4º Battaglione carri "M.O. Passalacqua"

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IV Battaglione carri
4º Battaglione carri "M.O. Passalacqua"
CoA mil ITA btg carri 004.png
Stemma 4º Battaglione carri "M.O. Passalacqua"
Descrizione generale
Attivo1936 - 1942
1955 - 1995
NazioneFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regno d'Italia
Italia Italia
ServizioFlag of Italy (1860).svg Regio Esercito
Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
TipoArma di fanteria
specialità Carristi
Guarnigione/QGSolbiate Olona
Motto"Oltre il Fuoco"
Parte di
Fonti citate nel corpo del testo
Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Il 4º Battaglione carri "M.O. Passalacqua" è stato un reparto dell'Esercito Italiano dal 1955 al 1995.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il battaglione risale alle tradizioni del III Battaglione carri "L" equipaggiato con carri Fiat 3000, poi rinominato IV Battaglione carri di rottura e successivamente equipaggiato con carri M13/40 ed inquadrato nel 1º Reggimento fanteria carristi costituitosi nel 1936.

Nel corso della seconda guerra mondiale il battaglione passa alle dipendenze tattiche del 31º Reggimento fanteria carristi della "Centauro" dislocato in Albania entradone poi a far parte dell'organico reggimentale. Nel 1941 il reggimento fece rientro in Italia dal fronte greco-albanese.

Il battaglione richiama anche le tradizioni del IV Battaglione carri L/35 "Monti", costituito nel 1936, che nel corso della seconda guerra mondiale combatté nel giugno 1940 sul fronte occidentale nella zona del Moncenisio, partecipando poi nel 1941 alle operazioni per la riconquista della Cirenaica; nel novembre di quell'anno nel corso della battaglia in Marmarica le sue compagnie, assegnate assegnate a comandi di grandi unità si batterono con disperato ardimento per eseguire ordini al limite delle possibilità. In questa fase della campagna in Nordafrica la 3ª Compagnia assegnata alla Divisione "Savona" fu impegnata nella zona di Sollum, la 2ª Compagnia assegnata alla Divisione "Trento" nella zona di Tobruk e la 1ª Compagnia e la Compagnia Comando nella zona di El Mechilli, ebbero distrutti in combattimento il 100% dei carri, mentre il personale riportò pesantissime perdite tra caduti, feriti e dispersi. Il 12 gennaio 1942 il battaglione venne sciolto ad Agebadia.

IV Battaglione carri[modifica | modifica wikitesto]

Nel dopoguerra il IV battaglione carri venne ricostituito e inquadrato nel 31º Reggimento carri ricostituito nel 1951 a Verona per la ricostituita Divisione corazzata "Centauro", e nel 1955 trasferito nella sede di Bellinzago Novarese. Nel 1963, secondo quanto previsto dalle normative NATO, le Divisioni corazzate vennero articolate su brigate corazzate, e brigate meccanizzate, con i reggimenti bersaglieri che inquadravano uno o più battaglioni carri e i reggimenti carri che inquadravano un battaglione bersaglieri. La Divisione corazzata "Centauro" venne articolata sulla 1ª Brigata Meccanizzata, la IIª Brigata Corazzata, la IIIª Brigata Corazzata e su una Brigata di Artiglieria. Il 3º Reggimento bersaglieri, che ha costituito il nerbo della 1ª Brigata Meccanizzata venne articolato su due battaglioni bersaglieri, equipaggiati entrambi con APC M113, cedendo il XVIII battaglione bersaglieri, equipaggiato con APC M113, ael 31º Reggimento carri della IIIª Brigata corazzata "Centauro", dal quale ricevette in cambio il IV Battaglione carri, equipaggiato con carri armati medi M47 Patton.

4º Battaglione carri "M.O.Passalacqua"[modifica | modifica wikitesto]

Con la profonda ristrutturazione dell'Esercito Italiano del 1975, che aboliva il livello reggimentale, il 3º Reggimento bersaglieri venne sciolto il 20 ottobre 1975, il suo comando si trasforma in Comando della 3ª Brigata meccanizzata "Goito", nel quale venne inquadrato il IV Battaglione carri, divenuto autonomo, che assunse la denominazione di 4º Battaglione carri "M.O. Passalacqua", riprendendo una tradizione dei carristi di intitolare i battaglioni ad una medaglia d'oro al valor militare della specialità e possibilmente dello stesso reparto. Il tenente Ugo Passalacqua[1] era stato un ufficiale del battaglione caduto nel gennaio 1941 sul fronte greco-albanese.[2]

Nel 1991 la Brigata meccanizzata "Goito" venne sciolta e, in seguito al ripristino nello stesso anno del livello reggimentale nell'Esercito Italiano, il 27 agosto 1992 il 67º Battaglione meccanizzato "Montelungo", che aveva ereditato nel 1975 del 67º Reggimento fanteria "Legnano", venne sciolto e, sulla base del 4º Battaglione carri "M.O.Passalacqua" viene ricostituito, nella sede di Solbiate Olona, il 67º Reggimento fanteria corazzato "Legnano", che, nel 1993-1994, prese parte alla Missione Ibis in Somalia, prima di essere sciolto definitivamente il 5 ottobre 1995 a Solbiate Olona.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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