Camandona

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Camandona
comune
Camandona – Stemma Camandona – Bandiera
Camandona – Veduta
Il capoluogo visto dalla frazione Guelpa
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Biella-Stemma.svg Biella
Amministrazione
SindacoGian Paolo Botto Stellia (lista civica Tradizione futur@) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate45°38′41″N 8°06′00″E / 45.644722°N 8.1°E45.644722; 8.1 (Camandona)Coordinate: 45°38′41″N 8°06′00″E / 45.644722°N 8.1°E45.644722; 8.1 (Camandona)
Altitudine792 m s.l.m.
Superficie9,2 km²
Abitanti350[1] (30-4-2017)
Densità38,04 ab./km²
FrazioniCanova, Cerale, Dagostino, Falletti-Guelpa, Gallo, Governati, Mino, Molino, Pianezze, Piazza, Vacchiero, Viglieno
Comuni confinantiBioglio, Callabiana, Pettinengo, Piatto, Valdilana, Vallanzengo, Valle San Nicolao, Veglio
Altre informazioni
Cod. postale13821, 13050 (fino al 1997)
Prefisso015
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT096009
Cod. catastaleB457
TargaBI
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona F, 3 334 GG[2]
Nome abitanticamadonesi
PatronoSan Grato
Giorno festivo7 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Camandona
Camandona
Sito istituzionale

Camandona (Camandon-a in piemontese) è un comune italiano sparso di 350 abitanti della provincia di Biella, in Piemonte. La sede comunale è collocata nella frazione Bianco.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Camandona si allunga in direzione nord-ovest/sud-est ed è collocato nella parte alta del bacino dello Strona di Mosso. La quota più bassa (500 m circa) si raggiunge nei pressi di questo torrente, che segna il confine a sud-est con il comune di Callabiana[3] e a sud con quello di Pettinengo; il rio Overa segna invece verso nord-est il confine con Veglio. A monte il territorio comunale si spinge fino a quota 1400 circa, nei pressi della Panoramica Zegna. Fa inoltre parte del comune un'isola amministrativa montana in Valsessera che si estende dal fondovalle alla Cima dell'Asnas.[4]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del comune deriva forse dal piemontese Cà bandonà (casa abbandonata): la zona era infatti in origine un alpeggio occupato solo temporaneamente e durante la cattiva stagione veniva, appunto, abbandonato dagli allevatori.[6]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Camandona fu nel Medioevo un alpeggio, la cui occupazione permanente è documentata a partire dal 1446. L'esistenza di una parrocchia risale almeno al 1530, mentre il comune divenne autonomo solo il 16 dicembre 1627. Il 26 agosto 1722 Camandona fu smembrata dal feudo di Mosso, a cui apparteneva, per divenire un feudo a sé stante, affidato al Conte Giovanni Battista Marchisio. Il 15 dicembre 1798 venne eretto in piazza l'albero della libertà; nel 1821, con la restaurazione, Camandona entrò a far parte del mandamento di Mosso.[6]
La popolazione di Camandona, come quella di molti altri centri della montagne biellesi, praticò sistematicamente l'emigrazione stagionale o permanente, in particolare verso l'estero. Molti camandonesi riuscirono a distinguersi nei paesi di emigrazione, in particolare come imprenditori nel campo dell'edilizia. Tra essi divenne particolarmente noto Valdimiro Catella Rebecco (1887-1948), imprenditore e ingegnere ferroviario, considerato il padre delle ferrovie del Siam[6]. Trasferitosi in Thailandia lavorò nelle ferrovie di stato ottenendo nel 1921 il grado di ingegnere di divisione; nel 1924 gli fu conferito dalla Corona del Siam l'Ordine dell'Elefante Bianco. Nel 1925 fece ritorno in Italia dove fu attivo come imprenditore edile ed ottenne l'onorificenza di Cavaliere della Corona d'Italia (nel 1922).[7] Nel 1945 nel territorio comunale si svolsero sanguinosi scontri tra i partigiani attivi in zona e le forze nazifasciste.[8] Tra i partigiani che presero parte alle ostilità avrà nel dopoguerra particolare notorietà Edgardo Sogno, la cui famiglia era originaria del paese.[9]

