Battaglia di Solferino

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Coordinate: 45°22′02″N 10°33′59″E / 45.367222°N 10.566389°E45.367222; 10.566389

Battaglia di Solferino
Dipinto di Carlo Bossoli che illustra l'ingresso del 74º e dell'84º reggimenti di linea della divisione Forey, uniti ai Volteggiatori della Guardia Imperiale, nel castello di Solferino, appena conquistato da reparti di Zuavi e di Tiragliatori. Ore 13,30 c.a
Dipinto di Carlo Bossoli che illustra l'ingresso del 74º e dell'84º reggimenti di linea della divisione Forey, uniti ai Volteggiatori della Guardia Imperiale, nel castello di Solferino, appena conquistato da reparti di Zuavi e di Tiragliatori. Ore 13,30 c.a
Data 24 giugno 1859
Luogo Solferino (Mantova)
Esito vittoria francese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
circa 60.000 circa 40.000
Perdite
2.492 morti
12.512 feriti
2.922 catturati o dispersi
3.000 morti
10.807 feriti
8.638 catturati o dispersi
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La battaglia di Solferino (24 giugno 1859) fu combattuta fra l'esercito austriaco e quello francese durante la seconda guerra di indipendenza nel contesto della battaglia di Solferino e San Martino, alla quale parteciparono anche i soldati dell'esercito piemontese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la sconfitta a Magenta, l'esercito austriaco si ritirava verso est, inseguito dall'esercito franco-piemontese. Lo stesso Francesco Giuseppe venne personalmente in Italia per prendere il comando delle truppe, rimuovendo dall'incarico il generale Gyulai, considerato colpevole della sconfitta precedente.

Castiglione delle Stiviere, lapide al generale Charles Auger ferito e sostituito da Edmond Le Bœuf

Il mattino del 23 giugno le armate austriache fecero dietro front per contrattaccare lungo il fiume Chiese. Allo stesso tempo Napoleone III ordinò l'avanzata delle sue truppe e così gli eserciti avversari vennero a scontrarsi in luoghi del tutto imprevisti. Mentre a nord, sui colli di San Martino, le truppe piemontesi combattevano con l'ala destra dell'esercito austriaco, l'esercito francese si scontrò a sud, più precisamente a Solferino (a metà strada fra Mantova e Brescia), con il grosso delle truppe nemiche: entrambe le parti non si aspettavano assolutamente di trovarsi di fronte l'intero esercito nemico.

La battaglia si sviluppò caoticamente lungo un fronte di 15 km, finché, nel primo pomeriggio, le truppe francesi sfondarono il centro di quelle austriache. I combattimenti proseguirono ancora nel pomeriggio inoltrato attorno a Solferino, Cavriana e Guidizzolo, sino a quando un violento temporale interruppe la lotta (iniziata alle prime luci del giorno), nei pressi di Cavriana, ma non sui colli di San Martino, ove la battaglia cessò soltanto a sera. Lo scontro fu così feroce e cruento che l'esercito vincitore non ebbe la forza di inseguire quello sconfitto in fuga, il quale riparò oltre il Mincio.

Il teatro di battaglia di Solferino e San Martino in una mappa in tedesco del 1885.
Monte Medolano, lapide commemorativa

La Croce Rossa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Croce Rossa e Croce Rossa Italiana.
Monumento alle donne che soccorsero i feriti della battaglia, eretto a Castiglione delle Stiviere

Lo svizzero evangelico Henry Dunant giunto il giorno della battaglia, vista la terribile carneficina e l'impotenza di fronte alla disorganizzazione con cui furono portati i soccorsi, rimase fortemente impressionato.[1]
Agì quindi per organizzare un minimo di attività di assistenza, che venne data mediante il trasporto dei feriti presso il duomo di Castiglione delle Stiviere e lì, con l'aiuto della popolazione, specialmente femminile, vennero prestati soccorsi a tutti, senza riguardo alla divisa indossata, avendo come riferimento il motto "Tutti Fratelli".
In seguito scrisse e pubblicò a sue spese il libro Un souvenir de Solférino e fondò la Croce Rossa Internazionale.
Per la sua attività e le sue idee venne insignito del primo Premio Nobel per la Pace, nell'anno 1901.

Personalità di rilievo che presero parte alla battaglia di Solferino[modifica | modifica wikitesto]

Francesi[modifica | modifica wikitesto]

Austriaci[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Marocchi, Storia di Solferino, Castiglione delle Stiviere, 1994.
  • M.Cannonero, "Un'idea senza fine. Così nacque la Croce Rossa: il Risorgimento italiano e oggi", Ed. Joker, 2014
  • Gianluigi Valotti, Solferino 1859 : i feriti francesi ricoverati a Manerbio, Brescia, 2014, ISBN 978-88-7506-220-0.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nasce a Solferino l'idea della Croce Rossa, fermimn.gov.it. URL consultato il 26 dicembre 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]