Museo storico italiano della guerra

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Museo storico italiano della guerra
Museo Storico Italiano della Guerra - Logo 3.jpg
Museo storico italiano della guerra - Ingresso principale.jpg
Museo storico italiano della guerra - Ingresso visto da Via delle Fosse
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Rovereto
Indirizzo via Castelbarco 7
Caratteristiche
Tipo museo storico
Apertura 12 ottobre 1921
Direttore Camillo Zadra (Provveditore)
Sito web

Coordinate: 45°53′10.82″N 11°02′46.97″E / 45.88634°N 11.04638°E45.88634; 11.04638

Il Museo storico italiano della guerra di Rovereto è situato nel quattrocentesco castello di Rovereto, unica rocca veneziana in Trentino.

Col tempo il museo passò ad accogliere tra le sue collezioni anche materiale inerente alle guerre coloniali italiane e la seconda guerra mondiale. La collezione, costituita grazie a donazioni pubbliche o di associazioni e privati locali, raccoglie armi, uniformi, opere d'arte, fotografie, cimeli, manifesti, oggetti di uso quotidiano in trincea, onorificenze, lettere e diari.

Il museo è coordinatore della Rete Trentino Grande Guerra[1].

Storia del museo[modifica | modifica wikitesto]

Venne fondato nel 1921 con lo scopo di documentare la Grande Guerra che coinvolse tutta la città di Rovereto e le località limitrofe sia con la deportazione della sua popolazione in altre regioni dell'impero sia per la vicinanza col fronte stesso, con le immancabili conseguenze sulle sue istituzioni. Tra i suoi fondatori si ricordano Antonio Rossaro, Antonio Piscel, Giuseppe Chini e Giovanni Malfer. il museo fu inaugurato nel castello il 12 ottobre 1921 dal re d'Italia Vittorio Emanuele III.

Le esposizioni permanenti[modifica | modifica wikitesto]

Esposizione sulla Grande guerra[modifica | modifica wikitesto]

Uno degli ultimi cannoni St. Chamond 155 mm Mle 1916 esposto presso il museo

L'esposizione sulla Grande guerra si articola nelle seguenti sale:

  • il fucile '91 e la mitragliatrice
  • sala dei Combattenti
  • sala della Sanità
  • sala dell'Austria
  • sala della Serenissima
  • salette dei Martiri
  • i Trentini in Galizia
  • il 1918
Un esemplare di Škoda 30,5 cm Vz. 1911 esposto in Piazza del Podestà, accanto all'ingresso del rifugio antiaereo

Quest'ultima sala espositiva è articolata in tre sezioni in cui il visitatore ripercorre sinteticamente i cruciali avvenimenti del 1918 (dalla battaglia di Caporetto fino alla firma dell'armistizio) anche attraverso il materiale propagandistico e il materiale a stampa dell'informazione sia civile sia militare che ben documentano il tentativo dei comandi degli eserciti che si contrapponevano di distruggere il morale dell'armata avversaria.

Altre esposizioni[modifica | modifica wikitesto]

Le seguenti sale completano l'itinerario all'interno del museo:

  • 1940-1945 La seconda guerra mondiale degli italiani
  • sala Caproni con armi antiche del XIV - XIX secolo.
  • sala dei Castelli
  • armi da fuoco dal 1500 al 1900
  • pistole e revolver
  • la sala della Campana

Rifugio antiaereo[modifica | modifica wikitesto]

Le profonde caverne che oggi ospitano le artiglieri furono realizzate durante la seconda guerra mondiale come rifugio antiaereo, a protezione della popolazione di Rovereto. Mentre durante la prima guerra mondiale la popolazione venne fatta evacuare.

All'interno vi è raccolta una collezione di pezzi di artiglieria della Grande Guerra, italiani, austro-ungarici, tedeschi, inglesi, francesi e belghi che precedentemente si trovavano nel fossato del castello.

Periodicamente il museo integra le sue collezioni con esposizioni temporanee connesse con le tematiche trattate dallo stesso.

