Battaglione alpini "Tolmezzo"

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Battaglione alpini Tolmezzo
CoA mil ITA rgt alpini 014.png
Battaglione alpini Tolmezzo
Descrizione generale
Attiva9 maggio 1908 -
NazioneItalia Italia
Italia Italia
ServizioFlag of Italy (1860).svg Regio esercito
Coat of arms of the Esercito Italiano (1991-2014).svg Esercito Italiano
TipoFanteria
RuoloTruppe da montagna
GuarnigioneVenzone
Motto"O là o rompi"
Parte di
8º Reggimento Alpini
Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Il Battaglione alpini Tolmezzo è un reparto alpino dell'Esercito Italiano con sede a Venzone

Simbolo[modifica | modifica wikitesto]

Scudo[modifica | modifica wikitesto]

Ornamenti esteriori[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Formato a Tolmezzo nel 1908 viene inquadrato nel 7º Reggimento alpini. Nel 1909 il comando è assegnato al col. Antonio Cantore. Partecipa alla guerra in Libia e viene schierato nelle due guerre inquadrato nell'8º Reggimento alpini della Divisione Julia.

Partecipa alle battaglie della prima Guerra Mondiale guadagnandosi una medaglia d'argento al Valor Militare per i combattimenti sul Pal Piccolo e Pal Grande (fronte carnico) e sull'Altopiano dei Sette Comuni in duplicato al Battaglione Alpini "Val Tagliamento" (reparto che anche in seno alla campagna di Grecia del 1941 ne costituirà supporto in qualità di milizia territoriale).

Viene sciolto dopo l'Armistizio di Cassibile nel 1943 e ricostituito nuovamente nel 1946 all'interno dell'8º reggimento, con la ristrutturazione delle forze armate del 1975 diviene autonomo ed inquadrato alle dirette dipendenze della "Julia".

Il 5 febbraio del 1993, in seguito alla ricostituzione dei Reggimenti Alpini con la riforma partita nel 1992 presso il comando Marina della base navale di Augusta (il battaglione in quel periodo è impiegato nell'operazione Vespri Siciliani), prende vita il 14º Reggimento Alpini che inquadra dalla sua creazione il battaglione Tolmezzo (cp 6-12-72-114,dal 2001 anche 212) e dipende dalla Brigata Alpina Julia.

Dopo la missione in Mozambico viene impiegato nell'operazione Testuggine (1994 frontiera italo-slovena) ed in Calabria operazione Riace (1994-1995). tra il 1997 e il 2001 il battaglione, alimentato da volontari, è stato impiegato in Bosnia (operazioni Costant Guard e Joint Forge).Dal luglio 2003 a gennaio 2004,viene inviato in Kosovo (operazione Nato KFOR).Nel 2004 partecipa all'operazione Domino (vigilanza obiettivi sensibili) .Nel 2001 ha inquadrato le prime donne alpine. Alla fine del 2001 la compagnia armi di supporto (114° cp), si trasforma in compagnia mortai e nasce la 216º compagnia controcarri "Val Tagliamento". Il 14 ottobre 2005 il 14º Reggimento Alpini viene sciolto dopo l'ennesimo taglio dei reparti alpini ed il battaglione torna in seno all'8º Reggimento Alpini come ultimo battaglione essendo stati sciolti, nel frattempo il "Gemona" ed il "Cividale" gli altri due storici Battaglioni fratelli.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Alla bandiera[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Per la superba condotta dei battaglioni "Tolmezzo", "Cividale", "Gemona", durante la guerra italo-greca: irruenti nell’attacco, calcarono vittoriosamente le giogaie del Pindo; tenacissimi nella difesa, scrissero pagine di gloria e di sangue sulla dorsale dei Mali, sullo Scindeli e sul Golico, sbarrando col sacrificio la strada alle soverchianti forze nemiche. Granitici e fieri alpini, furono sui monti di Grecia e di Albania ben degni dell’eroico e vittorioso loro passato di guerra.[1]»
— Fronte greco - Pindo - Mali Scindeli - Golico, 28 ottobre 1940 23 aprile 1941.
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Fedele ad una superba tradizione di gloria, coi suoi granitici battaglioni "Tolmezzo", "Gemona", "Cividale" e 41ª compagnia controcarro, respingeva con gagliardo impeto reiterati violenti attacchi. Destinato successivamente in altro settore per sbarrare al nemico la via del successo, per oltre trenta giorni, nell’aperta e ghiacciata steppa russa, resisteva con incrollabile tenacia alla diuturna formidabile pressione del nemico grandemente superiore per numero di uomini e di mezzi, lo inchiodava sul terreno, lo contrattaccava con aggressiva violenza, gli infliggeva gravissime perdite, dando prova sublime di eroismo ed immolandosi per l’onore della Patria. Avuto ordine di ripiegare, i superstiti, con aspri combattimenti, riuscivano ad aprirsi un varco attraverso l’accerchiamento nemico confermando ancora una volta le leggendarie virtù degli alpini d’italia.[2]»
— Fronte russo, 15 settembre 1942 - 1º febbraio 1943.

Decorati[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate al battaglione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] Sito Quirinale - visto 17 aprile 2010.
  2. ^ [2] Sito Quirinale - visto 18 aprile 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • [3][collegamento interrotto] Sito Vecio - Scheda del battaglione - Visto 14 ottobre 2011
  • [4] Esercito italiano - visto 17 aprile 2010