Pinacoteca Tosio Martinengo

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Pinacoteca Tosio Martinengo
Pinacoteca Tosio Martinengo facciata Piazza Moretto Brescia.jpg
La pinacoteca e la Piazza Moretto
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàBrescia
IndirizzoPiazza Moretto 4
Caratteristiche
TipoMuseo
ProprietàComune di Brescia
GestioneFondazione Brescia Musei
Sito web

Coordinate: 45°32′05″N 10°13′34″E / 45.534722°N 10.226111°E45.534722; 10.226111

La Pinacoteca Tosio Martinengo è ospitata nel palazzo Martinengo da Barco in piazza Moretto 4 a Brescia.

Questa voce riguarda la zona di:
Via Moretto
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Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima pinacoteca risale al 1851 e aveva sede nel Palazzo Tosio ed era costituita dalle collezioni artistiche del conte Paolo Tosio (1832) e da altri dipinti e oggetti provenienti da chiese soppresse o edifici distrutti.
Successivamente, nel 1884 il conte Leopardo Martinengo da Barco fece dono al Comune del suo palazzo nonché della propria biblioteca e delle sue collezioni scientifiche e d'arte; nel palazzo Martinengo da Barco venne quindi trasferita anche la collezione Tosio.
La pinacoteca venne inaugurata nel 1908 e si arricchì successivamente di altri lasciti e acquisizioni.

Il pittore Giuseppe Ariassi, allievo di Francesco Hayez, e Maestro di Francesco Filippini, fu il Presidente della Pinacoteca Tosio Martinengo per oltre trent'anni, diresse la scuola di disegno ad essa annessa e fu il principale organizzatore dell'esposizione bresciana del 1878 nel Museo Crociera di San Luca.

La ricca sezione disegni e stampe custodisce la grande collezione Fè d'Ostiani di dipinti giapponesi e cinesi su carta e seta.

Chiusa dal 2009, il 17 Marzo 2018 la pinacoteca è stata riaperta dopo un lungo restauro.

La pinacoteca[modifica | modifica wikitesto]

Pittore bresciano, San Giorgio e il drago
Paroto, Polittico di Cemmo
Giacomo Ceruti, Due poveri in un bosco

La collezione va dalla storia dell'arte bresciana del Trecento al Settecento, con opere di Raffaello, del Filippini, del Moretto, Romanino, del Lotto.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto
  • Ritratto di Giovanni Maria Fenaroli
  • Lavandaia
  • Due pitocchi
  • Donne che lavorano
  • I calzolai
Antonio Cicognara
Giacomo Francesco Cipper detto il Todeschini
  • Al mercato
Vincenzo Civerchio
Modesto Faustini
Francesco Filippini
Vincenzo Foppa
Luca Giordano
  • L'astrologo (Eraclito)
  • Il matematico (Democrito)
Lorenzo Lotto
Moretto
Giovan Battista Moroni
  • Ritratto di gentiluomo
  • Ritratto di dottore
  • San Faustino
  • San Giovita

La pinacoteca conserva parti di un taccuino smembrato che raccoglieva i disegni dell'artista risalenti al suo esordio del 1543.[1]

Francesco Napoletano
Francesco Paglia
  • Gioia caduca
  • Felicità eterna
  • Amore duraturo
  • Passione effimera
Francesco Podesti
  • Torquato Tasso a Ferrara
Romanino
  • Pala di San Domenico
  • Pala Avogadro
  • Ritratto di gentiluomo
  • San Gerolamo penitente
  • Cena in casa di Simon fariseo (affresco)
  • Cena in Emmaus (affresco)
  • Natività
  • Cristo portacroce
Marco Richiedei
  • Incontro di Gesù con Maria
Filippo Roos detto Rosa da Tivoli
  • La sosta meridiana
  • L'abbeverata del cavallo
  • La sosta in riva al torrente
  • L'abbeverata nel botro
Raffaello Sanzio
Giovanni Gerolamo Savoldo
Andrea Solari
  • Cristo portacroce e un certosino in preghiera
Nicolas Tournier
  • Flautista
Paolo Veneziano
anonimo
  • Justitia et pax

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Simone Facchinetti, Giovan Battista Moroni Un ritratto magnifico e otto opere, Accademia-Catalogo della mostra esposta a Bergamo, 2015.

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