto]

Facciata di Palazzo Carignano
  • Confini: corso Peschiera, corso fratelli Rosselli, corso Trapani.
  • Localizzazione: a nord di Borgata San Paolo.

Il quartiere è caratterizzato dalla presenza di numerosi edifici in stile liberty torinese. In questo quartiere le località piemontesi sono molto rappresentate (in particolare località della Valle di Susa): Bardonecchia, Bussoleno, Susa, Avigliana, Rivoli, Cesana, Caprie, Chianocco, Revello, Vigone, Crissolo, Moretta, Valdieri, Barge. Inoltre vallate alpine: Val Cenischia e Val Germanasca e il Monte Fréjus.

Oltre alle già citate strade intitolate a Vittorio Emanuele II e alle città di Racconigi, Peschiera e Trapani, mentre, fra i personaggi storici, troviamo:

In tempi recenti una parte di via Pier Carlo Boggio è diventata via Paolo Borsellino e una parte di via Principi d'Acaja è diventata via Giovanni Falcone (non a caso entrambe si trovano nei pressi del nuovo Palazzo di Giustizia).

Campidoglio e San Donato[modifica | modifica wikitesto]

La principessa Clotilde di Savoia alla quale è intitolata una via
  • Confini: corso Lecce, corso Potenza, via Nole, fiume Dora Riparia, corso Mortara, passante ferroviario.
  • Localizzazione: a nord di Borgata Cenisia.

Oltre alle già citate vie dedicate alle città di Potenza e Lecce, ad Appio Claudio, ai nobili Regina Margherita e principe Oddone, il quartiere andrebbe ancora suddiviso in zone nel nome del predominio delle dediche toponomastiche (a parte alcune strade che hanno dediche solitarie: corso Alessandro Tassoni, un poeta e letterato, corso Svizzera e corso Umbria, regione italiana). Nella zona a ovest di corso Tassoni sono presenti molte località piemontesi (Rosta, Rivara, Brione, Carisio, Roasio, Saluggia, Fiano, Busano, Ceres e Corio) e alcune cime montane (Levanna, Rocciamelone e Moncenisio), mentre a est di corso Tassoni e a sud di corso regina Margherita le dediche riguardano personaggi storici: Luigi Cibrario e Pier Dionigi Pinelli, ministri risorgimentali, la principessa Clotilde primogenita di Vittorio Emanuele II, Pietro Piffetti, ebanista alla corte dei Savoia, Stefano Clemente, scultore del legno, Giuseppe Maria Talucchi, architetto neoclassico, Gaspare Saccarelli, sacerdote, Giuseppe Francesco Médail, funzionario doganale di Bardonecchia e poi impresario, primo e tenace ideatore del Traforo ferroviario del Frejus, Luigi Galvani (studioso e fisico). A nord di corso Regina Margherita troviamo invece città italiane come Sondrio, Belluno, Arezzo, Avellino, Vicenza, Aquila (senza l'articolo), Bari, Livorno, Macerata, Treviso e Caserta.

particolarità: la via Ascoli è intitolata al linguista Graziadio Isaia Ascoli e non alla città omonima. Vi sono anche via San Donato (che ha dato nome al quartiere), questa nomenclatura per via di un'antica chiesa a lui dedicata, e via San Giovanni Bosco, il santo dei giovani. La sua via continua dopo corso Principe Oddone con dicitura via Maria Ausiliatrice nel cui santuario sono conservati i resti del santo. Dediche ad Amedeo Peyron: la via ricorda l'orientalista, vissuto a cavallo tra Settecento e Ottocento, mentre la piazza onora il sindaco della città e fautore di "Italia '61".

Aurora, Valdocco e Borgo Dora[modifica | modifica wikitesto]

Santuario di Maria Ausiliatrice di fronte alla piazza omonima

Oltre alle già citate strade dedicate ai nobili principe Oddone e regina Margherita e alle città Vigevano, Novara, Vercelli, Napoli, Agrigento, Firenze e Savona (le ultime quattro come lungo Dora) troviamo in maggioranza località italiane suddivise in:

particolarita: la via non confondere con un'intitolazione a Gustavo Modena a cui va una piazza.

Dei pochi personaggi citiamo: il generale Antonio Baldissera, l'esploratore Antonio Cecchi, l'ammiraglio Simone Pacoret De Saint-Bon, il santo Giuseppe Benedetto Cottolengo, l'inventore dell'industria conserviera Francesco Cirio, l'archiatra e rettore dell'Università Giovanni Francesco Fiocchetto, che si prodigò durante l'epidemia di peste del 1630, il banchiere caritatevole Vittorio Andreis, il docente e medico Giovanni Francesco Cigna, il poeta Goffredo Mameli e il primo console romano Gaio Giulio Cesare, che soggiornò e transitò in città dal 58 al 50 a.C.

Ricordiamo inoltre alcune strade che considerano zone o strutture presenti nel quartiere, come strada del Fortino (per via della torretta del Fortino su via Cigna), via Borgo Dora (a ridosso del torrente Dora Riparia e della stazione Borgo Dora) e il Regio Parco (grande zona verde ideata da Emanuele Filiberto poi occupata ora in parte dal Cimitero monumentale di Torino).

I giardini Luigi Martini sono noti al popolo, erroneamente, come "Piazza Benefica". Piazza Borgo Dora è universalmente nota come Balon (si legge "balun", pallone in lingua piemontese), nome ereditato dalla presenza, nel passato, della sede del campo di Pallapugno. Il "mercatino delle pulci" e dell'antiquariato che lì si svolge ogni sabato mattina e, in versione ingrandita, la seconda domenica del mese, ha lo stesso nome. Corso XI Febbraio, dedicato al giorno del 1929 in cui furono sottoscritti i patti Lateranensi, è il proseguimento di via XX settembre (1870) quando, con la presa di Porta Pia, iniziò la disputa con la Chiesa (cioè l'occupazione della città pontificia) che si concluse l'11 febbraio 1929.

Vanchiglia e Vanchiglietta[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Po visto dal parco Pietro Colletta

Oltre alle strade dedicate alla regina Margherita, a san Maurizio e sant'Ottavio, al compositore Rossini e alle città di Tortona, Siena e Voghera, troviamo in circa pari quantità vie dedicate a personaggi storici:

La maggior parte delle vie dedicate a località ci porta nel Piemonte settentrionale (Oropa, Varallo, Mongrando, Lessolo, Andorno, Gattinara, Fiorano, Cigliano, Pallanza, Verbano, da intendersi nome del lago Maggiore), ma sono presenti anche altre due città italiane (Chieti e Benevento), due zone dell'Italia (Brianza e Cadore), la città friulana di Oslavia e lo stato del Belgio.

