132º Reggimento artiglieria corazzata "Ariete"

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132º Reggimento artiglieria corazzata "Ariete"
Stemma 132° Reggimento Artiglieria
Stemma araldico del Reggimento
Descrizione generale
Attivo 10 febbraio 1939 - oggi
Nazione bandiera Regno d'Italia
Italia Italia
Alleanza Flag of NATO.svg N.A.T.O.
Servizio Flag of Italy (1860).svg Regio esercito
CoA Esercito Italiano.svgEsercito Italiano
Tipo Artiglieria terrestre
Dimensione Reggimento
Guarnigione/QG Caserma "Gen.M.O.V.M. Ettore BALDASSARRE" - Maniago (PN)
Equipaggiamento Obici semoventi Pzh2000 da 155/52 mm
Patrono Santa Barbara
Motto "Fulmineo e Possente"
Colori Blu e giallo, colori reggimentali - Giallo e nero, colori dell'Arma di Artiglieria
Marcia "Ritornello del 132º Reggimento"
Battaglie/guerre 2ª Guerra Mondiale:
Italia
Africa settentrionale 1941-1942;
Missioni nazionali:
Operazione Domino 2001-2005
Operazione Strade sicure 2008-2012
Missioni all'estero: Operazione KFOR Kossovo 2001-2003
Afghanistan 2004-2012
Operazione ISAF
ITALFOR VII 2004
ITALFOR XII 2006
PRT XV HERAT 2011
UNIFIL 2 LEONTE 2007
UNIFIL 2 LEONTE 2009
UNIFIL 2 LEONTE 2012
Anniversari 10 febbraio data della costituzione del reggimento
Decorazioni 1 Medaglia d'Oro al Valor Militare
Onori di battaglia Fronte francese 1940;
Africa settentrionale
- 1941:
El Mechili
Acroma
Ras el Medaaur
Ridotta Capuzzo q.186
Bir el Gobi
Sidi Rezegh

- 1942:
Rughet el Atasc
Bir Hacheim
Der el Aslagh
Tobruk
Alam Nayil
Ruweistat Ridge
El Alamein
Parte di
Reparti dipendenti
  • Comando di reggimento
  • 1 batteria comando e supporto logistico (Tobruk)
  • 1 batteria sorveglianza,acquisizione obiettivi e collegamento (Ain el Gazala)
  • 1 gruppo semoventi "El Alamein" su 3 batterie (Rughet el Atasc, Bir Hacheim, El Mechili)
alimentato da volontari in ferma a ferma prefissata e in servizio permanente.
Comandanti
Comandante attuale Col. Marco Cianfanelli
57°Comandante
Comandanti degni di nota Domenico Chieli M.A.V.M.; Aurelio Forgiero M.A.V.M.; Luigi Gaione M.A.V.M.;

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Il 132º Reggimento artiglieria corazzata "Ariete" è un reparto dell'Esercito Italiano.

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Il 23 gennaio 1939 il Ministero della Guerra - Gabinetto diramò la circolare n.5580 di prot. inerente alla trasformazione della II brigata corazzata in 132ª divisione corazzata, integrando una precedente circolare[1], e disponendo l'attuazione della trasformazione a far data dal 1º febbraio 1939. La Divisione Corazzata "Ariete" (132a) doveva essere articolata su Comando della divisione, 8º Reggimento bersaglieri, 32º reggimento Fanteria Carrista, compagnia mista del genio per divisione corazzata e il 132º reggimento artiglieria per divisione corazzata, da costituire ex novo.

Denominazioni e sedi[modifica | modifica sorgente]

  • 132º Reggimento artiglieria per divisione corazzata Ariete (Rovereto 1939-1943)[2]
  • 132º Reggimento artiglieria corazzata "Ariete" (Pordenone 1949-1963)
  • 132º Reggimento artiglieria corazzata "Ariete" (Casarsa della Delizia 1963-1975)
  • 132º Gruppo artiglieria pesante campale semovente "Rovereto" (Casarsa della Delizia 1976-1981)
  • 132º Gruppo artiglieria pesante campale "Rovereto" (Casarsa della Delizia 1981-1993)
  • 132º Reggimento artiglieria da campagna semovente "Ariete" (Maniago 1993-2002)
  • 132º Reggimento artiglieria terrestre "Ariete" (Maniago 2002 - attuale)

Storia[3][modifica | modifica sorgente]

Il periodo prebellico[modifica | modifica sorgente]

Per effetto della circ. n. 5580 in data 23 gennaio 1939 del M.G. - Gabinetto il 10 febbraio 1939 viene costituito in Rovereto (TN), a cura del deposito del 4º Reggimento artiglieria di C.A., il 132º Reggimento artiglieria per divisione corazzata su comando, reparto comando, I e II Gruppo da 75/27 Mod. 1906 (ceduti uno dal 4º Reggimento artiglieria di C.A. e uno dal 5º reggimento artiglieria di C.A., due batterie contraeree da 20 mm e un Deposito. Il neo-costituito reggimento, sotto la guida del Colonnello Chieli Menotti Domenico[4], iniziò a completare i propri organici incorporando personale richiamato delle classi 1910-1917 e personale di leva delle classi 1918 e 1919. Il reggimento fu quindi impegnato in una graduale formazione del personale dipendente e partecipò a varie scuole di tiro, unitamente alle grandi manovre svolte dall'Armata del Po con la 132ª Divisione corazzata "Ariete".

