Gioacchino Quarello

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Gioacchino Quarello
Gioacchino Quarello.jpg

Deputato dell'Assemblea Costituente, Deputato della Repubblica Italiana
Legislature I
II
Gruppo
parlamentare
Democratico Cristiano
Collegio Collegio Unico Nazionale
Incarichi parlamentari
  • I Legislatura della Repubblica italiana
  • X Commissione industria e commercio - turismo
  • Vicepresidente dal 15 giugno 1948 al 30 giugno 1949
  • Vicepresidente dal 1º luglio 1949 al 27 gennaio 1950
  • Presidente dal 27 gennaio 1950 al 30 giugno 1950
  • Presidente dal 1º luglio 1950 al 9 luglio 1951
  • Presidente dal 10 luglio 1951 al 30 giugno 1952
  • Presidente dal 1º luglio 1952 al 24 giugno 1953
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico DC
Professione imprenditore

Gioacchino Quarello (Villadeati, 4 aprile 189220 giugno 1966) è stato un politico italiano.

Eletto all'Assemblea Costituente nelle file della Democrazia Cristiana, venne confermato nella I e II legislatura.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1919 entrò nel Partito Popolare, rappresentandovi la sinistra sindacale. Al sorgere del fascismo s'impegnò nell'azione per contrastarlo e, quando gli squadristi torinesi incendiarono la Camera del Lavoro di Torino, ospitò i sindacati socialisti nella sede della sua organizzazione. Allo scioglimento del Partito popolare, imposto dal regime fascista, Quarello tornò al suo lavoro di tornitore. In seguito organizzò e diresse una fabbrica di serramenti speciali, ma mantenne anche i contatti con l'ambiente dell'antifascismo cattolico, tanto che, nel 1942, fu tra gli organizzatori di una riunione clandestina sulla collina torinese.

Dopo il 25 luglio 1943, nei 45 giorni di Badoglio, fu uno dei commissari di nomina governativa della Confederazione dei lavoratori dell'industria. Dopo l'armistizio e fino alla Liberazione, Quarello mantenne contatti con le formazioni partigiane operanti nel Cuneese, nell'Alessandrino, nel Monferrato. Nel CLN regionale piemontese rappresentò, come sindacalista, la Democrazia Cristiana. In quel periodo Benito Mussolini offrì a Quarello la direzione dei sindacati fascisti della Repubblica Sociale Italiana, ricevendone un rifiuto.

All'indomani della Liberazione, il sindacalista fu designato vicesindaco di Torino e segretario regionale della DC. Fondatore del quotidiano democristiano piemontese "Il Popolo Nuovo", Quarello nel 1946 fu eletto deputato all'Assemblea costituente. Rieletto nel 1948 e confermato nel 1953, ha anche ricoperto l'incarico di sottosegretario per l'Industria e il Commercio. Gli ultimi anni del suo impegno politico li ha dedicati a Torino, come membro del Consiglio comunale, che lo ha visto presente sino alla vigilia della morte e che gli ha intitolato una via.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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