31º Reggimento carri

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31º Reggimento carri
CoA mil ITA rgt carri 031.png
Stemma Araldico del 31º Reggimento carri
Descrizione generale
Attiva1937 - 1943
1951 - oggi
NazioneFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regno d'Italia
Italia Italia
ServizioFlag of Italy (1860).svg Regio esercito
Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
TipoCavalleria
DimensioneReggimento
Guarnigione/QGLecce
EquipaggiamentoVTLM Lince, C-1 Ariete
Motto"Ferro et corde frangit hostes"
DecorazioniMedaglia d'argento al valor militare Medaglia di bronzo al Merito civile
Parte di
Reparti dipendenti
  • Comando di reggimento,
  • Compagnia comando e supporto logistico
  • 1º Battaglione carri "M.O. Cracco"
Comandanti
Comandante attualeCol. Cosimo Greco
Simboli
Fregio della specialità CarristiFre cav cr.jpg
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Il 31º Reggimento carri è un'unità di Cavalleria dell'Esercito Italiano, attualmente dipende gerarchicamente dalla Brigata meccanizzata "Pinerolo".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 31º Reggimento carri, costituito in Siena il 1º luglio 1937, ha fatto parte, sin dalle origini, della Divisione Corazzata "Centauro".

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: 131ª Divisione corazzata "Centauro".

Il reggimento ha partecipato alla seconda guerra mondiale operando sul fronte greco-albanese dal 1940 al 1941, partecipando all'occupazione della Jugoslavia dal 1941 al 1942 e alla campagna del Nordafrica dal 1942 al 1943 sul fronte libico-tunisino.

Il 31º Reggimento Carri raggiunse, nel maggio 1939, lo scacchiere albanese e proseguì il suo addestramento nonostante fosse impegnato in compiti di presidio. Nell'agosto del 1940, completati gli effettivi, si schierò sul fronte dell'Epiro. All'inizio delle ostilità contro la Grecia, il 31° partecipò alle operazioni della VOJUSSA e del DRINO e si rivelò magnifico fin dai primi giorni di combattimento, tanto da meritare la Medaglia d'Argento al valor Militare. Alla fine di gennaio 1941, dopo aver partecipato nel settore costiero ad una battaglia difensiva, il Reggimento operò di nuovo in VAL VOJUSSA nello stretto di KLISURA.

In vista delle operazioni contro la Jugoslavia, alla fine di marzo 1941, il Reggimento raggiunse Scutari per disporre la difesa della città.

Nell'autunno 1942 il Reggimento raggiunse la zona di operazioni in Tripolitania e, nel marzo 1943, inserito nello scacchiere tunisino arginò, sui capisaldi di EL GUETTAR l'urto delle colonne corazzate anglo-americane resistendo per 12 giornate durissime di sanguinosi combattimenti.

Il 12 aprile dello stesso anno (1943), il Reggimento fu sciolto.

Prima ricostituzione[modifica | modifica wikitesto]

Il reggimento venne ricostituito a Verona il 15 settembre 1951, inquadrato nella ricostituita Divisione corazzata "Centauro", articolato su tre battaglione carri, equipaggiati tutti con carri pesanti M26 Pershing con la denominazione di 31º Reggimento carristi; nel 1955 il reggimento venne trasferito nella sede di Bellinzago Novarese, assumendo, nel dicembre 1958, la denominazione di 31º reggimento carri. Nel 1963 i reggimenti carristi vennero articolati su due battaglioni corazzati e un battaglione meccanizzato; la componente corazzata era costituita dal I e IX battaglione carri, equipaggiati con carri medi M47 Patton e la componente meccanizzata dal ricostituito XXVIII Battaglione bersaglieri, equipaggiato con VTT M113.

1º Battaglione carri "M.O. Cracco"[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1975 nel quadro della ristrutturazione dell'Esercito Italiano che aboliva il livello regimentale, il 31º Reggimento venne sciolto il 20 ottobre 1975 e le tradizioni reggimentali affidate al I Battaglione corazzato che dal 21 ottobre divenne autonomo e prese il nome di 1º Battaglione corazzato "M.O. Cracco", cui, con decreto 12 novembre 1976, venne assegnata la Bandiera del 31º Reggimento corazzato, mentre il Comando di reggimento diede vita al Comando della 31ª Brigata corazzata "Curtatone" per la Divisione corazzata "Centauro" del III Corpo d'armata.

Nel 1986 con l'abolizione del livello divisionale la Divisione corazzata "Centauro" venne sciolta e la 31ª Brigata corazzata "Curtatone", nella quale il 1º Battaglione corazzato "M.O. Cracco" era inquadrato venne ridenominata 31ª Brigata corazzata "Centauro", posta alle dirette dipendenze del III Corpo d'armata.

Seconda ricostituzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel successivo riordinamento della Forza Armata, con il ripristino del livello reggimentale, il 1º Battaglione corazzato perse la propria autonomia il 31 agosto 1993 e, il giorno successivo, venne inquadrato nel 31º Reggimento corazzato ricostituitosi a Bellinzago Novarese con il concorso del personale del 101º Battaglione carri M.O. "Zappalà".

Il 2 ottobre 1997, il 31º Reggimento corazzato è stato trasferito nella sede di Altamura e inquadrato nella Brigata corazzata "Pinerolo".

