Amerigo Vespucci

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Amerigo Vespucci
Amerigo Vespucci.jpg

Piloto Mayor de Castilla
Durata mandato 1508 –
1512
Capo di Stato Ferdinando II d'Aragona
Successore Juan Díaz de Solís

Amerigo Vespucci (Firenze, 9 marzo 1454Siviglia, 22 febbraio 1512) è stato un navigatore, esploratore e cartografo italiano, dapprima cittadino della Repubblica fiorentina e poi suddito del Regno di Castiglia dal 24 aprile 1505[1]. Fu il primo esploratore a rendersi conto, durante un viaggio a servizio del Regno di Portogallo nel 1501, che le nuove terre recentemente scoperte ad occidente dell'Oceano Atlantico non erano l'estrema propaggine dell'Asia orientale, come si credeva inizialmente, ma una parte di un continente ignoto che lui chiamò nuovo mondo, e che in suo onore fu poi chiamato America.

Amerigo fu uno dei massimi rappresentanti di un'importante nobile famiglia di Firenze, i Vespucci, che avevano le proprietà in Borgo Ognissanti vicino alla chiesa di Ognissanti dove esiste la cappella Vespucci, collocata a destra nella navata.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Statua di Amerigo Vespucci, Uffizi, Firenze

Terzo figlio di Anastasio o Nastagio di Amerigo Vespucci, notaio fiorentino, benestante, e di Elisabetta o Lisa di Giovanni Mini, nobildonna di Montevarchi[2], nacque il 9 marzo 1454,[3][4][5] e fu battezzato il 16 marzo 1454, come testimonia l'atto di battesimo di S. Maria del Fiore[3].

Nel 1489 si trasferì a Siviglia su incarico del banchiere Lorenzo il Popolano e in tale città conobbe Cristoforo Colombo.

Nel 1499 si unì ad Alonso de Ojeda, il quale aveva ricevuto dalla Spagna l'incarico di esplorare, in direzione sud, le coste delle presunte Indie raggiunte da Colombo.

Navigatore e profondo studioso dei mari, durante i suoi viaggi esplorò gran parte delle coste orientali del Sud America. Fu tra i primi sostenitori dell'idea che Cristoforo Colombo avesse scoperto un nuovo continente e non una rotta occidentale per raggiungere l'Estremo Oriente per mare.

La figura di Amerigo Vespucci è controversa a causa delle sue lettere, la cui autenticità è stata spesso messa in discussione: la Mundus Novus ("Nuovo Mondo") e la Lettera (o "Il quarto viaggio"). Alcuni sostengono che Vespucci abbia esagerato il suo ruolo e romanzato gli avvenimenti, altri che abbia contraffatto gli originali di altri viaggiatori dell'epoca. Le due lettere contestate parlano di quattro viaggi in America. Attualmente vi è una disputa tra alcuni illustri storici (Germán Arciniegas e Gabriel Camargo Perez) che sostengono che il primo viaggio di Vespucci sarebbe avvenuto insieme a Juan de la Cosa nel giugno del 1497, con probabile comandante Juan Díaz de Solís, e altri che ritengono che questo viaggio non sia mai avvenuto. Amerigo Vespucci e le sue lettere sono state particolarmente studiate da Bruno Bonari, che ha pubblicato tre libri riguardanti la sua vita ed i suoi controversi scritti, cercando di far chiarezza sulla vita di questo Navigatore.[6]

In ogni caso, nelle sue lettere Amerigo Vespucci descrisse la terraferma visitata come un "Nuovo Mondo" e fu il primo a rendersi conto di essere al cospetto di un nuovo continente. Il fatto che sia stato o no il primo europeo a giungere nella terraferma americana (il 24 giugno 1497), curiosamente lo stesso giorno che Giovanni Caboto pose piede nell'isola di Cab Breton, nel territorio di Nuova Scozia, non ha particolare importanza. Quello che importa è che nelle sue lettere, indirizzate a Lorenzo il Popolano, descrive con dovizia di particolari i nuovi territori, i popoli visitati, la fauna e si rende conto che quel nuovo continente non può essere l'Asia.

Fu la rapida diffusione delle lettere circolate a suo nome che indusse il cartografo tedesco Martin Waldseemüller a usare il genere femminile (America) del suo nome latinizzato (Americus Vespucius), per indicare il nuovo continente in una carta del mondo disegnata nel 1507, contenuta nella Cosmographiae Introductio. L'idea di Waldseemüller era che l'appellativo si riferisse all'attuale America meridionale, cioè alle terre toccate da Vespucci.

