Colma di Mombarone

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Colma di Mombarone
Mombarone da pavignano.jpg
Il Mombarone da Pavignano (Biella)
StatoItalia Italia
RegionePiemonte Piemonte
ProvinciaBiella Biella
Torino Torino
Altezza2 371 m s.l.m.
Prominenza250 m
CatenaAlpi
Coordinate45°35′15.95″N 7°53′37.85″E / 45.587765°N 7.893848°E45.587765; 7.893848Coordinate: 45°35′15.95″N 7°53′37.85″E / 45.587765°N 7.893848°E45.587765; 7.893848
Altri nomi e significatiMombarone
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Colma di Mombarone
Colma di Mombarone
Mappa di localizzazione: Alpi
Colma di Mombarone
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Occidentali
Grande SettoreAlpi Nord-occidentali
SezioneAlpi Pennine
SottosezioneAlpi Biellesi e Cusiane
SupergruppoAlpi biellesi
GruppoCatena Tre Vescovi-Mars
CodiceI/B-9.IV-A.1

La Colma di Mombarone (o Colma di Monbarone[1] o, più semplicemente, il Mombarone) è una montagna delle Alpi Pennine alta 2.371 m.
Visivamente segna l'inizio della Valle d'Aosta ma amministrativamente è interamente compresa in Piemonte; interessa i comuni di Settimo Vittone, in provincia di Torino, e di Donato e Graglia, in provincia di Biella.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo in piemontese significa mucchio, ammasso: questo termine entra nella denominazione di altre montagne quali, ad esempio, il Monte Barone (in Val Sessera) o il Monte Baron (Val Casternone).
Per Colma nell'area settentrionale del Piemonte si intende invece un luogo elevato, sia esso una sommità oppure un colle o una sella (come ad es. nel caso della frazione Colma).

Geodesia[modifica | modifica wikitesto]

Sulla cima si trova il punto geodetico trigonometrico dell'IGM denominato Monte Colma Di Monbarone (cod. 042041)[2] nonché un vertice trigonometrico della rete primaria di inquadramento IGM95, materializzato sul posto da un centrino GPS montato su un pilastrino metallico a sezione triangolare, denominato semplicemente Colma di Monbarone (cod. 042905).[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento al Redentore in un disegno d'epoca

Il Mombarone, insieme con le vette satelliti del Monte Cavalgrosso (2.231), Monte Cavalpiccolo (2.189 m) e Punta Tre Vescovi (2.344 m), segna l'inizio del tratto montano del bacino della Dora Baltea, ovvero della Valle d'Aosta.
Le sue pendici sono drenate dal torrente Chiussuma, affluente di sinistra della Dora, e dai torrenti Janca e Viona, che confluiscono invece nell'Elvo in destra idrografica.
La Punta Tre Vescovi, situata circa 400 m a nord-est della Colma di Mombarone propriamente detta, è il punto triplo dove convergono le province di Torino, Biella ed Aosta (e, come dice il nome, le diocesi di Aosta, Biella e Ivrea).
Dalle pendici meridionali della montagna si origina la Serra Morenica di Ivrea, l'imponente morena laterale lasciata dal grande ghiacciaio che percorreva la Valle d'Aosta durante le ultime fasi glaciali.

La cresta spartiacque Elvo-Dora Baltea, dopo l'evidente intaglio del Colle della Lace, prosegue invece a nord verso il Monte Mars. [3]
Sulla vetta del Mombarone nel 1900 è stata costruita una massiccia statua del Redentore, tuttora in loco.
A sua volta il Mombarone è visibile da molto lontano e domina con la sua mole buona parte del Canavese e del Biellese.

Escursionismo e corsa[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una montagna di interesse principalmente escursionistico, accessibile per sentiero da più punti sia del Canavese che del Biellese.[4] Per il Colle della Lace, circa un km a nord della cima, transita la GtA.
Poco a sud della vetta è invece situato a 2.312 m il Rifugio Mombarone[5], un punto di appoggio utile per chi voglia passare la notte nei pressi della cima, magari per godere lo spettacolo del sorgere del sole.
La salita al Mombarone è inoltre una classica sci-alpinistica, effettuabile anche con le ciaspole.[6]
Dal 1977 tra Ivrea e il Mombarone si corre tutti gli anni una corsa podistica tra le più dure e rinomate del Piemonte, con uno sviluppo di più di 20 km ed un dislivello positivo di circa 2.100 metri. La prima edizione della gara si svolse in realtà nel 1922, con percorso libero; dopo poche repliche seguì però un lungo periodo di abbandono concluso con il ripristino della competizione nella forma attuale. [7]

Il Mombarone visto da Bollengo (TO), con in primo piano la Serra

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Scheda Monografica Vertice IGM95, scheda in formato .pdf (consultato nel settembre 2012)
  2. ^ Punti Geodetici, servizio dell'IGM on-line su www.igmi.org Archiviato il 5 giugno 2012 in Internet Archive. (consultato nel settembre 2012)
  3. ^ Carta Tecnica Regionale raster 1:10.000 (vers.3.0) della Regione Piemonte - 2007
  4. ^ Nuova guida alle Alpi biellesi, Giancarlo Regis e Renza Piana Regis, libreria V.Giovannacci, Biella 1981
  5. ^ Scheda sul rifugio su [1] (consultato nel dicembre 2014)
  6. ^ Relazione di salita del CAI di Villar Focchiardo
  7. ^ Sito degli Amici del Mombarone, la polisportiva che organizza la corsa

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nuova guida alle Alpi biellesi, Giancarlo Regis e Renza Piana Regis, libreria V.Giovannacci, Biella 1981

Cartografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]