Preghiera dell'Alpino

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La preghiera dell'Alpino è la preghiera per antonomasia del corpo degli Alpini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima ricerca è stata effettuata prima del 1967 dallo scrittore Luciano Viazzi nell'archivio famigliare del colonnello Gennaro Sora.[1] Viazzi ha scoperto una lettera scritta da Sora alla madre il 4 luglio 1935 dove si trovava, ovvero presso la malga Prader in Val Venosta. Assieme alla lettera vi era "una copia della mia preghiera per te, Sandra e il curato di San Michele". Tale preghiera era scritta di pugno da Sora su un foglio sgualcito a quadretti e aveva come titolo "Preghiera dell'alpino dell'Edolo", battaglione di cui era il comandante. Anche agli altri reparti degli Alpini piaque tale preghiera e iniziarono ad adottarla, come ad esempio il battaglione "Val d'Adige", grazie all'interessamento del cappellano, padre Enrico Bianchin.[2][3]

Nel tempo però la preghiera si trasformava sulla base degli eventi bellici. Uno di questi cambiamenti avvenne l'11 ottobre 1949, quando il Cappellano militare del 4º Reggimento alpini di stanza a Torino, don Pietro Solero, dopo un incontro con monsignor Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone e in occasione del "trofeo della montagna" di Aosta gli scrisse di poterla utilizzare alla fine delle Sante Messe, dopo aver tolto i riferimenti al re e al duce, al posto della "preghiera del Soldato". Mons. Mario Schierano è celebre per essere stato l'unico Ordinario Militare d'Italia, che abbia scritto una preghiera per appartenenti di una specialità militare: la "preghiera dell'artigliere da montagna", recitata per la prima volta durante l'adunata nazionale degli alpini tenutasi a Torino il 14 e 15 maggio 1977.

La Preghiera dell'Alpino[modifica | modifica wikitesto]

Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai, su ogni balza delle Alpi ove la provvidenza ci ha posto a baluardo fedele delle nostre contrade, noi, purificati dal dovere pericolosamente compiuto, eleviamo l'animo a Te, o Signore, che proteggi le nostre mamme, le nostre spose, i nostri figli e fratelli lontani, e ci aiuti ad essere degni delle glorie dei nostri avi. Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi, salva noi, armati come siamo di fede e di amore. Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della tormenta, dall'impeto della valanga, fa che il nostro piede posi sicuro sulle creste vertiginose, su le diritte pareti, oltre i crepacci insidiosi, rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana. E Tu, Madre di Dio, candida più della neve, Tu che hai conosciuto e raccolto ogni sofferenza e ogni sacrificio di tutti gli Alpini caduti, tu che conosci e raccogli ogni anelito e ogni speranza di tutti gli Alpini vivi ed in armi. Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni e ai nostri Gruppi. Così sia.

[2]

Verso la metà degli anni '90, il presidente dell'ANA Leonardo Caprioli chiese e ottenne che la preghiera possa essere recitata nella sua forma originale del 1949 se durante le cerimonie religiose vi siano solamente persone iscritte all'ANA.[3]

In ultimo, e precisamente il 6 settembre 2007, l'arcivescovo ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi, ha deciso di reintrodurre nella preghiera la parte modificata nel 1985.[3]

Polemiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel ferragosto del 2015, per la celebrazione della santa messa presso il passo San Boldo al confine tra la provincia di Treviso e la provincia di Belluno, il sacerdote avrebbe voluto evitare la recita del verso che recita: "Rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra patria ...". Gli alpini presenti sono usciti dalla chiesa per recitarla nella sua forma originale.[4][5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ preghiera-dell-alpino-, su www.ana.it. URL consultato il 15 gennaio 2018.
  2. ^ a b “La più bela fameja” n. 5 del 15 ottobre 2004, Pordenone
  3. ^ a b c La storia della preghiera dell'alpino su ANA.it
  4. ^ Veneto, il prete censura la preghiera dell'alpino. Vescovi e Lega ancora contro su repubblica.it
  5. ^ La diocesi "censura" la preghiera dell'Alpino per non offendere gli immigrati: polemica in Veneto su huffingtonpost.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]