San Benedetto Po

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San Benedetto Po
comune
San Benedetto Po – Stemma San Benedetto Po – Bandiera
San Benedetto Po – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Mantova-Stemma.png Mantova
Amministrazione
Sindaco Marco Giavazzi (lista civica) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 45°02′00″N 10°55′00″E / 45.033333°N 10.916667°E45.033333; 10.916667 (San Benedetto Po)Coordinate: 45°02′00″N 10°55′00″E / 45.033333°N 10.916667°E45.033333; 10.916667 (San Benedetto Po)
Altitudine 19 m s.l.m.
Superficie 69,94 km²
Abitanti 7 486[1] (31-07-2014)
Densità 107,03 ab./km²
Frazioni Bardelle, Brede, Gorgo, Mirasole, Portiolo, San Siro, Villa Garibaldi, Zovo[2]
Comuni confinanti Bagnolo San Vito, Borgo Virgilio, Moglia, Motteggiana, Pegognaga, Quistello, Sustinente
Altre informazioni
Cod. postale 46027
Prefisso 0376
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 020055
Cod. catastale H771
Targa MN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 388 GG[3]
Nome abitanti sambenedettini
Patrono san Benedetto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Benedetto Po
San Benedetto Po
Posizione del comune di San Benedetto Po nella provincia di Mantova
Posizione del comune di San Benedetto Po nella provincia di Mantova
Sito istituzionale

San Benedetto Po (San Banadèt in dialetto basso mantovano[4]) è un comune italiano di 7.486 abitanti[5] della provincia di Mantova in Lombardia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini del nome

Il nome di San Benedetto Po deriva dal latino Benedictus, riferito a san Benedetto da Norcia.[6]

La storia di San Benedetto Po è legata inscindibilmente con la nascita, la vita, lo sviluppo e la soppressione napoleonica dell'abbazia del Polirone, uno dei siti cluniacensi più importanti tra i più di mille che sorsero nell'Europa medievale. Il monastero fu fondato da Tedaldo di Canossa nel 1007. La famiglia dei Canossa fu artefice del suo sviluppo con donazioni di terreni. Particolari attenzioni vennero da Matilde, che alla sua morte avvenuta nel 1115, volle esservi sepolta. In vita donò l'abbazia del Polirone al Papa che lo affidò a Ugo di Cluny. Nel 1634 Urbano VIII ne comprò i resti mortali affinché fossero tumulati in Vaticano, nella Basilica di San Pietro dove ancora oggi si trova all'interno di un mausoleo disegnato dal Bernini. Nel corso dei secoli, periodi di decadenza si alternano con momenti di rinnovato splendore. Dal 1420 su impulso dei Gonzaga, il Polirone passò alla congregazione di Santa Giustina di Padova che portò, tra gli altri, Giulio Romano a partecipare ai lavori di ristrutturazione della Basilica di San Benedetto. L'attività del monastero continuerà fino a quando Napoleone il 9 marzo 1797 ne decise la soppressione.

Nel 1336 per consentire la bonifica della zona di San Benedetto Po fu effettuata la deviazione del Secchia facendolo sboccare in Po a Mirasole [7].

Nel 1565 furono costruiti degli argini per la difesa dalle inondazioni del Po [8].

Oggi San Benedetto Po è importante centro turistico, per la visita del complesso monastico, della imponente basilica giuliesca, del Museo Civico Polironiano con le sue raccolte etnografiche e per le eccellenze enogastronomiche. È insignito del riconoscimento "I borghi più belli d'Italia".

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Abbazia di San Benedetto in Polirone.
  • Abbazia di Polirone
  • Museo Civico Polironiano
  • Museo della Civiltà Contadina
  • Casa Museo Giorgi

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Persone legate a San Benedetto Po[modifica | modifica wikitesto]

Museo Civico Polironiano

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale confina a nord con il fiume Po ad est con il fiume Secchia. Confina con i comuni di Quistello, Moglia, Pegognaga, Motteggiana, Borgo Virgilio, Bagnolo San Vito, Sustinente.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di San Benedetto Po ha le seguenti frazioni: Portiolo, Gorgo, Bardelle-Camatta, Brede, Mirasole, San Siro, Villa Garibaldi, Zovo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è servito da due importanti strade statali, la SS413, che lo collega con Cerese e Modena, e la SS496, che lo collega con Ferrara; e da una strada provinciale, la SP49, che lo collega con Suzzara. Inoltre, nel comune adiacente di Pegognaga, è presente l'omonimo casello autostradale dell'autostrada A22, che lo collega con Modena e con il Brennero.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è servito da una stazione ferroviaria, denominata "San Benedetto Po" composta da un piazzale di tre binari, sulla Ferrovia Suzzara-Ferrara. Le destinazioni principali sono Suzzara, Rimini, Mantova, Pesaro, Ferrara e Sermide. La stazione, la ferrovia e i treni sono gestiti da FER (Ferrovie Emilia Romagna).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale sindaco è Marco Giavazzi.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2014.
  2. ^ Comune di San Benedetto Po - Statuto.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Pierino Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano. Saggio di toponomastica, Asola, 1996.
  5. ^ Dato Istat all'1/1/2009.
  6. ^ Pierino Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano. Saggio di toponomastica, Asola, 1996.
  7. ^ Gianna Dotti Messori, Norme Statutarie, Magistrature e istituzioni per il Governo del Territorio a Modena in età Medievale, p. 103, e Alessandro Oliani, Problemi d'Acque nell'Oltrepò Mantovano (secoli XVI-XVIII) p. 184 in Acque di Frontiera. Principi, Comunità e Governo del Territorio nelle Terre Basse tra Enza e Reno (Secoli XIII-XVIII) a cura di Franco Cazzola, Università di Bologna, Dipartimento di Discipline Storiche. URL consultato il 19 settembre 2009.
  8. ^ Henri Liébaux. 1734. Carte des environs de Mantoue ou l'on voit tout le serraglio et une partie du veronois, Biblioteca Nacional de Portugal. URL consultato il 27 settembre 2009.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renato Bonaglia, Mantova, paese che vai..., Mantova, 1985. ISBN non esistente.
  • Pierino Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano. Saggio di toponomastica, Asola, 1996.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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