Cerano (Italia)

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Cerano
comune
Cerano – Stemma
Cerano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Novara-Stemma.svg Novara
Amministrazione
SindacoFlavio Gatti (lista civica) dall'08/06/2009, riconfermato 26/05/2014
Territorio
Coordinate45°24′N 8°47′E / 45.4°N 8.783333°E45.4; 8.783333 (Cerano)Coordinate: 45°24′N 8°47′E / 45.4°N 8.783333°E45.4; 8.783333 (Cerano)
Altitudine127 m s.l.m.
Superficie32,64 km²
Abitanti6 796[1] (30-4-2017)
Densità208,21 ab./km²
FrazioniCascina Camerona
Comuni confinantiAbbiategrasso (MI), Boffalora sopra Ticino (MI), Cassolnovo (PV), Magenta (MI), Robecco sul Naviglio (MI), Sozzago, Trecate
Altre informazioni
Cod. postale28065
Prefisso0321
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT003049
Cod. catastaleC483
TargaNO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 422 GG[2]
Nome abitanticeranesi
PatronoBeato Pacifico Ramati
Giorno festivoprima domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cerano
Cerano
Sito istituzionale

Cerano (Sciareu in piemontese, Sciarön in lombardo) è un comune italiano di 6.796 abitanti della provincia di Novara.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Cerano è situata sulla riva piemontese del Ticino e sulle rive del torrente Terdoppio che sfocia in quest'ultimo tramite la roggia Cerana. Il territorio, situato nella valle del Ticino, è bagnato ulteriormente da canali d'irrigazione tra i quali citiamo il Naviglio Langosco e il Naviglio Sforzesco. Si estendono vasti campi adibite a colture. L'altezza varia dai 140 al confine con il comune di Trecate ai circa 115 m s.l.m.alla sponda del Fiume Ticino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e la crescita nel periodo medievale[modifica | modifica wikitesto]

Il nome latino di Cerretanum a identificare questo centro abitato viene citato per la prima volta in un documento del 969 che reca il sigillo dell'imperatore Ottone I del Sacro Romano Impero, un diploma con cui il sovrano attribuiva il possesso del paese (all'epoca parte del contado di Burgaria) al vescovo di Vercelli, Ingone. Il nome latino lascerebbe intuire l'origine del nome da ricercarsi nel cerro, un tipo di albero particolarmente diffuso nella Pianura Padana di un tempo e che compare anche nello stemma comunale.

In pieno medioevo, Cerano era sede di una curtis, ovvero di un'istituzione caratterizzata da un'economia chiusa e dalla quasi totale autosufficienza economica ed alimentare della comunità. Tra il 1140 ed il 1141, Cerano passò sotto l'influenza del potente conte Guido da Biandrate che ottenne il borgo in feudo da Corrado III del Sacro Romano Impero. Nel 1156 i milanesi, in guerra con Novara, attaccarono la città di Cerano e ne rasero al suolo il castello. Dopo questo assalto la città rinacque dalle proprie ceneri e venne anzi ancora più fortificata per divenire un solido baluardo di difesa nell'area del Ticino: il borgo venne circondato da mura e dalla Roggia Cerana (un corso d'acqua difensivo), scavata nel 1202. Nel corso del XIV secolo i ceranesi, poco inclini a passare come Novara sotto la sovranità dei Visconti di Milano, decisero di sottomettersi spontaneamente alla sovranità del marchese del Monferrato e per questo, per vendetta, il duca Galeazzo II Visconti decise nel 1456 di assaltare Cerano, distruggendola nuovamente. Il Visconti si scagliò contro Cerano anche perché, in virtù di questa opposizione a Milano, i suoi abitanti da tempo avevano iniziato ad intraprendere delle azioni di pirateria ai danni del Ducato di Milano sulle rive del Ticino, rendendo sempre più difficoltosi i collegamenti fluviali tra Sesto Calende e Pavia sul fiume.

Sotto gli Sforza[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1450, dopo la fine della dinastia dei Visconti, il borgo decise di sottomettersi di buon grado al nuovo duca di Milano, Francesco Sforza, il quale aveva promesso alla città di liberarsi del secolare dominio di Novara. A partire dal 1456, pertanto, il feudo di Cerano venne ceduto dallo Sforza a Pietro Gallarati ed ai suoi eredi.

