Medole

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Medole
comune
Medole – Stemma Medole – Bandiera
Medole – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Mantova-Stemma.png Mantova
Amministrazione
SindacoGiovanni Battista Ruzzenenti (lista civica) dal 9/06/2009
Territorio
Coordinate45°20′N 10°31′E / 45.333333°N 10.516667°E45.333333; 10.516667 (Medole)Coordinate: 45°20′N 10°31′E / 45.333333°N 10.516667°E45.333333; 10.516667 (Medole)
Altitudine75 m s.l.m.
Superficie25,73 km²
Abitanti4 033[2] (28-2-2017)
Densità156,74 ab./km²
FrazioniLocalità: Annunciata, Colla, Crocevia, Cà Morino, Gelmotti, San Damaso, Soldana, Vanni[1]
Comuni confinantiCastiglione delle Stiviere, Castel Goffredo, Cavriana, Ceresara, Guidizzolo, Solferino
Altre informazioni
Cod. postale46046
Prefisso0376
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT020034
Cod. catastaleF086
TargaMN
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 428 GG[3]
Nome abitantimedolesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Medole
Medole
Medole – Mappa
Posizione del comune di Medole nella provincia di Mantova
Sito istituzionale

Medole (Mèdule in dialetto alto mantovano[4]) è un comune italiano di 4.033 abitanti della provincia di Mantova, al confine con la provincia di Brescia in Lombardia.

È situato nell'Alto Mantovano e fa parte della Comunità del Garda (associazioni di Enti del bacino del lago di Garda). Tra i principali monumenti del paese sono annoverati il Castello risalente al X secolo, la Chiesa parrocchiale con pala di Tiziano Vecellio, l'ex Convento dell'Annunciata e la Pieve di Santa Maria, piccola chiesa ad una sola navata con abside e campanile, originari dell'XI secolo. A Medole è inoltre presente la più grande sala delle assemblee dei Testimoni di Geova in Italia, dedicata nel 2007[5]. Nella primavera 2016 è stata costituita l'Unione dei Comuni di Medole e Ponti sul Mincio, in provincia di Mantova, denominata "Unione di comuni Castelli Morenici".

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Alto Mantovano.

Il territorio di Medole appartiene alla zona subcollinare posta ai piedi delle alture che delimitano il lago di Garda verso la pianura Padana e confina a nord-ovest con Castiglione delle Stiviere, a nord-est con Solferino e Cavriana, a est con Guidizzolo, a sud con Ceresara e a sud-ovest con Castel Goffredo.

Il paese dista circa 40 km da Mantova, 33 km da Brescia, 55 km da Cremona e 45 km da Verona.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di Medole deriva dal latino meta, mucchio di sassi.[6]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Periodo romano[modifica | modifica wikitesto]

I reperti e le iscrizioni rinvenute suggeriscono l'esistenza di un abitato organizzato in istituzioni, di cultura e lingua latina, già a partire dal I secolo. Il primo nucleo del paese prese vita nell'attuale zona nord-est dell'abitato, ove sorge l'attuale Pieve romanica, costruita intorno al X secolo, forse sulle fondamenta di un tempio romano.

In una zona adiacente alla Pieve romanica, negli anni ottanta, furono rinvenute le vestigia di una grande villa romana che, dopo l'immediato vincolo deciso dal Ministero per i beni culturali e ambientali, attende d'essere riportata alla luce.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Il più antico documento ove viene citato Medole è un atto del 31 maggio 841 con cui il vescovo di Brescia Ramperto donava ai Monaci benedettini, da lui fatti venire dalla Francia, alcune proprietà del contado, tra cui la Casa di San Vito.[7]

Dal XV al XVII secolo[modifica | modifica wikitesto]

I Gonzaga[modifica | modifica wikitesto]

Agli albori del XV secolo, precisamente nel 1404, la duchessa di Milano Caterina Visconti, in pagamento di un debito precedentemente contratto dal marito Gian Galeazzo Visconti, cedette le terre di Lonato, insieme a quelle di Medole, Castel Goffredo, Castiglione delle Stiviere e Solferino al condottiero mercenario Francesco Gonzaga, dando così inizio al lungo dominio gonzaghesco di Medole.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Marchesato di Medole.

