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Renato Martorelli

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Renato Martorelli

Renato Martorelli (Livorno, 21 luglio 1895Niella Tanaro, 28 agosto 1944) è stato un avvocato e partigiano italiano.

Avvocato e militante socialista, tra i promotori del movimento clandestino Italia Libera e tra i primi organizzatori della Resistenza piemontese, fu catturato e fucilato nel 1944 dai fascisti della Repubblica Sociale Italiana. È stato insignito della Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Nato a Livorno il 21 luglio 1895, Martorelli si laureò in giurisprudenza e intraprese la professione di avvocato. Fin da giovane aderì al Partito Socialista Italiano e fu attivo nell’ambiente politico e sindacale toscano. Dopo il trasferimento a Torino, entrò in contatto con esponenti del movimento liberale e democratico che nel 1923 confluirono nel gruppo clandestino Italia Libera, di ispirazione repubblicana e azionista[1].

Durante il regime fascista subì controlli e perquisizioni per la sua attività politica. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 si unì ai primi nuclei della Resistenza italiana operanti tra Piemonte e Liguria, assumendo un ruolo direttivo nelle formazioni “Giustizia e Libertà” e nel Comitato militare del CLN piemontese[2].

Il 30 luglio 1944 fu arrestato dai militi fascisti e detenuto a Niella Tanaro, dove venne torturato e fucilato il 28 agosto 1944[3]. Sul luogo della fucilazione è presente una lapide commemorativa; il suo nome è ricordato anche nel Sacrario dei Caduti di Torino e in diverse lapidi cittadine[4].

Medaglia d'oro al valor militare
«Fu tra i primi che l'8 settembre 1943 diedero vita alle formazioni partigiane. Assertore deciso della volontà di lotta, a questa prodigò l'inesauribile sua attività, la sua straordinaria energia, il prestigio che a lui derivava dalla forza dell'esempio. Ricercato con particolare accanimento dalle polizie fascista e tedesca, rifiutò ogni asilo ed ogni sosta. Catturato, conobbe il calvario degli insulti, delle offese, delle torture, ma non piegò accettando il supremo sacrificio perché vivessero le idee di indipendenza e di libertà[5]

Intitolazioni

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A Torino gli è dedicata la via Renato Martorelli (già tratto terminale di corso Palermo, oltre corso Giulio Cesare, precedentemente intitolato a Mario Sonzini). Il suo nome è inoltre riportato su numerose lapidi commemorative e monumenti della Resistenza in Piemonte[6].

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