Graglia

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Graglia
comune
Graglia – Stemma
Graglia – Veduta
Panorama dall'Alpe Amburnero - in primo piano il santuario della Madonna di Loreto
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Biella-Stemma.svg Biella
Amministrazione
SindacoElena Rocchi (lista civica La nuova torre) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate45°33′N 7°59′E / 45.55°N 7.983333°E45.55; 7.983333 (Graglia)Coordinate: 45°33′N 7°59′E / 45.55°N 7.983333°E45.55; 7.983333 (Graglia)
Altitudine596 m s.l.m.
Superficie20,14 km²
Abitanti1 606[1] (31-12-2010)
Densità79,74 ab./km²
Comuni confinantiCamburzano, Donato, Lillianes (AO), Mongrando, Muzzano, Netro, Settimo Vittone (TO), Sordevolo
Altre informazioni
Cod. postale13895
Prefisso015
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT096028
Cod. catastaleE130
TargaBI
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona F, 3 079 GG[2]
Nome abitantigragliesi
PatronoSanta Fede
Giorno festivoseconda domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Graglia
Graglia
Sito istituzionale

Graglia (Graja in piemontese) è un comune italiano di 1.606 abitanti della provincia di Biella, in Piemonte. Sito sul Sacro Monte di Graglia, in frazione "Santuario" (690 metri s.l.m) vi hanno sede un noto santuario mariano e lo stabilimento dove si imbottiglia l'acqua minerale Lauretana[3]. Nel 1992 il comune di Graglia è passato dalla provincia di Vercelli alla provincia di Biella. Il codice ISTAT del comune prima della variazione era 002064.

Dal 1997 il nuovo CAP del comune è 13895. Il vecchio codice postale era 13050.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Graglia ha una forma allungata in senso nord-ovest/sud-est; la cima Sacro Monte di Graglia è solo l'ingresso alla molto più alta Colma di Mombarone (2.371 m), dalla quale si accede alla Valle d'Aosta. Dalla parte sud-est invece, il Comune scende fino a toccare i 365 metri di quota in corrispondenza del Lago dell'Ingagna. La vetta del Mombarone è raggiungibile in circa quattro ore di cammino, e offre uno splendido panorama sulle Alpi Pennine. È possibile rimanere nell'area della cima usufruendo del rifugio Mombarone, a non molta distanza dalla sommità e aperto solo nei mesi di luglio e agosto[4]. Idrograficamente appartiene al bacino del Torrente Elvo[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'opinione di alcuni studiosi, il toponimo avrebbe origine dal tardo latino “Gradalia”, che a sua volta discenderebbe da “gradus” (“gradino”), a causa della fisiononomia scoscesa del luogo. Nel Medioevo la zona di Graglia era inserita nel feudo vercellese del vescovato, dominio dei signori Avogadro di Cerrione e dopo due secoli di proprietà dei Savoia, che la cedettero alla famiglia Bobbia dopo essere stata saccheggiata nel 1527 dalle milizie al soldo di Filippo Tornielli[6].

Durante la Seconda guerra mondiale, Graglia vide la formazione dei primi gruppi partigiani costituiti dai militari sbandati del 53º reggimento fanteria ma fu anche il luogo nell'immediato dopoguerra dell'uccisione di 33 persone attuato dai partigiani comunisti, che avevano catturato presso Cigliano, un gruppo di ufficiali del "2° RAU,(Raggruppamento Allievi Ufficiali) e le mogli di due di questi di cui una incinta entrambe fucilate, la cosiddetta Strage di Graglia[7].

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il Santuario[modifica | modifica wikitesto]

Santuario di Graglia
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sacro Monte di Graglia.

Anticamente tutta la località era devota alla Madonna della Neve, di antiche origini presso la frazione Campra. Soltanto agli inizi del XVII secolo, per volere di don Andrea Valotti, nacque la tradizione che si voleva collegare alla Madonna Nera di Oropa e della Madonna Nera di Loreto, nelle Marche. Parimenti, il Monte di Graglia fu altresì dedicato a San Carlo Borromeo, da poco canonizzato nel 1610. L'intento fu quello di costruire una pezzo di Palestina in Piemonte. Tuttavia, la costruzione della chiesa proseguì a rilento e a tappe, e fu completata soltanto nella seconda metà del XVIII secolo. Nel clima della Rivoluzione Francese, la basilica fu convertita dalla sua natura religiosa in edificio di pubblica utilità, e venne trasformata in un convitto. Con il ritorno di Vittorio Emanuele II a Torino nel 1814, l'edificio recuperò la sua funzione originaria, e durante l'Ottocento fu abbellito da successivi interventi che impreziosirono la chiesa a pianta greca con una cupola alta 38 metri: nel 1828, su idea di Perratone, fu scolpito nel marmo l'altare; dieci anni dopo si ebbe l'installazione dell'organo; al 1840 risale l'aggiunta di un terzo piano che ospitava i pellegrini, nel 1870 fu decorata la cupola e poco dopo fu costruita la facciata dell'edificio che dà a sud est. Nel XX secolo furono effettuati restauri e ristrutturazioni e più recentemente nel presbiterio è stato collocato un nuovo altare. La biblioteca accoglie circa 2.000 volumi, alcuni dei quali risalenti al Seicento[8].

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

Santa Fede: il campanile

Consacrata nel 1601, la Chiesa di Santa Fede è costituita da tre navate che ne formano la pianta longitudinale. Conserva dipinti della scuola del Tiepolo, un altare caratteristico dal punto di vista architettonico e stucchi del Settecento. In Piazza Astrua si trova la confraternita di Santa Croce, che presenta l'originaria pianta a unica navata costeggiata da cappelle e che venne costruita nel 1639 su ciò che rimaneva di un antico castello. La chiesa accoglie reliquari pregiati, scanni del coro risalenti al 1727, un organo del Settecento ancora in funzione. Sempre al Seicento risale la costruzione della chiesetta della Madonna della Neve, con pianta a croce greca e dotata di un campanile in cotto, con affreschi di Paolo Giovanni Crida sulla facciata[9].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Persone legate a Graglia[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Marco Astrua lista civica Sindaco
2009 2014 Elena Rocchi lista civica la nuova torre Sindaco
2014 in carica Elena Rocchi lista civica la nuova torre[11] Sindaco II mandato

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune apparteneva alla Comunità montana Alta Valle Elvo, soppressa nel 2009 e confluita, insieme alla Comunità montana Bassa Valle Elvo, nella Comunità montana Valle dell'Elvo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Graglia disponeva di una fermata denominata Cambursano-Graglia, posta lungo la ferrovia Biella-Mongrando, attiva fra il 1891 e il 1951 e trasformata in tranvia nel 1922.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Lauretana, su lauretana.com. URL consultato il 24 settembre 2013.
  4. ^ Territorio, Associazione Pro Loco Santuario di Graglia. URL consultato il 24 settembre 2013.
  5. ^ Carta Tecnica Regionale raster 1:10.000 (vers.3.0) della Regione Piemonte - 2007
  6. ^ Graglia (BI), italiapedia. URL consultato il 24 settembre 2013.
  7. ^ dicembre 1943: le prime azioni partigiane e la repressione nazifascista, Frammenti di storia biellese. URL consultato il 24 settembre 2013.
  8. ^ Il Santuario, Proloco Graglia. URL consultato il 24 settembre 2013.
  9. ^ Cultura e monumenti, Proloco Graglia. URL consultato il 24 settembre 2013.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Comune di Graglia, La Repubblica; risultati on-line su www.repubblica.it (consultato nel giugno 2014)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN132985000
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