Tancredi Galimberti

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Tancredi Galimberti
Galimberti Tancredi.gif

Ministro delle Poste e dei Telegrafi
Durata mandato 15 febbraio 1901 –
3 settembre 1903
Presidente Giuseppe Zanardelli
Predecessore Alessandro Pascolato
Successore Enrico Stelluti Scala

Senatore del Regno d'Italia
Legislature XXVIII

Dati generali
Titolo di studio laurea

Tancredi Galimberti (Cuneo, 25 luglio 1856Cuneo, 1º agosto 1939) è stato un politico italiano e Senatore del Regno. Fu Ministro delle Poste e Telegrafi del Regno d'Italia nel Governo Zanardelli.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre Bartolomeo, tipografo, aveva fondato la "Sentinella delle Alpi", questo gli fu di supporto per intraprendere la carriera politica.

Entrò in politica nel 1887 appoggiando il governo di Depretis e quindi in contrasto al conterraneo Giolitti, al tempo all'opposizione. Quando presto Giolitti prese posizioni più riformiste, ne divenne un seguace, entrando come sottosegretario "giolittiano" nel governo di Rudinì II (1896). Fu quindi ministro nel governo Zanardelli-Giolitti (cosiddetto dell'apertura democratica) (1901).

Ancora nel 1904 su posizioni tipicamente liberali e anticlericali[senza fonte]. Nel 1909 anche in seguito ad attriti con Giolitti, che gli preferì Marcello Soleri, si spostò verso gli agrari e i conservatori, candidandosi nel 1919 nelle file del Partito Agrario (Italia), conservatore e nazionalista.

Si avvicinò al movimento fascista, che riteneva difensore dell'ordine e dello Stato. Si oppose però ai metodi squadristi e illegali del partito, al punto da pubblicare sulla Sentinella il testo del proclama di stato d'assedio predisposto dal governo Facta e non firmato dal re. Questo atteggiamento contraddittorio gli impedì di essere tra i candidati della lista nazionale nelle elezioni del 1924, ma non gli impedì, nel 1929, di essere nominato senatore.

È padre di Tancredi Duccio Galimberti.

La sua casa ed il suo studio di Cuneo sono oggi un museo[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

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