Giovanni da Verrazzano

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Giovanni da Verrazzano

Giovanni da Verrazzano, o, secondo altre grafie, Verrazano o Verazano (Greve in Chianti, 1485 circa – Isole Abaco, 1528 circa), è stato un esploratore e navigatore italiano. Compì i suoi viaggi per conto della Francia ed esplorò molte zone della costa atlantica degli attuali Stati Uniti, compresa la Baia di New York, e del Canada.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni da Verrazzano fu uno dei più famosi navigatori italiani all'epoca delle grandi scoperte geografiche.

Nacque dalla famiglia originaria dell'omonimo Castello nella Val di Greve intorno al 1485, e precisamente, secondo la tradizione più accreditata, da Pier Andrea di Bernardo e da Fiammetta Cappelli[1].

Viaggi[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante Da Verrazzano lasciasse una descrizione dettagliata dei suoi viaggi nel Nord America, poco sappiamo della sua vita. Facendo parte di una ricca famiglia fiorentina, raggiunta la maggiore età, (intorno al 15061507), scelse la carriera di navigatore e per questo si trasferì in Normandia a Dieppe. Effettuò numerosi viaggi nel Mar Mediterraneo orientale e nel 1523 fu inviato dal re di Francia Francesco I a esplorare una zona fra la Florida e Terranova per cercare una nuova rotta per l'Oceano Pacifico. Partito da Dieppe costeggiò il litorale spagnolo e attraversò l'Atlantico a bordo di una piccola caravella con una cinquantina di uomini. Si avvicinò alla costa vicino a Cape Fear intorno al 1º marzo 1524 e, dopo una breve sosta, continuò ad andare lungo la costa in direzione Nord, a largo dell'odierna Carolina del Nord e della laguna di Pamlico Sound, che descrisse nella sua Lettera a Francesco I come una grande insenatura che pensava fosse l'inizio dell'Oceano Pacifico, da cui accedere direttamente alle coste della Cina. Egli scrisse che l'istmo era largo circa un miglio. Questa registrazione fu all'origine di una duratura tradizione cartografica errata, con propaggini fino al XVIII secolo, incominciando dalle carte di Visconte di Maggiolo nel 1527 e in Girolamo da Verrazzano (fratello di Giovanni) nel 1529 che vedevano il continente nordamericano diviso in due parti, unite da un piccolissimo istmo sulla costa atlantica.

Il viaggio di Giovanni da Verrazzano nel 1524

Giovanni Da Verrazzano fece numerosi scali durante la sua esplorazione entrando in contatto coi Nativi americani della costa. Continuando la navigazione passò oltre la Baia di Chesapeake e il fiume Delaware. Successivamente arrivò alla Baia di New York, gettò l'ancora in The Narrows, lo stretto fra Staten Island e Long Island, dove ricevette un gruppo di canoe dei nativi Lenape. Qui osservò quello che credeva essere un grande lago di acqua dolce a nord della baia senza però riscontrare l'esistenza del fiume Hudson.

Proseguendo il suo viaggio verso nord, Da Verrazzano costeggiò Long Island, attraversò il Block Island Sound ed entrò nella Baia di Narragansett, dove probabilmente incontrò il popolo Narragansett. Seguì poi la costa verso nord nell'odierno Maine, nella Nuova Scozia sudorientale per poi rientrare in Francia passando per Terranova.

Più tardi Da Verrazzano fece altri due viaggi nelle Americhe. Nel primo si approvvigionò di legno "pau Brasil" in Brasile. La natura della morte dell'esploratore non è conosciuta con sicurezza. Secondo alcuni egli fu ucciso e divorato da cannibali nativi delle Bahamas nel 1528, nel suo terzo viaggio nel Nuovo Mondo.

Commemorazioni moderne[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni da Verrazzano non fu il primo europeo a giungere sulle coste del Nord America. Circa mille anni fa, il norreno Bjarni Herjólfsson scoprì la Penisola del Labrador (che con Groenlandia e Terranova faceva parte del Vinland dei Vichinghi)[senza fonte]. I successivi europei ad arrivare alle coste del Nordamerica furono diversi esploratori spagnoli che sbarcarono sulle coste del Messico (paese che fa parte del Nordamerica). Uno di loro, Juan Ponce de León esplorò nel 1513 quelle della Florida orientale, che continuano geograficamente fino alla Penisola del Labrador. Giovanni Caboto e Sebastiano Caboto esplorarono anch'essi le coste settentrionali del Canada.

Giovanni da Verrazzano fu però il primo europeo ad esplorare la costa atlantica degli odierni Stati Uniti e ad entrare nella baia di New York il 17 aprile del 1524.