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Dopo il 10 giugno 1940 il reggimento fu impegnato con la divisione "Ariete", quale unità di seconda schiera, durante l'offensiva sul confine italo-francese, rischierandosi nella provincia di Cuneo. Al termine delle operazioni partecipò ad una lunga fase addestrativa in provincia di Bergamo e ricevette nel corso di una cerimonia le Regie Patenti, con il motto "Fulmineo e Possente". A gennaio del 1941 il reggimento si trasferì, con numerosi convogli ferroviari, a Napoli ove rimase accantonato in attesa della partenza per l'Africa Settentrionale.

Dopo aver sostato a Napoli il reggimento si trasferì, quindi, in Tripoli con un convoglio navale a fine gennaio 1941. Rimase sistemato nei pressi di Tripoli e poi iniziò un graduale movimento, con la Divisione corazzata "Ariete", verso la zona di Agedabia, al confine tra Tripolitania e Cirenaica. Dal 2 aprile 1941 il reggimento partecipò alla "ricognizione in forze", assegnando il I Gruppo da 75/27 alle colonne motorizzate (Fabbris e Montemurro) destinate a convergere su El Mechili.
Il giorno 6 aprile il caporal maggiore Danilo Pallach morì a causa dello scoppio di una mina e fu il primo caduto del 132º Reggimento in guerra.[5].
Nei giorni del 7 e dell'8 aprile 1941, il I Gruppo e le sezioni contraeree da 20 mm, unitamente ai bersaglieri dell'8º reggimento, contribuirono a circondare ad El Mechili ed a catturare il Comando della 2nd Armoured Division e di gran parte del personale della 3rd Indian Brigade.

I gruppi e le batterie del 132º Reggimento sostennero quindi significativi scontri a quota 204 ad est di Acroma (22 aprile 1941) e Ras el Medauur (3-4 maggio 1941) nel corso delle quali ci furono sensibilissime perdite, con la quasi completa distruzione del I Gruppo da 75/27 e di alcune sezioni contraeree da 20 mm. Il 15 maggio 1941 la 1ª Batteria del I Gruppo (Tenente Gaetano Spiazzi) sostenne l'impeto del 1st Durham Light Infantry (DLI) nei pressi di Forte Capuzzo, infliggendo significative perdite agli inglesi, fino all'arrivo delle unità corazzate tedesche.

Al termine di questo intenso ciclo operativo il 132º Reggimento fu ritirato dalla prima linea e fu avviato ad un periodo per la ricostituzione del reparto, comprensivo di una intensa attività addestrativa svolta nei pressi del Villaggio Berta. Nel novembre del 1941 il reggimento risultava articolato su Comando, reparto comando, I e II Gruppo da 75/27 Mod. 1911, due batterie contraeree da 20 mm., un gruppo in rinforzo da 105/28 del 24º Raggruppamento artiglieria di C.A. ed una batteria autocannoni da 102/35 su tre pezzi della MILMART. Con tale ordinamento iniziò il nuovo ciclo operativo, il 19 novembre 1941, con le batterie schierate tra i capisaldi dei bersaglieri dell'8º Reggimento ed impegnate al fuoco ad alzo zero contro i carri armati della 22nd Armd. Brigade durante lo scontro di Bir el Gobi.

Nel corso dei combattimenti il reggimento seguì le complesse e articolate vicende della Divisione corazzata "Ariete" muovendo e combattendo giornalmente da Bir el Gobi fino a Sidi Omar. In tali scontri rimase, tra l'altro, disperso il Tenente Colonnello Gaione, Comandante del 132° artiglieria. A partire dalla seconda metà di dicembre quello che rimaneva del reparto seguì il ripiegamento verso la Tripolitania. Nel contempo erano in afflusso nuovi e consistenti rinforzi quali un gruppo di autocannoni da 90/53 (IV Gruppo), un gruppo da 105/28 (III gruppo) e due gruppi semoventi da 75/18 (V e VI gruppo). Questi ultimi sbarcarono ai primi del mese di gennaio 1942 e già alla fine dello stesso mese furono impegnati in combattimento in cooperazione con le unità carri del 132º Reggimento fanteria carrista. Il reggimento fu quindi interessato con alcuni elementi ad un ulteriore scontro significativo il 14 marzo 1942 e poi svolse una significativa attività addestrativa in previsione della pianificata offensiva italo-tedesca.