Nel 1964 vi vennero aggregate le borgate Pianezze, già suddivise fra i comuni di Bioglio, Pettinengo e Valle San Nicolao[10].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma comunale è uno scudo troncato con il campo superiore azzurro con una mucca pezzata su pianura verde, quello inferiore rosso con un castagno; la divisione e la bordatura sono dorate, ed attorno stanno fronde verdi, elemento decorativo esterno tipico degli stemmi comunali.[6]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La torre campanaria

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale SS. Grato e Policarpo; risalente al XVI secolo, il suo interno venne interamente affrescato negli anni 1864-1865 dal pittore Antonio Ciancia di Caprile. La massiccia torre campanaria in pietra ha una pendenza di circa 70 cm originatasi in seguito all'assestamento del terreno sul panoramico poggio dove è costruita.[8]
  • Oratorio in frazione Governati; la costruzione risale al 1343, ma fu rimaneggiata nel XVIII secolo; è intitolato ai santi Sebastiano e Fabiano.
  • Santuario del Mazzucco, situato a 919 metri di quota e dedicato a Sant'Anna.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Sogno
  • Palazzo Sogno; costruito in frazione Falletti nel 1776 fu dimora della famiglia Sogno. L'edificio richiama strutturalmente e stilisticamente i manoirs della Provenza.
  • Diga di Ponte Vittorio, al confine con Callabiana.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

L'isola amministrativa montana che il comune di Camandona possiede in Valsessera è compresa nel Sito di Interesse Comunitario (SIC) della rete europea Natura 2000 “Val Sessera” (codice IT1130002[11]).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti a Camandona erano 19. La nazione d'origine più rappresentata era la[13]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Associazione Culturale ex Asilo Clelia Ferrua
  • Pro loco
  • I Cantori di Camandona
  • Gruppo Alpini
  • Squadra A.I.B. (anti incendi boschivi)
  • Sci club "I lupi della melia"

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

«In una pubblica scuola s'insegna a leggere e scrivere: il maestro è stipendiato dagli allievi.»

(Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli stati di S. M. il Re di Sardegna, Goffredo Casalis, ed.Forni, 1840, vol. 6 pag. 343)

Nel territorio comunale da tempo non sono presenti scuole pubbliche. Il comune fornisce agli alunni che frequentano le scuole dell'infanzia, elementari e medie inferiori un servizio di scuolabus per il trasporto presso le scuole della zona e la mensa. [14]

Il comune era un tempo dotato di un asilo e scuole elementari autonome; a partire dal 2011 nell'edificio dell'ex-asilo è attivo un ostello, con 18 posti letto distribuiti su cinque camere.[15]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • La festa di Sant'Anna si svolge tutti gli anni l'ultima settimana di luglio e dura in genere parecchi giorni. Un tempo i festeggiamenti si tenevano al santuario del Mazzucco ma oggi molte delle iniziative legate alla festa vengono organizzate nei vari borghi che compongono il comune e, in particolare, nella panoramica piazzetta di frazione Falletti. Si tratta di un evento con almeno un secolo di tradizione; basata in gran parte sul volontariato della Pro Loco di Camandona, la festa attrae migliaia di persone da tutto il Biellese.[16]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il capoluogo comunale (Bianco) e la maggior parte delle frazioni che compongono Camandona è situata attorno a quota 800 metri su una fascia che domina il solco vallivo della Strona, piuttosto incassato. Poco a monte di Falletti-Guelpa, la più occidentale di queste frazioni, si trova il Santuario del Mazzucco, risalente al XVII secolo e dedicato a Sant'Anna e alla Madonna delle Grazie.

