Pasquale Villari

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Pasquale Villari
Pasquale Villari.jpg

Senatore del Regno d'Italia
Legislature XV

Deputato del Regno d'Italia
Legislature X, XI, XII, XIV

Ministro della pubblica istruzione
Durata mandato 6 febbraio 1891 –
15 maggio 1892
Presidente Antonio di Rudinì

Dati generali
Titolo di studio Laurea in Lettere e filosofia
Professione Docente universitario

Pasquale Villari (Napoli, 3 ottobre 1827Firenze, 7 dicembre 1917) è stato uno storico e politico italiano.

Fu senatore del Regno d'Italia nella XV legislatura e Ministro della Pubblica Istruzione dal 1891 al 1892.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Napoli nel 1826, lì fu allievo di Basilio Puoti e Francesco De Sanctis.[1] In gioventù prese parte ai moti del 1848 contro i Borbone e successivamente si trasferì in esilio a Firenze.[2]

Divenne professore di storia all'Università di Pisa nel 1859 e, dal 1865 al 1913, a Firenze; presso l'Istituto di Studi superiori di Firenze insegnò filosofia della storia (1861-62), storia d'Italia (1866-67), storia antica e moderna (1867-1876), storia moderna (1876-1906), propedeutica storica (1906-1912), letteratura politica (1875-1876, presso la "Cesare Alfieri"), scienza politica (1903-1908, "Cesare Alfieri").[2]

A lungo direttore della Sezione di Filosofia e Filologia dell'Istituto di Studi Superiori e successivamente preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Firenze, si adoperò vivamente per assicurare alla biblioteca adeguati aiuti e finanziamenti, anche ministeriali, promuovendo in prima persona l'acquisto di nuove e importanti collezioni, a stampa e manoscritte, e valutando l'opportunità di incrementare attraverso idonee acquisizioni i filoni disciplinari più rappresentativi e caratteristici, con particolare riguardo agli studi orientali, che da sempre avevano conosciuto un particolare sviluppo all'interno dell'Istituto di Studi Superiori di Firenze.[2]

Scrisse diverse opere su Girolamo Savonarola (1859-61) e Niccolò Machiavelli (1877-82).

È ricordato soprattutto per i suoi studi sulla questione meridionale realizzati nell'opera Lettere meridionali (1878). L'interesse per il tema lo portò a collaborare alla Rassegna settimanale di Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino[3]. Collaborò inoltre alla rivista di studi Archivio per l'Alto Adige fondata da Ettore Tolomei. Molti dei suoi lavori furono tradotti in inglese dalla moglie, Linda White Mazini Villari.

Intensa fu la sua attività di parlamentare: fu deputato al Parlamento nel 1870-1876 e nel 1880-1882, Senatore del Regno dal 26 novembre 1884 e Ministro della Pubblica Istruzione dal febbraio 1891 al maggio 1892, nel primo gabinetto Rudinì.[2] Fu durante il suo ministero che vennero istituiti nel 1891 gli Uffici Regionali per la Conservazione dei Monumenti, ovvero le attuali Soprintendenze per i Beni Architettonici ed Artistici.

Nel 1881 gli venne assegnato dall'Accademia delle Scienze di Torino il Premio Bressa. Socio corrispondente dal 1893, divenne accademico della Crusca l'8 febbraio 1898. Vi promosse la costituzione di una commissione per la redazione di vocabolari dei dialetti italiani; di essa fece parte, a partire dal 1914. Scrisse Le prime lettere meridionali un libro nel quale tenta di far luce sui problemi che affliggevano l'ex Regno delle due Sicilie dopo che divenne il Mezzogiorno d'Italia.

È stato presidente dell'Istituto storico italiano per il Medio Evo dal 1898 al 1911.

Massone, fu iniziato nel 1862 nella Loggia "La Concordia" di Firenze[4].

È sepolto nel cimitero monumentale delle Porte Sante in Firenze.