All'inizio dell'Operazione Venezia, il 25 maggio 1942, il reggimento inquadra comando, reparto comando, I e II Gruppo da 75/27 Mod. 1911, III Gruppo da 105/28, IV Gruppo autocannoni, V e VI Gruppo semovente da 75/18 ed il V Gruppo da 88/55, ricevuto in rinforzo dalla Divisione fanteria "Brescia" (27a). Nei mesi di maggio e giugno 1942 il reggimento sostenne numerosi combattimenti, anche a tiro diretto, contro le unità avversarie ed in cooperazione con carristi e bersaglieri. Gli scontri più significativi sono Rughet el Atash, Bir Hacheim, Der el Aslagh, Bir el Aslagh, quadrivio Capuzzo, Bir Hakeim, Bir el Gobi, Tobruk. Il 10 giugno 1942 il reggimento sostenne con le sue artiglierie ed i suoi semoventi l'attacco del 2nd Armd. Bde e del 4th Armd. Bde e venne citato sul bollettino di guerra n. 742 del 12 giugno 1942: “... Una puntata di forze blindate inglesi a nord di Bir Hacheim veniva infranta dalla divisione Ariete le cui artiglierie, con fuoco di eccezionale efficacia e precisione aperto alle minime distanze, annullavano l'intervento dei carri nemici che in gran parte rimanevano distrutti.” Il 3 luglio 1942, il reggimento raggiunse la conca di Deep Well e, con l'8° bersaglieri si ritrovò attaccato su tre lati da elementi della 4th Infantry Bde neozelandese (19th Inf.Bn, 20th Inf.Bn., 4th Field Rgt, 5th Field Rgt.) e dopo dieci ore di scontri fu praticamente distrutto con la perdita di quasi tutte le artiglierie a meno di una sezione di autocannoni da 90/53 del IV Gruppo che riusci ad esfiltrare grazie anche al sacrificio del Comandante del IV Gruppo, Maggiore Arnaldo Polon, M.B.V.M. alla memoria.

Dopo il 3 luglio 1942, data nella quale in reggimento fu praticamente distrutto per la seconda volta, iniziò una veloce opera di ricostituzione dei reparti. La Divisione Ariete era praticamente ridotta alla forza di un gruppo tattico, ma questo non impedì di impegnarla già il 15 luglio contro le unità neozelandesi, unitamente alla Littorio ed in concorso a due Kampfgruppen tedeschi.

Dopo aver partecipato in Africa Settentrionale alla battaglia di El Alamein viene sciolto, per eventi bellici, il 21 novembre 1942 unitamente alle altre unità divisionali.

Per tali fatti lo Stendardo del 132º Reggimento fu decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Il Primo dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

La ricostituzione ha inizio in Pordenone il 15 maggio 1949 quale 132º Reggimento Artiglieria Corazzata composto da comando, reparto comando, I Gruppo da 105/22 smv. M7, IV Gruppo c/a l.[6] da 40/56 (proveniente dal 4º Reggimento a. c/a 1.), batteria c/c da 76/50. Assegnato alla Divisione Corazzata "Ariete", amplia l'organico con il II Gruppo da 105/22 smv. (1º agosto 1949) ed il III Gruppo da 76/50 smv. (1º dicembre 1949); tale reparto diviene poi IV Gruppo da 90/50 smv. M36 (luglio 1953) sostituito dal III Gruppo da 105/22 smv. (formato già nel marzo 1952) e contemporaneamente il gruppo da 40/56 diviene V Gruppo c/a 1. ma sarà sciolto il 1º ottobre 1956.

Il 15 marzo 1954 il IV Gruppo riceve gli obici da 155/23 smv. su scafo M44 e vengono formate la I e II Sezione Aerei Leggeri (S.A.L.) le quali danno vita nel 1958 al Reparto (R.A.L.) che sarà poi trasferito al V Corpo d'Armata il 1º febbraio 1963.

A seguito della trasformazione della Divisione "Ariete" in G.U. standard NATO, il 2 luglio 1963 il I e III gr. sono trasferiti, rispettivamente, alla I B. mec. "Ariete" ed alla III Brigata cor. "Ariete" ed il 132° rimane su comando, reparto comando, II gr. da 105/22, IV Gruppo artiglieria pe. cam.[7] da 155/23 M44, VI Gruppo c/a. 1. da 40/56 (già V Gruppo). Nel 1964: il 16 febbraio si costituisce il V Gruppo a. pe. smv. da 203/25 su scafo M55; il l ° luglio il II Gruppo è trasferito alla II Battaglione corazzato "Ariete"; il 30 settembre si scioglie il VI Gruppo c/a 1.