A seguito della Battaglia di Pavia del 1525, dal 1527 tutta l'area del ceranese passò sotto la sovranità della Corona spagnola assieme al ducato di Milano. Gli spagnoli privarono il borgo di ogni privilegio, compreso quello di avere un proprio castello e proprie mura. La signoria dei Gallarati, che pure rimase sul borgo, non poté impedire al borgo di decadere economicamente e strategicamente all'interno del novarese, soprattutto a causa dei frequenti costi che la comunità era chiamata a sostenere in favore delle truppe che qui alloggiavano durante le diverse campagne militari contro il Piemonte. Fu solo a seguito della Pace di Vestfalia del 1648 che l'area poté conoscere un periodo prolungato di pace fino al primo Settecento.

Nel XVIII secolo, inoltre, il conte Scotti sposò l'ultima erede della famiglia Gallarati che gli portò in eredità il feudo ceranese: nacque così la casata dei Gallarati-Scotti.

Il Settecento[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni del Settecento, il territorio novarese divenne uno dei principali campi di battaglia negli scontri tra le truppe franco spagnole e quelle imperiali comandate da principe Eugenio di Savoia. Questi, dopo aver conseguito a Torino la vittoria decisiva, ottenne anche la resa della fortezza di Novara: la Spagna, con la successiva pace di Utrecht, dovette cedere all'Impero, dopo quasi due secoli di ininterrotto dominio, il controllo del milanese, di cui faceva parte anche il territorio di Cerano.

Fu solo con l'invasione delle truppe di Carlo Emanuele III di Savoia e la sconfitta dell'Austria che l'Impero, pur conservando il possesso della Lombardia, venne costretto a cedere ai Savoia il territorio del novarese e del tortonese (1738).

Il periodo napoleonico[modifica | modifica wikitesto]

Con il periodo napoleonico, Cerano entrò a far parte del Dipartimento dell'Agnona, annesso poi al Regno d'Italia. I francesi nella loro amministrazione del borgo sostituirono le tradizionali colture a base di grano, riso, foraggio e vite con una vasta produzione di mais che in breve tempo divenne la principale fonte di alimentazione delle famiglie contadine dell'area oltre a ortaggi, frutti, canapa e lino.

Cerano nell'Italia unita[modifica | modifica wikitesto]

Con l'unità nazionale del 1861, si incominciarono ad avvertire le prime drastiche trasformazioni sul territorio ceranese a partire dall'acquisto, il dissodamento e la messa a coltura delle terre fino ad allora incolte presso i boschi del Ticino (brughiera). Tali provvedimenti furono possibili anche grazie all'inizio dello scavo del Canale Diramatore di Vigevano che consentì una migliore irrigazione dei campi ed un maggior sfruttamento delle terre di conseguenza. Nel medesimo periodo, lo scavo del Diramatore Vigevano rese possibile una migliore irrigazione dei campi e un maggior sfruttamento delle terre, ma nel contempo si iniziò ad abbandonare sempre più l'agricoltura a favore dello sviluppo delle prime industrie nelle località vicine.

Il Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Il Novecento proseguì l'opera di industrializzazione della forza lavoro del paese, che comunque rimaneva ancora sostanzialmente un paese agricolo. Il XX secolo comunque portò alla nascita di stabilimenti sul territorio come l'"Antogini Mercalli" per la filatura della seta, oppure la manifattura Bottelli-Crini-Sordelli, divenuto in seguito noto col nome di "Cotonificio Valle Ticino".

Con il Ventennio, l'aspetto del paese incominciò a mutare: vennero demolite le vecchie scuole comunali e sostituite dall'attuale piazza San Gervasio (demolendo anche la chiesa omonima), oltre alla sostituzione del vecchio "tramway" con un servizio di pullman su ruote che collegava Cerano coi principali centri vicini.