I profughi[modifica | modifica wikitesto]

Intorno alla seconda metà del XV secolo il Comune, per ragioni non note, probabilmente a causa di una forte carestia nelle valli bresciane, fu soggetto a una imprevista e imponente immigrazione che, in poco tempo, determinò un significativo aumento della popolazione medolese. Le già scarse provviste alimentari e le diffidenze verso i forestieri causarono una netta separazione tra le due popolazioni che, nel 1481, venne regolata da sentenza della Magistratura. Gli abitanti di Medole furono divisi tra i nativi, detti "uomini di comune" e gli immigrati bresciani, detti "uomini di macina". Questi ultimi costituivano la parte più povera e venivano trattati come forestieri, fino a quando la loro discendenza non avesse raggiunti i 150 anni dall'insediamento a Medole del capostipite. Nel 1570 le 110 famiglie degli "uomini di macina" che lamentavano la durezza delle condizioni di vita, inviarono una supplica al Duca di Mantova che, però, venne respinta, confermando i privilegi degli "uomini di comune". Della fine ufficiale di questo strano "apartheid" non si ha notizia: probabilmente si estinse nel XVII secolo, con il compimento dei 150 anni di residenza.[8]

Una seconda consistente immigrazione avvenne alla fine del XVII secolo, quando varie famiglie bergamasche raggiunsero Medole in cerca di lavoro agricolo nell'incolto Campo di Medole, una vasta distesa posta nella zona nord che veniva ceduta dal Comune in lotti di grandezza commisurata alla forza lavoro della famiglia richiedente.

Chiesa di San Vito (Medole) a ricordo dei caduti francesi

La grande pestilenza[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Guerra di successione di Mantova e del Monferrato, nel 1629, il territorio di Medole e dei comuni limitrofi subirono scorrerie da parte dei mercenari tedeschi e polacchi di Albrecht von Wallenstein, guidati dal conte di Collalto, che perpetrarono furti e uccisioni e portarono una grave epidemia di peste.[9]

Dal XVIII al XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Le battaglie[modifica | modifica wikitesto]

Medole fu luogo di vari episodi bellici. L'8 settembre 1706, nella vasta porzione di pianura nota come Campo di Medole, si svolse una parte ingente della battaglia di Castiglione, in alcuni testi nota anche come battaglia di Medole o battaglia di Ghidizzole, nell'ambito della Guerra di successione spagnola, e condotta per parte tedesca dal Langravio Federico d'Assia-Kassel e per parte francese dal conte di Médavy.

Il 5 agosto 1796, nell'ambito della prima campagna napoleonica d'Italia, Medole fu teatro di episodi facenti parte della più grande battaglia di Castiglione, tra le forze del giovane generale Napoleone Bonaparte e del feldmaresciallo dell'Impero d'Austria Dagobert von Wurmser, essendo il fianco sinistro dell'armata austriaca assestato sul Monte Medolano.

Nel corso della battaglia di Solferino e San Martino, nell'abitato e nella zona est del territorio medolese, si combatté la battaglia di Medole, scontro fra il IV Corpo d'Armata francese del generale Adolphe Niel e la Iª Armata austriaca del feldmaresciallo Franz von Wimpffen, che diede inizio ai combattimenti del 24 giugno 1859, mentre nella zona nord del territorio si misuravano il II corpo d'armata francese del maresciallo Patrice de Mac-Mahon con la IIª Armata austriaca del generale Franz von Schlick.

