Via Cernaia

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Via Cernaia
Via Cernaia - Torino.jpg
Via Cernaia
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàTurin coat of arms.svg Torino
CircoscrizioneCircoscrizione 1.png I Circoscrizione[1]
Codice postale10121 (Numeri civici dispari)
10122 (Numeri civici pari)[1]
Informazioni generali
Tipostrada carrabile
Pavimentazionelastricato
IntitolazioneBattaglia della Cernaia
Collegamenti
InizioPiazza Solferino
FinePiazza XVIII Dicembre
Mappa

Coordinate: 45°04′18.07″N 7°40′25.54″E / 45.071685°N 7.673761°E45.071685; 7.673761

Via Cernaia è una delle strade storiche del centro della città sabauda, dedicata alla battaglia della Cernaia, combattuta nella guerra di Crimea. La via, sul lato verso nord, ha i tipici portici delle vie ottocentesche del capoluogo piemontese, inizia nella piazza Solferino e termina in piazza XVIII Dicembre, collegando la stazione di Porta Susa al Teatro Alfieri e congiungendosi con Via Pietro Micca all'incrocio con via Santa Teresa, dov'è presente l'imponente Fontana angelica.

All'altezza del numero civico 27 termina il corso Vinzaglio, che a partire dall'incrocio con corso Vittorio Emanuele II è stato rinominato negli anni 1950 corso Duca degli Abruzzi. La via è raggiungibile dalla piazza XVIII Dicembre antistante la stazione ferroviaria Porta Susa ed è percorsa da diverse linee di bus, di tram e sino al 1979 anche di filobus.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Via Cernaia vista da Piazza XVIII Dicembre
Il Grattacielo RAI in una giornata d'inverno

L'intenzione d'intitolare una delle principali strade cittadine alla grande vittoria in Crimea venne presa già dai trattati di pace di Parigi, nonostante i molti scettici: il nome russo Čërnaja (che significa "nero") sembrava quasi impronunciabile. Venne infine deciso di italianizzare il nome in Cernaia.[2] Un'altra interpretazione è che la pronuncia più simile a quella russa (Čë = Cio) avrebbe richiamato il termine usato volgarmente in piemontese per indicare le parti intime femminili. [3]
La via venne progettata nel 1855, su terreni allora occupati dalla Cittadella di Torino: i lavori per la realizzazione iniziarono nel 1856 e fu necessario spianare i terrapieni della vecchia fortezza per creare la via, mentre nei luoghi ancora occupati dalla fortezza venne eretta la Caserma Cernaia.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Lungo il suo percorso sono visibili due grandi statue dedicate a due personaggi importanti per la storia torinese: Alessandro La Marmora e Pietro Micca.

Il primo, posto in un piccolo giardino con maestosi alberi piantati nel XIX secolo, venne realizzato dallo scultore Giuseppe Cassano e fu innalzato nel 1867; il secondo, all'angolo con corso Galileo Ferraris, risale al 1864, ancora realizzato dal Cassano: alla sua base ogni anno, nella ricorrenza dell'assedio della città (7 settembre 1706), viene posta una corona di fiori.

Importante è la caserma dei carabinieri "Cernaia", un edificio austero, eretto nel 1864 su un terreno precedentemente occupato dalla vecchia cittadella, e che si trova praticamente ancora nelle condizioni originali . In via Cernaia, al numero 44, ha avuto sede, dal 1898, fino alla soppressione per volontà del regime fascista, l'associazione studentesca mondiale Corda Fratres.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • il Grattacielo Rai, voluto nel 1968 dall'ente radiotelevisivo, nato a Torino, che rappresenta uno dei pochi edifici nella città in grado di essere definiti "grattacielo"
  • la Cittadella di Torino, della quale resta visibile, ormai, solo il Mastio, centro nevralgico del sistema difensivo della città
  • il Museo Pietro Micca, con entrata nella vicina Via Guicciardini
  • la storica Caserma "Cernaia".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dove, Come, Quando - Guida di Torino '98-99, p. 258
  2. ^ Renzo Rossotti, Le strade di Torino, 1995, Torino, Newton Compton Editori. pp. 216-217
  3. ^ https://www.guidatorino.com/via-cernaia-la-strada-torinese-che-cambio-nome-per-evitare-piccanti-doppi-sensi/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renzo Rossotti, Le strade di Torino, 1995, Torino, Newton Compton Editori. pp. 216–217
  • Dove, Come, Quando - Guida di Torino '98-99, Torino, Gruppi di Volontariato Vincenziano, 1997

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