Via Pietro Micca

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Via Pietro Micca
TorinoViaPietroMicca.JPG
Via Pietro Micca osservata da Piazza Castello
Localizzazione
Stato Italia Italia
Città Turin coat of arms.svg Torino
Circoscrizione Circoscrizione 1.png I Circoscrizione[1]
Codice postale 10122 (Numeri civici pari)
10121 (Numeri civici dispari)[1]
Caratteristiche
Tipo strada
Intitolazione Pietro Micca
Collegamenti
Inizio Piazza Castello
Fine Piazza Solferino
Figuranti del Reggimento Gardes Françaises sfilano per via Pietro Micca, a Torino.

Via Pietro Micca è una della vie storiche del centro storico di Torino. Ha inizio in Piazza Castello e termina in Piazza Solferino. Fu costruita nel periodo 1885-1897, in obliquo, diventando così una delle prime vie a rompere l'ortogonia delle vie della centro; per via del suo disegno fu soprannominata Diagonale.[2]
La matrice architettonica della via è lo stile eclettico, e fu intitolata al patriota Pietro Micca, soldato del Regio Esercito sabaudo, morto nei pressi della vicina Cittadella militare mentre impediva l'invasione delle truppe francesi durante assedio di Torino del 1706.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Progettazione[modifica | modifica wikitesto]

Fu progettata nel 1885, tagliando in diagonale lo schema a pianta romana del centro cittadino. Gli isolati tra Piazza Castello e piazza Solferino, prima del 1885 erano ancora di impianto medievale, edificati senza alcuna normativa edilizia o urbanistica, il che rendeva difficile la circolazione e impediva un ricircolo regolare di aria e il passaggio di luce: le condizioni igieniche non erano, quindi, delle migliori. Il consiglio comunale, approfittando della Legge di Napoli, per il risanamento dei centri storici, decise di mettere in piedi una commissione, il cui compito era quello di porre rimedio alla situazione ormai pessima che affliggeva i quartieri centrali di Torino.
Il 9 gennaio 1882, furono designati dal sindaco conte Luigi Ferraris i membri della Commissione: i consiglieri Antonelli, Bollati, di Sambuy, Ceppi, Chiaves, Favale, Peyron e Rossi. Mentre la Commissione fissava alcuni orientamenti di massima, veniva costituita al suo interno una Sottocommissione, composta da Ceppi, Ferrante e Soldati, incaricata di studiare il piano di risanamento.
Frutto delle numerose riunioni della Sottocommissione fu una complessa ed articolata relazione che venne esposta da Ferrante alla Commissione nel corso detta riunione del 17 gennaio 1884. La relazione affrontava innanzitutto le questioni relative all'opportunità di aprire vie diagonali o curvilinee ed alla necessità di nuovi portici o passaggi coperti. La Sottocommissione rispondeva in modo affermativo a tali quesiti preliminari. Si riteneva che le vie diagonali avessero il pregio di accorciare le distanze di percorrenza fra due punti distinti della città, e che vivacizzassero la monotonia di un impianto urbanistico rigorosamente a scacchiera; inoltre si stimava che i residui di aree risultano dal taglio diagonale delle vie, anche se troppo esigui per l'edificazione, potessero essere destinati alla sistemazione di aiuole, chioschi e simili; la planimetria degli appartamenti - si precisava ancora - non ne avrebbe risentito purché si avesse avuto l'accortezza di «riportare lo sbieco» su scale, stanzini di passaggio, anditi. Analoghe considerazioni erano svolte a favore delle vie curvilinee. Riguardo ai portici, o in alternativa alle gallerie vetrate, la Sottocommissione esprimeva parere favorevole, ritenendo che il vantaggio che offrivano nelle giornate di pioggia e neve e l'alto reddito fornito dai negozi che ivi si affacciavano avrebbero compensato i loro difetti di costo e di imperfetta illuminazione.

I lavori di costruzione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Tommaso, in via Pietro Micca

Dopo una serie di vicende burocratiche riguardo alle espropriazioni e all'approvazione dei progetti, il Comune di Torino diede il via libera ad una serie di interventi - classificati in tre categorie secondo l'ordine d'importanza - che interessavano il centro della città. Via Pietro Micca apparteneva alla prima categoria. Il 13 marzo 1885, il Consiglio comunale approvava la costruzione dei due isolati estremi della diagonale. I lavori incominciarono nel 1886 per le testate della via, dopodiché si procedette per la parte centrale. Via Pietro Micca fu aperta al pubblico già nel maggio del 1897.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • I palazzi e, in particolare, i porticati del lato settentrionale della via, furono finanziati e destinati alle famiglie all'epoca più ricche di Torino; Carlo Ceppi diresse tutti i lavori, in realtà fu aiutato anche dagli architetti Scacchetti, Tonta e Gilodi, questi ultimi maggiormente autori delle testate su Piazza Castello e Piazza Solferino.
  • Il Palazzo Fiorina, concepito nel 1860 e finanziato dalla ricca famiglia Fiorina, è la naturale terminazione occidentale della via, all'incrocio con via Botero e la parte settentrionale di Piazza Solferino; si tratta di un condominio rossiccio a tre piani, con ricche decorazioni tra il liberty e il tardo-barocco, più elegantissimi porticati con capitelli neoclassici. Fu sede dell'hotel omonimo, mentre sotto i portici nacque la storica libreria "Slavia", a cura di Alfredo Polledro, poi rinominata "Petrini" nel 1872 e sede d'incontri di illustri letterati come Edmondo De Amicis, Zino Zini, Piero Gobetti, oggi diventata Torre di Abele. All'angolo con via Botero, storico fu il bar-birreria "Voigt" (oggi Norman bar), dove fu costituita per la prima volta, nel 1906, la squadra del Torino Football Club. Poco più in là, al numero 10 di via Micca vi abitò, nei suoi ultimi anni, lo scrittore De Amicis. Sul lato opposto a via Micca, i bombardamenti della seconda guerra mondiale distrussero un secondo palazzo in stile liberty, poi rimpiazzato dall'attuale Torre Solferino, all'incrocio con Piazza Solferino.
  • In particolare, al solo Ceppi si deve la progettazione del Palazzo Bellia, che si trova alla confluenza con il lato settentrionale di via San Tommaso, uno dei più begli esempi di liberty torinese.
  • Chiesa di San Tommaso, antecedente (1584) alla creazione della via, possedeva, prima del 1886, una pianta a croce latina, il che la rendeva ostacolo alla realizzazione del selciato della via: nei primi progetti, venne pensato di abbatterla, ma già nel 1869 il Comune deliberò che la facciata della parrocchia arretrasse di otto metri, affinché la nuova strada che lì sarebbe sorta avesse potuto crearvisi senza problemi. L'architetto Carlo Ceppi, che si oppose all'iniziale progetto di demolizione della chiesa, provvide alla sua trasformazione.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La via è da sempre snodo delle più importanti manifestazioni cittadine. In occasione delle manifestazioni per il bicentenario e il tricentenario dell'Assedio di Torino del 1706 ha ospitato i caroselli e le sfilate in costume. Inoltre, la via è teatro delle sfilate cittadine per la Festa di San Giovanni con Gianduja e Giacometta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dove, Come, Quando - Guida di Torino '98-99, p. 318
  2. ^ Torino che non c'è più: via della Palma e il vicolo della Campana

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renzo Rossotti, Le Strade di Torino, pp.370-372, 1995, Newton Compton.
  • Dove, Come, Quando - Guida di Torino '98-99, Torino, Gruppi di Volontariato Vincenziano, 1997

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