Qui di seguito si riporta un passo di una delle lettere, nel quale Vespucci si rende conto di essere al cospetto "della quarta parte della Terra" e cioè di un nuovo continente:

«Arrivai alla terra degli Antipodi, e riconobbi di essere al cospetto della quarta parte della Terra. Scoprii il continente abitato da una moltitudine di popoli e animali, più della nostra Europa, dell'Asia o della stessa Africa.»

La versione, che vuole attribuire a Giovanni Caboto attraverso le sue scoperte avvenute il 24 giugno 1497 la coniazione del nome "America", avallata da un'annotazione estrapolata da un fantomatico annuario di Bristol, è priva di fondamento storico. Questa versione sostiene che Caboto, partito da Bristol con il Matthew il 2 maggio del 1497, avesse dedicato le terre da lui scoperte il 24 giugno e cioè l'Isola del Capo Bretone la Nuova Scozia e l'isola di Terranova, al finanziatore delle sue imprese, l'armatore Richard Amerycke o Ap Meryke. L'annotazione ripresa da una copia tarda delle Cronache di Bristol del 1497, andata bruciata, è il risultato di una pura e semplice arbitraria deduzione, originata nel 1909 da un funzionario doganale di Bristol Alfred E. Hudd. Il funzionario sostenne di aver letto un breve passo a margine delle suddette Cronache, scritte da Maurice Toby e pubblicate successivamente nel 1527: "... il giorno di San Giovanni, la terra d'America venne scoperta dai mercanti di Bristowe, su una nave chiamata Mathew".

L'unico documento su cui viene per la prima volta segnalato il toponimo America rimane quindi l'opera, Cosmographiae Introductio, stampata con l'autorizzazione dal Presule [7] della Santa Sede da cui il monastero di Saint-Dié-des-Vosges dipendeva il 25 aprile del 1507.[8]

Amerigo Vespucci fu nominato, nel 1508, "Piloto Mayor de Castilla", dal re Ferdinando II d'Aragona. Questo titolo era importante perché era il responsabile di organizzare le spedizioni nelle nuove terre e di formare piloti e cartografi, insegnando loro l'uso del quadrante e dell'astrolabio.

Vespucci morì il 22 febbraio del 1512 a Siviglia, in Andalusia. Non ebbe discendenza ma lasciò i suoi beni alla moglie, l'andalusa Maria Cerezo.

Si crede che la salma di Vespucci fosse rimpatriata a Firenze e qui tumulata nell'Abbazia di Ognissanti. È più probabile tuttavia che l'Amerigo Vespucci tumulato a Firenze sia suo nonno, omonimo. La pietra sepolcrale menziona l'anno di decesso 1471.

I viaggi in America[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Vespucci

Primo viaggio (1497-1498)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Primo viaggio di Juan Díaz de Solís.

Vespucci partecipò al viaggio di esplorazione con Juan de la Cosa. Il probabile comandante di questa spedizione fu Juan Díaz de Solís. Probabilmente fu il re Ferdinando II d'Aragona a volere questa spedizione, per rendersi conto se la terraferma fosse realmente distante dall'isola di Hispaniola e avere così una visione più ampia e precisa delle nuove terre.

Secondo viaggio (1499-1500)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Primo viaggio di Alonso de Ojeda § Amerigo Vespucci.

Vespucci partecipò a una spedizione guidata da Alonso de Ojeda. Nella spedizione vi era anche il cantabrico Juan de la Cosa, famoso pilota e cartografo. Dopo aver toccato terra in corrispondenza dell'odierna Guyana, i due si separarono. Amerigo continuò verso sud fino a toccare la foce del Rio delle Amazzoni, all'incirca a 6° S. Successivamente Vespucci proseguì verso sud fino al Cabo de São Roque, (Capo San Rocco), circa 30 km a nord dell'odierna città di Natal. Quindi la spedizione rientrò verso nord riconoscendo l'isola di Trinidad e il fiume Orinoco, prima di fare ritorno in Spagna.

Terzo viaggio (1501-1502)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Primo viaggio di Gonçalo Coelho § Amerigo Vespucci.

