Alberico Albricci

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Alberico Albricci
6 dicembre 1864 - 2 aprile 1936
Nato a Gallarate
Morto a Roma
Dati militari
Paese servito Flag of Italy (1861-1946).svg Regno d'Italia
Forza armata Flag of Italy (1861-1946).svg Regio esercito
Arma Esercito
Anni di servizio 1888 - 1926
Grado Rank insignia of tenente generale d'Esercito of the Italian Army (1918).png Generale d'armata
Campagne Campagna d'Africa

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sen. Alberico Albricci
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Luogo nascita Gallarate
Data nascita 6 dicembre 1864
Luogo morte Roma
Data morte 2 aprile 1936
Titolo di studio Scuola militare
Professione Militare di carriera (Esercito)
Legislatura XXIV
Alberico Albricci
Conte
In carica 28 aprile 1913 –
2 aprile 1936
Investitura Titolo concesso motu proprio da Vittorio Emanuele III di Savoia
Predecessore Titolo inesistente
Trattamento Sua Eccellenza
Altri titoli Nobile (D.M. 24 aprile 1903)
Dinastia Albricci
Padre Antonio Albricci
Madre Lavinia Birago
Consorte Vittoria Doix
Religione cattolicesimo

Alberico Albricci (Gallarate, 6 dicembre 1864Roma, 2 aprile 1936) era un politico e militare italiano, figlio del conte Antonio Albricci e di Lavinia Doix.

Carriera militare[modifica | modifica sorgente]

Intrapresa la carriera militare, partecipò nel 1888-1889 alla Campagna d'Africa e diventò aiutante di campo onorario di Vittorio Emanuele III (1910). Nella Grande Guerra diresse tra l'altro il II Corpo d'armata oltre l'Isonzo e sul Piave, alla vigilia della battaglia di Caporetto[1]. In occasione della disfatta delle truppe italiane, si ritirò dietro le sponde del Piave organizzando perfettamente la manovra.

Il suo nome è comunque legato soprattutto alle operazioni militari italiane al nord della Francia. Nonostante un certo scetticismo da parte di inglesi e francesi, le autorità italiane avevano infatti offerto il loro appoggio agli alleati sul fronte franco-tedesco. Si ricordano i suoi contributi nella battaglia di Bligny[2], nelle Ardenne, nel cui cimitero militare italiano sono sepolti 3.453 dei novemila soldati del II Corpo d'Armata di Albricci. Altre battaglie ebbero luogo a Vally, a Chavonne e allo Chemin des Dames[3]. Lo stesso generale Philippe Pétain dimostrò al corpo di spedizione comandato da Albricci la sua riconoscenza presso il cimitero dello Chemin des Dames.[4] L'episodio significò un sensibile aumento di prestigio per le forze armate italiane.[5]

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Dopo la guerra ebbe la carica di senatore (1919) per passare subito dopo a quella di ministro della guerra sotto il primo governo Nitti (24 giugno 1919). Il suo compito era quello di garantire una regolare smobilitazione delle forze armate, evitando soprattutto pericolosi disordini: infatti, la nascita delle correnti politiche socialiste destava tensioni nelle truppe e preoccupazioni nel governo.[6]

Contribuì sostanzialmente ai provvedimenti di amnistia per i cittadini italiani all'estero che, in occasione dello scoppio della prima guerra mondiale non erano rimpatriati, evitando così di rispondere alla chiamata alle armi. Il 13 marzo 1920, poco prima delle dimissioni di Nitti, il suo mandato ministeriale passò ad Ivanoe Bonomi. Dopo l'avvento del fascismo, nel 1926, gli fu conferito il grado di generale d'armata.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze italiane[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia
Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
— 24 luglio 1919[7]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni)
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa (1882-1935) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa (1882-1935)
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Caporetto 1917
  2. ^ Le cimetière italien de Bligny Chambrec
  3. ^ La commemorazione nel Senato del Regno del 18 maggio 1936 parla di quattromila morti in questa battaglia
  4. ^ Gli italiani in Francia
  5. ^ Enciclopedia Motta
  6. ^ Evoluzione e continuità storica dei reparti speciali
  7. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
Predecessore Ministro della Guerra del Regno d'Italia Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
Giovanni Sechi 24 giugno 1919 - 14 marzo 1920 Ivanoe Bonomi
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