3ª Brigata meccanizzata "Goito"

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
3ª Brigata meccanizzata “Goito”
CoA mil ITA mec bde goito.png
Scudetto della Brigata meccanizzata "Goito"
Descrizione generale
Attiva 21 ottobre 1975 - 1991
Nazione Italia Italia
Servizio Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo Fanteria
Ruolo Fanteria meccanizzata
Dimensione Brigata di 4.760 uomini
Guarnigione/QG Milano, Torino, Solbiate Olona, Vercelli, Monza e Novara
Parte di
Reparti dipendenti
Comandanti
Degni di nota Ambrogio Viviani

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

La 3ª Brigata meccanizzata "Goito" è stata una Grande Unità dell'Esercito italiano.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La 3ª Brigata meccanizzata “Goito” fu creata in seguito alla ristrutturazione dell'Esercito italiano il 21 ottobre 1975 e fu incorporata nella Divisione corazzata "Centauro" del 3º Corpo d'Armata di Milano che inquadrava anche la Brigata meccanizzata "Legnano" e la 31ª Brigata corazzata “Curtatone”.

La "Goito" aveva una forza di 4.760 uomini (272 ufficiali, 630 sottufficiali e 3.858 uomini di truppa) e prendeva il nome in onore della battaglia di Goito combattuta il 30 maggio 1848, durante la prima guerra di indipendenza. La "Goito" stanziava con tutti i suoi reparti in Lombardia e Piemonte, a Milano aveva il suo Quartier Generale, Novara, Vercelli, Torino, Solbiate Olona e Monza. La “Goito” ha partecipato con il 10º Battaglione Bersaglieri "Bezzecca" all'operazione di pace in Libano nel 1983-1984 durante la missione ITALCON "Libano 2", ove i suoi bersaglieri hanno avuto anche il compito di proteggere la popolazione civile palestinese asserragliata nel campo di Chatila a Beirut.

3ª Brigata bersaglieri "Goito"[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º novembre 1986 a seguito dell'abolizione del livello divisionale nelle unità dell'Esercito Italiano, la Divisione corazzata "Centauro" venne sciolta e una delle sue brigate, la 31ª Brigata corazzata “Curtatone” di Novara venne trasformata in 31ª Brigata corazzata “Centauro”; la 3ª Brigata meccanizzata “Goito” diventò autonoma passando alle dirette dipendenze del Comando 3º Corpo d'armata cambiandola sua denominazione in 3ª Brigata bersaglieri "Goito".

Nel 1991 la Brigata “Goito” venne sciolta.

I reparti[modifica | modifica wikitesto]

(*) Nel marzo del 1991 si fonde con due plotoni Cp. c/c "Legnano" nella sede di Milano, caserma "Goffredo Mameli".

(**) Negli ultimi anni ottanta la Compagnia genio denominata guastatori "Goito" è stata di stanza a Solbiate Olona, caserma "Ugo Mara".

(***) Nei primi anni novanta viene trasferito nella sede di Novara, caserma "Cavalli" alle dipendenze della Brigata corazzata "Centauro".

I comandanti[modifica | modifica wikitesto]

  • Generale di Brigata Lucio Orofino 11/11/75-10/11/76;
  • Generale di Brigata Enrico Palanza 11/11/76-09/09/78;
  • Generale di Brigata Giovanni Romeo 10/09/78-23/09/79;
  • Generale di Brigata Ambrogio Viviani 24/09/79-19/09/80;
  • Generale di Brigata Alceo Masu 20/09/80-08/09/82;
  • Generale di Brigata Sergio Luccarini 09/09/82-03/10/83;
  • Generale di Brigata Giovanni Brugnola 04/10/83-31/10/84;
  • Generale di Brigata Vincenzo Blandano 01/11/84-18/09/86;
  • Generale di Brigata Benito Pochesci 19/09/86-30/09/88;
  • Generale di Brigata Luciano Forlani 01/10/88-22/04/90;
  • Colonnello Giuseppe Giubbini Ferroni 23/04/88-01/07/90;
  • Generale di Brigata Giuseppe Battaglia 02/07/90-01/08/91;

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aldo D'Alessio, Morire di leva: dossier sull'Esercito italiano, 1987, pagina 80.
  • Franco Dell'Uomo, Roberto Di Rosa e Amedeo Chiusano, L'Esercito italiano verso il 2000, Volume 2, Parte 1, 2002, pagina 42.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]