Museo del Risorgimento di Solferino e San Martino

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Museo del Risorgimento di Solferino e San Martino
Musée Bataille San Martino.JPG
La sede museale di San Martino della Battaglia
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàSolferino (sede distaccata situata a San Martino della Battaglia)
Indirizzovia Ossario di Solferino
Caratteristiche
Tipostorico-militare
Periodo storico collezionidall'inizio dell'epoca napoleonica (1796) alla presa di Roma (1870)
Apertura1931
Sito web

Il Museo del Risorgimento di Solferino e San Martino è uno spazio espositivo situato a Solferino, in provincia di Mantova, e dedicato al Risorgimento, con particolare attenzione ai reperti legati alla battaglia di Solferino e San Martino (24 giugno 1859), scontro armato della seconda guerra d'indipendenza avvenuto in più fasi e in località differenti. Il museo ha una sede distaccata nel vicino centro abitato di San Martino della Battaglia, frazione di Desenzano del Garda, in provincia di Brescia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il memoriale dedicato alla Croce Rossa, che si trova a Solferino

È stato fondato nel 1931 a Solferino dalla "Società di Solferino e San Martino", organizzazione nata nel 1870 con l'obiettivo di ricordare i caduti nella celebre battaglia[1][2]. Le premesse alla costituzione del museo si ebbero nel 1870, con la realizzazione dell'ossario di Solferino[3].

In seguito, a Solferino, si aggiunsero altri edifici commemorativi: la Rocca di Solferino (conosciuta anche come "Spia d'Italia"), il museo vero e proprio e il memoriale della Croce Rossa[3]. Fu infatti questa sanguinosa battaglia a dare l'idea a Henry Dunant di fondare la Croce Rossa Internazionale: i morti totali nello scontro armato citato assommarono a ben 11.000 soldati, a cui si aggiunsero 29.000 feriti[3]. La Rocca è un'antica costruzione risalente al 1022 e divenuta museo nel 1870, mentre il memoriale della Croce Rossa è stato realizzato nel 1959 in occasione delle celebrazioni del centenario della battaglia[4].

La sede museale di San Martino della Battaglia è stata invece inaugurata nel 1939[5]. Questo secondo polo espositivo è completato dalla torre monumentale di San Martino della Battaglia e dall'ossario di San Martino[5]. La torre è stata costruita dal 1880 al 1893, quando fu inaugurata da re Umberto I e dalla regina Margherita, mentre la cappella ossario di San Martino è stata aperta al pubblico nel 1870[5].

Le esposizioni[modifica | modifica wikitesto]

L'interno della sede museale di San Martino della Battaglia

A Solferino[modifica | modifica wikitesto]

I reperti conservati nella sede museale di Solferino coprono cronologicamente l'intero Risorgimento e sono databili dal 1796, anno della prima discesa di Napoleone Bonaparte in Italia, al 1870, anno della presa di Roma[6]. Il percorso espositivo è guidato da didascalie che spiegano gli eventi[4]. Reperti della battaglia sono anche esposti nella Rocca di Solferino[4].

Le esposizioni comprendono documenti originali dell'epoca, stampe e disegni, una vasta raccolta iconografica, divise militari, armi, cannoni e altri tipi di cimeli[1][4][6]. La collezione è poi completata dai reperti legati alla battaglia, con particolare attenzione ai cimeli che si riferiscono alla fase dello scontro armato combattuta a Solferino[6].

A San Martino[modifica | modifica wikitesto]

Le esposizioni della sede museale di San Martino sono ascrivibili all'intero periodo risorgimentale, con particolare attenzione alla fase della battaglia combattuta nell'omonimo centro abitato[6]. Il percorso espositivo, che si sviluppa in tre sale, è arricchito da didascalie che illustrano il contesto storico relativo ai reperti[6]. Sono conservati cannoni originali risalenti alla battaglia, oltre che armi, divise militari, carte topografiche e oggetti di uso quotidiano[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il Museo Storico, su prolocosolferino.it. URL consultato il 4 marzo 2016.
  2. ^ La Società di Solferino e San Martino, su solferinoesanmartino.it. URL consultato il 4 marzo 2016.
  3. ^ a b c Museo del Risorgimento di Solferino e San Martino [collegamento interrotto], su visual-italy.it. URL consultato il 4 marzo 2016.
  4. ^ a b c d A Solferino, su solferinoesanmartino.it. URL consultato il 4 marzo 2016.
  5. ^ a b c d A San Martino della Battaglia, su solferinoesanmartino.it. URL consultato il 4 marzo 2016.
  6. ^ a b c d e Busico, p. 211.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Augusta Busico, Il tricolore: il simbolo la storia, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per l'informazione e l'editoria, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]