Palazzo del Lavoro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Palazzo del Lavoro
Palazzo del Lavoro (Torino) - Vista dalla Rotonda Maroncelli.JPG
Il Palazzo del Lavoro di Torino visto dalla Rotonda Maroncelli
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Torino
Indirizzo corso Unità d'Italia
Informazioni
Condizioni completato
Costruzione 1959
Inaugurazione 1961
Uso commerciale
(attualmente in disuso)
Realizzazione
Architetto Giò Ponti
Ingegnere ing. Pier Luigi Nervi,
Antonio Covre, Gino Covre
Proprietario Fintecna e Gefim

Il Palazzo dell'Esposizione Internazionale del Lavoro, meglio noto come Palazzo del Lavoro o B.I.T. (Bureau International du Travail) o - dal nome del suo autore - Palazzo Nervi, è un edificio ubicato nel quartiere Nizza Millefonti (zona Italia '61), alle porte sud della città di Torino. Fu progettato dall'ingegner Pier Luigi Nervi, con la collaborazione dell'architetto Gio Ponti e di Gino Covre, e completato nel 1961. All'epoca della sua inaugurazione, è stato un notevole esempio di struttura espositiva per dimensioni e innovazione tecnologica. Versa in stato di abbandono.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le strutture progettate da Pier Luigi Nervi in corso di costruzione, fotografate da Paolo Monti nel 1961.
Allestimento sui trasporti nel Palazzo del Lavoro durante l'Expo 61. Foto di Paolo Monti, 1961.
Palazzo del Lavoro - anno 2015

A partire dal 1959, Torino vide la realizzazione di una serie di edifici realizzati nel quartiere Nizza Millefonti, in occasione dell'evento Italia '61, ovvero le celebrazioni per il Centenario dell'Unità d'Italia. Tra di essi, questo edificio si distinse per le caratteristiche dimensionali e progettuali all'avanguardia. In seguito fu, con lunghi intervalli, utilizzato per ospitare eventi fieristici, mostre, esposizioni internazionali e, fino alla metà degli anni ottanta, alcuni uffici del Centro Internazionale B.I.T. - Agenzia delle Nazioni Unite, successivamente spostati sempre lì vicino. Fino al 2008, ospitò anche una sezione distaccata della Facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Torino, più una parte di sedi didattiche di un consorzio specializzazioni post-diploma. Dal 2009, fu occupato da sporadiche attività commerciali, tra cui anche una discoteca o per serate o feste musicali a tema, ma progressivamente, è stato nuovamente abbandonato per via degli ingenti costi di gestione.[1]

Da allora, le sue condizioni sono fortemente degradate a tal punto da interrogarsi su un possibile riutilizzo in futuro. Dopo alcune ipotesi di riqualificazione,[2][3] a partire dal 2011 la struttura esterna, ormai quasi totalmente arrugginita, fu coperta con enormi teli tricolori, in occasione del centocinquantenario dell'Unità d'Italia. Nello stesso periodo, partirono anche dei contatti tra le amministrazioni locali e il gruppo olandese Foruminvest, per la possibile riconversione del palazzo in un grande centro commerciale,[4] sollevando le critiche dei cittadini e dei commercianti del quartiere.[5][6] È tutt'oggi in disuso ed in stato di grave degrado, tra polemiche e tentativi di riconversione e riqualificazione. Nel corso dell'anno 2015 è stato teatro di alcuni incendi dolosi, il più grave dei quali appiccato il 20 di agosto.[7]

Caratteristiche progettuali[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo del lavoro in una foto notturna di Paolo Monti del 1961

Lodato da numerose testate giornalistiche di architettura[8] per le innovative tecnologie costruttive impiegate, il Palazzo del Lavoro è caratterizzato da un ampio padiglione quadrangolare di 22.500 m2 e 156 metri per lato, costituito da 16 elementi modulari con copertura a base quadrata. Ciascun modulo, di 40 metri per lato, è sorretto da un pilastro centrale di 25 metri rastremato in altezza, che termina con una caratteristica raggiera di travi in acciaio dal diametro di 38 metri. L'illuminazione naturale è garantita da lucernari ricavati dallo scostamento di ciascun modulo e dalle pareti perimetrali che presentano, anche se in stato di degrado, un complesso sistema di lamelle frangiluce la cui inclinazione varia a seconda dell'esposizione solare.
Il grande padiglione interno era originariamente provvisto di caffetterie in ciascuno dei quattro angoli e soluzioni versatili per ospitare ulteriori eventi futuri. Il piano interrato ospita una grande sala conferenze, due sale cinematografiche, una piccola struttura ricettiva e locali di servizio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Comitato nazionale per la celebrazione del primo centenario dell'unità d'Italia (a cura di), La celebrazione del primo centenario dell'unità d'Italia, Torino 1961
  • Politecnico di Torino Dipartimento Casa-Città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984 , p. 461 Vai alla pagina digitalizzata
  • Agostino Magnaghi, Mariolina Monge, Luciano Re, Il Palazzo del Lavoro, in Guida all'architettura moderna di Torino, Lindau, Torino 1995, pp. 218-219
  • Sergio Pace, Michela Rosso, Esposizione «Italia '61», in Vera Comoli, Carlo Olmo (a cura di), Guida di Torino. Architettura, Torino, Ed. Allemandi, 1999, pp. 214-215
  • Maddalena Rusconi, Italia '61: l'immagine di Torino in trasformazione, in Fabio Levi, Bruno Maida (a cura di), La città e lo sviluppo. Crescita e disordine a Torino 1945-1970, Milano, Franco Angeli, 2002, pp. 526-571
  • Mario Alberto Chiorino, Pier Luigi Nervi, in Carlo Olmo (a cura di), Dizionario dell'architettura del XX secolo, Vol. III, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Roma 2003
  • Sergio Pace, Cristiana Chiorino, Michela Rosso, Italia '61. Identità e miti nelle celebrazioni per il centenario dell'Unità d'Italia, Torino, Umberto Allemandi & C., 2005
  • in Maria Adriana Giusti, Rosa Tamborrino, «Italia '61», Palazzo del Lavoro, in Guida all'Architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006), Torino, Umberto Allemandi & C., 2008, pp. 307-308
  • Carlo Olmo, Cristiana Chiorino (a cura di), Pier Luigi Nervi. L'architettura come sfida, Milano, Silvana Editoriale, 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]