Reggimento "Lancieri di Montebello" (8º)

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Reggimento "Lancieri di Montebello" (8º)
CoA mil ITA rgt cavalleria 08.png
Stemma araldico del Reggimento
Descrizione generale
Attiva1859 - 1920
1942 - 1943
1950 - oggi
NazioneRegno di Sardegna Regno di Sardegna
Italia Regno d'Italia
Italia Italia
ServizioFlag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Armata Sarda
Flag of Italy (1860).svg Regio esercito
Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
TipoCavalleria
DimensioneReggimento
Guarnigione/QGRoma
EquipaggiamentoLand Rover AR 90, VTLM Lince, Puma 4x4, Autoblindo 8x8 Centauro
MottoImpetu hostem perterreo
DecorazioniMedaglia d'Argento al Valor Militare
Parte di
Reparti dipendenti
  • Comando di reggimento
  • 1 squadrone di supporto logistico,
  • 1 gruppo squadroni blindato
  • 1 gruppo squadroni a cavallo
  • Centro ippico militare
Simboli
Fregio dell'Arma di Cavalleria usato per la cavalleria fuori corpoFre cav base.jpg
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Il "Lancieri di Montebello" è un reggimento di cavalleria dell'Esercito italiano, inquadrato nella Brigata meccanizzata "Granatieri di Sardegna".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini alla prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il reggimento venne costituito il 16 settembre 1859 a Voghera come Cavalleggeri di Montebello, con Regio decreto del 25 agosto 1859 con tre squadroni provenienti dai reggimenti "Novara", "Aosta" e "Monferrato". Il nome deriva dalla Battaglia di Montebello del 20 maggio 1859, presso la piccola città di Montebello nella quale gli alleati franco-piemontesi sconfissero gli austriaci nel quadro della seconda guerra d'indipendenza. Nel corso della battaglia la brigata di cavalleria al comando del colonnello brigadiere Maurizio Gerbaix de Sonnaz, composta dai reggimenti "Novara", "Aosta" e "Monferrato", schierata a rinforzo di una divisione francese, con ripetute cariche respinse il V corpo d'armata austriaco.

Il 6 giugno 1860 il reggimento passò alla specialità lancieri assumendo la denominazione Reggimento "Lancieri di Montebello".

Negli anni 1861-1863 prese parte alla lotta al brigantaggio operando principalmente in Puglia nella zona del Tavoliere e nella Capitanata, con frequenti puntate anche in Basilicata e Molise. Nel 1866 prese parte alla terza guerra d'indipendenza.

La sua denominazione cambiò successivamente nel 1871 in 8º Reggimento di "Cavalleria Montebello", nel 1876 in Reggimento di "Cavalleria Montebello" e nel 1897 in Reggimento "Lancieri di Montebello" (8º).

Il reggimento non prese parte alle campagne coloniali sul finire del XIX secolo, ma inviò in Africa propri uomini in concorso ad altre unità.

Il reggimento prese parte alla prima guerra mondiale, combattendo a Peteano nel 1916, a Visnadello nel 1917, a Vittorio Veneto nel 1918 e fu fra i primi reparti ad entrare ad Udine liberata. Al termine del conflitto, in seguito al Regio decreto del 20 aprile 1920 venne sciolto nel maggio successivo, con lo stendardo custodito dal "Nizza". Il 24 maggio 1925 lo Stendardo veniva depositato al Museo di Castel Sant'Angelo e il 24 maggio 1935, con le insegne di tutti gli altri reggimenti delle varie Armi disciolti, veniva conservato al Vittoriano.

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il reggimento fu ricostituito a Ferrara il 15 luglio 1942, presso il deposito dei "Lancieri di Firenze", come raggruppamento esplorante corazzato, con la denominazione di Raggruppamento Esplorante Corazzato (R.E.Co.) "Lancieri di Montebello" al comando del Colonnello Umberto Giordani, su due gruppi, cuascuno con due squadroni autoblindo, due squadroni moto e due squadroni semoventi da 47/32 e 75/18. Dal 15 luglio 1942 al 15 luglio 1943 l'organico del RECo subì diverse varianti e rimaneggiamenti. Nella primavera del 1943 costituitasi a Ferrara la 135ª Divisione corazzata "Ariete II", il R.E.Co. passò, a tutti gli effetti, alle dipendenze di tale grande unità, rimanendo a presidio del territorio nazionale.