L'ultima battaglia di Medole ebbe luogo il 2 luglio 1866. In effetti si trattò di uno scontro circoscritto tra reparti di cavalleria italiana e austriaca, cui venne dato particolare risalto, probabilmente per compensare parzialmente le sconfitte subite dall'esercito italiano. È in seguito al favorevole esito di quello scontro che la piazza centrale prese l'attuale denominazione di Piazza della Vittoria.

Il XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Il XX secolo iniziò sotto buoni auspici per i miglioramenti economici dovuti all'attività della Cooperativa agricola italiana che, nel 1901, fondò a Medole un'importante azienda cooperativa rurale, sdoganando in parte la manodopera agraria dal controllo dei latifondisti ed incoraggiando le classi più umili della popolazione allo studio.

Il 28 febbraio 1918 arriva la 113ª Squadriglia che resta fino al 17 luglio, dal 22 marzo la 23ª Squadriglia fino al 25 maggio ed all'inizio di luglio la 120ª Squadriglia fino al 25 agosto.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Pieve di Santa Maria

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Aree protette[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010, gli stranieri residenti nel Comune risultavano essere 594, ovvero il 14,8% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[12]:

  1. Marocco, 172
  2. Romania, 84
  3. India, 69
  4. Cina, 51
  5. Repubblica di Macedonia, 43
  6. Ucraina, 30
  7. Albania, 21

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Medole[modifica | modifica wikitesto]

Lapide a Giovanni Buzzacchi

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Servita dalla viabilità locale mediante le strade provinciali 8, 9 e 10, Medole fu sede di una stazione tranviaria di diramazione fra due relazioni extraurbane, la tranvia Brescia-Mantova-Ostiglia e la diramazione Casaloldo-Medole della tranvia Mantova-Asola, che rendeva possibile il collegamento fra la città virgiliana e Desenzano del Garda[14].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei Sindaci, Potestà e Commissari Prefettizi di Medole dall'Unità d'Italia.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 marzo 1860 31 dicembre 1866 Luigi Melegari Sindaco
1º gennaio 1867 3 maggio 1872 Francesco Ceni Sindaco
4 maggio 1872 3 gennaio 1877 Francesco Ceni Sindaco
4 gennaio 1877 4 ottobre 1881 Francesco Ceni Sindaco
5 ottobre 1881 23 settembre 1886 Luigi Buzzacchi Sindaco
24 settembre 1886 30 aprile 1891 Ottavio Melegari Sindaco
1º maggio 1891 2 maggio 1895 Ottavio Melegari Sindaco
3 maggio 1895 28 dicembre 1899 Ottavio Melegari Sindaco
29 dicembre 1899 19 ottobre 1905 Adolfo Ceni Sindaco
20 ottobre 1905 11 agosto 1907 Ottavio Melegari Sindaco
12 agosto 1907 29 dicembre 1907 Giovanni Minelli Sindaco
30 dicembre 1907 10 luglio 1910 Francesco Turganti Sindaco
11 luglio 1910 29 ottobre 1914 Domenico Lilloni Sindaco
30 ottobre 1914 18 ottobre 1920 Angelo Fezzardi Sindaco
19 ottobre 1920 23 gennaio 1923 Annibale Zuradelli Sindaco
24 gennaio 1923 31 maggio 1926 Battista Imperatori Sindaco
1º giugno 1926 19 agosto 1930 Battista Imperatori Podestà
20 agosto 1930 18 dicembre 1934 Adolfo Ceni Podestà
19 dicembre 1934 22 febbraio 1935 Vincenzo Patelli Commissario prefettizio
23 febbraio 1935 12 gennaio 1940 Benedetto Buzzacchi Podestà
13 gennaio 1940 19 ottobre 1940 Tacito Imperatori Podestà
10 ottobre 1940 3 dicembre 1943 Ugo Gatti Commissario prefettizio
4 dicembre 1943 17 ottobre 1944 Giuseppe Affini Commissario prefettizio
18 ottobre 1944 15 febbraio 1945 Primo Canestrari Commissario prefettizio
16 febbraio 1945 24 aprile 1945 Alberto Scalori Commissario prefettizio
25 aprile 1945 30 aprile 1945 C.L.N.  ?
1º giugno 1945 16 agosto 1945 Gian Cesare Pico Sindaco
17 agosto 1945 6 aprile 1946 Mario Mozzinelli Sindaco
7 aprile 1946 7 luglio 1951 Giovanni Paratico Sindaco
8 luglio 1951 15 gennaio 1953 Francesco Redini Sindaco
16 gennaio 1953 9 giugno 1956 Cesare Cavalli Sindaco
10 giugno 1956 6 gennaio 1957 Giulio Bergamini Sindaco
7 gennaio 1957 21 novembre 1960 Arturo Trotti Sindaco
22 novembre 1960 25 febbraio 1963 Francesco Bignotti Sindaco
26 febbraio 1963 8 giugno 1966 Carlo Cappellari Sindaco
9 giugno 1966 27 giugno 1970 Luigi Picchi Sindaco
28 giugno 1970 29 giugno 1975 Luigi Picchi Sindaco
30 giugno 1975 26 giugno 1980 Gianfranco Anzeloni Bignotti Sindaco
27 giugno 1980 4 giugno 1985 Gianfranco Anzeloni Bignotti Sindaco
5 giugno 1985 29 maggio 1990 Giovanni Battista Ruzzenenti Sindaco
30 maggio 1990 4 maggio 1995 Giovanni Battista Ruzzenenti Sindaco
5 maggio 1995 24 maggio 1999 Giovanni Battista Ruzzenenti Sindaco
25 maggio 1999 21 giugno 2004 Giovanni Battista Ruzzenenti Sindaco
22 giugno 2004 5 maggio 2009 Bruno Pesci Sindaco
6 maggio 2009 8 giugno 2009 Angelo Araldi Commissario prefettizio
9 giugno 2009 25 giugno 2014 Giovanni Battista Ruzzenenti Sindaco
26 giugno 2014 in carica Giovanni Battista Ruzzenenti Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

