Lussinpiccolo

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Lussinpiccolo
città
(HR) Mali Lošinj
Lussinpiccolo – Veduta
Localizzazione
Stato Croazia Croazia
Regione Primorje-Gorski Kotar County coat of arms.png Litoraneo-montana
Amministrazione
Sindaco Gari Cappelli
Territorio
Coordinate 44°32′N 14°38′E / 44.533333°N 14.633333°E44.533333; 14.633333 (Lussinpiccolo)Coordinate: 44°32′N 14°38′E / 44.533333°N 14.633333°E44.533333; 14.633333 (Lussinpiccolo)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 223,00 km²
Abitanti 8 070 (31-03-2011, Censimento 2011)
Densità 36,19 ab./km²
Altre informazioni
Lingue croato / italiano
Cod. postale 51550
Prefisso (+385) 051
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti Lussignani
Cartografia
Mappa di localizzazione: Croazia
Lussinpiccolo
Sito istituzionale

Lussinpiccolo[1][2][3] (in croato Mali Lošinj) è la principale località dell'isola di Lussino, in Croazia, e uno dei centri più popolosi della regione litoraneo-montana, con 8.070 abitanti, nonché capoluogo dell'omonima città.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Panorama della città e dell'isola di Lussino

Lussinpiccolo è situata in amena posizione nella valle d'Augusto, un profondo porto naturale riparato dalla bora che sviluppa lungo l'asse principale dell'isola e che comunica col mare attraverso due bocche - Bocca Vera[4], navigabile, e Bocca Falsa[5], agibile soltanto con gommoni e piccoli motoscafi.

La città si stende sui due lati del porto, ma principalmente sul soleggiato lato settentrionale, dove a causa del recente incremento demografico ha raggiunto la cresta collinare che funge da spartiacque.

La città è il maggior centro abitato di tutte le isole del Quarnaro ed è capoluogo di un comune che si estende anche sulla parte meridionale della contigua isola di Cherso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Da piccolo villaggio di pescatori (in croato Malo Selo, piccolo villaggio, in antitesi all'allora più popoloso Velo Selo, l'attuale Lussingrande), Lussinpiccolo conobbe in breve tempo un rapido sviluppo grazie ad un'intraprendente classe mercantile che nel giro di pochi secoli la rese patria di armatori e capitani.

Lussinpiccolo raggiunse il suo maggior sviluppo tra la fine del Settecento e l'Ottocento, quando ad onta del suo nome divenne il centro più popoloso di Lussino, strappando alla vicina Lussingrande il ruolo di capoluogo dell'isola (1806). In quel periodo la marina lussignana divenne tra le maggiori dell'Adriatico e i velieri di Lussino (di cui rimane traccia nello stemma comunale) giunsero a varcare gli oceani. Con il progressivo declino della navigazione a vela, gli armatori di Lussino dovettero cedere il loro primato, ma l'istituto nautico di Lussinpiccolo continuò a diplomare numerosi capitani di lungo corso della marina austro-ungarica.

Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento si contarono le prime presenze turistiche, principalmente dell'aristocrazia austriaca. Nel 1856 l'arciduca Massimiliano d'Asburgo pose la prima pietra della diga frangiflutti a Rovensca[6], mentre l'arciduca Carlo Stefano scelse il vicino porticciolo di Lussingrande come luogo di vacanze, apprezzandone la mitezza e la salubrità del clima.

Nel 1859, durante la seconda guerra di indipendenza italiana, divenne temporaneamente base di operazioni navali da parte del corpo di spedizione Franco-Sardo contro Venezia austriaca.

Il 4 novembre 1918 la regia nave Orsini attraccò a Lussinpiccolo, prendendo possesso dell'isola in nome del Regno d'Italia, acquisto confermato dai successivi trattati di pace. Lussinpiccolo divenne così l'estrema propaggine della Venezia Giulia, con funzione di scalo intermedio per i collegamenti tra Pola e Zara. In quel periodo l'afflusso di turisti fu tuttavia moderato.

L'isola passò alla Jugoslavia nel 1947, anno in cui la quasi totalità della popolazione italiana prese la via dell'esodo. Privata della componente sociale che aveva fatto del mare la ricchezza dell'isola, e ripopolata con famiglie dell'entroterra balcanico, nel dopoguerra l'economia dell'isola subì in un repentino tracollo, riducendosi ad una povera economia di sussistenza.

Soltanto a partire dagli anni settanta Lussinpiccolo ha cominciato a valorizzare la propria vocazione turistica, aprendosi nuovamente al turismo internazionale; oggi è un importante centro balneare, con una vasta offerta alberghiera e un'altrettanto ricca varietà di spiagge (tra cui Cigale[7] e Val di Sole).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Croazia 2001
91,52% madrelingua croata
3,08% madrelingua italiana
0,61% madrelingua slovena
0,75% madrelingua albanese
0,57% madrelingua serba

Persone legate a Lussinpiccolo[modifica | modifica wikitesto]

Alla città è intitolato l'asteroide 10415 Mali Lošinj.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Località[modifica | modifica wikitesto]

La città di Lussinpiccolo è divisa in 14 insediamenti (naselja)[8][9] di seguito elencati. Tra parentesi il nome in lingua italiana.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 375-383.
  2. ^ Usporedno Talijansko-Hrvatsko nazivlje mjestat ("Tabella comparativa italiano/croato dei toponimi") pubblicata su Fontes (ISSN: 1330-6804, rivista scientifica croata edita dall'Archivio di Stato), giugno 2000.
  3. ^ Lussinpiccolo und Punta Loni (1912) - K.u.K. Militärgeographisches Institut - 1:75 000 - ZONE 27 - KOL XI
  4. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 376.
  5. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 376.
  6. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 402.
  7. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 382.
  8. ^ Statuto Città di Lussinpiccolo in lingua croata
  9. ^ Frazioni della Regione litoraneo-montana
  10. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 281.
  11. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 281.
  12. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 390.
  13. ^ Usporedno Talijansko-Hrvatsko nazivlje mjestat ("Tabella comparativa italiano/croato dei toponimi") pubblicata su Fontes (ISSN: 1330-6804, rivista scientifica croata edita dall'Archivio di Stato), giugno 2000.
  14. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 390.
  15. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 394.
  16. ^ Usporedno Talijansko-Hrvatsko nazivlje mjestat ("Tabella comparativa italiano/croato dei toponimi") pubblicata su Fontes (ISSN: 1330-6804, rivista scientifica croata edita dall'Archivio di Stato), giugno 2000.
  17. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 480.
  18. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 383-391.
  19. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 285-301.
  20. ^ Usporedno Talijansko-Hrvatsko nazivlje mjestat ("Tabella comparativa italiano/croato dei toponimi") pubblicata su Fontes (ISSN: 1330-6804, rivista scientifica croata edita dall'Archivio di Stato), giugno 2000.
  21. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 304-307.
  22. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 375.
  23. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 476-478.
  24. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 479-481.
  25. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 307-309.
  26. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 480.
  27. ^ Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 396-403.

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