All'inizio di luglio del 1943, il R.E.Co. veniva trasferito, a scaglioni, per ferrovia, nella zona di Roma, rischierato a difesa della capitale, prima a Castelnuovo di Porto, dove venivano completati gli organici con l'arrivo delle ultime autoblindo, e poi in località Isola Farnese, provvedendo a perfezionare il proprio addestramento.

Il reggimento, l'8 settembre, era accampato nella zona dell'Olgiata, a nord della capitale, tra la Cassia e la Claudia, con il comando ad Isola Farnese. Alle ore 20 circa i reparti appresero dell'armistizio firmato con gli alleati. Alle 22 il comando della Divisione "Ariete", che era a Campagnano comunicò lo stato di preallarme e alle 23,30 il reggimento ricevette dal comando dell'"Ariete" un preavviso di movimento. Ricevuto alle ore 0,30 l'ordine di movimento alle 2,30 si ha assicurazione dell'inizio, per portarsi al mattino dall'Olgiata nella città alle dipendenze della Divisione "Granatieri di Sardegna", attestandosi a ridosso della linea di capisaldi presidiata dal 1º Granatieri tra il Tevere e l'Ardeatina.

La prima azione è stata l'occupazione del caposaldo della Magliana, mantenuto per tutta la giornata del 9 settembre nonostante un contrattacco condotto dai tedeschi nel pomeriggio. All'alba del 10 settembre, rinnovatisi gli attacchi avversari e mancando lo spazio indispensabile alla manovra dei suoi reparti corazzati, il RECo "Lancieri di Montebello" fu costretto ad arretrare. Nella mattinata i combattimenti proseguirono intensi nella zona di Porta San Paolo, alla Piramide di Caio Cestio e alla stazione Ostiense. La resistenza è stata caparbia ed eroica fino alle 16.30 quando i reparti superstiti ripiegarono sul ponte Sublicio dove venne effettuata un'ultima disperata resistenza. Il RECo "Lancieri di Montebello" venne sciolto il successivo 16 settembre. Per questo fatto d'arme lo Stendardo del reparto è stato decorato con una medaglia d'argento al valor militare.

Dal 1950 a oggi[modifica | modifica wikitesto]

8º Reggimento "Lancieri di Montebello" in sfilata per la Festa della Repubblica italiana il 2 giugno 2007 a Roma

Il reggimento fu ricostituito il 1º gennaio 1950 a Roma, come Gruppo Squadroni "Lancieri di Montebello". Inizialmente posto alle dipendenze del 4º Corpo d'Armata Alpino, già nel 1º maggio 1951 fu rischierato a presidio della Capitale a Tor di Quinto, inquadrato nelal Divisione "Granatieri di Sardegna", trasformato in 8º Reggimento Cavalleria Blindata "Lancieri di Montebello", per riassumere la denominazione tradizionale di Reggimento "Lancieri di Montebello" (8°) dal 4 novembre 1958.

Con la ristrutturazione dell'Esercito Italiano del 1975, che aboliva il livello reggimentale il 30 settembre il reggimento venne riarticolato in 8º Gruppo squadroni corazzato "Lancieri di Montebello" e dal 1º luglio 1979, persa la componente corazzata, ha assunto la fisionomia di gruppo squadroni meccanizzato.

Nel quadro del riordinamento della Forza Armata, con il ripristino del livello reggimentale, il 23 settembre 1992 il Reggimento vennee subito impiegato con le nuove blindo "Centauro" in Somalia nella missione "Ibis".

Dalla Missione in Somalia in poi, il reggimento ha preso parte a tutte le missioni estere cui ha partecipato l'Italia. In particolare, unità del reggimento furono coinvolte nella battaglia del pastificio del 2 luglio 1993, dove cadde il sottotenente Andrea Millevoi, decorato di medaglia d'oro al valor militare.

Successivamente il Reggimento partecipa alle operazioni di ordine pubblico in Patria.

Nell marzo 2004 è stato costituito il gruppo squadroni a cavallo che affianca il gruppo squadroni blindato rilevandone gli impegni di rappresentanza.