Nell'immediato dopoguerra, con l'imperversare della disoccupazione, l'unico stabilimento a rimanere attivo fu il Cotonificio Valle Ticino, ma io processo di industrializzazione riprese a partire dagli anni del boom economico con la creazione del primo nucleo del polo petrolchimico di San Martino di Trecate che raccolse molti lavoratori provenienti da Cerano. Nel 1967, quando il Cotonificio Valle Ticino chiuse i battenti, molti abitanti rimasero senza occupazione ed il paese attraversò un momento economicamente difficile, ripresosi poco dopo con la creazione di nuovi insediamenti industriali che fanno ancora oggi di Cerano uno dei principali centri nel settore del novarese.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Parrocchiale della Natività di Maria Vergine[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchiale

La chiesa è stata costruita presumibilmente nel XV secolo; nel corso del XVII secolo viene ristrutturata con l'apporto di alcune modifiche come l'elevazione del campanile a 45 m e la costruzione della cupola.

Il 5 giugno 1873 iniziano i lavori di ampliamento della chiesa che terminano nel 1880 con la nuova facciata di stile rinascimentale ricca di medaglioni, frontoni e merlata di statue e balaustre. La facciata presenta 5 statue in cotto che rappresentano: La Madonna, S. Giovanni, S.Giuseppe, S.Rocco e il Beato Pacifico.

La chiesa è a tre navate, a croce latina, sormontata da una cupola decorata con stucchi del Seicento, i capitelli e le cornici sono di ordine corinzio. Il fianco destro all'esterno è unito al tempietto del Beato (Patrono del paese).

Sopra l'altare si trova la famosa pala del 1595,opera giovanile del pittore Giovan Battista Crespi detto il Cerano, raffigurante "L'ultima cena"

Chiesa di San Pietro[modifica | modifica wikitesto]

Situata nei pressi del cimitero sulla strada che porta al Ticino, la chiesa di San Pietro è un edificio a tre navate di quattro campate ciascuna, con transetto e tiburio gotici: l'impianto originale, nonostante gli interventi di epoca barocca e neoclassica, è rimasto pressoché inalterato. L'edificazione della chiesa risale probabilmente alla fine del XII secolo o all'inizio del XIII, dal momento che nel 1347 è già nominata come beneficio di un Tornielli. La chiesa nel XVI secolo subisce un declino: pertanto il vescovo Serbelloni ne affida la tutela alla Confraternita della Visitazione, la quale dà incarico di eseguire degli affreschi, ormai degradati, sulla facciata. All'interno le navate laterali hanno volte a crociera nervata, i pilastri sono in cotto. Di pregio l'icona cinquecentesca posta sull'altare maggiore raffigurante la Vergine che allatta il Bambino; particolarmente interessante e degno di nota è l'affresco raffigurante Diogene che reca una fascia con l'iscrizione "Expello".

Convento Francescano di S. Martino[modifica | modifica wikitesto]

I frati francescani vennero richiamati a Cerano nel 1880, dopo che avevano avuto una presenza significativa in paese dal 1483 fino all'inizio dell'Ottocento per promuovere il culto in onore del Beato Pacifico.
I Francescani acquistano la chiesa di S. Martino e un nuovo convento viene costruito ex novo su progetto dell'architetto galliatese don Ercole Marietti. La chiesa di San Martino è collegata al convento mediante un corridoio pensile a cavalcavia. In questo convento, sede di studi ginnasiali e teologici della provincia francescana di S. Diego, studiò e nel 1892 celebrò la prima messa il sacerdote francescano di Galliate San Giuseppe Gambaro martirizzato in Cina nel 1900.

Nel corso della prima guerra mondiale viene requisito per usi militari e nel 1918 i frati lo abbandonano definitivamente asportando gli arredi tra cui il coro ligneo della chiesa, tuttora in opera nel convento di Ornavasso e l'altare marmoreo trasportato nella chiesa del sobborgo novarese di Veveri.

Palazzo Gallarati Scotti[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo del duca Gallarati Scotti, di cui rimangono alcune parti in piazza G.B.Crespi e in via Scotti, è stato sicuramente una delle costruzioni più interessanti del paese.

Aveva l'ingresso e la facciata principale verso la piazza della chiesa parrocchiale, un ampio giardino si estendeva fino a via Borghetto, mentre le scuderie erano poste lungo l'attuale via G.Matteotti.