Il 1º gennaio 2011 il 31º Reggimento carri è passato alle dipendenze della Scuola di Cavalleria, lasciando la sede di Altamura alla fine del 2012 per trasferirsi a Lecce, poiché è stato prescelto per avviare la sperimentazione dei sistemi legati al progetto "Soldato Futuro", rientrando nei ranghi della Brigata "Pinerolo" il 28 febbraio 2017[1]

Nel periodo in cui è stato alle dipendenze della scuola di cavalleria, il reggimento è stato prevalentemente impegnato nella sperimentazione dei nuovi materiali e sistemi d'arma acquisiti nell'ambito del programma Forza NEC (Network Enabled Capability), programma, ormai già in gran parte operativo, che vede i militari della "Pinerolo" operare utilizzando nuovi automezzi, materiali ed equipaggiamenti in grado di assicurare il collegamento diretto e immediato del singolo militare con un centro decisionale condividendo informazioni e dati.[2] Tale programma, ambizioso e innovativo, costituisce la punta di diamante dell’intero sistema di modernizzazione della componente terrestre della Difesa.[2]

Operazioni all'Estero[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo 15 maggio-15 novembre 2004, il Reggimento è stato impegnato nella missione NATO NHQT, in Albania.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Scudo: partito semitroncato: nel 1° di rosso al centauro di carnagione tenente una freccia tesa sull'arco; nel 2° di nero e di rosso al leone d'oro passante del Montenegro; nel 3° d'azzurro al silfio d'oro di Cirenaica

Corona turrita.

Ornamenti esteriori: lista bifida: d'oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso l'alto, riportante il motto: "Ferro et corde frangit hostes".

nastro rappresentativo delle ricompense al Valore: Medaglia d'Argento al Valor Militare è annodato nella parte centrale non visibile della corona turrita, scendente svolazzante in sbarra ed in banda dal punto predetto, passando dietro la parte superiore dello scudo.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Decorazioni allo Stendardo di Guerra[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«In sei mesi di aspra, cruenta campagna, con entusiastica baldanza e ardente spirito affrontava formidabili apprestamenti nemici; superava insidie e difficoltà del terreno: all'avanguardia, nell'irrompere altre la frontiera greco-albanese; sulle posizioni di resistenza; in retroguardia, nelle fasi di ripiegamento, ovunque più violenta era la lotta, non conoscendo limiti nell'audacia e nel sacrifici. Aggirata la grande unità della quale faceva parte, col generoso contributo della sua gagliardìa rompeva il cerchio di fuoco creato dal nemico che, successivamente, sorprendeva e sgominava con audaci puntate in profondità. Pronto ad osare l'inosabile e lanciati arditamente oltre il confine suoi indomiti reparti, determinava il vittorioso esito della lotta, consacrando col sangue il fatidico motto dei carristi "ferrea mole, ferreo cuore".»
— Epiro - Albania meridionale - Jugoslavia, 28 ottobre 1940 - 23 aprile 1941.
— Decreto 16 ottobre 1954
Medaglia di bronzo al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al merito civile
«In occasione di una violenta alluvione si prodigava generosamente, con uomini e mezzi, in difficili ed estenuanti interventi di soccorso alle popolazioni colpite, contribuendo validamente a contenere e ridurre i disastrosi effetti della calamità.»
— Provincia di Vercelli, 2 novembre - 20 dicembre 1968
— Decreto 1º dicembre 1970

Decorati[modifica | modifica wikitesto]

C.le Carrista Giovanni Cracco[3][4]

Medaglia d'oro al valor militare alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare alla memoria
«Porgitore di un carro M/41, in parecchi scontri col nemico dimostrava sereno e cosciente sprezzo del pericolo, coadiuvando efficacemente il proprio capocarro. Durante un combattimento contro preponderanti forze corazzate avversarie, non esitava, per controllare ed aggiustare il tiro, a rimanere quasi costantemente con la testa fuori dello sportello di torretta. Colpito il carro una prima volta da una granata che uccideva il pilota e feriva lui stesso gravemente alle gambe, pur con la carne martoriata dal dolore, trovava la forza di respingere ogni cura del proprio capocarro e di caricare ancora per tre volte il pezzo. Colpito una seconda, terza e quarta volta alla testa, al petto e alle braccia, cercava di compiere un ultimo caricamento e si abbatteva infine stringendo ancora in mano le granate e rivolgendo le ultime sue parole al capocarro: « Forza, Signor Tenente ». Magnifico esempio di altissime virtù militari, di sublime senso del dovere.»
— —Bordy (Tunisia), 11 aprile 1943

Festa del reggimento[modifica | modifica wikitesto]

Armi e mezzi in dotazione[modifica | modifica wikitesto]

Informazioni ricavate dalla pagina del 31º Reggimento carri nel sito dello Stato Maggiore dell'Esercito.[5]

VTLM Lince
VCC Dardo
C-1 Ariete

Armamento[modifica | modifica wikitesto]

Mezzi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 31 Reggimento Carri di Lecce torna alle dipendenze della Brigata Pinerolo
  2. ^ a b Il 31º Carri torna alla Pinerolo
  3. ^ CRACCO Giovanni Medaglia d'oro al valor militare Caporale 31º rgt. fanteria carrista
  4. ^ Medaglie d'Oro dei Carristi.
  5. ^ Informazioni ricavate dalla pagina del 31º Reggimento carri nel sito dello Stato Maggiore dell'Esercito Copia archiviata, su esercito.difesa.it. URL consultato il 26 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2011)..

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]