Le esposizioni temporanee[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni il museo ha ospitato varie mostre temporanee:[2]

  • Trincee, baraccamenti, terra di nessuno sul fronte trentino della 1ª armata 1917-1918 (2002)
  • Emancipazione femminile e moda nella Grande Guerra (2003 - 2004)
  • Le radiotrasmissioni militari sui fronti dell’Italia in guerra (2003 – 2004)
  • 1915 1918 Soldati sul fronte delle Alpi (2004 – 2005)
  • Il mimetismo nelle guerre del Novecento 1914 – 2000 (2004 – 2005)
  • Fotografie della Grande Guerra sulle pagine di “Le Miroir” (2005)
  • Onorificenze e commemorazioni nella Prima guerra mondiale (2005)
  • L'immagine della donna nella cartolina italiana (2005 - 2006)
  • Giovani volontari nella Grande Guerra (2006 - 2007)
  • Arte popolare e orgoglio di reparto nei distintivi austro-ungarici. 1914-1918 (2007 - 2008)
  • Legionari trentini nella guerra civile spagnola 1936-39 (2008)
  • Le fortificazioni del Vallo Alpino - Alto Adige 1939-1989 (2008 - 2009)
  • La propaganda italiana nella Prima guerra mondiale e la disgregazione dell’Austria-Ungheria (2009 - 2010)
  • Il Trentino alla fine della Prima guerra mondiale (2010)
  • Fiume! Una rivoluzione immaginata (2010 - 2011)
  • Balcani 1991-2011 (2011)
  • Libia. Una guerra coloniale italiana (2011 - 2012)
  • Il genocidio armeno (2012)
  • La Grande Guerra del Corriere dei Piccoli (2012)
  • Attesa. Sul fronte dolomitico della Grande Guerra (2015)
  • Pasubio 1915-1918 (Fino al 6 gennaio 2015)
  • Il segno e il silenzio - Visioni e percezioni della Grande Guerra in Trentino (2015)
  • 1935. Immagini dall’archivio fotografico del Museo della Guerra (2015)
  • Donne in guerra. Immagini dall’archivio fotografico del Museo della Guerra (2015 - 2016)
  • Gli Spostati. Profughi, Flüchtlinge, Uprchlíci. 1914-1919 (2015 - 2016) Presso Palazzo Alberti Poja
  • Guerra aerea. Dalla Libia a Hiroshima 1911-1945 (2016)
Coni Zugna tra il 1914 e il 1918.
  • Monte Zugna 1915-1918 (2016)
  • Suez 1956 (2016 – 2017)
  • Morire per Trento | Sterben für Trient (2017)
  • In guerra sul monte Baldo (2017)

Il museo come set cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2006 il museo è stato utilizzato nel film Non voltarmi le spalle di Fulvio Wetzl, in una sequenza descrittiva di varie sale, una sorta di visita guidata con gli studenti dell'Istituto Don Milani-Depero di Rovereto, accompagnati dal professor Gianluigi Fait.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I musei della rete, trentinograndeguerra.it. URL consultato il 25 marzo 2017.
  2. ^ Esposizioni temporanee, su museodellaguerra.it, Museo Storico Italiano della Guerra o.n.l.u.s.. URL consultato il 27 marzo 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Fioroni: Cinquanta anni di vita. Il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto 1921-1971 in: idem: La Valle di Ledro nella Prima Guerra Mondiale 1915-1918, Temi, Trento, 1971.
  • Mauro Lando (a.c.): La campana della discordia in: Letture Trentine e Altoatesine N. 31/32 Giugno 1983 Rovereto l'altra città, Panorama, Trento, 1983
  • Museo Storico Italiano della Guerra (a.c.): Annali N. 17/22 2009–2014, Osiride Edizioni, Rovereto, 2015.
  • Museo Storico Italiano della Guerra (a.c.): Annali N. 23 2015, Osiride Edizioni, Rovereto, 2016.
  • Museo Storico Italiano della Guerra (a.c.): Annali N. 24 2016, Osiride Edizioni, Rovereto, 2017.
  • Fabrizio Rasera, Camillo Zadra: Memorie in conflitto. La Grande Guerra nelle esposizioni del Museo della Guerra di Rovereto in: Memoria e ricerca. Rivista di storia contemporanea N. 7/Gennaio-Giugno 2001, Carocci, Roma 2001.
  • Renato Trinco, Maurizio Scudiero: La Campana dei Caduti: Maria Dolens. Cento rintocchi per la pace, La Grafica, Mori, 2000.
  • Un decennio di vita del Museo della guerra di ROVERETO: (1921-1931), Mercurio, Rovereto, 1932.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN134195356 · LCCN: (ENn95009107 · ISNI: (EN0000 0001 2288 3594 · GND: (DE1231122-4 · BNF: (FRcb16142493d (data)