Oggi si può notare una torre merlata e qualche salone è ancora dotato di mastodontici e artistici camini. Del palazzo fece parte anche la chiesetta dedicata alla "Concessione" posta lateralmente alla chiesa parrocchiale e attualmente adibita a locale per il banco di beneficenza.

Casa Langhi (Castello)[modifica | modifica wikitesto]

Lungo l'omonima via sorgeva il castello che nei secoli successivi lasciò il posto alla palazzina della Casa Langhi e Bazzetta.

Questo edificio fu poi utilizzato come scuola elementare con relativo collegio dalle Suore Giuseppine di Novara e in seguito come riseria. Nella casa c'è ancora la Cappella autorizzata come Oratorio da Papa Pio VI con bolla pontificia del 1792 e confermato da Papa Pio VII il 7 dicembre 1804.

Alcuni locali conservano interessanti affreschi, mentre nel piccolo giardino sono sopravvissute alcune piante secolari.

Palazzo Obicini[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale Palazzo Comunale era in origine di proprietà del Signor Lorenzo Obicini di Milano che lo usò come abitazione fino al 1888, quando fu acquistato dal Comune di Cerano e più volte ristrutturato. L'ultima significativa ristrutturazione risale alla fine del 1980. Il vicino edificio delle scuole elementari era invece adibito nei tempi passati ad una filanda; costruita nel 1830 si distinse per la qualità del prodotto.

Palazzo Tornielli[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Tornielli, posto tra via A. di Dio e via Tornielli, è un'elegante e sobria costruzione del XVIII secolo, completamente restaurato nei primi anni novanta del Novecento ed attualmente adibito a Casa di Riposo per anziani.

All'interno si può ancora ammirare il porticato con colonne di granito e la maestosa scala che porta ai piani superiori.

Al piano terra c'è la cappella che fu autorizzata al culto nel 1726, arricchita da una Via Crucis nel 1764 e dal dipinto del Cerano "San Francesco ostende le stimmate".

Casa Mercalli[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo, posto tra le attuali via Filanda e via A. di Dio, è sorto nella prima metà dell'Ottocento e consta di un cortile circondato da un porticato e da numerosi locali in cui si produceva e lavorava la seta. Gli addetti al lavoro erano circa 200.

Monumento ai Caduti[modifica | modifica wikitesto]

È opera di E. Tardini di Novara. La posa della prima pietra è del 15 luglio 1923, mentre l'inaugurazione è del 16 settembre 1923.

Cerano - veduta.jpg
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Veduta

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione storica della popolazione
2002 6.722
2003 6.753
2004 6.792
2005 6.740
2006 6.763
2007 6.815
2008 6.879