Ricade parzialmente nel territorio del comune anche l'invaso artificiale di Ponte Vittorio, formato da una diga che sbarra il torrente Strona.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il centro comunale di Camandona è collegato al resto del Biellese da due strade provinciali: la SP 105 Andorno - Mosso Santa Maria e la SP 107 di Camandona.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Roberto Tramontina lista civica Sindaco
2009 2014 Gian Paolo Botto Stellia lista civica Tradizione e futuro Sindaco
2014 in carica Gian Paolo Botto Stellia lista civica Tradizione futur@[17] Sindaco II mandato

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Val Sessera, Valle di Mosso e Prealpi Biellesi, mentre fino al 2010 apparteneva alla Comunità montana Valle di Mosso, abolita in seguito all'accorpamento disposto dalla Regione Piemonte nel 2009.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ A monte del bacino di Ponte Vittorio il confine tra i due comuni è segnato dal rio Barguso, un affluente di destra dello Strona
  4. ^ Carta Tecnica Regionale raster 1:10.000 (vers.3.0) della Regione Piemonte - 2007
  5. ^ Le zone sismiche in Italia: Piemonte, statistica 2006, www.abspace.it (consultato nel maggio 2014)
  6. ^ a b c d Comuni della Provincia di Biella, AA.VV, Nerosubianco edizioni, Cuneo 2005
  7. ^ I personaggi illustri, su comune.camandona.bi.it. URL consultato il marzo 2018.
  8. ^ a b Nuova guida di Biella e Provincia; Gabriella Giovannacci Amodeo, Libreria Vittorio Giovannacci, Biella, 1994
  9. ^ Grazie dissi. Questi posti li conosco molto bene e a Camandona ho delle armi. A te serve di più. Poi mi avviai sulla mulattiera a passo svelto. In meno di due ore potevo essere a casa. (frase tratta da Guerra senza Bandiera, ed. Il Mulino, Bologna, 1995, pag. 124)
  10. ^ Decreto del presidente della Repubblica 16 dicembre 1964, n. 1550, in materia di "Distacco delle omonime borgate Pianezze, rispettivamente, dai comuni di Bioglio, Pettinengo e Valle San Nicolao con aggregazione al comune di Camandona (Vercelli)."
  11. ^ Siti di Importanza Comunitaria (SIC), Regione Piemonte, lista on-line su gis.csi.it Archiviato il 3 marzo 2016 in Internet Archive. (consultato nel novembre 2012)
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2010, su demo.istat.it. URL consultato il 3 ottobre 2011.
  14. ^ Asili e Scuole http://www.comune.camandona.bi.it (consultato nel luglio 2012)
  15. ^ Ostello di Camandona, pieghevole on-line in .pdf su [1] (consultato nel luglio 2012)
  16. ^ Camandona - festa di Sant'Anna 2013; sito istituzionela www.comune.camandona.bi.it (consultato nel gennaio 2014)
  17. ^ Comune di Camandona - Liste e risultati, La Repubblica,www.repubblica.it (consultato nel giugno 2014)
  18. ^ Relazione e note sulla visita a Faucigny del 19 novembre 2011 da parte degli Amministratori di Camandona, relazione in .pdf sul sito istituzionale del comune di Camandona www.comune.camandona.bi.it (consultato nel luglio 2012)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Colonie alpine per fanciulli poveri in Torino sotto l'alto patronato di S. M. la regina Margherita : primo esperimento di colonie alpine in Camandona (estate 1892), tip. lit. Camilla e Bertolero, Torino, 1893
  • Nuova guida di Biella e Provincia, Gabriella Giovannacci Amodeo; Libreria Vittorio Giovannacci, Biella, 1994
  • Guerra senza Bandiera, Edgardo Sogno, Il Mulino, Bologna, 1995
  • Alle origini di Camandona, Ilario Guelpa Piazza; tipografia Ramella, Biella, 1998
  • Comuni della Provincia di Biella, AA.VV, Nerosubianco edizioni; Cuneo, 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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