Piazza Carlo Felice

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Piazza Carlo Felice
Porta Nuova Piazza Carlo Felice Torino.JPG
Piazza Carlo Felice con al centro il giardino Sambuy. Si notano il busto del conte Ernesto Balbo Bertone di Sambuy e sullo sfondo la stazione di Porta Nuova.
Nomi precedentiLargo del Re
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàTurin coat of arms.svg Torino
CircoscrizioneCircoscrizione 1.png I Circoscrizione[1]
Quartierecentro storico
Codice postale10121 (Numeri civici pari);
10123 (Numeri civici dispari)[1]
Caratteristiche
ProgettistaJean-Pierre Barrilet Deschamps
Collegamenti
Luoghi d'interesse
Mappa

Coordinate: 45°03′48.96″N 7°40′46.56″E / 45.0636°N 7.6796°E45.0636; 7.6796

Piazza Carlo Felice è una piazza di Torino. Si trova alla congiunzione di via Roma con corso Vittorio Emanuele II, esattamente fronte alla Stazione Porta Nuova.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo ampliamento della città di Torino verso sud del 1620, questa zona ospitava semplicemente la primitiva "Porta Nova", di accesso al centro attraverso l'omonima via "Nova" (attuale via Roma).

Fu poi Gaetano Lombardi che, nel 1822, disegnò il primo abbozzo di quello che diventerà il Largo del Re, ovvero una normale espansione dell'omonimo Viale (oggi corso Vittorio Emanuele II), attraverso la nascita di nuovi isolati neoclassici, sia a oriente (verso il nascente "Borgo Nuovo"), sia a occidente (ovvero il tratto terminale dell'attuale via XX Settembre.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Torino Porta Nuova, Borgo Nuovo (Torino) e Corso Vittorio Emanuele II (Torino).

La piazza attuale[modifica | modifica wikitesto]

Il disegno definitivo dell'attuale piazza tuttavia, fu soltanto nel 1861, ad opera dell'architetto francese Jean-Pierre Barillet-Deschamps, nel contesto dell'ulteriore sviluppo della città verso sud, che aveva precedentemente portato alla realizzazione definitiva di piazza San Carlo, e che coinvolse la nascente stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova (opera di Alessandro Mazzucchetti e Carlo Ceppi, periodo 1853-1864).

Gli eleganti portici della piazza furono opera di Giuseppe Leoni, Giuseppe Frizzi e Carlo Promis che, sul lato nord, ben si raccordano alla centrale via Roma con un'esedra semicircolare. In particolare quest'ultimo, il Promis, si occupò del lato occidentale della piazza, dove aggiunse uno slargo di quella che sarà, nel 1870, la piazzetta dedicata al politico torinese Pietro Paleocapa (con annesso monumento opera di Odoardo Tabacchi del 1871). La manica di portici lungo Corso Vittorio Emanuele II verso oriente (via Lagrange) invece, fu ultimata da Barnaba Panizza. Una particolare attenzione la si deve invece alla manica di portici di Corso Vittorio Emanuele II verso occidente: attraversando Via XX Settembre, in alto fu posizionata una curiosa statua, di un artista ignoto, con un mitologico Toro a tre teste.
Al centro della piazza, sempre nel 1861, fu progettato un giardino, poi titolato Giardino Sambuy. Recintato ed organizzato su pianta regolare, è movimentato con ondulazioni del terreno e con un percorso di vialetti in porfido che lo attraversa diagonalmente, offrendo vedute con diverse prospettive.
È impreziosito da piante rare, da statue dedicate ad Edmondo De Amicis, a Massimo D'Azeglio e a Ernesto di Sambuy. Sempre all'interno del giardino, è presente un orologio floreale dono della città di Ginevra e una fontana allegorica.

Sulla piazza si affacciano molte storiche attività, tra cui l'antica Cioccolateria Giordano e l'Hotel Roma, dove, nel 1950, Cesare Pavese si tolse la vita.
Sotto la piazza è collocata la fermata della Linea 1 di metropolitana Porta Nuova e l'ampio sistema di parcheggi sotterranei comunicanti che si estende fino a piazza Castello. Nel 2017 la piazza fu totalmente riqualificata, con l'apertura di moderni negozi negli eleganti palazzi ottocenteschi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dove, Come, Quando - Guida di Torino '98-99, p. 253

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dove, Come, Quando - Guida di Torino '98-99, Torino, Gruppi di Volontariato Vincenziano, 1997