Con il riassetto organico della Divisione corazzata "Ariete" (Circ. n. 870 - S/151490 in data 27.7.1968 dello SME), rientrati i gr. distaccati, dal 1º ottobre 1968 il 132° assume il seguente ordinamento: comando e reparto comando; I, II e III Gruppo a. cam. smv. da 105/22; IV gr. a. pe. cam. smv. da 155/23; V gr. a. pe. smv. da 203/25. Dal 15 ottobre 1970 i primi tre gr. ricevono il materiale da 155/23 su scafo M44 ed il IV Gruppo quello da 155/23 su scafo M109G, quindi nel primo semestre del 1972 tutti i quattro gruppi hanno i semoventi M109G mentre il V Gruppo dispone di semoventi M55 che cambia ancora il 1º agosto 1975 con gli M109G.

Dalla ristrutturazione del 1975 alla ricostituzione[modifica | modifica sorgente]

Nel quadro della ristrutturazione dell'Esercito il 132° viene sciolto il 31 dicembre 1975 dando vita con il comando di reggimento al Comando Artiglieria della Divisione "Ariete"; con i gruppi I, II e III rispettivamente ai gruppi a. cam. smv. 12° "Capua", 19° "Rialto", 20° "Piave"; con il V Gruppo al 108° gr. a. pe. cam. "Cosseria" e con la batteria specialisti al gruppo speciale artiglieria divisionale.

Il 1º gennaio 1976 si costituisce in Casarsa il 132º Gruppo Artiglieria Pesante Campale Semovente "Rovereto", per trasformazione del IV Gruppo del disciolto reggimento, su comando, batteria comando e servizi, tre batterie da 155/23 su scafo M109G, il gruppo è reso erede delle tradizioni di valore del 132º reggimento a. cor. del quale con decreto 12 novembre 1976 riceve la Bandiera.

Con l'ammodernamento dei materiali di artiglieria, nel marzo 1981 riceve gli obici da 155/39 FH-70 e cambia la denominazione in 132º Gruppo Artiglieria Pesante Campale "Rovereto" quindi il 10 ottobre 1986, allo scioglimento della Divisione "Ariete", passa alle dipendenze del Comando Artiglieria del 5º Corpo d'Armata. Con il riordinamento della Forza Armata, dal 1º dicembre 1991 il gruppo viene inserito nel 5º Reggimento a. pe. cam. ma è poi sciolto il 31 marzo 1993.

Il 9 ottobre 1993 nell’area addestrativa di Pra Altroso – Aviano (PN) viene costituito in Maniago il 132º Reggimento Artiglieria da Campagna Semovente "Ariete" con personale e mezzi del disciolto 19º Gruppo a. cam. smv. "Rialto".

Dalla ricostituzione ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Dal 1993 ad oggi, il Reggimento ha condotto numerose attività di carattere addestrativo ed operativo, tra le quali assumono particolare rilevanza due turnazioni svolte nel 1995 e nel 1998 nell’ambito dell’operazione di ordine pubblico "Vespri Siciliani", cinque periodi svolti nell’operazione "Domino", una Batteria di formazione in Ungheria nel 1999, la partecipazione di tutto il Reggimento all’esercitazione "Drawsko 2000" in Polonia nel maggio 2000, la partecipazione di una Batteria all’esercitazione "Iron Typhoon" in Inghilterra nel giugno 2000 e tre impegnativi turni svolti in Kosovo nell’ambito dell’operazione "Joint Guardian" nel 2000, 2001 e 2002.

Nel maggio del 2003 il Reggimento ha partecipato all’esercitazione "Drawko 2003" con il 1º Gruppo “El Alamein” alle dipendenze della Brigata Aeromobile “Friuli”. Nel settembre dello stesso anno il Reggimento ha partecipato all’esercitazione “Prikarpattia 2003” in Ucraina con la 132ª Brigata Corazzata “Ariete”. Dal gennaio al maggio del 2004 il Reggimento ha preso parte all’operazione “ISAF 5 – ITALFOR VII” a Kabul, in Afghanistan. Il 3 luglio 2004, alla presenza del Comandante del 1º Comando Forze di Difesa e di numerosi sindaci dell’area pedemontana, il sindaco di Maniago pro-tempore Emilio Di Bernardo ha conferito al Reggimento la cittadinanza onoraria della città. Il 15 settembre 2004, a seguito di un riordinamento organico dei reggimenti di artiglieria, è stata ricostituita la 2ª Batteria del 1º Gruppo “El Alamein”, intitolata alla battaglia di “Bir Hacheim”. Il Reggimento è così ritornato su tre batterie obici, per un totale di 18 semoventi M109L.

A partire dal giugno 2005 il reggimento ha iniziato l’approntamento per una nuova ed impegnativa missione in terra Afgana. La missione ISAF 8 – ITALFOR XII ha avuto inizio il 3 novembre 2005 e si è conclusa con il rientro del Comandante e della Bandiera di guerra, il 12 maggio 2006. Da novembre 2007 a giugno 2008 il Reggimento ha partecipato alla missione “Leonte 3” fornendo un assetto di Force Protection impiegata a difesa del Comando UNIFIL. Analogo impegno si è ripetuto nel periodo aprile - novembre 2009, nell’ambito dell’operazione “Leonte 6”.