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Cerano[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovan Battista Crespi detto "Il Cerano".(Romagnano Sesia 23/12/1573- Milano 23/10/1632), pittore, scultore e architetto italiano.
  • Pacifico Ramati (Beato Pacifico)(Cerano 1424 - Sassari 1482), frate francescano, predicatore, teologo, autore della "SUMMA PACIFICA", fu beatificato nel 1745. È il Santo Patrono di Cerano, festeggiato ogni anno nella prima domenica di settembre. Pacifico veste l'abito francescano nel Convento novarese del Minori Osservanti, e viene poi mandato alla Sorbona di Parigi, dove apprende il diritto canonico, approfondisce le sue conoscenze teologiche e si dedica all'eloquenza. Lo si definiva "fervidus concionator ed lucrandis animabus verbo ed opere potens" (fervido oratore e potente nel guadagnare le anime a Dio con le parole e con le opere). La sua vita è un continuo peregrinare, dedicandosi alla fondazione di Chiese e Conventi tra cui quello dell'Annunziata di Soncino e della Madonna delle Grazie di Vigevano. Papa Sisto IV si avvale della sua opera e lo invia in Sardegna in qualità di Commissario Apostolico. Muore nell'isola, un anno dopo la Sua partenza il 4 giugno 1482. La salma viene riportata in patria e nel 1745 il papa Benedetto XIV, in seguito ad un processo in cui furono testimoniati i miracoli e le virtù di Pacifico Ramati, proclamò la Beatificazione. Ma, probabilmente, egli era già stato da tempo "Beatificato" nella fede di ogni ceranese a Lui devoto.
  • Giovanni Ambrogio Roccio (morto il 12 aprile 1533) Nella Chiesa Parrocchiale di Cerano alla base di una colonna, esiste un'antica lapide scritta in latino che ricorda quest'importante personaggio ceranese: “Il nobile Giovanni Ambrogio Roccio, illustre per dottrina, gloria militare e di intemerati costumi, sostenne la carica sia di capitano sotto il Re XII (Lodovico di Francia) sia di Pretore (Commissario), troppo presto rapito dalla morte; qui lasciò i suoi resti mortali. Questa lapide ricorda che morì il XII aprile MDXXXIII”.
  • Francesco Ramati (Cerano, 1782 - Novara, 1853) Studiò medicina a Pavia, dove si laureò nel 1804: ebbe come insegnanti il Volta, lo Scarpe e il Brugnatelli. Professore di medicina, fu autore di vari studi di medicina. Nel 1818 pubblicò uno studio sulle epidemie che nell'anno precedente avevano travagliato la città di Novara. Fu Medico Primario dell'Ospedale Maggiore di Novara. Fu inoltre Professore di Chimica nelle scuole di Novara.
  • Enrico Besozzi (1866- 14.07.1952) Ingegnere. Benefattore, alla sua morte lasciò gran parte del suo patrimonio per i bambini. Lasciò infatti una ricca eredità all'ente morale “Asilo Infantile”, che consentì di costruire un nuovo Asilo in Via Bellotti, l'attuale Scuola per l'Infanzia. A lui è intitolata la Via dove abitava, la vecchia Via Asilo, ora Via Besozzi e la Casa di Riposo per anziani di Via A. Di Dio nel Palazzo Tornielli, acquistata dal Comune con parte del lascito. A lui è intitolata inoltre la Borsa di Studio che annualmente viene erogata ai giovani studenti di Cerano più meritevoli
  • Guglielmo Gambarotta (Cerano, 18 aprile 1877 - Milano, 22 dicembre 1960) Avvocato, deputato al Parlamento italiano dal 1913 al 1919 e in seguito consigliere provinciale. Fu Sindaco di Cerano dal 17/08/1902 al 04/11/1906 e dal 28/04/1945 al 04/06/1946. A lui è intitolato Vicolo Avv. Gambarotta, ubicato a fianco della casa dove dimorò a lungo.
  • Mons. Giovanni Marchetti (Novara 11/07/1829 - 18/11/1905). Nominato Parroco di Cerano il 3 ottobre 1867. Il 4 ottobre 1903 venne insignito del titolo di Monsignore Cameriere d'onore di Pio X.Mons. Marchetti viene ricordato per la sua attività pastorale, per l'assistenza ai più umili e per la realizzazione di molte opere finalizzate ad arricchire da un punto di vista artistico la Chiesa parrocchiale. È a lui intitolato il grande viale che conduce all'antica Chiesa di San Pietro, a fianco della quale è collocata una statua che lo ricorda.
  • Enrico De Giulj (Calcio 15/08/1840 – Cerano 27/02/1932) Avvocato e Magistrato, fu primo Presidente di Corte di Cassazione e volontario nelle prime campagne dell'Indipendenza Italiana nel 1866. Fu Pretore a Favara, in Sicilia, dove si distinse nella lotta contro il brigantaggio. Entrò in Magistratura nel 1864 e fu per lunghi anni Consigliere della Corte d'Appello a Milano; terminò la sua carriera di Magistrato come primo Presidente della Corte d'Appello a Parma. Scrisse molte importanti pubblicazioni giuridiche apprezzate a livello internazionale.
  • Maggiorino Aina (Cerano 04/05/1912- Cerano 19/02/1973) Sindaco di Cerano dal 1952 al 1960 e dal 1965 al 1967. Diede un forte impulso per la realizzazione di numerose e importanti opere pubbliche. Venne nominato Cavaliere Ufficiale della Repubblica. A lui è intitolata la Sala Consigliare del Palazzo Municipale.
  • Bugo, vero nome Cristian Bugatti (Rho, 2/8/1973), cantautore italiano. Ha trascorso infanzia e adolescenza a Cerano, per poi trasferirsi a Milano e intraprendere con successo la carriera di musicista.
  • Giulia Calcaterra (Magenta 3/11/1991) Ex ginnasta, modella e showgirl. Nell'estate 2012 partecipa al programma Veline dove vince la finale diventando la nuova Velina bionda di Striscia la notizia. Ha trascorso infanzia e adolescenza a Cerano[4].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Festa Patronale[modifica | modifica wikitesto]