Borgo Millefonti e Mercati Generali[modifica | modifica wikitesto]

Incrocio di corso Piero Maroncelli con vista sul Palazzo del Lavoro
  • Confini: corso Bramante, fiume Po, torrente Sangone, confine comunale con Moncalieri e Nichelino, ferrovia Torino-Genova.
  • Localizzazione: a sud del borgo San Salvario-Valentino.

Il quartiere trae metà del nome da una delle sue vie principali, Nizza, e il fatto che questa si trovi sul mare ha fornito lo spunto al comune per dedicare a numerose altre strade il nome di località costiere liguri (Genova, Ventimiglia, Spezia [senza articolo], Alassio, Spotorno, Varazze, Lavagna, Finalmarina, Vado). Inoltre le altre località presenti sono tutte situate a sud di Torino e fanno parte dell'ex regno di Sardegna come Busca, Cherasco, Demonte, Broni, Santena, Tenda (ceduta alla Francia assieme ad altri territori nel 1947), Garessio, Narzole, Cortemilia, Valenza, Caramagna, Farigliano, Alba, Frabosa, Sommariva, Canelli, Vinovo, Trofarello, Felizzano, Beinette, Rocca de' Baldi, Garzigliana e Testona (frazione di Moncalieri). Sono presenti anche alcuni fiumi delle valli piemontesi (Chisola, Varaita, Ellero).

Su corso Unità d'Italia ovviamente si tennero le manifestazioni di Italia '61, inoltre vi è una dedica alle "vittime bianche": corso Caduti sul Lavoro. La piazza Bengasi, al confine con Moncalieri (seguendo la regola già citata), è dedicata alla città libica.

Nel quartiere sono presenti ben quattro ospedali e non a caso alcune strade portano il nome di benemeriti medici o docenti (Dogliotti, Bozzolo, Bizzozzero, Sperino, Giacomini, Baiardi, Reymond, Richelmy), ma troviamo anche eroi di guerra come Zuretti, Filzi e Pettinati, Biglieri, partigiano fucilato nel 1944, e il patriota appartenente alla carboneria Piero Maroncelli.

Lingotto, borgo Filadelfia e Barriera di Nizza[modifica | modifica wikitesto]

Il patriota Guglielmo Oberdan è ricordato nel quartiere Lingotto con una via
  • Confini: via Onorato Vigliani, piazza Caio Mario, corso Unione Sovietica, corso Turati, ferrovia Torino-Genova.
  • Localizzazione: a ovest della borgata Millefonti-Nizza.

Oltre alle già citate strade dedicate all'Unione Sovietica e al Bramante, in questo quartiere troviamo dediche in pari numero sia a personaggi storici che a località. Personaggi:

Località:

Santa Rita e città Giardino[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Rita da Cascia sulla piazza omonima
  • Confini: corso Siracusa, ferrovia Torino-Bardonecchia, strada vicinale del Portone, corso Eugenio Tazzoli, corso Unione Sovietica, corso Cosenza.
  • Localizzazione: a sud di borgata San Paolo.

Nel quartiere dedicato a Santa Rita da Cascia, nella cui piazza è presente il santuario a lei dedicato, vi è il predominio di località così suddivise:

Ancora in riferimento alla stessa guerra abbiamo corso IV Novembre 1918, data della conclusione del conflitto e il Parco Cavalieri di Vittorio Veneto. I pochi personaggi storici appartengono a diverse categorie: sono presenti un re (Umberto I), un imperatore romano (Costantino il Grande), uno scienziato (Galileo Ferraris), un poeta (Giovanni Pascoli), un operaio deportato e morto in un lager (Ogliaro), un sindaco (Felice Rignon), un industriale (Giovanni Agnelli senior, fondatore della FIAT), un generale risorgimentale (Raffaele Cadorna), un generale caduto sul Piave (Montanari), un capitano leggendario (Ettore Fieramosca), un frate teologo (Sarpi), un naturalista (Spallanzani) e uno scrittore (Anton Giulio Barrili). Nel quartiere vi è il Parco Rignon.

Mirafiori Nord e borgata Gerbido[modifica | modifica wikitesto]

Don Enrico Tazzoli in un ritratto degli anni 1850
  • Confini: confine di Grugliasco, ferrovia Torino-Bardonecchia, corso Siracusa, corso Cosenza, corso Stupinigi, corso Enrico Tazzoli, corso Orbassano, strada vicinale del Portone.
  • Localizzazione: a ovest del Borgo Santa Rita.

In questo quartiere periferico troviamo finalmente più dediche a personaggi rispetto a località. Oltre alle strade dedicate al mare Tirreno, alle città di Siracusa, Cosenza, Orbassano, Monfalcone, Barletta, Sebastopoli, all'Unione Sovietica, a Giovanni Agnelli (il fondatotore) e a Paolo Sarpi, troviamo: Località:

Personaggi:

Ricordiamo anche la dedica a Carlo Alfonso Nallino, un letterato.

Pozzo Strada e borgata Lesna[modifica | modifica wikitesto]

L'autoritratto di Giovanni Fattori, ricordato con una via
  • Confini: via Tirreno, corso Trapani, ferrovia Torino-Bardonecchia, confine di Grugliasco, strada vicinale della Pronda.
  • Localizzazione: a ovest delle zone San Paolo e Cenisia

Vi sono le vie intitolate alle città di Trapani, Siracusa, Bardonecchia, Peschiera e all'industriale Vincenzo Lancia; ritroviamo diverse località:

Tra i personaggi storici citiamo i pittori Fattori e Delleani, gli scultori Fidia, Bistolfi, Brunelleschi e Luca della Robbia, il politico Francesco de Sanctis, i fratelli Fornaca (Guido Fornaca ingegnere meccanico e Luigi Fornaca illustre medico), il radiologo Ponzio, i naturalisti Marsigli e D'Albertis, i partigiani Bevilacqua e Bena, gli esploratori Baudi di Vesme, Boggiani e Piaggia e i religiosi Pierre Chanoux, Germonio, Rua, Murialdo e santa Maria Domenica Mazzarello. Tra le donne sono ricordate la pittrice Rosalba Carriera e la scrittrice Matilde Serao.
Da citare anche la strada vicinale della Pronda, a testimoniare il passato con arco al confine con Grugliasco.

