Passo San Boldo

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Passo San Boldo
PassoSanBoldo1.png
Vista delle caratteristiche gallerie della SP 635
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Provincia Belluno Belluno
Treviso Treviso
Località collegate Sant'Antonio Tortal (Trichiana)
Tovena (Cison di Valmarino)
Altitudine 706 m s.l.m.
Coordinate 46°00′22.02″N 12°10′11″E / 46.006117°N 12.169722°E46.006117; 12.169722Coordinate: 46°00′22.02″N 12°10′11″E / 46.006117°N 12.169722°E46.006117; 12.169722
Infrastruttura SP 635 "del Passo di San Boldo"
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Passo San Boldo
Passo San Boldo

Il passo San Boldo è un valico che mette in comunicazione i due versanti delle prealpi Bellunesi centrali, ovvero la Valmareno, in provincia di Treviso, e la Valbelluna, in provincia di Belluno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Riguardo al toponimo, Alberto Alpago Novello ha dimostrato che non deriva da Sant'Ubaldo, bensì da Sant'Ippolito: si tratta infatti di una trasformazione del nome Ippolitus, che divenne nel tempo Poltus e infine Boldo[1].

La vecchia strada che conduce al passo da Tovena (coincidente solo in parte con l'odierna), cioè attraverso il cosiddetto canale della Scala o di San Boldo (in dialetto Canal de San Boit), ha una notevole importanza storica. Il percorso originario risalirebbe all'epoca romana ed era affiancato da torri di vedetta (ne restano i ruderi di una, di età bizantina). Fu fondamentale nei collegamenti tra il Trevigiano e la Valbelluna: oltre a pastori, mercanti e pellegrini, era percorsa dagli zattieri, i conduttori di zattere che riscendevano il Piave dal Bellunese e dal Cadore per poi tornare via terra. Documenti di epoche diverse testimoniano tanto il timore della popolazione per il passaggio dei "forestieri" quanto i severi provvedimenti presi dalle autorità locali per evitare risse e disordini in queste occasioni[1].

Nel corso dell'Ottocento vengono presentati richieste e progetti per la costruzione di un nuovo percorso più agevole, ma i lavori cominciarono solo nel 1914 sotto la direzione dell'ing. Giuseppe Carpenè. Con l'invasione seguita alla rotta di Caporetto, l'infrastruttura fu ultimata, tra marzo e giugno del 1918, dal genio militare austriaco per esigenze strategiche; fu un'impresa memorabile (per la quale fu fondamentale la manodopera locale) in quanto l'opera, che vide peraltro lo scavo di cinque gallerie, si concluse in tempi brevissimi: da qui il soprannome "strada dei 100 giorni"[2].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia centenaria del Giro d'Italia, il passo è stato affrontato una sola volta, nell'edizione del 1966 durante la 21ª tappa da Belluno a Vittorio Veneto. Il Gran Premio della Montagna considerato a quota 706 m s.l.m. e la salita fu affrontata dal versante di Tovena. Il primo a scollinare è stato Pietro Scandelli, poi vincitore della tappa, mentre in Maglia Rosa c'era Gianni Motta, trionfatore di quel Giro.

Per quasi tutto l'anno, ma in prevalenza d'estate, è meta di migliaia di cicloturisti che si cimentano lungo i 18 tornanti fino alla cima. Ogni anno si svolge la Cicloturistica del San Boldo con partenza da Vittorio Veneto e la Cronoscalata del San Boldo con partenza da Tovena.

Escursionismo[modifica | modifica wikitesto]

Dalla sommità del passo è possibile raggiungere a piedi il bivacco Rifugio dei Loff tramite il sentiero CAI n. 991; dal bivacco si può poi scendere verso il paese di Cison di Valmarino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Rino Bechevolo, Pietro Zaros, Tovena.
  2. ^ Tusimo Treviso - Passo San Boldo - Strada dei Cento Giorni.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]