La festa dedicata al Beato Pacifico cade nella prima domenica di settembre. La prima volta in cui si festeggiò in settembre fu nel 1747 per solennizzare la beatificazione di frate Pacifico Ramati, proclamata da Papa Benedetto XIV; precedentemente la festa si svolgeva nel mese di giugno. Ogni dieci anni, o in occasione di particolari ricorrenze, si svolgono i cosiddetti "Festoni", durante i quali l'urna del Beato viene portata in processione per le vie del paese. I festeggiamenti in onore del Beato Pacifico sono diventati negli anni un appuntamento tradizionale non solo per i ceranesi ma anche per tutte quelle persone, provenienti dai paesi e dalle città limitrofe, che ogni anno vengono a Cerano per apprezzare gli spettacolari fuochi artificiali e gli altri interessanti spettacoli musicali e folcloristici. Infatti ogni anno la "Fabbriceria dello Scurolo", con il sostegno e la collaborazione del Comune di Cerano, propone oltre al tradizionale spettacolo pirotecnico, previsto domenica sera, una serie di manifestazioni che si svolgono nelle serate di sabato domenica e lunedì. La domenica pomeriggio in Piazza Crespi si svolge il tradizionale concerto del Corpo Musicale Ceranese. I festeggiamenti inoltre comprendono una serie di altre iniziative proposte dalle numerose Associazioni locali che vengono puntualmente coinvolte dall'Assessorato alla Cultura nella proposta di un calendario di appuntamenti, esibizioni sportive, mostre e spettacoli che di solito impegnano le prime 2 settimane di settembre e terminano la domenica successiva alla Festa Patronale con il "Palio dei Quattro Cantoni".

Palio dei Quattro Cantoni[modifica | modifica wikitesto]

La seconda domenica di settembre, dal 1983, si svolge il Palio dei Cantoni, rievocazione storica-folcloristica del periodo quattrocentesco, in cui Cerano, allora appartenente al Ducato di Milano fu data in feudo dagli Sforza al conte Pietro Gallarati. L'arrivo a Cerano del conte Gallarati fu sicuramente oggetto di grandi festeggiamenti da parte della popolazione. Ed è proprio in questi festeggiamenti che si trovano le radici storiche dell'attuale manifestazione. Il giovedì precedente si svolge l'investitura dei capitani di contrada, mentre nella giornata principale circa cinquecento personaggi in splendidi costumi quattrocenteschi sfilano per le vie del paese, concludendo il corteo al campo sportivo dove hanno luogo i giochi per l'assegnazione dell'ambito drappo, solitamente dipinto da un artista locale.
Il Palio dei Quattro Cantoni, organizzato dall'omonimo Comitato, ha il riconoscimento dell'Assessorato al Turismo della Regione Piemonte, che lo ha inserito nel calendario ufficiale delle manifestazioni regionali. Un importante contributo per la manifestazione ceranese è arrivato anche dall'Amministrazione Provinciale e dall'Azienda di Promozione Turistica di Novara. I Cantoni che si sfidano sono quattro: Canton Nuovo, Troggia, Castello e Mulino.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1884 e il 1934 la località era servita da una fermata della tranvia Novara-Vigevano-Ottobiano.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
15 marzo 1988 27 luglio 1990 Mario Quaglia Democrazia Cristiana Sindaco [5]
27 luglio 1990 24 aprile 1995 Mario Quaglia Democrazia Cristiana Sindaco [5]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Agostino Frau lista civica Per Cerano Sindaco [5]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Agostino Frau lista civica Per Cerano Sindaco [5]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Gaetano Quaglia lista civica Sindaco [5]
8 giugno 2009 27 maggio 2014 Flavio Gatti lista civica Sindaco [5]
27 maggio 2014 in carica Flavio Gatti lista civica: per Cerano Sindaco [5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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