Sul territorio nazionale, nel periodo ottobre 2007- gennaio 2008 il Reggimento ha dispiegato 3 complessi, per un totale di circa 260 unità nella città di Milano per l’Operazione Strade Sicure. Tra maggio e settembre 2010, sempre nella città di Milano, ha fornito una compagnia di circa 140 unità per la medesima attività in concorso alle forse di polizia. Con l’arrivo del primo PzH 2000-I, il 6 ottobre 2008, il reggimento ha iniziato il cambio della linea pezzi ultimato il 10 febbraio dell’anno seguente con l’arrivo del 18 PzH 2000-I. Nel giugno del 2009, nel poligono di Capo Teulada (CA),il reggimento ha ricevuto il “battesimo del fuoco” con il nuovo sistema d’arma, in una scuola tiro congiunta con l’8º Reggimento artiglieria terrestre "Pasubio" Da aprile a giugno dell’anno successivo il reggimento, congiuntamente alla Scuola di Artiglieria di Bracciano (RM) organizza e conduce, sempre nel poligono di Capo Teulada, una complessa esercitazione a fuoco in scenari “war” e “CRO”, ricevendo il plauso del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito.

Il 13 settembre del 2010, l’ultimo semovente M109L ha lasciato la Caserma “Baldassare” completando così il cambio del sistema d’arma iniziato due anni prima.

Nuovamente chiamato in terra afghana, con la partenza della bandiera di Guerra e del Comandante il 30 marzo 2012, il Reggimento ha costituito il Provincial Reconstruction Team XV di Herat schierato a Camp Vianini, alle dirette dipendenze del Regional Command West a guida Brigata paracadutisti "Folgore" dal 2 aprile 2011 al 4 ottobre 2011. Per più di sei mesi, nell’ambito della Campagna Counter Insurgency di ISAF, il PRT XV è stato responsabile dell’attività di supporto allo Sviluppo e alla Governance per tutta la Provincia di Herat in una delicatissima fase, denominata Transition, che ha portato al definitivo passaggio di responsabilità della funzione sicurezza nella città di Herat stessa dalle forze NATO alle forze di sicurezza afghane. Il diuturno sforzo di tutto il personale del PRT XV, quotidianamente impegnato “Shona ba Shona” (spalla a spalla) con tutti i principali attori della vita pubblica, sociale ed economica afghana in una splendida unità d’intenti per la crescita della Provincia, non è stato scalfito né compromesso dall’attacco complesso perpetrato da elementi ostili contro Camp “Vianini” in data 30 maggio 2011. Tale evento ha causato il ferimento di 6 militari di cui 3 effettivi al 132º Reggimento.

Da Marzo a giugno 2012 il Reggimento ha dispiegato sulla Piazza di Milano, nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, il Complesso Alpha 2 di circa 110 uomini. Quasi contemporaneamente, a partire dall’aprile 2012 e per circa 6 mesi il Reggimento ha fornito una Compagnia Mortai Pesanti equipaggiata con Brandt Thomson MO-120-RT-61 in concorso al 32º Reggimento Carri nell’ambito dell’Operazione Leonte XII in Libano.[8]

Onorificenze,Ricompense e Albo d'Oro[modifica | modifica sorgente]

La bandiera di guerra del 132º Reggimento Artiglieria è decorata di una Medaglia d'oro al valor militare.

Al 132º Reggimento Artiglieria "Ariete":

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Reggimento di artiglieria di una Divisione corazzata partecipò alla riconquista della Cirenaica, alla battaglia della Marmarica, all’avanzata in Egitto, scrivendo pagine di dedizione, di eroismo e di gloria, per l’ardore profuso nella lotta, compensando sempre deficienza di mezzi con ferrea volontà di vittoria. Con il fuoco preciso dei suoi cannoni, appoggiava ed accompagnava carristi e bersaglieri alla conquista dell’obiettivo, incurante di ogni azione avversaria terrestre ed aerea tendente ad arrestarne lo slancio. In azioni dove la battaglia si frantumava in episodi di epica lotta di mezzi corazzati in fraterno concorso con i carristi schierava i suoi semoventi spesso avanti ai carri stessi, arrestando con tiri ravvicinati l’impeto avversario e unendosi poi agli stessi carri per inseguire l’avversario in ritirata o per opporsi in un grafitico blocco a protezione delle nostre colonne. Col suo eroico comportamento perpetuava le gloriose tradizioni dell’Arma.»
— Africa Settentrionale: aprile 1941- settembre 1942[9]

Ricompense individuali nella 2ª Guerra Mondiale (1940-1943)[modifica | modifica sorgente]

Nel corso del conflitto furono concesse al personale del reggimento, effettivo ed in rinforzo:

  • 6 Medaglie d'oro al valor militare, di cui 2 di unità in rinforzo (tutte "alla memoria")
  • 51 Medaglie d'argento al valor militare (di cui x "alla memoria")
  • 114 Medaglie di bronzo al valor militare (di cui x "alla memoria")
  • 218 Croci di guerra al valor militare (di cui x "alla memoria")
  • 11 Encomi Solenni
  • 5 Avanzamenti per merito di guerra

In particolare sono quattro le M.O.V.M. alla memoria del 132º reggimento:

Maggiore spe Giuseppe ROMANO, Comandante del I gruppo da 75/27, con la seguente motivazione:

Medaglia d'oro al valor militare "alla memoria" - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare "alla memoria"
«Si offriva di partecipare ad un’ardita azione con due batterie del suo gruppo assegnate ad una colonna operante. Raggiunto, dopo lunga e faticosa marcia in zona desertica, un munito forte nemico partecipava all’attacco dirigendo personalmente il tiro dei pezzi schierati in linea con i fanti. Aggirato lo schieramento da formazioni di mezzi corazzati nemici e da truppe appiedate lanciate al contrattacco e visto cadere da prode il comandante di una batteria, si prodigava per dominare la critica situazione, portandosi sotto l’incessante fuoco nemico ove più grave era il pericolo. Animato dal più sublime spirito di cosciente sacrificio e di dedizione al dovere, con superbo sprezzo della vita, per incuorare ed incitare gli artiglieri, saliva su di un trattore ed in piedi, sereno, sorridente ed impavido, impartiva gli ordini per la ripresa del fuoco che, celere ed efficace, produceva larghi vuoti nelle file nemiche. Mentre additava ai dipendenti la via della vittoria che ormai si delineava sicura, mortalmente colpito da una raffica di mitragliatrice, si abbatteva esanime sull’automezzo. Fulgido esempio di cosciente coraggio e di superbo sprezzo del pericolo.»
— El Mechili (A. S.), 8 aprile 1941.[10]

Tenente spe Aldo Maria SCALISE, Sottocomandante della 1ª batteria del V gruppo semovente, con la seguente motivazione:

Medaglia d'oro al valor militare "alla memoria" - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare "alla memoria"
«Comandante di sezione semovente, durante l’attacco contro munite posizioni fortificate, di iniziativa, penetrava d’impeto nelle prime linee avversarie. Con abile ardita manovra e con preciso tiro di in filata, riduceva al silenzio numerose postazioni di armi anticarro insidiosamente sistemate nel terreno. Colpito gravemente, persisteva nella azione, che apriva le vie del successo al proprio gruppo ed ai reparti corazzati della sua divisione. Mortalmente ferito al petto una seconda volta, mentre ancora dirigeva il fuoco, rivolgeva in uno sforzo supremo, parole di incitamento al proprio equipaggio. Chiudeva così la sua vita da prode soldato, illuminando di gloria la nuova artiglieria corazzata italiana.»
— Rughet el Atasc (A.S.), 27 maggio 1942.[10]

Tenente cpl. Mario SAVINI, Sottocomandante della 4ª batteria del II gruppo da 75/27, con la seguente motivazione:

Medaglia d'oro al valor militare "alla memoria" - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare "alla memoria"
«Giovane ufficiale dotato di eccezionali virtù militari, prendeva parte a lungo ed aspro ciclo operativo dando ripetute prove di personale ardimento, di illimitato sentimento del dovere, di sagace e redditizia iniziativa, di sicuro ascendente sui propri dipendenti. In fase di ripiegamento, al comando di batteria, confermava le sue elette qualità militari, sia ol compiere ardite e pericolose ricognizioni, intese ad accertare ubicazioni e consistenza di forze avversarie, sia affrontando con successo ripetute, violente azioni di reparti corazzati nemici. Attaccato improvvisamente da preponderanti forze corazzate avversarie che tendevano a piombare sul tergo e sul fianco delle colonne divisionali sebbene conscio dell’inevitabile esito di un’impari lotta, anche a causa delle gravi perdite subite dalla sua batteria in uomini e mezzi e della scarsezza delle munizioni, non esitava ad impegnarsi, onde allontanare nel tempo il divisamento nemico. Accerchiato non desisteva dal combattimento e personalmente dirigeva il fuoco dei superstiti pezzi. Soverchiato dalla preponderanza dell’attaccante, con la batteria ridotta ad un pugno di uomini, ed egli stesso ferito, non rinunciava alla lotta che protraeva tenace fino al totale esaurimento di ogni mezzo di offesa. Catturato dopo strenua difesa, decedeva in seguito alla ferita riportata. A.S.»
— Ain-el-Gazala, aprile - dicembre 1941.[11]

Sottotenente cpl. Zeffirino BERTELLI, Comandante della 1ª sezione della 7ª batteria contraerei, con la seguente motivazione:

Medaglia d'oro al valor militare "alla memoria" - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare "alla memoria"
«Comandante di una sezione mitraglieri da 20 mm. assegnata ad una colonna avanzata, durante una lunga marcia in zona desertica, contrastata da violenti attacchi aerei nemici, si prodigava impavido a rintuzzare l’offesa avversaria con tiri efficaci e tempestivi. Nel corso di una successiva azione, in linea con i fanti, attaccato nottetempo da una formazione di carri armati appoggiati da violento tiro di artiglieria mentre truppe appiedate aggiravano la sua posizione e si lanciavano all’assalto, dominava la critica situazione con energia e ardimento. Benché ferito, si sostituiva ad un puntatore caduto, eseguendo personalmente tiro nutrito ed ininterrotto, finché sopraffatto dall’avversario incalzante, e più volte colpito da arma bianca, si abbatteva sulla arma, presso la quale giacevano i suoi propri artiglieri feriti e barbaramente trucidati dal nemico. Prima di spirare trovava ancora la forza di pronunciare parole di sdegno contro il brutale avversario che vigliaccamente infieriva contro i caduti. Fulgido esempio di alto valore, di abnegazione e di sprezzo del pericolo.»
— Ras el Medamur (Cirenaica), 3 maggio 1941.[12]

Ricompense individuali nel dopoguerra (1949-oggi)[modifica | modifica sorgente]

  • 2 Medaglia di Bronzo al Valore dell'Esercito
  • 1 Croce d'Oro al Merito dell'Esercito
  • 1 Croce d'Argento al Merito dell'Esercito

Albo d'Oro[modifica | modifica sorgente]

Nella seconda guerra mondiale, nei vari teatri operativi ed in prigionia, il 132º reggimento ha avuto 328 deceduti così ripartiti:

  • Ufficiali: 21 caduti
  • Sottufficiali: 13 caduti e 3 dispersi
  • Graduati e artiglieri: 250 caduti e 38 dispersi.

Cronotassi[13] dei Comandanti[modifica | modifica sorgente]

132° REGGIMENTO ARTIGLIERIA PER DIVISIONE CORAZZATA "ARIETE" (1939-42)

1 Col. Domenico Menotti Chieli 10.02.1939 11.01.1941
2 Col. Aurelio Forgiero 12.01.1941 13.08.1941
3 Col. Giuseppe Pacca 14.08.1941 10.10.1941
4 Ten.Col. Luigi Gaione 11.10.1941 15.12.1941
5 Magg. Pasquale Infelise 16.12.1941 10.01.1942
6 Col. Enzo Falconi 11.01.1942 26.02.1942
7 Ten.Col. Carlo Kuntze 27.02.1942 25.05.1942
8 Magg. Giuseppe Pasqualini 26.05.1942 06.07.1942
9 Col. Ettore Mameli 07.07.1942 14.08.1942
10 Ten.Col. Giuseppe Properzj 15.08.1942 18.10.1942
10bis Ten.Col. Paride Ghisleri 19.10.1942 24.11.1942

132° REGGIMENTO ARTIGLIERIA CORAZZATA (1949-75)

11 Col. Antonino Duran 15.05.1949 05.01.1951
12 Col. Raffaele Starace 06.01.1951 17.10.1952
13 Col. Arturo Santomauro 18.10.1952 09.10.1954
14 Col. Carlo Ligonzo 10.10.1954 19.11.1956
15 Col. Umberto Fabbrini 10.11.1956 10.01.1958
16 Col. Ettore Brancato 11.01.1958 27.02.1959
17 Col. Andrea Cucino 28.02.1959 09.03.1960
18 Col. Luigi Bramante 10.03.1960 31.01.1962
19 Col. Carlo Gardini 01.02.1962 31.01.1963
20 Col. Rodolfo Rufino 01.02.1963 19.08.1964
21 Col. Massimo Olivieri 20.08.1964 30.03.1966
22 Col. Domenico Fornaci 31.03.1966 15.05.1967
23 Col. Domenico Pompegnani 16.05.1967 15.10.1968
24 Col. Luciano Lubrano 16.10.1968 15.10.1969
25 Col. Italo Zigaina 16.10.1969 15.10.1970
26 Col. Gabriele Starace 16.10.1970 15.10.1971
27 Col. Biagio Cacciola 16.10.1971 15.10.1972
28 Col. Carlo Coccia 16.10.1972 15.10.1973
29 Col. Luigi Zanetti 16.10.1973 10.09.1975
30 Col. Rinaldo Santini 11.09.1975 31.12.1975

132° GRUPPO ARTIGLIERIA PESANTE CAMPALE SEMOVENTE "ROVERETO" (1976-81)

31 Ten.Col. Luciano Filippi 09.08.1975 31.08.1976
32 Ten.Col. Sergio Siracusa 01.09.1976 31.08.1977
33 Magg. Cesare Cavanna 01.09.1977 31.08.1978
34 Ten.Col. Giancarlo Di Brigida 01.09.1978 31.08.1979
35 Ten.Col. Giulio Profeta 01.09.1979 30.09.1980
36 Ten.Col. Giovanni Toschi 01.10.1980 30.09.1981

