Corso Vittorio Emanuele II (Torino)

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Corso Vittorio Emanuele II
Corso Vittorio Emanuele II Torino.JPG
Corso Vittorio Emanuele II all'incrocio con via XX Settembre. Sullo sfondo si intravede il Monumento a Vittorio Emanuele II
Localizzazione
Stato Italia Italia
Città Turin coat of arms.svg Torino
Circoscrizione Circoscrizione 1.png I (dal n.o civico 2 al 120 e dal 51 al 123)
Circoscrizione 8.png VIII (dal n.o civico 1 al 47)
Circoscrizione 3.png III (n.i civici restanti)[1]
Quartiere Centro, San Salvario, Borgo San Paolo
Codice postale 10123 (dal n.o civico 2 al 56)
10121 (dal n.o civico 58 al 112)
10125 (dal n.o civico 1 al 53)
10128 (dal n.o civico 55 al 125)
10138 (dal n.o civico dal 127 al 135 e rimanenti pari)
10139 (rimanenti dispari)
Caratteristiche
Tipo corso
Intitolazione Vittorio Emanuele II di Savoia
Collegamenti
Inizio corso Cairoli (Ponte Umberto I)
Fine Piazza Rivoli

Corso Vittorio Emanuele II (chiamato dai torinesi semplicemente corso Vittorio e, in passato, denominato viale del Re[2]) è una delle principali strade di Torino. Attraversa un parte della città da sud-est-est (fiume Po) a nord-ovest-ovest (Piazza Rivoli), costeggiando la parte meridionale del centro storico, ed è lungo 4,2 chilometri.
Nel 1882 fu intitolato a Vittorio Emanuele II, primo re d'Italia.

Evoluzione storica[modifica | modifica wikitesto]

Il primitivo viale nacque per esigenze di collegamento viario dalla cosiddetta "Porta Nuova", realizzata durante il primo ampliamento della città di Torino del 1620 fino al Lungo Po.

Il collegamento viario avrebbe quindi costeggiato la parte settentrionale del parco (oggi Parco del Valentino) della già esistente residenza estiva dei Savoia del Castello del Valentino (1660). Tuttavia, all'epoca, le carrozze utilizzavano il percorso di Via Nizza e Viale del Valentino (il futuro Corso Marconi)[3], mentre per una modesta via carrabile si dovrà attendere ancora qualche decennio.

Nel 1840 poi, sul fiume Po fu costruito il Ponte Maria Teresa (1840, poi diventato ponte Umberto I nel 1908), connettendo così l'altra sponda del Borgo del Rubatto, oggi Borgo Crimea (il tratto di questo corso oltre il fiume, dopo la prima guerra mondiale, venne intitolato alla città croata di Fiume).

Per parlare di un vero e proprio "viale" bisogna arrivare al XIX secolo, quando la città superò l'antico perimetro delle mura. La prima parte dell'arteria, da "Porta Nuova" al Po, fu già aperta nel 1814 col nome di Viale del Re, poi allargata e rinominata in Corso del Re. Con la reggenza di Carlo Felice di Savoia quindi, la nuova arteria prese forma, ampliata in occasione dello sviluppo urbano del 1835-1845, col contributo dall'architetto Carlo Promis. Verso occidente invece, il Corso portava fino al Largo del Re (oggi Piazza Carlo Felice), per poi portare nei pressi della Piazza d'Armi di quell'epoca, situata nel rione San Secondo dell'attuale quartiere Crocetta (corso Galileo Ferraris-Matteotti-via Volta-via Camerana-via Assietta).
Col passare degli anni, il corso proseguì ancora il suo tracciato verso occidente fino ad arrivare, negli anni dell'immediato dopoguerra, a congiungersi con Corso Francia, in Piazza Rivoli.