Parella e la Pellerina[modifica | modifica wikitesto]

La Dora Riparia attraversa il Parco della Pellerina che è dedicato a Mario Carrara
  • Confini: confine comunale con Collegno, fiume Dora Riparia, corso Potenza, corso Lecce, strada antica di Collegno
  • Localizzazione: a ovest delle borgate Campidoglio e San Donato

Oltre alle dediche già citate al Monte Grappa, a Telesio, alla regina Margherita e alle città di Potenza e Lecce, troviamo intitolazioni a personaggi storici e località:

I personaggi scritti sugli angoli delle vie che hanno meritato la dedica provengono da numerosi campi della cultura. Tra gli altri troviamo i due anarchici Sacco e Vanzetti (menzionati insieme), due poeti (Servais e Actis), due scrittori (Cossa e Fogazzaro), un console romano (Appio Claudio), diversi uomini politici (Bianchi, Boselli, Chironi, i fratelli Passoni (Mario e Pierluigi), un commediografo (Carrera), numerosi docenti medici (Carrara, Pacchiotti, Lessona, Bellardi, Mosso), un conte e generale (Vittorio Asinari di Bernezzo), due filosofi (Telesio e Tommaso Campanella), due professori di botanica (Gian Francesco Re e Carlo Capelli), un esploratore (Franzoj), tre patrioti risorgimentali (Fabrizi, Giacomo Medici, Pilo), un ufficiale (Bianco), un giureconsulto (Belli), un geologo (Sismonda), un partigiano (Catti), un attore (Casaleggio), una medaglia d'oro per l'azione a favore dei partigiani (Bentivoglio) e un'unica donna, Maria Musso Ferraris, pioniera del femminismo e del voto alle donne.

Le Vallette e Lucento[modifica | modifica wikitesto]

  • Confini: strada comunale di Altessano (antico nome di Venaria), via Sansovino, via Masaccio, corso Grosseto, corso Potenza, fiume Dora Riparia, confine comunale con Collegno
  • Localizzazione: a nord di Borgata Parella

Oltre alle già citate vie dedicate alle città di Pianezza, Cirene, Potenza, Druento e all'onnipresente regina Margherita, il quartiere Lucento-Vallette va diviso in due: la zona Vallette costruita nei primi anni settanta contiene strade tutte dedicate a piante da fiore (Mughetti, Ciclamini, Peonie, Verbene, Pervinche, Primule, Gladioli, Magnolie e Glicini). Un caso analogo si trova nella zona di Falchera, con strade intitolate a specie di piante da albero.

Nella zona di Lucento predominano i toponimi di varie località:

Tra i personaggi vi sono intitolazioni a: uno scultore (Sansovino), vari pittori (Segantini, Masaccio e Luini), un critico musicale (Giuseppe Depanis), un costruttore navale (Cuniberti), alcuni politici (Luzzatti, Gorresio e Carutti), un condottiero romano (Lucio Quinzio Cincinnato), due storici (Giovanni Tommaso Terraneo e Manno), due scrittori caduti nel 1915 (Borsi e Slataper), un irredentista istriano (Sauro) e un generale (Gotti).

Recentemente è stato intitolato un giardino alle vittime delle Foibe. Nel quartiere vi è un altro giardino, che è intitolato a Cavallotti.

Madonna di Campagna, Villaretto, Barriera di Lanzo[modifica | modifica wikitesto]

La stazione Madonna di Campagna sorge tra via Lucento, via Borgaro, corso Potenza
  • Confini: strada comunale di Altessano, via Andrea Sansovino, via Masaccio, corso Grosseto, corso Potenza, via Nole, , via Orvieto, via Casteldelfino, via Vaninetti, via Enrico Fermi, fiumi Stura di Lanzo e Dora Riparia, confine comunale con Borgaro Torinese
  • Localizzazione: a nord di Borgo Lucento.

Nel quartiere, che trae il nome dalla sua più importante chiesa, troviamo, come spesso in altri quartieri, località piemontesi e italiane di Lanzo, Venaria Reale, Druento, Grosseto, Potenza, Stradella, ma anche numerosi personaggi.

Località:

Personaggi: Nella sotto-zona Barriera di Lanzo, a parte lo scrittore Pirandello, il generale patriota Pepe e il poeta Macherione, tutte le altre vie sono dedicate a patrioti che parteciparono alla spedizione dei Mille: Sirtori, Giovanni Antonio De Stefanis, Berino e Andrea Cesare Paris.

Tra gli altri personaggi troviamo diversi pittori: Quadrone, Beato Angelico, Gozzoli, Piero della Francesca, Reycend, Veronese; tre storici: Tiraboschi, Villari e Capponi; vari docenti: Solari, di filosofia, e Vaninetti, di musica; l'economista Messedaglia; il giurista Mattirolo; il medico e botanico Cesalpino; i politici Bonghi, Massari, Badini Confalonieri e Durando; lo scultore Ghiberti; il mineralista Roccati; l'elettrotecnico Arnò; il maggiore Alessandro Carroccio (caduto nel 1917); il sacerdote missionario Cardinal Massaia; il latinista Ettore Stampini; l'ammiraglio Giorgio De Geneys; il compositore Jean-Baptiste Lully; il partigiano Pompeo Colajanni.

Nella zona industriale delle basse di Stura, le vecchie vie interne sono state dedicate agli scienziati vincitori di premi Nobel Enrico Fermi e Giulio Natta, all'industriale Arrigo Olivetti e all'astronomo Giovanni Schiaparelli.

Borgo Vittoria e borgata Ceronda[modifica | modifica wikitesto]

Via Chiesa della Salute

Essendosi svolta nel 1706 su questo territorio una delle battaglie decisive della guerra tra il ducato di Savoia e i francesi (Assedio di Torino del 1706), il quartiere ha preso questo nome e molte strade ricordano l'evento: piazza e via Vittoria, via del Ridotto, via delle Trincee, via dei Fornelli e via del Campo, sono riferiti a circostanze della battaglia, mentre la Chiesa della Salute, che si erge sulla piazza Vittoria, venne costruita verso la fine del XIX secolo a ricordo perenne di quella battaglia. Sono ricordati anche alcuni personaggi protagonisti in quei giorni: i generali Visconti e Roccavione, il barone Carlo D'Allery, il sindaco Giovanni Michele Boccardo, il maresciallo Virico Daun, il comandante prussiano Principe d'Anhalt, l'arcivescovo Michele Antonio Vibò.

Curiosità: via Valfenera è intitolata al sindaco Francesco Nomis di Valfenera e non al comune.

Gli altri personaggi nominati sono vari:

Oltre alle già citate Mortara e Stradella, vi sono le località:

Curiosità: via Usseglio si riferisce al sindaco Leopoldo Usseglio e non al comune.

