Nicola Fabrizi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nicola Fabrizi
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Camera del Regno d'Italia
Il generale Nicola Fabrizi nel 1866
Il generale Nicola Fabrizi nel 1866
Luogo nascita Modena
Data nascita 4 aprile 1804
Luogo morte Roma
Data morte 31 marzo 1885
Professione Militare
Partito Sinistra storica
Legislatura VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV, XV Legislatura del Regno d'Italia
Collegio Trapani (VIII-X), Modena (XI-XV)

Nicola Fabrizi (Modena, 31 marzo 1804Roma, 31 marzo 1885) è stato un patriota e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita[modifica | modifica wikitesto]

Nato secondo le fonti ufficiali a Modena il 4 aprile del 1804, probabilmente venne alla luce a Sassi, piccolo paese del comune di Molazzana, in provincia di Lucca, il 31 marzo dello stesso anno, per essere portato a Modena dal padre, che proprio nella città della Ghirlandina si era trasferito per terminare gli studi.[senza fonte]

Nati, cresciuti, vissuti e morti a Sassi erano i bisnonni ed i nonni del Fabrizi; i suoi genitori nello stesso paese erano nati, cresciuti e vissuti per tanto tempo, prima di trasferirsi definitivamente nella capitale di allora, Modena.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Arrestato nella congiura di Ciro Menotti nel 1831, cui prese parte, fu liberato l'anno successivo; riparò a Marsiglia, dove si avvicinò al pensiero di Giuseppe Mazzini ed alla sua Giovine Italia. Qui conobbe Luigi Orlando, appartenente alla famiglia Orlando, diventando amico e compagno di tante battaglie per l'unificazione d'Italia.

Ancora esule in Spagna e Malta, qui fondò la Legione italica nel 1837, un'organizzazione che avrebbe dovuto capeggiare un movimento di guerriglia stabilendo la sua base operativa nel Sud Italia, lontano da Mazzini. Fabrizi si concentrò essenzialmente sulla Sicilia, dove nel 1837 per un'epidemia colerica erano scoppiati moti popolari, Mazzini ritenne poco opportuno intervenire per la paura che i Siciliani avrebbero avviato una secessione dal regno delle due Sicilie senza poi volersi unificare al futuro regno d'Italia[1].

Giunto in Sicilia dopo lo sbarco dei Mille, combatté a Palermo e Milazzo; in seguito, Giuseppe Garibaldi ne fece il suo comandante militare di Messina e poi ministro della Guerra nella prodittatura di Antonio Mordini.[2].

Divenne generale e fu Deputato del Regno d'Italia per otto legislature, fino alla morte, dal 1861 al 1870 eletto a Trapani[3].

Combatté ancora al fianco di Garibaldi in Trentino, nel 1866 come capo di Stato Maggiore del Corpo Volontari Italiani e con il grado di generale nella Battaglia di Mentana nel 1867.

Massone, fu membro della loggia romana "Propaganda massonica" del Grande Oriente d'Italia e gli è tuttora intitolata la Loggia Nicola Fabrizi di Modena, sempre del Grande Oriente d'Italia, Palazzo Giustiniani.[4]

Il monumento a lui dedicato nella natia Garfagnana[modifica | modifica wikitesto]

Monumento all'eroe

Scolpito da Antonio Allegretti, fu collocato al riparo della Rocca Ariostesca di Castelnuovo di Garfagnana nel 1888 per volontà della Società Operaia: all'inaugurazione erano presenti, tra gli altri, il deputato Paolo Fabrizi (nipote del nostro), Antonio Mordini e Menotti Garibaldi, primogenito del grande Giuseppe, che tenne l'orazione.

Spostato davanti alle scuole medie nel secondo dopoguerra, è stato ricollocato nella sede originale nell'aprile 2001.

« (Catania) In questa casa

nel giugno del MDCCCLX fu ospite venerato Nicola Fabrizi che nelle cospirazioni, nell'esilio, tra l'armi, cooperando con Mazzini e con Garibaldi alla libertà e alla gloria d' Italia, diede esempi memorabili di veneta prudenza, di romana prodezza, di spartana austerità.  »

(Epigrafe di Mario Rapisardi)

Citazione: "Mi piacciono gli uomini puri ma diffido dei puritani"

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L. Riall, Garibaldi L'invenzione di un eroe, Editori Laterza
  2. ^ Nicola Fabrizi
  3. ^ Nicola Fabrizj / Deputati / Camera dei deputati - Portale storico
  4. ^ Logge Emilia-Romagna - Grande Oriente d'Italia - Sito Ufficiale

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN266159362 · LCCN: (ENno2014001497 · SBN: IT\ICCU\SBLV\266965 · GND: (DE120780267 · CERL: cnp00561912