Scutari

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Scutari
comune
(SQ) Shkodra
Scutari – Stemma
Scutari – Veduta
Localizzazione
Stato Albania Albania
Prefettura Scutari
Distretto Scutari
Amministrazione
Sindaco Voltana Ademi (PD)
Territorio
Coordinate 42°03′N 19°31′E / 42.05°N 19.516667°E42.05; 19.516667 (Scutari)Coordinate: 42°03′N 19°31′E / 42.05°N 19.516667°E42.05; 19.516667 (Scutari)
Altitudine 13 m s.l.m.
Superficie 872,612 km²
Abitanti 289 000[1] (2011)
Densità 331,19 ab./km²
Villaggi Ana e Malit, Bërdicë, Dajç, Guri I Zi, Postribë, Pult, Rrethinat, Shalë, Shosh, Velipojë
Altre informazioni
Cod. postale 4001-4007
Prefisso +355 (0) 22
Fuso orario UTC+1
Targa SH
Nome abitanti scutarini (shkodran)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Albania
Scutari
Scutari
Sito istituzionale

Scutari (['skutari], in albanese Shkodra o Shkodër) è una municipalità (bashki) di 289.000 abitanti situata nell'Albania nord-occidentale, capoluogo del distretto omonimo, tra le sponde del lago omonimo, vicino ai fiumi Drin, Buna e Kir, al centro di una zona, dove in un raggio di 45 km si passa dalle spiagge adriatiche, alle zone impervie e montagnose delle Alpi Albanesi.

Scutari è luogo culturalmente importante per la nazione albanese, viene infatti considerata "La culla della cultura albanese",[2][3] oppure la "Firenze dei Balcani";[3] Scutari da sempre è, inoltre, considerata la capitale morale dell'Albania.[2]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Scutari ha un clima mite, si trova vicino al lago di Scutari, il più grande dei Balcani, con una superficie di 370 Km2.

Nei pressi scorrono i fiumi Drin, Buna e Kir, ed è circondata da un gruppo di montagne, come il Cukal (1.722 metri), il Maranaj (1.576 metri), il Tarabosh e lo Sheldi (541 metri).

Inoltre sorge nei pressi di due valichi di confine con il Montenegro: Hani e Hotit. La strada per Podgorica è a soli 36 km, la strada per Dulcigno e il mare Adriatico a 18. Famosa la spiaggia di Velipoja sul Mar Adriatico.

Il clima è di tipo mediterraneo, con inverni miti ed estati calde. In inverno la temperatura difficilmente scende al di sotto dei -4 C° , invece d'estate può arrivare a 40 C°.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Strada di Scutari tra il 1890 e il 1900

Scutari venne fondata attorno al V°-IV° secolo a.C. [4] L'etimologia del nome dovrebbe derivare da "Sco' Drinon", ovvero «luogo dove passa il fiume Drin». Da scavi archeologici eseguiti al Castello Rozafa, si deduce che il centro era abitato già dall' età del bronzo. Fu occupata successivamente dai romani nel 168 a.C., dagli slavi nel 1040, dalla famiglia di origine normanna, Balshaj, dai veneziani, ed infine dagli Ottomani, esattamente nel 1479, dopo una resistenza leggendaria nella cittadella, fino all'indipendenza del paese.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento più importante è il castello situato sulla collina alle porte della città. Fu costruito nel IV° secolo a.C. Il suo nome è "Rozafa" in albanese "Kalaja e Rozafes". La città di Scutari in generale presenta fasi diverse di costruzione, dal periodo illirico fino ai giorni nostri. La città vecchia è formata dai diversi quartieri intorno al castello di Rozafa, fino al nord della città, con abitazioni costruite con le rovine delle mura illiriche, romano-bizantine e veneziane e con abitazioni storiche del periodo osmano.

Castello di Scutari[modifica | modifica wikitesto]

Strutture veneziane all'interno del castello
Panoramica della città dal castello
Castello Rozafa con moschea Sultan Mehmet Fatih

Il castello di Scutari venne costruito su un'alta collina, ricoperta interamente di rocce difficili da scalare. Per la sua posizione strategica fu per secoli un'inattaccabile bastione. La storia del castello si trova a metà, tra mito e leggenda, senza nascondere una verità storica. Si racconta di come il castello sarebbe ripetutamente crollato e secondo un'oracolo, per evitare altri cedimenti, era necessario un sacrificio umano. con l'inganno fu sacrificata Rozafa, moglie di uno dei costruttori del castello, la quale fu murata viva, ma in maniera da lasciare liberà metà del corpo per permetterle di allattare, cullare, abbracciare ed ammirare regolarmente il figlioletto. Si sa con certezza che Scutari fu capitale del popolo degli Illiri, e negli scavi si trovano interessanti ritrovamenti dell'epoca. Questo dimostra che già al tempo degli Illiri il castello era utilizzato per proteggere la popolazione locale. Infatti,le popolazioni che abitavano Scutari già nel 230 a.C., in caso di pericolo di un assedio o causa di tremende alluvioni, si rifugiavano sulla collina di rocce, che poi prese il nome di Kalaja e Shkodres.