Barriera di Milano, borgata MonteBianco[modifica | modifica wikitesto]

  • Confini: corso Vigevano, corso Novara, ex scalo merci di Vanchiglia, ferrovia Torino-Milano
  • Localizzazione: a nord dei borghi Aurora-Rossini

La toponimia del quartiere Barriera di Milano è dominata da compositori di musica classica, ma non mancano anche altri personaggi e numerose denominazioni geografiche:

Giacomo Puccini,uno fra i compositori ricordati in Barriera di Milano

Tra i toponimi geografici:

Località:

L'incrocio fra via Jacopo Foroni e via Candia è stato chiamato per decenni dalla numerosa comunità pugliese della zona, piazzetta Cerignola. Recentemente il comune ha accolto le istanze degli abitanti e ha modificato il nome della piazzetta da Jacopo Foroni a Cerignola. Questo porta a una situazione bizzarra, per cui metà della piazzetta si chiama ora piazzetta Cerignola, mentre l'altra metà mantiene la vecchia dicitura piazza Jacopo Foroni.[senza fonte]

La Falchera, Rebaudengo, Pietra Alta[modifica | modifica wikitesto]

Lo scrittore Giovanni Cena è ricordato con una via
  • Confini: passante ferroviario, ex raccordo ferroviario per lo scalo merci Vanchiglia, corso Giulio Cesare, via Botticelli, strada Basse di Stura, via Puglia, strada di Settimo, confine comunale con Settimo e Borgaro, strada di Villaretto, torrente Stura di Lanzo
  • Localizzazione: è il quartiere più settentrionale della città

Come nel caso delle Vallette, nella zona della Falchera tutte le strade sono state dedicate a specie di alberi da fusto: Via degli Ulivi, degli Abeti, delle Querce, dei Tigli, dei Gelsi, dei Faggi, delle Robinie, dei Frassini, degli Aceri, delle Betulle, dei Platani, dei Pioppi e degli Olmi. Nei pressi, c'è anche un isolato con vie dedicate a fiumi: Adige, Tanaro, Bormida e Toce e l'unica via che porta il nome di un personaggio: l'architetto Antonio Sant'Elia.

Nella zona Rebaudengo sono presenti varie categorie: Personaggi:

Località (oltre alle già citate Vercelli, Cuorgnè, San Mauro e Settimo):

Barca, Bertolla, Regio Parco[modifica | modifica wikitesto]

Il Quarto Stato, il dipinto più conosciuto di Pelizza da Volpedo
  • Confini: corso Giulio Cesare, ex raccordo ferroviario per lo scalo Vanchiglia, via Cruto, via Cimarosa, via Pindemonte, fiume Po, confine comunale con San Mauro, strada di Settimo, via Puglia, strada Basse di Stura, via Botticelli.
  • Localizzazione: a est di Borgate Monte Rosa e Monte Bianco

Il quartiere sorge alla confluenza tra la Stura di Lanzo e il Po. Molte strade, che un tempo erano in aperta campagna, hanno mantenuto il nome originale con riferimenti ad antichi cascinali (per esempio strada del Cascinotto e strada della Magra), ad aspetti della vita rurale (per esempio strada del Pascolo) o a strade che collegavano vecchie borgate (per esempio strada comunale da Bertolla all'Abbadia di Stura).

Sono poche le località ricordate: oltre alle già citate strada di Settimo e strada di San Mauro abbiamo alcuni centri piemontesi (Centallo, San Benigno e Moncrivello), altri italiani (Enna, Pescara e Taranto), esteri (le già citate Derna e Sofia) e alcuni riferimenti montani (Gran Paradiso, Gran San Bernardo, Gran Sasso, Monte Thabor, Valle Stretta, Chaberton e i passi alpini del Gottardo e del Sempione).

Tra i personaggi dominano musicisti e pittori, essendo vicino al confine con Barriera di Milano quindi tutta la parte sud, e così troviamo Mascagni, Perosi, Tartini, Cilea, Pergolesi, Corelli e Cravero, mentre i secondi (Sandro Botticelli, Signorini, Caravaggio, Mantegna, Avondo e Pelizza da Volpedo) sono racchiusi in pochi isolati nei pressi della già citata confluenza fluviale. Recentemente è stata intitolata una via alle vittime dell'attentato di Bologna del 2 agosto 1980.

Vanno citati anche altri personaggi:

Madonna del Pilone, borgata Sassi Reaglie[modifica | modifica wikitesto]

La Basilica di Superga si trova sulla sommità del colle omonimo
  • Confini: fiume Po, confine comunale con San Mauro, Pino Torinese e Pecetto Torinese, strada del Mainero, strada comunale di val San Martino, corso Gabetti
  • Localizzazione: a est delle zone Vanchiglia-Vanchiglietta e Barca-Bertolla

Gli uniche due zone collinari sono Madonna del Pilone e Borgo Po-Cavoretto, con la comune caratteristica di possedere strade con denominazioni legate al territorio: strada comunale della Real Basilica di Superga, strada del Traforo del Pino o strada comunale della valle dei Pomi.

Le vie con denominazioni classiche si trovano quasi tutte vicino al Po o nella zona chiamata pre-collina: Personaggi:

Da non dimenticare anche l'ingegnere Tommaso Agudio (progettista della tranvia Sassi-Superga), il tenente Ettore Biamino (caduto nel 1917), il filosofo Nietzsche, il capitano di ventura Giovanni dalle Bande Nere, i coniugi Brighenti (menzionati insieme) combattenti ad Adua, l'autore teatrale Garelli, il politico Michelangelo Tonello, il giurista Carrara, il patriota ungherese Luigi Kossuth e l'industriale conciario Bocca. Località:

Borgo Po, Cavoretto, Pilonetto e borgo Crimea[modifica | modifica wikitesto]

La Villa della Regina si affaccia sul piazzale omonimo
  • Confini: fiume Po, corso Gabetti, strada comunale di val San Martino, strada del Mainero, confini comunali con Pecetto e Moncalieri
  • Localizzazione: a est del borgo San Salvario-Valentino e Millefonti-Nizza

Come nel quartiere Madonna del Pilone sono numerose le vie collinari a denominazione territoriale: alcune di esse possiedono nomi che ricordano santi (strada comunale di val San Martino, strada comunale Santa Margherita, strada di San Vincenzo, strada di San Vito), altre, nomi antichi di origine popolare (per esempio strada degli Alberoni e strada vicinale dei Boschi) oppure nomi di collegamento tra borgate (per esempio strada comunale da San Vito a Revigliasco e strada vicinale dal Ponte Isabella a San Vito).

