Museo storico nazionale dell'artiglieria

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Museo Storico Nazionale dell'Artiglieria
Museo Nazionale dell'Artiglieria di Torino - Insieme.jpg
Il Museo Storico Nazionale d'Artiglieria
Tipo Architettura, Storia, Militare
Indirizzo Corso Galileo Ferraris, 0 - Torino
Sito esercito.difesa.it

Coordinate: 45°04′16″N 7°40′28″E / 45.071111°N 7.674444°E45.071111; 7.674444

Il Museo Storico Nazionale d'Artiglieria è un polo museale di storia delle tecnologie militari ubicato a Torino nel Maschio della Cittadella (angolo fra Corso Galileo Ferraris e Via Cernaia).

Le sue preziose e ampie collezioni comprendono armi da fuoco portatili, artiglierie dal Trecento in poi, armi bianche, uniformi, bandiere dal Settecento in poi, raccolte archeologiche, modelli d'arsenale in scala, dipinti e incisioni, una Biblioteca ricca di oltre 10 mila volumi, un Archivio storico, un Fondo fotografico.

Il Maschio della Cittadella è temporaneamente chiuso per restauri e le collezioni sono provvisoriamente depositate nella Caserma Carlo Amione di piazza Rivoli, in Torino[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo fu istituito a Torino nel 1843 su proposta del Generale Vincenzo Morelli di Popolo approvata dal Re di Sardegna Carlo Alberto, presso il Regio Arsenale di Torino.

La sede originaria del Museo ospitava una raccolta di armi e modelli a fini didattici per il personale militare, non aperta al pubblico. Si trovava in alcuni locali dell'Arsenale.

Peraltro già verso la fine del XVIII secolo varie raccolte avevano raggiunto, nell'ambito dell'Arsenale, una notevole estensione e qualità ma, a causa dell'occupazione delle truppe rivoluzionarie francesi (1798), gran parte degli oggetti era stata inviata a Parigi.

Parte degli oggetti venne poi recuperata mentre altri via via si accumularono permettendo l'istituzione del "Museo d'Artiglieria". Nel 1861 venne aggiunta alla denominazione precedente del Museo l'aggettivo "Nazionale" e la sua raccolta si ampliò con armi degli Stati pre-unitari (in particolare preziosi cannoni dal Trecento all'inizio dell'Ottocento), armi raccolte dai campi di battaglia del 1848-1849 e 1859-1861 ed infine con acquisti dall'estero e donazioni di privati cittadini e vari Comuni d'Italia.

Nel 1885 nuove esigenze di impiego dell'edificio dell'Arsenale imposero la temporanea chiusura del Museo in attesa del reperimento di una nuova sede. Questa venne individuata nel Maschio della Cittadella e nel 1893 il Municipio di Torino, dopo averlo appositamente adattato a destinazione museale, lo cedette in uso all'Amministrazione militare che vi trasferì tutte le collezioni e poté aprirlo al pubblico.

Nel 1961, per il centenario dell'Unità d'Italia, il Museo fu ingrandito, ricavando un ulteriore ampio locale dal terrapieno della superstite cortina nord, accanto al Maschio. Questo salone è comunemente conosciuto come "Italia '61".

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Davanti all'ingresso del Museo è stata posizionata, dal 1961 al 2008, una bocca da fuoco Turca del XV Secolo. La targa apposta sulla stessa recita: "P.352 - ARTIGLIERIA TURCA DEL SECOLO XV. Bocca da fuoco in bronzo mm 700 di bocca mm 4200 lunghezza totale pesante circa 15000 kg lanciava palle di pietra. Artiglierie di questo tipo sono state impegnate da Maometto II per l'assedio e la conquista di Costantinopoli (Caduta Impero Romano d'Oriente - 29 maggio 1453)"
  • L'edificio è l'unica parte fortificata in superficie ad essere rimasta in piedi della Cittadella di Torino, demolita nei vari ampliamenti della città.
  • All'esterno, sulla cortina di destra, è visibile una lapide commemorativa, posta dal Consiglio Comunale il 18 maggio 2002, in ricordo dei duecento valdesi con i loro pastori che furono imprigionati nel Maschio nel 1686-87 a causa della loro fede.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Torino Musei, Museo storico nazionale d'artiglieria, comune.torino.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giancarlo Melano, Testimone del Risorgimento - Il Museo Storico Nazionale d'Artiglieria, Centro Studi Piemontesi, Torino, 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]