In questo periodo, Amerigo viaggiò al servizio del Portogallo. Nel 1501 prese parte a una spedizione comandata da Gonçalo Coelho. Prima di giungere nelle Americhe, la spedizione si era fermata alcuni giorni nelle isole di Capo Verde ed aveva incrociato le navi di Pedro Álvares Cabral, esploratore portoghese di ritorno dal suo viaggio in India. A Capo Verde Vespucci conobbe l'ebreo Gaspar da Gama che gli descrisse i popoli, la fauna e la vegetazione dell'India. Comparando questo racconto con quello che poi osservò, giunse nel 1501 alla conclusione che le terre che stava visitando non potevano fare parte dell'Asia ma costituivano quello che lui definì il Nuovo Mondo.

Quarto viaggio (1503-1504)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Secondo viaggio di Gonçalo Coelho.

Nel suo quarto viaggio, sempre comandato dai portoghesi, Vespucci individuò un'isola situata nel bel mezzo dell'oceano che fu successivamente battezzata Fernando de Noronha, in onore di uno dei componenti dell'equipaggio. Quindi la spedizione continuò verso le coste dell'attuale Brasile, ma non ci furono importanti scoperte.

«[...] e partimmo di questo porto di Lisbona tre navi di conserva a di 10 maggio 1501. Vedemmo venire una donna del monte, e giunta dove stava il nostro cristiano gli venne per addietro e alzato il bastone gli dette così gran colpo che lo distese morto in terra; già le altre donne, facendo pezzi del cristiano e a un grande fuoco, lo stavano arrostendo e mangiandolo.»

(Lettera prima al magistrato Soderini, p. 95 (ristampa), A. Vespucci, Roma, 1892)

Conoscenze cosmografiche di Amerigo Vespucci[modifica | modifica wikitesto]

Erma di Vespucci sul Palazzo dei Visacci, Firenze

Amerigo Vespucci osservava attentamente il cielo, e la notte del 23 agosto del 1499, durante il suo secondo viaggio scrisse:

«In quanto alla longitudine dico che per conoscerla incontrai moltissima difficoltà che ebbi grandissimo studio in incontrare con sicurezza il cammino che intraprendemmo. Tanto vi studiai che alla fine non incontrai miglior cosa che vedere e osservare di notte la opposizione di un pianeta con un altro, e il movimento della luna con gli altri pianeti, perché la Luna è il più rapido tra i pianeti come anche fu comprovato dall'almanacco di Giovanni da Monteregio, che fu composto secondo il meridiano della città di Ferrara concordandolo con i calcoli del Re Alfonso: e dopo molte notti passate ad osservare, una notte tra le altre, quella del 23 agosto 1499, nella quale vi fu una congiunzione tra la Luna e Marte, la quale congiunzione secondo l'almanacco doveva prodursi a mezzanotte o mezz'ora prima, trovai che all'uscire la Luna dal nostro orizzonte, che fu un'ora e mezza dopo il tramonto del Sole, il pianeta era passato per la parte di oriente, dico, ovvero che la luna si trovava più a oriente di Marte, circa un grado e qualche minuto, e alla mezzanotte si trovava più all'oriente quindici gradi e mezzo, dimodoché fatta la proporzione, se le ventiquattrore mi valgono 360 gradi, che mi valgono 5 ore e mezza? Trovai che mi valevano 82 gradi e mezzo, e tanto distante mi trovavo dal meridiano della cibdade de Cadice, dimodoché assignando cada grado 16 e 2/3 leghe, mi trovavo 1374 leghe e 2/3 più ad occidente della cibdade de Cadice.»

«La ragione per la quale assegno ad ogni grado 16 leghe e 2/3 è perché secondo Tolomeo e Alfagrano, la Terra ha una circonferenza di 6.000 leghe, che ripetendosi in 360 gradi, corrisponde ad ogni grado a 16 leghe e 2/3 e questa proporzione la provai varie volte con il punto nave di altri piloti cosicché la incontrai vera e buona.»