Sono comunque numerose le dediche a vari ambiti: Personaggi:

Da ricordare anche il poeta Giacomo Leopardi, il sacerdote Ferrante Aporti, l'abate e scrittore Biamonti, il chimico e medico Gioanetti, il giornalista Umberto Cosmo, il generale e ministro Giardino, un soldato caduto in Grecia nel 1940 (Gatti), il poeta Enrico Thovez, e il direttore dell'Orto Botanico Giovanni Battista Balbis.

Sono pochi coloro che hanno la fortuna di avere una doppia dedica, come i re d'Italia Vittorio Emanuele II e Umberto I e il duca Emanuele Filiberto, solo la regina Margherita ha più dediche: oltre al corso, al largo e al ponte sul Po, le è stato dedicato anche l'Ospedale Infantile.

Vi è anche viale suor Giovanna Francesca Michelotti nel Parco intitolato all'ingegnere idraulico Ignazio Michelotti.

Località:

Altre dediche solitarie sono via Sabaudia, viale XXV Aprile 1945 (data della liberazione), il parco delle Repubbliche Partigiane Piemontesi, via Martiri della Libertà (che racchiude tutte le vittime di fede partigiana dal 1943 al 1945; la via in precedenza era dedicata ai Martiri Fascisti) e la via Febo, riferita a un epiteto del dio greco e latino Apollo (unico caso di dedica mitologica).

Sulla sommità del Colle della Maddalena c'è il Parco della Rimembranza, che ricorda i caduti nel primo conflitto mondiale: i viali alberati hanno denominazioni di luoghi delle battaglie e sono ripetizioni delle vie nel territorio comunale: Piave, Doberdò, Monte Sei Busi, Castelgomberto, Tofane, Vipacco, Plava, Premuda, Passo Buole, Gorizia, Bainsizza, Timavo, Castagnevizza, Montello, Grado, Ortigara, Adamello e Monte Nero.

Mirafiori Sud[modifica | modifica wikitesto]

Il mausoleo della Bela Rosin è nel parco Colonnetti vicino alla sponda del Sangone
  • Confini: via Vigliani, confine comunale con Moncalieri, Nichelino, Beinasco e Grugliasco, corso Orbassano, corso Tazzoli, strada vicinale del Drosso e strada comunale del castello di Mirafiori
  • Localizzazione: a sud delle zone borgo Filadelfia e Millefonti

Il nome del quartiere deriva dalla tenuta con il castello, acquistata dal duca Carlo Emanuele I di Savoia, che l'aveva riempita di specie floreali. Dopo la costruzione della Palazzina reale di caccia di Stupinigi, il podere venne abbandonato e non ne è rimasta traccia, a parte la strada comunale del Castello di Mirafiori e la strada vicinale delle Cacce, che testimoniano i nomi passati. Nel quartiere sorge il grande stabilimento FIAT, con ingresso da corso Giovanni Agnelli; altre due strade ricordano i pionieri industriali Roberto Biscaretti di Ruffia e Aristide Faccioli, che lavorarono nei primi anni di vita della fabbrica. Un altro edificio storico è il mausoleo della Bela Rosin.

Curiosità: la via Augusto Nomis di Cossilla intitolata al sindaco ma in città un'altra via è dedicata ad altro sindaco Nomis (Francesco Nomis di Valfenera).

Le dediche a personaggi riguardano:

Da ricordare anche l'ufficiale della Marina Sarda Domenico Millelire, i fratelli Garrone, (Eugenio Garrone e Giuseppe Garrone) caduti al fronte nel 1917, l'irredentista dalmata Rismondo, il poeta e compositore torinese, padre Isler, il medico Fleming, il pioniere del diritto degli animali Riboli, la poetessa e cantante Vivanti, la religiosa Francesca Saverio Cabrini, il cantante Fred Buscaglione. Località:

Di origine storico-popolare le denominazioni strada vicinale del Portone, strada vicinale del Drosso: la prima si riferisce alla grande porta di un'antica cascina mentre la seconda a un castello che sorgeva in quella zona.

Toponimi passati[modifica | modifica wikitesto]

Molte vie del capoluogo piemontese hanno cambiato nome nel corso dei secoli in seguito ad avvenimenti o personaggi storici: via Verdi fino agli anni 1930 fa era via della Zecca, via Pallamaglio di Natalia Ginzburg è attualmente via Morgari, l'attuale corso Giambone era una volta corso Agrigento e l'odierno corso Marconi era anticamente corso del Valentino.

La prima vera riforma che decise di abolire le denominazioni definite anacronistiche e volgari avvenne nel 1860. Il dibattito era cominciato già cinque anni prima con la proposta di una "Commissione per determinare i nomi da imporsi alle nuove vie". Il progetto venne approvato con la decisione di considerare piazza Castello centro ideale della città e per ogni via i numeri pari a destra.[2][3][4][5]

Vie[modifica | modifica wikitesto]

Toponimo attuale Toponimi passati ultimo cambiamento Note
dell'Accademia Albertina contrada dell'Arco
della Posta dei Cavalli
del Collegio delle Province
19/06/1860 Al numero 2 abitava Massimo D'Azeglio e vi morì nel 1866[2] .
dell'Accademia delle Scienze rue de l'Academie
contrada del Collegio dei Nobili
? Nel palazzo dell'Accademia morì il professor Giacinto Carena nel 1859[2] .
Carolina Invernizio Monte Pasubio 1984
Augusto Monti monte Pasubio 1984
Vittorio Alfieri contrada di San Carlo
del Peso del fieno
delle Cappuccine
17/01/1849 In questa via il poeta astigiano visse tre anni. al civico 10 vi morì Carlo Allioni[2].
Vittorio Andreis contrada del Fiando ?
dell'Arcivescovado rue de l'Arsenal ?
dell'Arsenale contrada di San Tommaso
degli Argentieri
di Austerlitz

