31ª Brigata corazzata "Curtatone"

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31ª Brigata corazzata “Curtatone”
CoA mil ITA arm bde curtatone.png
Scudetto della Brigata corazzata "Curtatone"
Descrizione generale
Attiva21 ottobre 1975 - 1º novembre 1986
NazioneItalia Italia
ServizioCoat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
TipoBrigata
RuoloFanteria corazzata
Dimensione3.381 uomini
Guarnigione/QGNovara, Vercelli e Bellinzago Novarese
Parte di
Reparti dipendenti
  • Reparto comando e trasmissioni stanziato
  • 28º Battaglione bersaglieri “Oslavia”
  • 1º Battaglione carri “M.O. Cracco”
  • 101º Battaglione carri ”M.O.Zappalà”
  • 9º Gruppo artiglieria da Campagna semovente “Brennero"
  • Battaglione logistico “Curtatone”
  • Compagnia controcarri “Curtatone”
  • Compagnia genio pionieri “Curtatone”
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La 31ª Brigata corazzata "Curtatone" è stata una Grande Unità dell'Esercito italiano.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La 31ª Brigata corazzata “Curtatone” fu creata in seguito alla ristrutturazione dell'Esercito italiano il 21 ottobre 1975 e fu incorporata nella Divisione corazzata "Centauro" del III Corpo d'armata di Milano che inquadrava anche le Brigate meccanizzate "Goito" e "Legnano". La brigata che aveva una forza complessiva di 3.381 uomini (214 ufficiali, 516 sottufficiali e 2.651 soldati di truppa) prendeva il nome in onore della battaglia di Curtatone combattuta il 29 maggio 1848, durante la prima guerra di indipendenza tra l'esercito sardo.piemontese e quello austriaco.

La brigata "Curtatone" stanziava con tutti i suoi reparti in Piemonte precisamente a Novara, Vercelli e Bellinzago Novarese.

Il 1º novembre 1986 la Brigata “Curtatone” venne sciolta a seguito dell'abolizione del livello divisionale, e per trasformazione venne creata a Novara la 31ª Brigata corazzata "Centauro".

I reparti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Indro Montanelli, Controcorrente, 1978, pagina 212.
  • Aldo D'Alessio, Morire di leva: dossier sull'Esercito italiano, 1987, pagina 80.
  • Franco Dell'Uomo, Roberto Di Rosa e Amedeo Chiusano, L'Esercito italiano verso il 2000, Volume 2, Parte 1, 2002, pagina 42.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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