In seguito a questi ragionamenti vari astronomi e cosmografi dell'epoca e delle epoche successive riconobbero che Vespucci aveva inventato come verificare una longitudine con il metodo della distanza lunare. Ad esempio nel 1950, l'astronomo del Vaticano, il professor Stein, disse: «Mi meraviglia che fino ad oggi nessuno abbia verificato le osservazioni fatte da Vespucci nella notte del 23 agosto 1499, dove calcolava la posizione relativa di Marte e della Luna in quell'epoca». Da tutto ciò si evince che Vespucci sapeva benissimo dove si trovasse, ed era in grado più di ogni altro di fare il punto nave con precisione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amerigo Vespucci amerigovespuccisociety.com
  2. ^ Leone Ugo Masini, Montevarchi attraverso i secoli, Firenze, Bemporad Marzocco, 1960, pag. 140
  3. ^ a b Luzzana Caraci, Ilaria (1999) Amerigo Vespucci, in Nuova raccolta colombiana, v. 21.2 (parte seconda), chapter 1-5, pages pp. 103-136. I.P.Z.S., Roma unifi.it
  4. ^ Vespucci, Amerigo treccani.it
  5. ^ Marzo 1454: nasce Amerigo Vespucci storiadifirenze.org
  6. ^ Il Codice Riccardiano 1910, con i manoscritti lasciati da Pietro Vaglienti (Pisa, 1438-Firenze, 1514), contiene anche la trascrizione di alcune lettere di Vespucci.
  7. ^ (il modo formalmente corretto di rivolgersi alla somma dignità di Gran Preposito di Saint-Dié è invocarlo come Presule; fonte: IEAN RUYR, Recherches des Sainctes Antiquitez de la Vosge, Province de Lorraine. Reveiies, corrigées et augmentées depuis la premiere Edition. Par IEAN RUYR Charmesien, Chantre et Chanoine de l’Eglise insigne de Sainct Diey, Approbationes Theologorum: Stephanus Voirinus S. J. (X Octobris Anno M.DC.XXIX), Iean Simonin (Docteur en la Saincte Theologie Protonotaire Apostolique et Curé de S. Eure à Nancy), Permission de Son Altesse, A Espinal. Per Ambroise Amb., ed. 1634 (1ª ed. 1629), Livre I, Troisiesme Partie, Autres Recherches et observations touchant l’Evesque Angelran, Chap. VII, p. 222: «Id est (dit-il) summae, Sanctae dignitatis Pręsul, ac omnibus sacri Palatij negotijs Praepositus)
  8. ^ Comitato Amerigo Vespucci a Casa Sua|i Navigatori Toscani.2012 editore FirenzeLibri, Firenze, Licini Patrizia, Speculum mundi A:D: 1052: Erdominium Northmannum factum est magnum in Calabria, et Apulia. Speculum mundi A.D. 1507:America ex bis binis Americi navigationibus, in Simonetta Conti e Giuseppe F. Macrì (a cura di} Giochi di Specchi. Spazi e paesaggi mediterranei tra storia e attualità. Atti del Convegno, 18-20 settembre 2008, Locri, Palazzo Nieddu-Gerace, Chiesa di San Francesco, Locri, Franco Pancallo Editore, 'Historiae/89 contributi per una storiografia del mezzogiorno', 2011, pp.95-194.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti

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Approfondimenti
  • Amerigo Vespucci, Lettere sul mondo nuovo, Finisterrae, Mantova 2009
  • Bruno Bonari, Amerigo Vespucci. La vita e i viaggi, Centro Editoriale Toscano, Firenze, 2011.
  • Bruno Bonari, Amerigo Vespucci ((1450 c.a. - 1512), C.T.L. Livorno 2013.
  • Bruno Bonari, Le Lettere di Amerigo Vespucci, C.T.L. Livorno 2015.
  • Giancarlo Masini-Iacopo Gori, L'America fu concepita a Firenze - Firenze, Bonechi, 1998
  • (ES) Germán Arciniegas, América, 500 años de un nombre – Vida y época de Amerigo Vespucci, Bogotá, Villegas Editores, terza edizione, 2002
  • Niccolò Rinaldi, Oceano Arno - i navigatori fiorentini, Firenze Libri, a cura di Maurizio Maggini e Mauro Marrani, EAN-9788876222016, 2012
  • (ES) M.Fernández de Navarrete, Viajes de Amerigo Vespucio, Madrid, Gráficas Reunidas, 1923
  • (ES) Camargo Gabriel Pérez, Colombia 1497, primer arribo español a tierra firme, Bogotá, Instituto Colombiano de Cultura Hispánica, 1985
  • (ES) Felipe Fernandez-Armesto, Amerigo. The Man Who Gave HIs Name to America, Weidenfeld & Nicolson, 2006
    • Felipe Fernandez-Armesto, Amerigo. La vita avventurosa dell'uomo che ha dato il nome all'America, traduzione di Ester Borgese, Pearson Paravia Bruno Mondadori S.p.A., 2009

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