Sandigliano

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Sandigliano
comune
Sandigliano – Stemma Sandigliano – Bandiera
Sandigliano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Biella-Stemma.svg Biella
Amministrazione
SindacoMauro Masiero (lista civica SiAmo Sandigliano) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate45°30′N 8°02′E / 45.5°N 8.033333°E45.5; 8.033333 (Sandigliano)Coordinate: 45°30′N 8°02′E / 45.5°N 8.033333°E45.5; 8.033333 (Sandigliano)
Altitudine323 m s.l.m.
Superficie10,22 km²
Abitanti2 603[1] (31-12-2020)
Densità254,7 ab./km²
Comuni confinantiBorriana, Cerrione, Gaglianico, Ponderano, Verrone
Altre informazioni
Cod. postale13876
Prefisso015
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT096059
Cod. catastaleH821
TargaBI
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 724 GG[3]
Nome abitantisandiglianesi
PatronoMaria santissima Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sandigliano
Sandigliano
Sandigliano – Mappa
Sito istituzionale

Sandigliano (Sandian in piemontese) è un comune italiano di 2 603 abitanti della provincia di Biella in Piemonte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo, attestato nel 999 come “Santilianus”, deriva probabilmente dal gentilizio romano gentilius. Compresa in epoca medievale tra i feudi del comitato di Vercelli, appartenne a diversi signori del luogo, finché, nel 999 venne ceduta, per volontà imperiale, all’episcopato vercellese e suddivisa, in seguito, tra i signori di Sandigliano e i Vialardi. Invasa dalle truppe viscontee nel 1353, subì più tardi anche il saccheggio da parte dell’esercito di Facino Cane, durante le lotte tra i Visconti e i Savoia per il possesso del biellese. Ceduta dagli stessi Savoia in parte ai Vialardi e in parte agli Avogadro, venne infeudata a Sebastiano Ferrero nel 1493 e ripetutamente saccheggiata, nel XVII secolo, durante le lotte tra francesi e spagnoli per il possesso dell’Italia settentrionale. Nell’Ottocento l’abitato entrò a far parte dei possedimenti del generale Bernardino Morra, conte di Lavriano. Il castello medievale, edificato nel XV secolo e perfettamente conservato, appartenne ai vari signori del luogo e mantiene, dell’originaria struttura, le mura esterne e il torrione, mentre la zona del ricetto, ossia le casette annesse che servivano da rifugio agli abitanti del luogo, non è più visibile. In località Villa sorge un altro castello, detto del Torrione (XIII e XIV secolo); suddiviso in due nuclei distinti, conserva dell’originario edificio l’imponente torre e un portale duecentesco mentre la corte interna è decorata con pregiate pitture parietali raffiguranti la Sacra Sindone. Nel borgo è possibile ammirare la parrocchiale che fu costruita su una chiesa quattrocentesca crollata, la costruzione risale al 1878 in stile neo-gotico, con magnifiche vetrate , un’Assunta attribuita al Gamba e una Via Crucis del Ciardi (1889). Tra i centri principali del Biellese, basa la sua economia sull'industria, attiva nei settori tessile (lavorazione di fibre naturali, in particolare lana, e sintetiche), meccanico, chimico, delle materie plastiche (reggette, imballaggi). L'agricoltura (cereali, foraggi, uva da vino) e l'allevamento (bovini, ovini, caprini) completano il quadro economico.[4]

Edifici rilevanti[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello della Rocchetta: situato in centro al paese risale al XIV secolo ed ha oggi destinazione residenziale[5].
  • Castello Vialardi o Torrione: fu realizzato attorno ad un torrione centrale (da cui il nome) tra il XIII e il XV secolo, e ospitò la Sacra Sindone nel corso del trasporto in Piemonte da Chambéry[5].
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta: collocata anch'essa in centro al paese, nei pressi del castello della Rocchetta, venne costruita in stile neogotico nel 1878 su una preesistente chiesa del XV secolo[5].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1999 Eugenio Gromo Coalizione di centro Sindaco
1999 2004 Raffaella Pongiluppi lista civica Sindaco 1º mandato
2004 2009 Raffaella Pongiluppi lista civica Sindaco 2º mandato
2009 2014 Anna Lanza lista civica Insieme per Sandigliano Sindaco[7]
2014 2019 Mauro Masiero lista civica Siamo Sandigliano Sindaco[8] 1º mandato
2019 in carica Mauro Masiero lista civica SiAmo Sandigliano Sindaco[9] 2º mandato

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Stazione ferroviaria di Sandigliano

Dal 1925 al 1951 Sandigliano risultò servita dalla tranvia Biella-Borriana[10].

Nonostante i treni non vi effettuano più la fermata, la stazione risulta ancora attiva e dal 2019 ha inizio il progetto di ammodernamento per tutta la tratta Biella-Santhia, esso consiste nell'elettrificare tutta la linea. I lavori nei pressi di sandigliano sono iniziati a maggio 2021 si stima la conclusione per fine 2021. [11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2020.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Storia di Sandigliano, su http://www.italiapedia.it/.
  5. ^ a b c Luoghi di interesse, scheda su www.comune.sandigliano.bi.it Archiviato l'11 settembre 2016 in Internet Archive.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Comune di Sandigliano - Anna Lanza nuovo sindaco, su http://www.repubblica.it, 8 giugno 2009.
  8. ^ Comune di Sandigliano - Masiero è il nuovo sindaco di Sandigliano, su www.newsbiella.it, 27 maggio 2014.
  9. ^ Comune di Sandigliano - Masiero sindaco per la seconda volta, su www.ecodibiella.it, 27 maggio 2019.
  10. ^ Mario Matto, La tramvia Santhià-Ivrea e la rete tranviaria locale, in Santhià e la ferrovia: una storia che dura 150 anni, GS Editrice, Santhià, 2006, pp. 203-266. ISBN 88-87374-95-3
  11. ^ Ammodernamento tratta Biella-Santhia, su otipiemonte.it. URL consultato il 7 luglio 2021.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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