Pietro Marubi

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Pietro Marubi, ca. 1880.

Pietro Marubi, o Pietro Marubbi (Piacenza, 1834Scutari, 1903), è stato un patriota, fotografo e pittore italiano naturalizzato albanese, noto in Albania anche come Pjetër Marubi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Coinvolto nei moti risorgimentali in quanto sostenitore di Garibaldi e nell'omicidio del sindaco di Piacenza fu perciò costretto nel 1856 a riparare in Albania, allora territorio ottomano.[1]

Trasferitosi a Scutari aprì il primo laboratorio fotografico albanese, l'Atelier Marubi, che in breve tempo divenne uno dei più importanti dell'area. L'Atelier proseguì l'attività sino al 1944 grazie ai suoi collaboratori Rrok Kodheli e Kel Kodheli, ed in seguito al figlio di lui Gegë, documentando le vicende storiche dell'Albania e la vita quotidiana dei suoi abitanti.

L'archivio Marubi[modifica | modifica wikitesto]

L'archivio Marubi composto da più di 100.000 negativi originali è stato riconosciuto dall' UNESCO come patrimonio internazionale[2], un patrimonio storico-culturale per il paese balcanico. L'archivio è conservato presso il Museo Nazionale della Fotografia Marubi (in albanese : Muzeu Kombëtar i Fotografisë "Marubi" ), situato presso il Museo Storico di Scutari, l'unico museo dedicato alla fotografia di tutta l'Albania che conserva più di 500.000 fotografie attribuite soprattutto alla "dinastia" Marubi[3]

Logo del Museo Nazionale della Fotografia "Marubi" di Scutari

Le più antiche foto della collezione Marubi sono datate intorno al 1858-1859. Alcune di queste foto furono pubblicate su The Illustrated London News, La Guerra d'Oriente e L'Illustration.

Marubi considerato il primo fotografo albanese[4], secondo i critici è considerato il capostipite di una vera e propria "dinastia"[5], un gruppo di importanti fotografi come Kel Marubi (Mikel Kodheli), Kol Idromeno, Ymer Bali, Mandi Koçi, Jani Ristani, Mihal Popi, Ali Bakiu, Niko Stefani, Misto Cici, Petro Dhimitri e più recentemente Besim Fusha, Petrit Kumi e Niko Xhufka, che hanno fatto la storia della fotografia albanese.[6]

Il mendicante, Scutari, Pietro Marubi - fine XIX secolo

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

  • Amsterdam 2016, Dynasty Marubi – A Hundred Years of Albanian Studio Photography, (16 settembre - 27 novembre), Museo della fotografia di Amasterdam (FOAM)[7]
  • Firenze 2013, Un garibaldino fotografo a cavallo tra Italia e Albania, (12, 13 dicembre) iniziativa del Balkan Florence Express[8]
  • Firenze 2013, Scutari di Marubi e l’indipendenza dell’Albania (28 novembre) iniziativa del Balkan Florence Express[9]
  • Parigi 2011-2012, The Golden Age of Albanian Photography - The Marubi dynasty and the rhapsodists of light 1858-1945 ( 5 ottobre 2011 - 8 gennaio 2012), Maison Européenne de la Photographie (MEP)[10]

Convegni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scutari tra fotografie e maschere, storiain.net. URL consultato il 20 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 5 novembre 2013).
  2. ^ Una passione balcanica, badigit.comune.bologna.it. URL consultato il 26 gennaio 2016.
  3. ^ Përurohet Muzeu Kombëtar i Fotografisë “Marubi”, rtsh.al. URL consultato il 29 giugno 2017.
  4. ^ Casa della memoria dell'emigrazione - Pietro Marubi, il primo fotografo d'Albania, emilianoromagnolinelmondo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 29 giugno 2017.
  5. ^ Retracing Albania's history through photography, bbc.com. URL consultato il 29 luglio 2017.
  6. ^ Fotografia Shqiptare, shqiperia.com. URL consultato il 29 giugno 2017.
  7. ^ Dynasty Marubi – A Hundred Years of Albanian Studio Photography, foam.org. URL consultato il 29 luglio 2017.
  8. ^ Scutari di Marubi e l’Indipendenza dell’Albania, ied.it. URL consultato il 29 luglio 2017.
  9. ^ Scutari di Marubi e l’Indipendenza dell’Albania, ied.it. URL consultato il 29 luglio 2017.
  10. ^ The Golden Age of Albanian Photography - The Marubi dynasty and the rhapsodists of light 1858-1945', photography-now.com. URL consultato il 29 luglio 2017.
  11. ^ Marubi, l’italiano di Scutari. Fotografo d’Albania, albanianews.it. URL consultato il 29 luglio 2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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