  • A.S.D Pedale Medolese 1948
  • AT Medole
  • A.S.D. Medolese calcio
  • A.C. Medole (Campioni provinciali Calcio a 7 anno 2011/2012)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Medole - Statuto; le località sono definite "agglomerati".
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Pierino Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano. Saggio di toponomastica, Asola, 1996.
  5. ^ Testimoni di Geova: in diecimila per inaugurare la sala assemble, 6 giugno 2007.
  6. ^ Renato Bonaglia, Mantova, paese che vai..., Mantova, 1985.
  7. ^ Cesare Cantù, Grande illustrazione del Lombardo-Veneto, Milano, Corona e Caini Editori, 1859, Tomo V, pag.502
  8. ^ Ugo Ceni, Ricordi storici di Medole, Edizioni Pinci, Roma, 1936
  9. ^ Federico Odorici, Storie bresciane, Brescia, Tipografia Gilberti, 1860, Tomo IX, pag.271
  10. ^ Lombardia Beni Culturali. Il Risorto appare alla Madre - Tiziano Vecellio.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 2 settembre 2013.
  13. ^ Francesco Brigoni, Medole attraverso i tempi, Medole, 1978.
  14. ^ Giancarlo Ganzerla, Binari sul Garda. Dalla Ferdinandea al tram: tra cronaca e storia, Brescia, Grafo, 2004, ISBN 88-7385-633-0.
Palazzo Ceni

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Brigoni, Medole attraverso i tempi, Medole, 1978.
  • Mino Milani e AA. VV., Due di Mille, GAM Editrice, Brescia, 2011
  • Renato Bonaglia, Mantova, paese che vai..., Mantova, 1985. ISBN non esistente.
  • Pierino Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano. Saggio di toponomastica, Asola, 1996.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN238161983