Era fratello del fisico Emilio Villari[5] e cognato del pittore Domenico Morelli che ne aveva sposato la sorella Virginia[5].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 1910
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1910
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 1910
Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia

Opere[modifica | modifica wikitesto]

« Bisognerà però che l'Italia cominci col persuadersi che v'è nel seno della nazione stessa un nemico più potente dell'Austria, ed è la nostra colossale ignoranza, sono le moltitudini analfabete, i burocrati macchina, i professori ignoranti, i politici bambini, i diplomatici impossibili, i generali incapaci, l'operaio inesperto, l'agricoltore patriarcale e la rettorica che ci rode le ossa. Non è il quadrilatero di Mantova e Verona che ha potuto arrestare il nostro cammino, ma è il quadrilatero di 17 milioni di analfabeti e di 5 milioni di Arcadi »

(Di chi è la colpa?, 1866 successivamente in Lettere meridionali)
  • Saggio sulla filosofia della storia, 1854;
  • La storia di Girolamo Savonarola e de' suoi tempi, 2 volumi, Firenze, F. Le Monnier, 1859-61;
  • Lettere meridionali, 1875;
  • Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, 3 volumi, 1877-1882;
  • Arte, storia e filosofia, 1884;
  • I primi due secoli della Storia di Firenze, 2 volumi, 1893-1894;
  • Le invasioni barbariche in Italia, 1901;
  • L'Italia da Carlo Magno ad Arrigo VII, 1910

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

Una parte dell'archivio di Villari, donata da Alessandro Galante Garrone, è conservata presso la Fondazione Spadolini Nuova Antologia. Altri documenti di Pasquale Villari sono conservati presso la Biblioteca umanistica della Facoltà di Lettere dell'Università di Firenze, nel Fondo Pasquale Villari. La maggior parte del carteggio di Pasquale Villari è conservato a Roma, alla Biblioteca apostolica vaticana.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Curò l'autobiografia di Francesco de Sanctis pubblicando nel 1889, dopo la morte del maestro, La giovinezza, col titolo La giovinezza: frammento autobiografico.
  2. ^ a b c d Villari Pasquale, su SIUSA - Archivi di peraonalità. URL consultato l'08/01/2018.
  3. ^ Giuseppe Sircana, «FRANCHETTI, Leopoldo». In: Dizionario Biografico degli Italiani, volume 50, Roma: Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1998
  4. ^ V. Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Mimesis-Erasmo, Milano-Roma, 2005, p.274.
  5. ^ a b Elena Candela, Angelo Raffaele Pupino, Salvatore Di Giacomo settant'anni dopo: atti del convegno di studi, 8-11 novembre 2005, Università di Napoli "L'Orientale", Liguori editore, 2007, n. 106 a p. 220 ISBN 978-88-207-3998-0 (Anteprima limitata su Google books)
  6. ^ Fondo Villari Pasquale, su SIUSA - Archivi di peraonalità. URL consultato l'08/01/2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Panella, Bibliografia degli scritti di Pasquale Villari, in "Archivio storico italiano", 1918, n.76, pp. 1–83;
  • Gioacchino Volpe, Pasquale Villari, in "Rivista storica italiana", 1940, marzo;
  • M. Moretti, Villari ministro della Pubblica istruzione. Un profilo introduttivo, in "Annali di storia dell'educazione e delle istituzioni scolastiche", 1999, 219-246
  • Antonio Carrannante, Pasquale Villari e la scuola italiana, in Giornale di storia contemporanea, giugno 2004, pp. 165–181
  • M. Moretti, Pasquale Villari storico e politico, Napoli, Liguori, 2005
  • Pasquale Sabbatino, Le città indistricabili. Nel ventre di Napoli da Villari ai De Filippo, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2007, ISBN 978-88-495-1416-2.
  • Arnaldo Di Benedetto, Positivismo e oltre: Pasquale Villari e i suoi corrispondenti tedeschi, in Fra Germania e Italia. Studi e flashes letterari, Firenze, Olschki, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa Successore SNS.jpg
Ranieri Sbragia 1862 - 1865 Enrico Betti
Predecessore Presidente dell'Istituto storico italiano per il Medio Evo Successore 2016 Piazza della Chiesa Nuova.jpg
Marco Tabarrini 7 febbraio 1898 - 12 maggio 1911 Paolo Boselli
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