di Jena
di Casa Viale

? Fu aperta nel 1847. Nel palazzo dell'Arsenale morì il generale d'artiglieria Papacini d'Antoni mentre al civico 11 morì marchese Carlo Francesco Ormea nel 1745[6]
degli Artisti contrada di San Luca ? La via fu aperta nel 1855[6]
Ottavio Assarotti dei Quartieri
contrada del deposito di San Paolo
19/06/1860
Antonio Banfo via Montebianco ? si riferiva alla borgata Montebianco
Giuseppe Barbaroux contrada dei Guardinfanti
della Madonnetta o Madonnina
del Condotto
dei Serraglieri
di San Francesco
della Misericordia
19/06/1860
Giulia di Barolo contrada dei Macelli
della Speranza
1862 Aperta nel 1825 fu intitolata alla benefattrice quando era ancora in vita[6] .
della Basilica contrada di San Paolo ? Al civico 5 abitava Filiberto Pingone[6].
Cesare Battisti contrada delle Finanze
del Giardino del Principe
dell'Anitra
di Palazzo Graneri
?
Eusebio Bava contrada di San Massimo
del Moschino
della Sollecitudine
1859
Giovanni Francesco Bellezia contrada della Dogana Nuova
des Macons
?
Giovanni Berchet contrada dei Pasticcieri ?
Claude Louis Berthollet Vincenzo Bellini ? la dedica a Bellini è stata spostata in un'altra via, nel centro
Antonio Bertola contrada della Barra di Ferro
dei Due Bastoni (o Bastioni)
del Gambero o del Gambaro o de L'Ecrevisse
di Sant'Anselmo
della Diretta
19/06/1860
Bligny via Marna
contrada delle Scuole
via Antonio Fabro
19/06/1860
circa 1920
in città esiste anche un viale omonimo nel collinare Parco della Rimembranza
Ferdinando Bocca alla Parrocchia ?
Giovanni Battista Lorenzo Bogino contrada degli Ambasciatori
del Ghetto
?
Alfonso Bonafous alla Salera 29/03/1871
Matilde Serao Monte Asolone 1986
Stradella strada di Lanzo 1952
Franco Andrea Bonelli contrada dei Fornelletti ?
Giovanni Botero contrada del Fieno
des Papetieres
dei Berrettai
di Santo Stefano
dei Gesuiti
19/06/1860
fratelli Calandra contrada del Belvedere ?
Giovanni Camerana del Gazometro 1946 esiste ancora la targa stradale all'angolo con corso Duca di Genova
Cappel Verde contrada delle Tre Picche
dello Spirito Santo
?
Giacinto Carena contrada del Canale 25/06/1864
fratelli Carle Rivalta 1947
Carlo Alberto contrada della Madonna degli Angeli
delle Dogane
delle Gabelle
della Posta
degli Uffizi
dell'Annunziata
?
del Carmine Campana
contrada di Porta Susina
?
Conte di Cavour contrada dell'Arcivescovado
dell'Esagono
di Austerlitz
?
della Consolata Paesana
Sant'Anna
?
Conte Verde contrada delle Fragole
delle Maschere
dei Mascara
?
Corte d'Appello contrada della Dogana Vecchia
del Senato
di piazza Susina
14/12/1858
Luigi des Ambrois contrada del Moro ?
Dante Di Nanni Villafranca 1959 la via inizia dall'incrocio via San Bernardino dove il partigiano Di Nanni morì
Andrea Doria dei Carrozzai 19/06/1860
Eleonora Duse contrada del Montone ?
Pietro Egidi vicolo di San Lazzaro ?
Giuseppe Garibaldi contrada di Doragrossa
rue du Montcenis
03/06/1882 Giuseppe Garibaldi era morto il giorno prima. L'asse via di Dora Grossa rappresenta il decumanus maximus dell'accampamento romano.
Giuseppe Giacosa fratelli Burdin 1930
Vittorio Amedeo Gioanetti viale del Monte
rue du Debarquement
?
Giovanni Giolitti via Mario Gioda
contrada dell'Ospedale o de l'Hopital
rue de la Borse
01-12-1919
Carlo Ignazio Giulio contrada delle Ghiacciaie
del Fortino
del Principe Eugenio
?
Antonio Gramsci via XXIV Maggio
contrada dei Carrozzai
?
IV Marzo contrada della Corona Grossa
del Cappel d'Oro
dei Pellicciai
des Cordonniers
delle Fragole
?
Giovanni Battista de La Salle contrada della Fucina ?
Giuseppe Luigi Lagrange contrada dei Conciatori
de l'Accademie
19/06/1860
Cesare Lombroso contrada dell'Orto Botanico 1951
Magenta contrada della Ginnastica 30/05/1879
Maria Adelaide vicolo della Consolata
del Settentrione
?
Maria Vittoria contrada di San Filippo
del Soccorso
di Marengo
dei Tintori
30/05/1879
Martiri della Libertà via Martiri fascisti
strada di Superga
? la dedica a Superga è stata trasferita alla strada che conduce al colle da Sassi
Giuseppe Mazzini contrada di Borgonuovo 03/07/1882
dei Mercanti rue des Drapiers
Celeste
contrada di San Giuseppe
?
Milano contrada d'Italia
di Porta Vittoria
di San Michele
15/01/1857
dei Mille contrada di San Lazzaro ? in via San Lazzaro abitò Giuseppe Garibaldi
Monte di Pietà contrada di Santa Maria di Piazza
dei Due Buoi
della Caccia
di San Tommaso
?
Montebello contrada del Cannon d'Oro 19/06/1860
Oddino Morgari contrada del Pallamaglio 1941
Gian Francesco Galeani Napione lungo Po 19/06/1860
Noè Carlo contrada degli Orti ?
Alfonso Badini Confalonieri Cesare Lombroso 1951
delle Orfane contrada di San Dalmazzo
del Rosario
rue de l'Aqueduc
di Porta Pusterla
delle Serafe
?
Palazzo di Città vicolo di San Lorenzo
contrada dei Panierai o des Vanniers
del comune
della Volta Rossa
?
Matteo Pescatore contrada dei Pescatori ?
Piave contrada del Deposito
di Sant'Isidoro
dei Pazzarelli
?
Giovanni Antonio Amedeo Plana contrada dei Ripari 02/06/1869
Pietro Giuria dell'esposizione 1927
Giuseppe Pomba Alfonso Lamarmora ?
sant'Antonio da Padova san Quintino 1951
Duino XXVIII ottobre 1946
Gorizia Trieste 1921
Porta Palatina contrada dei Cappellai
dello Spirito Santo
delle Torri
delle Quattro Pietre
19/06/1860 L'asse via Porta Palatina-via San Tommaso rappresenta il cardum dell'accampamento romano.
Principe Amedeo via al Teatro d'Angennes
della Verna
dei Marolles
del Putetto
di Palazzo Carignano
? Al civico 34 vi nacque Massimo D'Azeglio

[6].

