Vittorio Amedeo Gioanetti

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Vittorio Amedeo Gioanetti (Torino, 31 ottobre 1729Vinovo, 30 novembre 1815) fu, oltre che medico e chimico, produttore di maioliche e porcellane che portarono per breve tempo il Piemonte alla ribalta nel campo dei produttori di tali opere d'alto artigianato.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primogenito dei sette figli del direttore generale dell'Azienda Tabacchi, Giovanni Pietro, laureatosi in medicina all'Università degli Studi di Torino all'età di ventidue anni, Vittorio Amedeo Gioanetti si dedicò non solo alla professione medica ma anche all'analisi chimica e mineralogica. Un suo studio sulle acque della Valle d'Aosta, pubblicato nel 1779, gli fruttò gli elogi di chimici illustri del tempo, fra i quali Antoine Lavoisier, ed un articolo laudatorio sul Journal des Sçavants di Parigi.

Appassionato alla ricerca, allora molto attuale, di terre in grado di consentire la produzione di porcellane identiche a quelle originali cinesi, dedicò tempo e denaro a studiare il problema. Per questo, fallita la ditta impiantata da un certo Giovanni Vittorio Brodel, sensale in Torino,[1] in società con l'"arcanista"[2] Pierre-Antoine Hannong, originario di Strasburgo, trasferitosi in Piemonte su richiamo del Brodel,[3] ricevette forti pressioni dal re Vittorio Amedeo III affinché ne rilevasse attività ed impianti, siti dal 1775 nel castello di Vinovo. All'inizio del 1780 il Gioanetti si trasferì in Vinovo e riattivò la fabbrica.

L'alta qualità dei suoi prodotti (maioliche e porcellane), sia per la validità dell'impasto che per la brillantezza e varietà delle vernici, divenne presto nota e la sua fama varcò rapidamente i confini del Regno Sabaudo, al punto che, nonostante l'occupazione francese e napoleonica del Piemonte, poté continuare indisturbato la sua attività fino alla morte. Grazie a lui per molti anni il nome di Vinovo fu conosciuto in tutta Europa come luogo di eccellenza per la produzione di maioliche e porcellane. Dopo la sua morte la fabbrica declinò rapidamente e nel giro di pochi anni l'attività finì.

Rimasto scapolo fino all'età di settant'anni, Gioanetti dovette precipitosamente contrarre matrimonio con la giovane che aveva reso gravida, certa Anna Maria Battaglino, e poche settimane dopo nasceva la prima figlia. Nei rimanenti quindici anni di vita ebbe altri sette figli, l'ultimo dei quali nacque il giorno stesso del suo decesso.

Sia la città natale sia il comune di Vinovo gli hanno dedicato una via.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Vittorio Brodel aveva fondato nel 1765, insieme al marchese Lorenzo Birago di San Martino, conte di Vische, una fabbrica di porcellane ottenendo dal re la lettera patente nello stesso anno. La produzione aveva luogo nel castello del marchese a Vische ma le cose non andarono bene e l'impresa fallì. Brodel proseguì senza il sostegno del marchese e chiamò dalla Francia Pierre Antoine Hannong quale socio esperto. Ottenne quindi dal re, il 24 settembre 1776 la lettera patente che lo autorizzava a procedere nella sperimentazione e nella fabbricazione presso il castello di Vinovo
  2. ^ Così erano chiamati allora gli esperti che si cimentavano nello studio della lavorazione delle terre per la produzione di stoviglie e di suppellettili che avessero le caratteristiche delle porcellane cinesi. Si trattava di chimici ed alchimisti, quasi sempre ai confini fra scienza, tecnica e ciarlataneria, che erano ambitissimi presso le corti europee. Ciascun monarca europeo infatti si faceva un punto di onore di avere nel proprio regno specialisti in grado di produrre oggetti splendidi in terre cotte
  3. ^ Hannong, che la lavorazione delle terre cotte l'aveva appresa in famiglia poiché il padre Charles François Hannong aveva fondato nel 1709 a Strasburgo una fabbrica di maioliche (ed un'altra ad Hagenau in Alsazia), aveva diretto una manifattura a Vincennes e poi un'altra a Fauburg-St-Denis, entrambe fallite. Hagenau lasciò Parigi anche per sfuggire ai creditori.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Valentino Brosio, Rossetti Vische Vinovo – Porcellane e maioliche torinesi del settecento, Milano, Görlich Editore S.p.A., 1973
  • (FR) L. De Mauri, Vinovo et ses Porcelaines, Piantanida Valcarenghi Editori, Milano, 1923
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