Chiesa di Santa Rita (Torino)

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Chiesa di Santa Rita
Santaritatorino.jpg
La chiesa di santa Rita a Torino sull'omonima piazza
StatoItalia Italia
RegionePiemonte Piemonte
LocalitàTorino
Religionecattolica
TitolareSanta Rita da Cascia
Arcidiocesi Torino
Consacrazione1957
Fondatoredon Giovanni Baloire
ArchitettoGiulio Valotti
Stile architettoniconeoromanico
Inizio costruzione1927
Completamento1933

Coordinate: 45°02′45.84″N 7°38′48.7″E / 45.046066°N 7.64686°E45.046066; 7.64686

La chiesa di Santa Rita, nota anche come Santuario di Santa Rita, è una chiesa di Torino, che dà il nome alla piazza su cui si affaccia nell'omonimo quartiere.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1916, un giovane prete, don Giovanni Baloire, cappellano militare nel corpo di Sanità, si trovò acquartierato nella scuola elementare Mazzini di corso Orbassano a Torino, per prestare servizio presso il nuovo ospedale militare, ed ebbe quindi modo di osservare il nuovo borgo in espansione. Partito e ritornato dalla guerra nel Carso, nel 1919 fu nominato vice-parroco presso la parrocchia di San Secondo a Torino, dove era già presente il culto a Rita Lotti da Cascia, santificata da Leone XVII meno di un ventennio prima. Baloire insistette per titolare un santuario presso l'area della Barriera di Orbassano; le chiese della Crocetta e di Lingotto non erano più sufficienti per il borgo in espansione.[1] Con l'appoggio di monsignor Pinardi, parroco di S. Secondo, il sostegno e il sostanzioso aiuto dei devoti della allora Compagnia di Santa Rita, il progetto venne approvato dal vescovo nel 1925.

La facciata della chiesa

Il comune concedette un'area prima di 5000, poi di 10000 m2 prospiciente la piazza che, con delibera dell'11 aprile 1928, fu ufficialmente intitolata a santa Rita da Cascia. I lavori cominciarono nel 1927 e la sola parte muraria terminò nel 1933, con la costruzione del campanile[2] acuto, alto 40 metri. L'autore del progetto fu l'architetto salesiano don Giulio Valotti, già celebre per i progetti della chiesa di Gesù Adolescente, l'ampliamento della basilica di Maria Ausiliatrice e dell'Oratorio Valdocco in Torino, il Santuario del Selvaggio a Giaveno e numerosi altri istituti salesiani in Italia. Fu concepito in stile neoromanico medioevale, a tre navate e con l'annessione all'interno di una Cappella laterale, detta La Primitiva o Cappella delle Grazie, presente sul lato di via Vernazza[3]. In fondo alla navata sinistra invece, l'organo a canne, più una piccola cappella, con un mezzobusto di don Baloire. Le splendide vetrate colorate furono disegnate direttamente dal Valotti nel 1931, e riproducono nove momenti spirituali della vita della santa; i lavori delle vetrate furono commissionati alla ditta tedesca Zettler-Glasmarei, ma eseguiti soltanto nel 1953-1955, quando furono ceduti ai lavori del Centro Arte di Loppiano (FI)[4].

L'organo della chiesa di Santa Rita

Sul lato est del Santuario fu annesso nel 1950 anche un oratorio, delle sale culturali ed un teatro sotterraneo (1947-1950); successivamente, furono arredati anche gli interni della chiesa. I mosaici frontali e sulle colonne, rappresentanti 28 virtù, furono eseguiti su disegni di Carlo Morgari (1947). Le pitture dell'abside, della navata centrale e dell'interno cupola furono di Piero Dalle Ceste (1948), mentre quelle della santa sulla pala d'altare e della Cappella furono eseguiti da Paolo Giovanni Crida. Il Santuario contiene inoltre un statua della santa (opera di Luigi Aghemo), ottenuta da 200 kg di argento 900/1000, donati dai devoti nel 1931-1933[5], e portata in processione la sera di ogni 22 maggio. L'intera chiesa fu consacrata soltanto l'11 maggio 1957[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enrico Bonasso, Maria Clotilde Fagnola; Giancarlo Libert; Bartolomeo Paolino, Santa Rita. Un santuario e un quartiere torinese, Torino, Associazione Nostre Origini, 2008.

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