Andrea Provana di Leinì alla Chiesa ?
Giulio Gianelli Duino 1970
Roero di Cortanze contrada della Cavallerizza ?
Roma contrada di Porta Nuova
via nuova
du Mont Viso
29/03/1871
delle Rosine contrada di San Giovanni
san Michele
?
Gioacchino Rossini contrada dell'Ippodromo
rue Friedland
des Invalides
02/06/1869
Riccardo Arnò Giuseppe Massari 1949
Foglizzo comunale di Lucento 1948
Luigi Mercantini San Dalmazzo 1911
Pininfarina Lesna 1999 angolo con via Tirreno
Asinari di Bernezzo strada di Collegno 1949
San Domenico contrada delle Figlie dei Militari
del Partitore
dei Calzolai
?
San Francesco da Paola contrada della Meridiana
rue d'Arcole
di San Michele
16/04/1873
San Francesco d'Assisi Genova
contrada di San Martiniano
di San Rocco
dello Studio
di San Gregorio
?
San Massimo contrada di Santa Pelagia
del Cannon d'Oro
dell'Ospedale (Ospizio di Carità)
?
San Pietro in Vincoli contrada del Cenotafio ?
San Tommaso contrada degli Argentieri
rue des Orfevres
dei Sette Poggioli
di Casa Viale
della Missione
?
Santa Chiara contrada della Basilica
rue Chinoise
?
Santa Teresa d'Avila della Cittadella ?
Paolo Braccini Montenegro 1950
Vincenzo Lancia Montenegro 1950
Sant'Agostino contrada di San Giacomo e San Filippo
della Camera dei Conti
?
Stampatori rue du Correctionnelle ?
Torquato Tasso contrada di San Pier del Gallo
de Curte Ducis
?
Enrico Thovez strada di Valsalice 1940
Giorgio Ghedini Ruggiero Leoncavallo 1983
Piacenza Guglielmo Oberdan 1983
dei partigiani conte di Salemi 1947
Giuditta Sidoli Ignazio Ivan 1985
Umberto Giordano Niccolo Paganini 1985
Lorenzo Valerio via dei Bagni ? Aperta nel 1700 prese il nome originale dai pubblici bagni che sorgevano in quella via[6].
Vanchiglia contrada del Progresso ?
Ada Gobetti Arnaldo da Brescia 1989
Spalato Pier Carlo Boggio 1940
Pasquale Galluppi Decristoforis 1940
Cesare Lombroso dell'orto botanico 1948
I maggio principessa Laetitia 1946
Fratelli Vasco contrada di San Francesco da Paola ?
Giuseppe Verdi contrada della Zecca
via del liceo
via dell'Ateneo
?
Giulio Biglieri Oneglia 1951
Maria Mazzarello Francesco de Sanctis 1965
Enrico Martini Mauri Rivalta 1946
Giovanni Battista Viotti contrada della Palma
dell'Anello d'Oro
dei Canestrelli
19/11/1894
XX Settembre contrada della Provvidenza
della Visitazione
del Seminario
delle Scuderie Reali
della Rosa Rossa
del Trincotto Grondana
?
Papa Pio VII Giordano Bruno 1960
Corrado Corradino onorato Paolo Vigliani 1952
Giovanni Vincenzo Virginio contrada dell'Università ?
Felice Casorati Luigi Spazzapan 1990
Pio Foa Pietro Giuria 1965
Ascanio Vittozzi Via al Monte 19/11/1894
Dante di Nanni Villafranca 1949 la dedica alla città è stata spostata nella zona Pozzo strada
Rodolfo Renier Rivalta 1947
Ettore Stampini strada di Borgaro 1948

Corsi[modifica | modifica wikitesto]

Toponimo attuale Toponimi passati ultimo cambiamento Note
Monte Lungo Lepanto 1978
Alcide de Gasperi Orbassano 1953
Luigi Einaudi Peschiera 1953
Bramante Lepanto 1946
Belgio Graglia 1932 la dedica alla città di Graglia è stata spostata nel Borgo San Paolo
Bolzano Grugliasco
Pietro Micca
1922
IV novembre Vinzaglio 1921 in ricordo della data della guerra del 1915-1918
Massimo d'Azeglio viale dei Tigli 02/06/1869
Giovanni Agnelli IV novembre 1971 s'intende il fondatore della Fiat e non il nipote Gianni
Galileo Ferraris Giuseppe Siccardi 1929
Eusebio Giambone Agrigento o Girgenti 1949 la dedica è stata trasferita al lungo Dora (Girgenti è l'antico nome della città siciliana)
Monte Cucco Monte Grappa 1949
Gaio Giulio Cesare corso Ponte Mosca
strada d'Italia
1946 il ponte sulla Dora è vicino alla storica stazione Ponte Mosca o Porta Milano
Inghilterra principe Oddone
strada di San Solutore
1929
Guglielmo Marconi del Valentino 1946
Mediterraneo Castelfidardo 1952
Giacomo Matteotti Oporto 1947 dedicata alla città di Oporto, in Portogallo, luogo dell'esilio del re Carlo Alberto
Siracusa Felice Cavallotti 1946
regina Margherita strada di San Massimo e di Santa Barbara 30/5/1879
Caduti sul lavoro di Porto Maurizio 1961
Fratelli Rosselli Parigi 1947 non fu casuale poiché i due fratelli, prima di essere uccisi, vissero in esilio nella città
San Martino Pietro Micca 25/06/1864 la dedica all'eroe tornò nel 1885 all'apertura dell'attuale via Pietro Micca
Enrico De Nicola Mediterraneo 1969
Tirreno Marsiglia 1946
Giuseppe Siccardi contrada della Consolata ?
Stati Uniti Duca di Genova 1952 esiste ancora la targa incastonata all'angolo con via Gioberti
Achille Mario Dogliotti Polonia 1989
Svizzera Altacomba 1946 Altacomba località della Savoia dove sono sepolti i duchi di Savoia e il re Carlo Felice
Francesco Ferrucci strada circonvallazione 1921
imperatore Traiano Piero Maroncelli 1939
Filippo Turati Unione Sovietica 1962
Renato Martorelli Palermo 1949
Umbria regina Elena
Ferrara
1940 la dedica alla città emiliana è stata trasferita nel quartiere Vallette
don Luigi Sturzo Tommaso Agudio 1989
Unione Sovietica Stupinigi 1950 va diritto alla Reale palazzina di caccia di Stupinigi
Benedetto Croce Corsica 1984
Duca degli Abruzzi Vinzaglio 1949
Vittorio Emanuele II del Re
di principe Amedeo
viale dei Platani
di Sant'Avventore
24/04/1878
XI Febbraio vicolo di San Giobbe 1947 giorno dei patti lateranensi
Bramante Galileo Galilei 1914
Toscana Benedetto Brin 1949

Piazze[modifica | modifica wikitesto]

