Basso (Napoli)

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I quartieri Spagnoli, dove è possibile trovare numerosi bassi.

I Bassi, anche noti con il termine napoletano di 'o Vascio sono piccole abitazioni di uno o due vani poste al piano terra, con l'accesso diretto sulla strada.

I bassi, caratteristici di Napoli, ma anche del circondario partenopeo, sono tuttavia considerati espressione di disagio economico e sociale dei contesti popolari.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Con precisione la storia del basso non è attendibile, molti si richiamano ai testi del Boccaccio del XIV secolo; altre citazioni risalgono al XV secolo nei testi di Masuccio Salernitano e in piena epoca barocca nel Pentamerone di Giambattista Basile. Una vera menzione di basso è nell'Ottocento da parte di Antonio Ranieri al quale seguirono altri.

Nel corso dei secoli questi luoghi sono stati teatro di tragici avvenimenti nella storia di Napoli come le numerose epidemie di peste e colera per colpa delle cattive condizioni igieniche. Durante l'Unità d'Italia scoppiarono cinque epidemie di colera e il governo sabaudo promosse la legge per il risanamento dei quartieri bassi (Porto, Pendino) per potervi realizzare grandi opere urbanistiche per migliorarvi la salute dei cittadini. Altre epidemie determinate da questi luoghi malsani si presentarono il 1º ottobre 1943.

Secondo il censimento realizzato nel 1881 i bassi erano 22 785 e 105 257 i napoletani che ci vivevano, nel 1931 i bassi erano cresciuti a 43 507 con una popolazione di 218 865 quindi quasi il 26% dei napoletani viveva in condizioni penose mentre negli anni cinquanta erano 65 000 e oggi si stima 40 000. Durante il fascismo i bassi vennero evacuati, ma furono rioccupati durante la guerra, ed ancora oggi si possono vedere questo tipo di abitazioni anche nei quartieri popolari di nuova costruzione. Oggi è tuttavia diffusa la riconversione in botteghe, cantine, garage; inoltre in molti bassi del centro antico è possibile trovare botole che portano al sottosuolo di Napoli, dove è spesso possibile vedere i preziosi resti greco-romani, rimasti inglobati sotto terra.

Influenza artistica[modifica | modifica wikitesto]

Matilde Serao ha offerto una buona descrizione dei bassi

Una descrizione dei bassi la offre Matilde Serao, che visse per alcuni anni in un basso di Piazzetta Ecce Homo e li descrive così:[1]

«Case in cui si cucina in uno stambugio, si mangia nella stanza da letto e si muore nella medesima stanza dove altri dormono e mangiano; case i cui sottoscala, pure abitati da gente umana, rassomigliano agli antichi, ora aboliti, carceri criminali della Vicaria»

Mentre il basso è un'abitazione destinata al popolo che non può permettersi altre soluzioni abitative, il drammaturgo Eduardo De Filippo riuscì a trarre ispirazione dai bassi, visti come ambientazione spesso insostituibile delle sue famose commedie, dove esalano cattivi odori, ma vi brulica una umanità viva e ricca di sentimenti; dei bassi ha parlato anche Curzio Malaparte che ne rievoca le miserie nei suoi testi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Matilde Serao. Il ventre di Napoli, Napoli, Bur. Presente in Google Books.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • I Vicoli di Napoli, Luigi Argiulo, Newton & Compton Editori, 2004

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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