Museo civico Goffredo Bellini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Museo civico Goffredo Bellini
Asola-Monte dei Pegni.JPG
Il Monte dei Pegni di Asola, sede del Museo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàAsola
IndirizzoVia Garibaldi 7
Caratteristiche
TipoMuseo civico archeologico
FondatoriGoffredo Bellini
Sito web

Coordinate: 45°13′17.36″N 10°24′44.82″E / 45.22149°N 10.41245°E45.22149; 10.41245

Il Museo civico Goffredo Bellini è un museo di Asola, in provincia di Mantova.

Il materiale esposto, donato dal collezionista asolano Goffredo Bellini (1870-1947), offre una panoramica che spazia attraverso i millenni della storia, dalla preistoria al Novecento, con un'esposizione organizzata per percorsi cronologici e tematici completati da un sintetico apparato didascalico[1]. Il percorso comprende diversi materiali – fossili, pietra, legno, ceramica -, divisi secondo la provenienza: testimonianze preistoriche del territorio, una stele egizia del 2134-2040 a.C., una coppa attica a figure nere della fine del VI secolo a.C., corredi tombali dei Celti e degli Etruschi, manufatti romani ”a pareti sottili” in ceramica. A ciò si aggiungono recenti donazioni di reperti archeologici, quadri e il prezioso Atlante Veneto edito nel 1690 dal geografo Vincenzo Maria Coronelli, testimonianza del dominio di Venezia su Asola. In seguito a una recente sistemazione, al museo Bellini è annesso il museo parrocchiale d'arte sacra Giovan Battista Tosio. Sono esposti i più preziosi oggetti d'arte sacra, quadri, paramenti, dipinti, statue, oreficerie, calici, reliquiari, candelieri, rare sculture lignee cinquecentesche, tutti provenienti dall'antica cattedrale adiacente, costruita in stile tardo-gotico lombardo[2]. Aderisce alla rete MaNet, che opera dal 2004.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il museo è nato all'inizio anni venti ad opera di Goffredo Bellini (1870 - 1947), segretario della Congregazione di Carità di Asola, che iniziò a raccogliere oggetti di vario genere nella sede del Monte dei Pegni, a cui si aggiunsero successivamente donazioni spontanee da parte degli asolani. Nel 1943 Bellini viene nominato Ispettore Onorario della Reale Soprintendenza alle Gallerie delle province di Mantova, Verona e Cremona. La sua collezione era fruibile al pubblico anche quando privata, ed era stata organizzata dallo stesso fondatore in sette diverse sezioni:

  1. sala archeologia e quadri
  2. locale dei marmi
  3. sala medio evo
  4. sala delle armi e mobili
  5. sala cimeli di guerra
  6. sala autografi, libri e stampe
  7. sala di storia naturale

Vi era inoltre una Galleria dei quadri distaccata.

Non è chiaro quando di preciso la collezione diventi di proprietà pubblica, ma dopo la morte di Bellini questa venne lasciata in gestione al comune, e viene trasferita presso le Scuola Media Schiantarelli. Negli anni 1960 e anni 1970 il museo viene portato avanti da gruppo scout, gruppo archeologico e altre associazioni locali di volontariato. Nel 1972 viene trasferito in Viale Brescia, nel seminterrato della scuola elementare. Fra 1992 e 1994 è nel Palazzo Municipale, poi in via Turbini.

Nel 2006, dopo un restauro, il palazzo del Monte dei Pegni è tornato ad essere la sede del museo civico.

Allestimento[modifica | modifica wikitesto]

L'allestimento vede al piano terra la sezione archeologica suddivisa in diverse sale, con una sala riservata a materiali architettonici e lapidei di varie epoche storiche. Il piano superiore ospita una sezione dedicata alla tradizione popolare e agli antichi mestieri, una sezione storica articolata in due sale (una che racconta la realtà asolana dal periodo Veneto fino all'unità d'Italia e una che accoglie armi e residui bellici della prima guerra mondiale). Sempre al secondo piano si trova una sala che ospita disegni e dipinti di pittori asolani otto-novecenteschi. L'ultima sala raccoglie una serie di materiali apparentemente indipendenti l'uno dall'altro, ma legati dal fatto di essere stati simboli della città di Asola.

Il percorso museale si conclude con un'ala del palazzo del Monte dei Pegni dedicata alla collezione di oggetti sacri e liturgici del museo parrocchiale Giovanni Battista Tosio.

Sezione introduttiva[modifica | modifica wikitesto]

Nella sezione introduttiva i due oggetti più significativi della collezione, acquistati da Bellini: la Stele di Kewej, una stele funeraria egizia risalente al Primo periodo intermedio (fine III millennio a.C.) e una Kylix attica a figure nere (fine VI sec. a.C.).

Periodo storico preistorico e protostorico[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Asola non sono stati trovati reperti del Paleolitico e del Mesolitico. Sono invece presenti nella collezioni oggetti risalenti al Neolitico, provenienti da Casalromano. Dall'età del rame ci è arrivato un pugnale in selce relativo alla cultura del vaso campaniforme. Diversi oggetti risalgono all'età del bronzo e in particolare alla cultura di Polada.

Periodo celtico e della romanizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti oggetti della prima e seconda età del ferro, non provenienti dal territorio della Pianura Padana. Diversi oggetti testimoniano la Cultura di La Tène, probabilmente legata alle origini dei Celti.

Periodo romano[modifica | modifica wikitesto]

Nella sezione dedicata al periodo romano c'è piccola raccolta numismatica di monete di età ellenistica e romana.

Sono presenti poi anfore e altri oggetti di ceramica.

Di età romana sono anche alcuni oggetti in vetro, provenienti da una tomba scavata a Remedello in provincia di Brescia (fondo Gerone).

Lapidarium[modifica | modifica wikitesto]

Una sala è dedicata a lapidi tombarie, stele e altri elementi lapidei.

Altre sezioni[modifica | modifica wikitesto]

Museo parrocchiale Giovanni Battista Tosio[modifica | modifica wikitesto]

Il museo parrocchiale Giovanni Battista Tosio raccoglie oggetti religiosi e liturgici legati alla cattedrale di Asola: questi sono esposti in parte nella cattedrale stessa, soprattutto quelli utilizzati ancora oggi, e in parte in un'ala del palazzo del Monte dei Pegni. Particolare rilevanza è stata data al percorso storico della chiesa di Asola.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Asola, Museo civico "Goffredo Bellini", Itinerario di Visita, Portale sul turismo a Mantova. URL consultato il 9 settembre 2012.
  2. ^ AA. VV., Lombardia. Introduzione a una didattica dei territori, III Province di Bergamo Brescia Cremona Mantova, Bergamo-Milano, Regione Lombardia-NEWS, 2005, p. 594.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ester Cauzzi (a cura di), Guida Benvenuti ad Asola "rustica e signora" , Pro Loco, Asola, 2006, pp. 45-47.
  • MaNet - Guida alla rete dei musei archeologici delle province di Brescia, Cremona e Mantova, 2013, pp. 36-37.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN138847915 · LCCN (ENnr2004016976