Cattedrale di Scutari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale di Santo Stefano protomartire (Scutari).
Cattedrale di Santo Stefano

Uno degli edifici storici più importanti dei quartieri cattolici è la cattedrale della città, dedicata a Santo Stefano protomartire, chiamata "Kisha e Madhe" ovvero "Chiesa Grande", visitata nel 1993 da papa Giovanni Paolo II. La cattedrale è la chiesa principale dell'arcidiocesi di Scutari-Pul

L'orologio Inglese[modifica | modifica wikitesto]

È l'unico edificio di Scutari che ha l'aspetto di un castello medioevale.

L'orologio inglese

La casa, insieme alla torre dell'orologio venne costruita con gli ingenti fondi del lord inglese Paget, recatosi in Albania per diffondere il protestantesimo. Trasferitosi a Scutari alla fine del XIX° secolo, dopo notevoli avventure per il possesso di fabbricati e di quei terreni, volle costruire qualcosa in stile medievale, che richiamasse il passato dell'Albania, non molto coerente in realtà per l'epoca di costruzione. Ad ogni modo è un complesso unico. Prima della erezione della torre in quel luogo si trovava la casa dei Domnori.

Nonostante l'ambientazione medioevale albanese, l'orologio inglese, come viene comunque chiamato dalla popolazione, richiama l'attenzione dei turisti, e qualsiasi passante è disposto a raccontare la storia di questa costruzione che si richiama all'epoca del feudalesimo albanese.

Altri edifici[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Francesco

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Scutari

Secondo lo storico E. Jacques, la prima scuola fu fondata nel 1698 dalle missioni di papa Clemente XI. La stampa a caratteri mobili fu introdotta nella città solo 38 anni dopo l'invenzione di Johann Gutenberg.[3] Nel 1858 ne abbiamo la prima foto, eseguita dal piacentino Pietro Marubi [5].[3] Nel 1877 fu fondato il Collegio Saveriano, all'inizio come scuola mercantile e poi come liceo classico. Un anno dopo, nel 1878 l'Ordine delle Sorelle Stigmatine aprì la prima scuola femminile francescana. Scutari è sede della prima scuola media superiore statale d'Albania (gjimnazi shtetëror), ora chiamata gjimnazi 28 Nentori. Nella città è presente l'Università Luigj Gurakuqi ed è nato la prima opera albanese, il teatro Migjeni e il primo cinema. In città venne costruito nel 1888 il primo osservatorio astronomico .[3]

Persone legate a Scutari[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

La città è suddivisa in diversi quartieri fra i quali gli importanti, "Parrucë" e "Skenderbeg"; quest'ultimo è il più importante quartiere di religione cattolica, ed anche uno dei più grandi della città. In esso troviamo il cimitero cattolico "Varrezat e Rrmajit" [9] negli ultimi anni recuperato dal degrado, conserva diverse tombe monumentali. I quartieri più antichi della città nuova dopo l'alluvione sono : "Gjuhadol", "Perash", "Zdrale", "Dugajt e Reja", "Dudas", "Ajasëm" . Successivamente sono nati i quartieri di "Parrucë", "Xhabije", "Baçja e Çakejve", "Rus".

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La città vanta un club calcistico nella massima divisione albanese, la Kategoria Superiore, il Klubi Sportiv Vllaznia.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati dell'Ufficio di Statistica e Censimento
  2. ^ a b Scutari su utopie.it. URL consultato il 17 maggio 2014.
    «Scutari è una tra le più antiche città Europee ed è stata il centro culturale di tutta l’Albania».
  3. ^ a b c d e Scutari in Albania! su albania-turismo.it. URL consultato il 17 maggio 2014.
  4. ^ Bibl : Daniela De Angelis, "Oppo e tre ricerche su Pomezia", Ed. Gangemi. ISBN13: 978-88-492-2882-3
  5. ^ In seguito naturalizzato come Pjetër Marubi, autore della prima foto fatta nei Balcani.
  6. ^ Angelo Pernice, BUSHATI in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930. URL consultato il 17-05-2014.
    «Famiglia albanese, originaria di Bushat, villaggio presso Scutari. I B., sotto il governo ottomano, riuscirono a governare Scutari e l'Albania settentrionale quasi come principi indipendenti, tramandandosi di padre in figlio il titolo e l'autorità di pascià, dalla metà del sec. XVIII al 1830».
  7. ^ Pietro Marubi e l'arte delle fotografia in Albania
  8. ^ Scutari di Marubi e l’Indipendenza dell’Albania su IED Firenze. URL consultato il 17 maggio 2014.
  9. ^ Una volta uno dei cimiteri cattolici più belli della penisola balcanica.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Girolamo De Rada (a cura di), I canti di Milosao figlio del despota di Scutari, Lungro (CS), Costantino Marco [1836], 1999, ISBN 88-85350-41-0.
  • Lucia Nadin e Pellumb Xhufi (a cura di), Statuti di Scutari della prima metà del secolo XIV con le addizioni fino al 1469, Roma, Viella, 2002, ISBN 88-8334-042-6.
  • Ndriçim Mlika, Scutari. Paesaggi, tradizioni, storia, Firenze, VoLo, 2006, ISBN 88-88514-03-1.
  • Francesca Leo e Laura Davico, Il Consolato d'Italia a Scutari. Fra storia, testimonianze, architettura, a cura di Roberto Orlando, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 2008, ISBN 88-498-2096-8.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN316732482
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