132° GRUPPO ARTIGLIERIA PESANTE CAMPALE "ROVERETO" (1981-93)

37 Ten.Col. Gerardo Scopi 01.10.1981 19.10.1982
38 Ten.Col. Renato Luongo 20.10.1982 19.10.1983
39 Ten.Col. Franco Baldasso 20.10.1983 19.10.1984
40 Ten.Col. Sabatino D'Avolio 20.10.1984 30.09.1986
41 Ten.Col. Riccardo Franceschini 01.10.1986 14.09.1988
42 Ten.Col. Silvio Sogos 15.09.1988 08.10.1990
43 Ten.Col. Giovanni Di Lucia 08.10.1990 14.01.1992
44 Ten.Col. Michele Di Terlizzi 15.01.1992 31.03.1993

132° REGGIMENTO ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA SEMOVENTE "ARIETE" (1993)

45 Col. Alessandro Pompegnani 09.10.1993 12.09.1995
46 Col. Silvio Sogos 13.09.1995 06.10.1997
47 Col. Luigi Francavilla 07.10.1997 01.09.1999
48 Col. Michele Di Terlizzi 02.09.1999 23.11.2000
49 Col. Stefano Castagnotto 24.11.2000 20.09.2001
50 Col. Carmelo De Cicco 21.09.2001 09.01.2003
51 Col. Gianfranco Fabiani 10.01.2003 11.12.2004
52 Col. Enzo Mosolo 12.12.2004 22.11.2007
53 Col. Maurizio Riccò 23.11.2007 05.10.2008
54 Col. Fulvio G. Bellassai 06.10.2008 07.10.2010
55 Col. Paolo Pomella 08.10.2010 24.11.2011
56 Col. Massimo Ingrosso 25.11.2011 13.12.2012
57 Col. Marco Cianfanelli 14.12.2012 oggi

Lo Stemma Araldico[modifica | modifica sorgente]

Decreto 17 febbraio 1951 (aggiornato in base a quanto disposto dallo SME con circ. 121 del 9.2.1987 - Giornale Ufficiale del 14.2.1987).
a. SCUDO: trinciato. Nel primo d'azzurro alla rovere sradicata (Rovereto) d'oro; nel secondo di rosso alla fascia d'argento attraversata da un portone aperto d'oro con l'architrave d'argento, sprangata di rosso, uscente da un fiume nella punta al naturale (Pordenone). Sulla trinciatura una banda nebulosa, d'argento. Il tutto abbassato al capo d'oro caricato del quartier franco d'azzurro, al silfio d'oro reciso e sormantato da una stella d'argento (Cirenaica).
b. CORONA TURRITA
c. ORNAMENTI:
(1) lista bifida: d'oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso l'alto, riportante il motto: "FULMINEO E POSSENTE".
(2) nastro rappresentativo della ricompensa al Valore: annodato nella parte centrale non visibile della corona turrita, scendente svolazzante in sbarra dal punto predetto, passando dietro la parte superiore dello scudo.

Sintesi della blasonatura
Le due parti dello scudo che comprendono le armi di Rovereto e di Pordenone (città con le quali il reggimento ha un legame territoriale dovuto alla prima formazione ed alla ricostituzione) sono divise dalla banda nebulosa, tratta dal vecchio stemma reggimentale[14]. Tale realizzazione esprime il concetto della identificazione esatta dell'attuale Corpo con quello costituito nel 1939. Il capo d'oro rappresenta la M. O. V. M. meritata dal reggimento in Africa Settentrionale, simboleggiata dal silfio reciso nel quartier franco.[15]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Circ. n.71090 Gab. del 23 ottobre 1939
  2. ^ Il 132º reggimento fu sciolto il 21 novembre 1942 mentre il Deposito del 132º reggimento continuò ad operare a Rovereto fino l'8 settembre 1943
  3. ^ USSME - "L'Esercito Italiano verso il 2000. Vol.1: Storia dei corpi dal 1861, Franco Dell'Uomo, Rodolfo Puletti" - Roma 1998
  4. ^ Nato a San Vendemiano (TV) il 21 febbraio 1896
  5. ^ Danilo Pallach era nato il 17 luglio 1915 in Austria
  6. ^ Gruppo artiglieria contraerea leggera.
  7. ^ Pesante campale.
  8. ^ Cenni Storici « Fans rgta132
  9. ^ Decreto 15 marzo 1950 Registrato alla Corte dei conti il 27 aprile 1950, Esercito registro 12, foglio 380
  10. ^ a b B.U.1945 f.28 pag.2708
  11. ^ B.U.1948 f.11 pag.1045
  12. ^ B.U.1942 f.38 pag.2593
  13. ^ dal greco "chronos"= tempo e "taxis" ordine. Elenco ordinato cronologicamente di persone succedutesi in una carica.
  14. ^ In realtà si tratta di un fulmine
  15. ^ USSME - L'Esercito ed i suoi corpi. Vol.III Roma, 1971 Pag.292

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]