Percorrendo il corso[modifica | modifica wikitesto]

Dal Po fino a Porta Nuova[modifica | modifica wikitesto]

Partendo da oriente, il Corso inizia dal Ponte Umberto I sul fiume Po, risalente al 1907 ma già Ponte Maria Teresa nel 1840, il quale connetteva l'altra sponda del fiume, dove era situato il cosiddetto Borgo del Rubatto (poi chiamato Borgo Crimea). Il ponte fu temporaneamente arricchito di ulteriori opere di decorazione in occasione dell'Esposizione internazionale dell'industria e del lavoro Torino 1911.
Più a occidente, il Corso costeggia il Parco del Valentino, sorto con nel 1630-1660 come giardino reale della residenza omonima di Casa Savoia, opera di Carlo e Amedeo di Castellamonte, ma abbellito significativamente nel XIX secolo, secondo il progetto romantico del paesaggista francese Barrillet-Dechamps. Spicca qui l'Arco monumentale all'Arma di Artiglieria, opera di Pietro Canonica del 1930, sotto il quale si trova la statua dedicata a Santa Barbara. All'angolo di Corso Massimo d'Azeglio invece, nel 1936 fu posizionata la statua dedicata al D'Azeglio, opera del 1873 di Alfonso Balzico e precedentemente posizionata in Piazza Carlo Felice.

Lato Centro[modifica | modifica wikitesto]

Proseguendo il tratto fino alla Stazione di Porta Nuova, il Corso lascia sulla sua sinistra il quartiere San Salvario e sulla destra lo storico "Borgo Nuovo". In particolare, quest'ultimo quartiere sorse dopo la Restaurazione (dopo il 1814) e destinato alla nobiltà torinese, delle ciu tracce storiche rimangono:

  • al n. 6-8, quasi angolo Corso Cairoli, sorgeva l'antica Villa Gallenga, demolita nel 1828 per costruire gli uffici dell’industriale Gualino, quindi chiamato Palazzo Gualino, fu eretto nel 1928 da Gino Levi Montalcini (fratello maggiore di Rita Levi Montalcini) e dotato di inferriate alle finestre del piano terra, pertanto soprannominato dai torinesi "le Nove d'l Valentin", per analogia con il carcere torinese chiamato "Le Nuove" e la vicinanza al Parco del Valentino.
  • al n. 44 il Palazzo Rossi di Montelera, opera di Camillo Riccio del 1887, e destinato alla sede torinese della famiglia Rossi, industriali dei liquori Martini & Rossi che, nel 1911, furono insigniti da Re Vittorio Emanuele III di Savoia col titolo di Conti di Montelera. Qui visse e morì anche il senatore ed avvocato Teofilo Rossi di Montelera, sindaco di Torino tra il 1909 e il 1917.
  • al n. 50 l'edificio in stile eclettico dello storico Cinema Corso, dedicato all'antico nome "Corso del Re", già Cinema Palazzo, costruito dalla FIAT nel 1926 (dall'ing. Vittorio Bonadè Bottino), sui resti della villa del conte Vittorio Seyssel d’Aix (1825), della quale rimane ancora la parte orientale e quella verso Piazza Bodoni. Il Cinema subì un incendio il 9 marzo 1980 e fu poi ristrutturato da Pier Paolo Maggiora.
  • lì accanto, oltre via Carlo Alberto, al n. 52, il palazzo di grande pregio voluto dalla nobile famiglia Priotti, realizzato da Carlo Ceppi nel 1900 (inizialmente Camillo Riccio che però morì nel 1899), che sperimentò uno stile misto eclettico e primo liberty torinese. Successivamente, gli interni furono modificati dall'ing. Vittorio Eugenio Ballatore di Provana per costruirvi il cinema Ambrosio.

In questa foto lo vediamo nel momento della sua costruzione

Lato San Salvario[modifica | modifica wikitesto]

Nel tratto orientale del Corso, sul lato del quartiere San Salvario, sono da citare invece:

  • al n. 1-3, ovvero angolo Corso Massimo d'Azeglio, dove ora c'è un edificio moderno residenziale, sorgeva un tempo il sontuoso Palazzo di Celestino Tornielli di Crestvolant, nobile originario di Molare (Alessandria). Fu l'unico edificio torinese in perfetto stile Tudor inglese, progettato dall'architetto G. B. Ferrante nel 1867-1870 e visibile ancora in qualche foto d'epoca. I Tornielli successivamente lo cedettero alle suore Dame del Cenacolo, dove fu annesso un convento e la chiesetta, tra il 1910 e il 1950. Fu completamente demolito nel 1957.
  • al n. 13 la chiesa cattolica San Giovanni Evangelista, voluta da don Bosco, eretta nel 1882 da Edoardo Mella, in stile neoromanico lombardo.
  • al n. 23 il Tempio Valdese, edificio di culto religioso valdese, religione liberalizzata dopo lo Statuto Albertino del 1848 e tempio edificato nel periodo 1851-1853, dall'architetto Luigi Formento.
  • zona della Sinagoga di Torino, posta sul retro, su Piazzetta Primo Levi, già via Pio V.

Dal Centro al Carcere "Le Nuove"[modifica | modifica wikitesto]

Con il centro storico sulla destra, si arriva alla storica stazione di Torino Porta Nuova, dove si incontra piazza Carlo Felice, antico Largo del Re, con l'inizio dell'asse di via Roma.
La piazza fu progettata nel 1861, ad opera dell'architetto francese Jean-Pierre Barillet-Deschamps, e che coinvolse la nascente Stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova (opera di Alessandro Mazzucchetti e Carlo Ceppi, periodo 1853-1864). La continuità dei portici della piazza e del Corso stesso furono già progetto di Carlo Promis, con la successiva collaborazione di Giuseppe Leoni e Giuseppe Frizzi, più Barnaba Panizza per la parte verso via Lagrange. Particolare attenzione merita l'elegante ingresso porticato della via XX Settembre, dove appare una curiosa statua con un mitologico Toro a tre teste.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Piazza Carlo Felice e Stazione di Torino Porta Nuova.

Corso Vittorio Emanuele II (Torino) - Wikipedia

I portici verso occidente furono quindi progettati, a seconda dei palazzi costruiti, sempre sullo stile del eclettico tipico dell'Ottocento, misto al liberty torinese di inizio Novecento, andando a costituire un anello pedonale che si chiude con Corso Vinzaglio, nei pressi della Stazione di Torino Porta Susa, del 1856. In questo tratto si può ammirare:

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Monumento a Vittorio Emanuele II (Torino).
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Le Nuove e Cenisia.

Ultimo tratto occidentale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1952, sulle rovine dei capannoni del Birrificio Boringhieri, fu eretta l'attuale Piazza Adriano, e il Corso fu prolungato ancora verso occidente fino all'attuale Piazza Rivoli, uno slargo costruito sempre negli anni cinquanta (oggi rotonda) alla confluenza con un'altra importante arteria di Torino, Corso Francia.
Rianendo sempre nei pressi dell'ex edificio carcerario, nel 1995 fu eretto l'imponente Palazzo di Giustizia torinese, opera dell'architetto Pierluigi Spadolini sul sito della demolita caserma "Pugnani e Sani" e dedicato a Bruno Caccia[4]. L'area fu altresì interessata dall'imponente ampliamento sotterraneo e verso sud della nuova Stazione di Torino Porta Susa.
Nel 2007 invece, iniziarono nuovi cantieri per la costruzione del futuro e tanto discusso Grattacielo Intesa Sanpaolo, opera di Renzo Piano, alto 167,25 metri, pochi centimetri in meno della Mole Antonelliana. Fu terminato nel 2015, poco dopo la costruzione degli adiacenti giardini pubblici dedicati a Nicola Grosa.
Nel 2017 fu allargato il Corso Inghilterra a due corsie, terminando così il lungo progetto della viabilità lungo la cosiddetta Spina Centrale.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il corso Vittorio Emanuele II è percorso da buona parte delle più importanti linee di trasporto pubblico cittadino.
Dal 2007 il corso è attraversato, nella sua parte più aulica, dalla metropolitana, ed è servito da tre stazioni: Porta Nuova, Re Umberto e Vinzaglio.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renzo Rossotti, Le Strade di Torino, pp.657-664, 1995, Newton Compton.
  • Dove, Come, Quando - Guida di Torino '98-99, Torino, Gruppi di Volontariato Vincenziano, 1997
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