Carlo Poma

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Carlo Poma.

Carlo Poma (Mantova, 7 dicembre 1823Belfiore, 7 dicembre 1852) è stato un medico e patriota italiano, uno dei Martiri di Belfiore.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Particolare del Monumento ai Martiri di Belfiore a Belfiore

Rimasto orfano tredicenne del padre Leopoldo, dopo aver frequentato il Regio Ginnasio a Mantova, studiò medicina all'Università di Pavia. Dopo la laurea tornò nelle città natale dove prestò servizio nell'ospedale locale. Nel tempo divenne un seguace delle idee di Giuseppe Mazzini. Si legò a una società segreta fondata a Mantova dal sacerdote Enrico Tazzoli, che si muoveva per la fine del predominio austriaco nell'Italia settentrionale. La casa di Carlo Poma venne usata dai cospiratori come deposito per i manifestini e per altri scritti rivoluzionari. Quando la polizia austriaca agli ordini del commissario Filippo Rossi scoprì la cospirazione in seguito a una perquisizione nel giugno del 1852, fu arrestato tra gli altri Poma, catturato mentre svolgeva la sua attività di medico nell'ospedale che oggi porta il suo nome.

In carcere ebbe la visita della pittrice Orsola Ferrari, moglie di suo fratello Luigi. Carlo Poma fu infine condannato a morte tramite impiccagione nel novembre del 1852. Fu giustiziato nel giorno del suo ventinovesimo compleanno, il 7 dicembre 1852, assieme a Giovanni Zambelli, Angelo Scarsellini, Enrico Tazzoli e Bernardo Canal, nella valletta di Belfiore, alle porte di Mantova.

Nel 2016 è stato pubblicato un poemetto scritto dal fratello Angelo il giorno successivo alla morte di Carlo Poma. Il manoscritto è stato rinvenuto ad Ostiano dove Angelo Poma svolse l'attività medica . Nel poemetto di 58 stanze in ottava rima, Angelo immagina se stesso in purgatorio dove incontra il fratello Carlo che gli consegna parole di consolazione per la madre Anna Filippini Poma.[1]

A causa della sua tragica morte Carlo Poma è considerato uno degli eroi e una delle personalità più importanti del Risorgimento. Porta il suo nome l'Ospedale di Mantova nel quale prestò la sua opera.

Villa Poma[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 novembre 1868 il consiglio comunale deliberò di cambiare il nome del paese di Mulo in Villa Poma[2] in onore del Dottor Carlo Poma che lì aveva trascorso parte dell'età infantile e giovanile nella villa costruita sui terreni ricevuti in eredità dalla madre Anna Filippini. Il suo profilo compare sullo stemma del comune concesso con regio decreto del 24 gennaio 1869.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gilberto Scuderi, Incontri e letture. Mantova ricorda i Martiri di Belfiore, in Gazzetta di Mantova, 8 dicembre 2016, p. 35.
  2. ^ Decreto Reale del 24 gennaio 1869 “È autorizzato il Comune di Mulo ad assumere la denominazione di VILLA POMA”, firmato da Re Vittorio Emanuele II.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Momoli, Carlo Poma e la congiura mazziniana, Editoriale Sometti, Mantova, 2007.
  • Confortatorio di Mantova negli anni 1851,52,53 e 55 - Luigi Martini

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]