Per lungo tempo egli non ha avuto il riconoscimento dato ad altri esploratori. Ciò è vero soprattutto a New York, dove il celebrato primo esploratore è Henry Hudson che viaggiò però solo nel 1609 (anche il fiume che scorre attorno all'isola di Manhattan, che dall'inglese prese il nome Hudson, fu avvistato per primo da Verrazzano, che ne diede anche l'ubicazione cartografica). Fu solo con grande sforzo che negli anni cinquanta e sessanta fu ristabilito il nome dell'esploratore toscano come primo scopritore della zona e gli fu dedicato il Verrazzano Narrows Bridge.

Il 17 aprile di ogni anno viene celebrato il Verrazzano Day sia a New York sia al Castello di Verrazzano a Greve in Chianti (Firenze). Gli è stata dedicata inoltre una via a Torre del Lago Puccini.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Wroth L.C. (1970), The Voyages of Giovanni da Verrazzano, 1524-1528, New Haven and London, Yale University Press.
  • Mollat du Jourdin M. et Habert J. (1982), Giovanni et Girolamo Verrazano navigateurs de Francois Ier: dossiers de voyages établis et commentés, Paris, Imprimérie Nationale.
  • Luzzana Caraci, Ilaria, a c. di, Scopritori e viaggiatori del Cinquecento e del Seicento, Tomo I: il Cinquecento, Milano-Napoli, Ricciardi, 1991 (contiene: Giovanni da Verrazzano: Introduzione, pp. 575-590; testo della Lettera, pp. 591-616).
  • Carlo Baldini (1992), La famiglia Verrazzano, 2 voll., Polistampa, Firenze.
  • Hatzopoulos, Dionysios e Virr, Richard (1992), The voyage of Giovanni da Verrazzano: a newly discovered manuscript, in “Fontanus”, vol. 5, McGill University Library, 1992.
  • Codignola Luca (1999), Another Look at Verrazzano’s Voyage, 1524, in "Acadiensis", XXIX, 1 (Autumn 1999), pp. 29-42 (disponibile parzialmente aggiornato come traduzione in italiano: Codignola, Luca, Verrazzano e la navigazione del 1524: l'unicità del punto di vista, in IDEM, Colombo ed altri navigatori, Genova, Frilli, 2007, pp. 115-144).
  • Boglione Alessandro (1999), Contributo alle biografie di Giovanni e Girolamo da Verrazzano, in «Archivio Storico Italiano», CLVII, 1999, pp. 231-267.
  • Picquet Théa (1999), Voyages d’un florentin: Giovanni da Verrazzano (1485-1528), in “Rinascimento”, seconda serie, volume 39, 1999, pp. 431-466 disponibile anche come: Picquet, Théa, Voyages d'un Florentin : Giovanni da Verrazzano (1485-1528), in “Cahiers d’études romanes”, 3, 1999, 41-80, 1999, testo online: https://etudesromanes.revues.org/3378?lang=it
  • Castelnovi Michele (2004), La Lettera di Verrazzano (1524) come antitesi alle prime relazioni sul Nuevo Mundo, in “Bollettino della Società Geografica Italiana”, serie XII, vol. IX, fasc. 4, Roma, 2004, pp. 911-950.
  • Castelnovi Michele (2005), Luoghi e tempi di un errore cartografico: l’istmo di Verrazzano (1524-1593), in Luoghi e tempo nella cartografia, Atti del Convegno nazionale dell’Associazione Italiana di Cartografia Trieste aprile 2005, a cura di C. Donato, in “Bollettino dell’Associazione Italiana di Cartografia”, nn. 123-124, Trieste, 2005, pp. 295-306.
  • Castelnovi Michele (2007), La presenza di Verrazzano in Francia nel 1521, dall’epistolario di Giovanni Rucellai, in “Miscellanea di storia delle esplorazioni”, Genova, 2007, pp. 28-40.
  • Niccolò Rinaldi, Oceano Arno - I navigatori fiorentini - FirenzeLibri 2012.012
  • Giovanni da Verrazzano (2008), La scoperta di Terranova, Finisterrae, Mantova.
  • Romanini Fabio (2012), Sulla «Lettera a Francesco I re di Francia» di Giovanni da Verrazzano. Con una nuova edizione, in «Filologia Italiana», IX, 2012, pp. 127-190.
  • Castelnovi Michele (2015), Fraude, Inganno, Errore & Heresia: per una tipologia del Falso in esplorazione e in cartografia, in Geostoria. Geostorie (a cura di Annalisa D’Ascenzo), Roma, Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici, 2015, pp. 43-64.

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