Toponimo attuale Toponimi passati ultimo cambiamento Note
Adua bivio del Nobile
di Valsalice
1950
don Albera Paolo dei Molini ?
Edmondo de Amicis Dante Alighieri 1924
Antonio Baldissera barriera di Lanzo 1927
Gian Lorenzo Bernini barriera di Francia 1927
Francesco Borromini barriera di Casale 1927
Giosuè Carducci barriera di Nizza 1927
Carignano della Borsa ?
maresciallo Berardi largo Belgio 1987
donatori di sangue Gottardo 1986
Augusto Rostagni Niccolò Paganini 1984
Carlo Emanuele II della Libertà 19/06/1860
Carlo Felice largo del Re ?
Giuseppe Perotti Dario Pini 1947
Castello Imperiale
della Fiera
di Madama Reale
?
Cesare Augusto delle Scuderie
della Croce d'Oro
?
Vincenzo Arbarello della Cittadella
Borghese
Venezia
? la dedica al capoluogo veneto è stata spostata in Borgata Vittoria
Corpus Domini del Grano
di San Silvestro
?
largo Sempione Marcello Prestinari 1970
Monte Sabotino Pechiera 1923
Emanuele Filiberto Ignazio Giulio ?
Duccio Galimberti dei Balilla 1949 intitolata a Tancredi "Duccio" Galimberti e non al padre Tancredi Galimberti
Giuseppe Luigi Lagrange Franco Andrea Bonelli 19/12/1866
Palazzo di Città delle Erbe
del Comune
di San Benigno
del burro
?
Pietro Paleocapa di San Quintino ?
imperatore Adriano barriera del foro boario 1919
Reale Nazionale
avantcour Imperiale
del Pallone
?
della Repubblica Emanuele Filiberto
di Milano
dei Mulini
1946 Porta Palazzo è usato tutt'ora dai torinesi anche se ufficialmente non lo è più
Conte di Robilant delle scuole Regina Elena ?
San Carlo Reale
d'Armi
?
San Giovanni del mercato ? San Giovanni Battista è il santo patrono del comune
Savoia Paesana
Susina
19/06/1860
Solferino della Legna 1830
largo Tirreno piazzetta Juve 1939 anno in cui venne abbattuto l'antico stadio della squadra che sorgeva nell'area antistante
Vittorio Veneto Vittorio Emanuele I
de l'Eridan
1919 Al civico 5 abitava Giovanni Battista Balbis[6].
XVIII Dicembre di San Martino
di Porta Susa
Pietro Micca
1946 data del ricordo di alcune vittime del fascismo

Ponti[modifica | modifica wikitesto]

Toponimo attuale Toponimi passati ultimo cambiamento Note
Giulio cesare Carlo Bernardo Mosca 1952
re Umberto I Maria Teresa 26/05/1907
di Sassi Principi di Piemonte 1930
Franco Balbis Vittorio Emanuele III 1945
Candido Ramello del Martinetto 1951

Particolarità topografiche[modifica | modifica wikitesto]

  • via più corta: via Ercole Ricotti (30 m)
  • via più lunga: via Nizza di 5 km; poi strada di Settimo con 3.6 km in zona Bertolla.
  • corso più corto: corso Ciro Menotti, 60 m, nel quartiere Crocetta, poi corso Giambattista Beccaria (piazza Statuto), 100 m.
  • corso più lungo: Corso Regina Margherita, di 8.1 km, seguito da corso Moncalieri, di 5.5 km.
  • edifici con il civico 0 "zero" rarissimi in: via Santa Teresa (zona piazza Solferino), via Alessandro Manzoni (zona Piazza Statuto), via Michele Amari (zona Mirafiori Sud), corso Giacomo Matteotti (zona borgo Nuovo), via Bligny (zona Piazza Arbarello), via Rubiana (zona Piazza Rivoli), via Figlie dei Militari (zona corso Casale), via Cervino (zona corso Vercelli), via Germanasca (zona Cenisia), via Santa Giulia (zona corso San Maurizio), Via Vincenzo Bellini (zona Centro).
  • zona con altitudine maggiore: in collina, è il Colle della Maddalena, con 715 m s.l.m., al confine con Pecetto Torinese. Segue Superga (672 m s.l.m.), quindi Cavoretto (351 m s.l.m.), il Monte dei Cappuccini (283 m s.l.m.), mentre il punto più alto esclusa la collina si trova al confine con Collegno, prima del cavalcaferrovia, con 280 m s.l.m..[7]
  • zona con altitudine minore: l'area fluviale del Po, nel tratto della Riserva naturale speciale Meisino e Isolone di Bertolla, a 205 m s.l.m..
  • piazza più estesa: piazza della Repubblica (51 300 ), seguita da piazza Vittorio Veneto (39 960 ), piazza Adriano e piazza Conti di Rebaudengo, poi piazza Solferino.

Torino è la seconda città italiane, tra quelle con meno di un milione di residenti, al secondo posto nella classifica rapporto tra spazio verde (parchi, giardini) e superficie comunale: 14,4%, dopo Napoli con 24,2% (dati ISTAT 2009).[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Un'altra Cattaneo fu sindaco di Torino, dall'11 febbraio al 14 dicembre 1992, Giovanna Cattaneo Incisa, ma, sino a ora, non esiste in Torino alcuna via a lei dedicata.
  2. ^ a b c d Giuseppe Torricella, Torino e le sue vie, Torino, G. Borgarelli, 1868.
  3. ^ G. M., Topodexia della città di Torino per rintracciarne facilmente le vie, le piazze, le case ec., Torino, Alliana e Paravia, 1825.
  4. ^ Esposizione generale italiana, Brevi cenni sulla città e dintorni con indicazione delle vie, piazze, monumenti ... Guida alle gallerie dell'Esposizione, Torino, Unione tipografico-editrice, 1884.
  5. ^ N/D, La migliore guida di Torino storico-descrittiva delle sue vie e piazze dei suoi palazzi e monumenti colle indicazioni più necessarie al forestiere: illustrata da molte incisioni e da una recentissima carta topografica della città, Torino, Cena, 1892.
  6. ^ a b c d e f g Giuseppe Torricella, Torino e le sue vie, Torino, G. Borgarelli, 1868.
  7. ^ Guida "Torino in che senso?" Archiviato il 22 novembre 2013 in Internet Archive.
  8. ^ Verde urbano per i comuni capoluogo di provincia, su dati.istat.it. URL consultato il 26 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 22 maggio 2014).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renzo Rossotti, Le strade di Torino, Newton Compton Editori, 1995, ISBN 88-8183-113-9.
  • Autori Vari, Memorie di pietra, Torino, Assessorato ai servizi demografici e toponomastica di Torino, 1991.
  • Antonio Accattatis, Linee tranviarie a Torino, Phasar Edizioni, 2007.
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