Museo nazionale storico degli Alpini
| Museo nazionale storico degli Alpini | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Località | Doss Trento |
| Indirizzo | Via Brescia, 1, 38100 Trento e Via Brescia 1, 38122 Trento |
| Coordinate | 46°04′21.12″N 11°06′39.75″E |
| Caratteristiche | |
| Tipo | Guerra, Alpini |
| Istituzione | 15 marzo 1958 |
| Fondatori | Legione trentina |
| Apertura | 15 marzo 1958 |
| Visitatori | 10 000 (2022) |
| Sito web | |
Il Museo Nazionale Storico degli Alpini è una struttura italiana, nata con lo scopo di raccogliere la maggior parte della storia del corpo militare degli Alpini.
Il museo si trova sulla cima del Doss Trento, anche conosciuto come monte Verruca, a Trento, nei pressi del Mausoleo di Cesare Battisti. Il museo fa parte della Rete Trentino Grande Guerra[1].
Storia
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Il museo nacque su iniziativa della Legione trentina (Associazione volontari della grande guerra), con il sostegno del comando superiore delle truppe alpine e dell'Associazione Nazionale Alpini (ANA). L'idea fu accolta nel 1938 dal governo italiano che istituì la Fondazione acropoli alpina, e si decise che la sua collocazione doveva essere su Doss Trento, storico luogo di insediamenti anche romani, vicino al mausoleo dedicato a Cesare Battisti.
Il progetto originale prevedeva la costruzione di un'opera davvero imponente, con relative strade d'accesso e un piazzale per completare il monumento. La strada iniziata nel 1940 fu costruita da un distaccamento di alpini sul monte Verrucca, appartenenti a tutte e 5 le divisioni alpine. Venne inaugurata nel 1942.
Dopo la seconda guerra mondiale, il costo dell'opera non era più sostenibile e la fondazione rinunciò quindi al progetto iniziale. Fortunatamente nel 1953 il comune della città di Trento donò l'ex-polveriera austriaca, e permise di porre la prima pietra del futuro museo il 24 maggio 1956. Il 15 marzo 1958, in occasione della 31ª adunata nazionale degli alpini a Trento, vi fu l'inaugurazione ufficiale.
Dopo alcune difficoltà che interessarono la Strada degli Alpini, dovute alla cedevolezza delle pareti del Doss, per alcuni anni il museo non poté essere raggiunto; a seguito delle frane dalle pareti e della messa in sicurezza della strada il museo ebbe una seconda inaugurazione nel maggio del 1964.
Dati gli spazi esigui, il Museo si è sempre prestato ad essere un sacrario più che un museo vero e proprio: dalla corrispondenza privata di uno dei segretari della Fondazione leggiamo un commento celebre di Paolo Caccia Dominioni, che disse: «Il Museo è bello ma è piccolo».
Nel 1978 la Fondazione Acropoli Alpina venne sciolta e le sue funzioni ed il proprio patrimonio storico vennero trasferiti al Ministero della Difesa, che da allora lo amministra.
All'inizio degli anni 2000 il Museo subì un piccolo ampliamento strutturale: venne costruita la biblioteca, che negli anni continuò ad incrementare il proprio patrimonio archivistico. Il 2 aprile 2008 si è costituita un'associazione, "Amici del museo storico nazionale degli alpini", avente lo scopo di sostenere le varie attività del museo, con ricerche, pubblicazioni ed eventi pubblici per far conoscere sempre di più la storia del corpo degli alpini. Tra i più importanti soci dell'associazione si trovano l'ANA, il comune della città di Trento e la stessa provincia di Trento.
Nell'agosto del 2017 il Museo viene chiuso al pubblico per ristrutturazione per volontà dell'allora direttore, Stefano Basset, in concerto con l'Associazione Amici del Museo Nazionale Storico degli Alpini; associazione nata nel 2008, con il fine di valorizzare il museo ed il suo patrimonio storico.
I lavori iniziarono nel 2018 con il progetto e la guida artistica dell'Architetto Andrea Tomasi e proseguirono grazie alla supervisione del direttore dei lavori, l'Ingegnere Gianfranco Canestrini. Durante i lavori parteciparono alla realizzazione del progetto il 2º Reggimento Genio Guastatori Alpino e i volontari dell'ANA. Il 13 ottobre 2019 si tenne la cerimonia di inaugurazione della struttura del museo, alla presenza delle autorità civili e militari: ad essa perteciparono anche numerosissimi gruppi alpini. Dal giorno successivo ripresero gli ultimi lavori di rifinitura necessari alla riconsegna della struttura alla forza armata.
Il museo
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All'interno è raccolta la storia del corpo degli alpini, dalla sua lontana fondazione fino ai giorni nostri. Nelle otto nicchie laterali interne sono esposti trofei, medaglie, foto, oggetti personali, armi e cimeli vari. Sulla parete d'entrata (a sud) sono esposti i ritratti del generale Giuseppe Perrucchetti (il padre degli alpini) e di Cesare Battisti, assieme alla bandiera austriaca che nei tempi precedenti sventolava sul castello del Buonconsiglio.
Procedendo verso il lato opposto si arriva al sacrario delle medaglie d'oro delle truppe alpine, all'interno si trova un'opera di Paolo Caccia Dominioni, La morte del capitano, in memoria del capitano Giuseppe Grandi del Battaglione alpini "Tirano", che ottenne una medaglia d'oro al valor militare. Al centro del sacrario si trova una grossa pietra, proveniente dal monte Grappa. Alle sue pareti invece i nomi dei decorati delle guerre dal 1896 al 1945 e sopra una fantasiosa rappresentazione geografica dove gli alpini hanno compiuto la loro storia, anche questa opera del conte Caccia Dominioni. Sempre nel sacrario si trova un trittico di Mario Urbani Falchi e prede, opera che fu realizzata in trincea durante la grande guerra. Qui si trovano inoltre un cannone da 65/17 e uno 75/13, armi utilizzate dagli alpini durante il secondo conflitto mondiale.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ I musei della rete, su trentinograndeguerra.it. URL consultato il 25 marzo 2017.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Museo Nazionale Storico degli Alpini
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Descrizione del museo, su esercito.difesa.it. URL consultato il 23 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2008).
- Museo Nazionale Storico degli Alpini, su museonazionalealpini.it.