Il 20 maggio di ogni anno (o la domenica immediatamente precedente), in occasione della commemorazione della Battaglia di Montebello (1859), una rappresentanza del Reggimento partecipa con fanti e fanfara alla cerimonia che si svolge a Montebello della Battaglia per commemorare i caduti austriaci e franco-piemontesi.

Impiego[modifica | modifica wikitesto]

Il reggimento ha fondamentalmente due diversi ambiti d'operazione:

  • il gruppo squadroni blindato prende parte alle missioni all'estero che vedono impegnata l'Italia;
  • il gruppo squadroni a cavallo, costituito nel 2004, è invece un'unità che presta servizio essenzialmente a Roma, dove fa la guardia a sedi istituzionali e assolve compiti di rappresentanza.

Alle dipendenze del reggimento vi è anche il Centro ippico militare di Roma.

Soccorso alla popolazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Febbraio 2012: aliquote di personale e mezzi dell'8º Rgt. "Lancieri di Montebello" sono mobilitati per l'emergenza maltempo e sono intervenuti nel comune di Roma.[1]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Durante un grave collasso politico militare seppe mantenersi compatto e disciplinato, fedele al suo giuramento, ascoltando solo la voce del dovere e dell'onore. Nell'ardua missione di contrastare l'avanzata germanica su Roma, si prodigava con ardimento e decisione, riusciva a contenerla, sostenendo inoltre ed animando con l'esempio altri reparti impegnati nella durissima lotta. Lasciati sul terreno oltre la metà degli effettivi e conscio della inanità del suo compito, continuava il combattimento, sino a quando un ordine superiore non faceva cessare l'olocausto.

Stremato ma non piegato, si conservò ancora saldamente raccolto intorno allo Stendardo da cui si allontanò a malincuore soltanto quando il comandante di Reggimento fu costretto ad ordinarlo. Documento della sopravvivenza anche nelle ore più buie delle migliori forze della stirpe. Rinnovato esempio delle virtù della Cavalleria che, pure nel più recente dei suoi impieghi, ha saputo ripetere a difesa del sacro suolo della Patria i fasti di una tradizione secolare e le gesta delle guerre d'indipendenza e della prima guerra mondiale.»
— Roma, via Ostiense - Porta San Paolo, 8-15 settembre 1943

Decorazioni individuali[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare

Medaglia d'Argento al valor militare

Solla Alfredo, Sergente

"Capo carro si portava col proprio mezzo in zona fortemente battuta dal fuoco, per meglio controllare l'azione avversaria. Manteneva la posizione per parecchie ore, causando gravi danni al nemico avanzante fino a che, colpito più volte ed incendiatosi il suo semovente, periva tra le fiamme che sole riuscivano a soffocare la sua indomita volontà di resistenza" (Roma, Via Ostiense, 10 settembre 1943 -B.U. 1947, Disp.12, pag.1156)

Insegne e Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Vecchia cartolina militare a ricordo della campagna contro il brigantaggio in Capitanata 1861-1863
  • Il Reggimento indossa il fregio dei Lancieri composto da due lance con banderuola azzurra, incrociate sotto una granata a fiamma dritta, al centro della granata vi è il numero 8. Il fregio è in metallo argentato opaco poggiante su di un cerchio lucido indossato con il basco; il fregio è dorato per il berretto rigido.
  • Le mostrine del reggimento come per tutte le unità di Cavalleria di Linea sono le fiamme a tre punte, e richiamano i colori tradizionali dei baveri; sono verdi per il Reggimento "Lancieri di Montebello". Alla base della mostrina si trova la stella argentata a 5 punte bordata di nero, simbolo delle forze armate italiane.
  • Lo stemma araldico del Reggimento comprende anche quello del comune di Montebello della Battaglia, che deriva a sua volta da quello della prima famiglia feudale del luogo, i Delconte.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Emergenza neve: l'esercito in prima linea Archiviato il 13 novembre 2013 in Internet Archive. Bruno Mei, I Lancieri di Montebello alla Difesa di Roma (8-10 settembre 1943) .

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bruno Mei, I Lancieri di Montebello alla Difesa di Roma (8-10 settembre 1943)

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