Museo nazionale storico degli Alpini

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il museo sito a Bassano del Grappa, vedi Museo degli Alpini.
Museo nazionale storico degli Alpini
Trento-museo storico truppe alpine.jpg
Ingresso del museo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàDoss Trento
Caratteristiche
TipoGuerra, Alpini
FondatoriLegione trentina
Apertura15 marzo 1958
Sito web

Coordinate: 46°04′21.12″N 11°06′39.75″E / 46.072533°N 11.111043°E46.072533; 11.111043

Il museo nazionale storico degli Alpini è una struttura unica in Italia, nata con lo scopo di raccogliere la maggior parte della storia del corpo militare degli Alpini.

Il museo si trova sulla cima del Doss, anche conosciuto come monte Verruca, a Trento, nei pressi del mausoleo di Cesare Battisti. Il museo fa parte della Rete Trentino Grande Guerra[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vista dell'interno del museo

Il museo nacque su iniziativa della Legione trentina (Associazione volontari della grande guerra), con il sostegno del comando superiore delle truppe alpine e dell'associazione nazionale alpini (ANA). L'idea fu accolta nel 1938 dal governo italiano che istituì la Fondazione acropoli alpina, e si decise che la sua collocazione doveva essere su Doss Trento, storico luogo di insediamenti anche romani, vicino al mausoleo dedicato a Cesare Battisti.

Il progetto originale prevedeva la costruzione di un'opera davvero imponente, con relative strade d'accesso e un piazzale per completare il monumento. La strada iniziata nel 1940 fu costruita da un distaccamento di alpini sul monte Verrucca, appartenenti a tutte e 5 le divisioni alpine. Venne inaugurata nel 1942.

In seguito alla seconda guerra mondiale, il costo dell'opera non era più sostenibile e la fondazione rinunciò quindi al progetto iniziale. Fortunatamente nel 1953 il comune della città di Trento dono' l'ex-polveriera austriaca, e permise di porre la prima pietra del futuro museo il 24 maggio 1956. Il 15 marzo 1958, in occasione della 31ª adunata nazionale degli alpini a Trento, vi fu l'inaugurazione ufficiale.

Il 2 aprile 2008 si è costituita un'associazione, "Amici del museo storico nazionale degli alpini", avente lo scopo di sostenere le varie attività del museo, con ricerche, pubblicazioni ed eventi pubblici per far conoscere sempre di più la storia del corpo degli alpini. Tra i più importanti soci dell'associazione si trovano l'ANA, il comune della città di Trento e la stessa provincia di Trento.

Il museo[modifica | modifica wikitesto]

Un cannone da 47/32 esposto fuori dal museo
Un Obice 100 17 mod 1914 esposto fuori dal museo

Una scalinata esterna conduce verso il museo, sorvegliato da due cannoni 47/32 Mod. 1935 e un Obice 100 17 mod 1914.

All'interno è raccolta la storia del corpo degli alpini, dalla sua lontana fondazione fino ai giorni nostri. Nelle otto nicchie laterali interne sono esposti trofei, medaglie, foto, oggetti personali, armi e cimeli vari. Sulla parete d'entrata (a sud) sono esposti i ritratti del generale Giuseppe Perrucchetti (il padre degli alpini) e di Cesare Battisti, assieme alla bandiera austriaca che nei tempi precedenti sventolava sul castello del Buonconsiglio.

Procedendo verso il lato opposto si arriva al sacrario delle medaglie d'oro delle truppe alpine, all'interno si trova un'opera di Paolo Caccia Dominioni, La morte del capitano, in memoria del capitano Giuseppe Grandi del Battaglione alpini "Tirano", che ottenne una medaglia d'oro al valor militare. Al centro del sacrario si trova una grossa pietra, proveniente dal monte Grappa. Alle sue pareti invece i nomi dei decorati delle guerre dal 1896 al 1945 e sopra una fantasiosa rappresentazione geografica dove gli alpini hanno compiuto la loro storia, anche questa opera del conte Caccia Dominioni. Sempre nel sacrario si trova un trittico di Mario Urbani Falchi e prede, opera che fu realizzata in trincea durante la grande guerra. Qui si trovano inoltre un cannone da 65/17 e uno 75/13, armi utilizzate dagli alpini durante il secondo conflitto mondiale.

All'esterno dell'edificio si trovano 29 cippi che rappresentano i reggimenti alpini,; attorno sono sistemati pezzi di artiglieria.

Nella sala uniformi sono esposti una raccolta di sci militari, uniformi ed equipaggiamenti degli alpini. Esiste anche un museo del mulo, che raccoglie materiale di mascalcia e di equipaggiamento relativo all'inseparabile compagno delle truppe alpine, fino a pochi anni fa.

Disponibile anche una biblioteca specializzata e un archivio di valore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I musei della rete, su trentinograndeguerra.it. URL consultato il 25 marzo 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]