Pietro Paleocapa

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Pietro Paleocapa
Pietro Paleocapa ritratto.jpg

Ministro dei lavori pubblici del Regno di Sardegna
Durata mandato 27 luglio 1848 –
10 agosto 1848
Monarca Carlo Alberto di Savoia
Primo ministro Gabrio Casati
Predecessore Luigi Des Ambrois
Successore Pietro De Rossi Di Santarosa
Legislature I Legislatura del Regno di Sardegna

Durata mandato 2 novembre 1849 –
19 novembre 1857
Monarca Vittorio Emanuele II di Savoia
Primo ministro Massimo d'Azeglio
Predecessore Giovanni Filippo Galvagno
Legislature IV Legislatura del Regno di Sardegna

Primo ministro Camillo Benso, conte di Cavour
Successore Bartolomeo Bona
Legislature V Legislatura del Regno di Sardegna
on. Pietro Paleocapa
Stemma del Regno di Sardegna Parlamento del Regno di Sardegna
Camera del Regno di Sardegna
Statua di Pietro Paleocapa, Venezia
Statua di Pietro Paleocapa, Venezia
Professione Ingegnere, militare di carriera
Legislatura II, III, IV, V

Pietro Paleòcapa (Nese, 11 novembre 1788Torino, 13 febbraio 1869) è stato uno scienziato, politico e ingegnere italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel bergamasco da famiglia di antiche origini greche che si era trasferita nei domini della Serenissima dopo la conquista ottomana di Creta (Candia) nel XVII secolo.

Dopo gli studi in Legge e Matematica a Padova, proseguì la sua formazione all'Accademia Militare di Modena, ottenendo il grado di tenente nel Genio.

Militò per due anni nelle milizie napoleoniche, e nel 1817 entrò nel "Corpo degli Ingegneri di Acque e Strade" di Venezia, occupandosi in particolare di idraulica; studiò progetti nel settore delle ferrovie, dei trafori e dei canali navigabili, contribuendo significativamente alla costruzione di molte infrastrutture essenziali tra cui la fortezza di Osoppo in Friuli. Nel 1813 partecipa alla campagna di Germania e, dopo la battaglia di Yütterbok, viene fatto prigioniero. Riuscito a fuggire rientrrò in Italia. Con la fine dell'avventura napoleonica nel 1814, si ritira a vita privata per due anni.

Nel 1817 entrò nel Corpo del Genio Civile e nel 1821 venne trasferito a Milano. Nel 1825 venne chiamato a Vienna dove ricevette l'incarico di progettare e dirigire un censimento generale. Stanco per le lentezze con cui procedono i lavori, nel 1829 chiese di essere trasferito a Venzia[1].

Nel 1840 diventò direttore generale delle Pubbliche Costruzioni a Venezia, promuovendo la regolamentazione del Brenta, del Bacchiglione, dell'Adige, di diverse zone paludose nei pressi di Verona e occupandosi della costruzione di una diga nel porto di Malamocco. Trattò anche il Tartaro e il Canal Bianco.

Grazie alle sue capatitò, percorre tutti i gradi della carriera presso la Direzione generale delle pubbliche costruzioni di Venezia e gli vengono affidati incarichi anche all'estero tra cui una consulenza per la regolazione del Danubio ungherese, e sulla regolazione del Tibisco e relative paludi in Romania[2].

Patriota convinto e liberale moderato, partecipò al governo provvisorio veneziano del 1848 e, dopo la missione presso Carlo Alberto di Savoia, fu fautore dell'annessione di Venezia al Piemonte. Dopo l'annessione, diventò deputato al Parlamento subalpino e Ministro dei Lavori Pubblici nel governo sabaudo di Gabrio Casati (Governo Casati).

Nel 1849 fu eletto nuovamente Ministro nel governo D'Azeglio e, quasi senza soluzione, fino al 1855 in quello Cavour, che amava definire Paleocapa un uomo "ricco di accortezza e malizia ellenica".

Divenuto cieco, fu costretto dalla malattia a lasciare l'incarico ai Lavori Pubblici, restando dal 1857 al 1859 ministro senza portafoglio.

A Torino promosse lo sviluppo ferroviario, con l'obiettivo di collegare i mercati sabaudi oltre l'arco alpino e condusse a compimento la progettazione del Traforo ferroviario del Frejus.
Infine, dal 1855 in poi, collaborò - avendo un ruolo fondamentale - alla progettazione del canale di Suez, insieme a Luigi Negrelli.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran cordone dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran cordone dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
— Torino, 17 giugno 1855
Grande ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore
— Parigi, 1856
Cavaliere di IV Classe dell'Ordine di S. Anna - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di IV Classe dell'Ordine di S. Anna
— Mosca, 1858
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— Firenze, 1º gennaio 1867
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran cordone dell'Ordine della Corona d'Italia
— Firenze, 22 aprile 1868
Cavaliere dell'Ordine civile di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine civile di Savoia
— Firenze, 1868
Cavaliere di III Classe dell'Ordine della Corona Ferrea - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di III Classe dell'Ordine della Corona Ferrea

Alla memoria[modifica | modifica wikitesto]

Monumento a Paleocapa a Torino

Numerose sono le strade a lui intitolate: in centro a Milano a Bergamo, a Savona (una delle due principali vie cittadine), Torino (una piazza in pieno centro) e Genova (nel quartiere di Oregina).
Vi sono anche edifici scolastici che portano il suo nome: un I.T.I.S. a Bergamo ed un liceo scientifico nella città di Rovigo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mario Di Fidio, Claudio Gandolfi, Idraulici italiani (PDF), Fondazione BEIC, 2014, pp. 367.
  2. ^ Mario Di Fidio, Claudio Gandolfi, Idraulici italiani (PDF), Fondazione BEIC, 2014, p. 369.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Saggi e studi[modifica | modifica wikitesto]

  • Su la condizione idrografica della Maremma Veneta, Venezia, 1848.
  • Memorie d'Idraulica pratica, Venezia, 1858.
  • Sulla ferrovia attraverso le alpi elvetiche, Torino 1863.
  • Dello stato antico delle vicende e delle condizioni attuali degli estuari veneti, Venezia 1867.

Pubblicazioni postume[modifica | modifica wikitesto]

  • Carteggi di Pietro Paleocapa del 1848-49, a cura di P. Sambin, Venezia, 1952.
  • Memoria Idraulica sulla regolamentazione dei fiumi Brenta e Bacchiglione (a cura di Pietro Casetta), Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma 2002.

Altre fonti[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN89102629 · LCCN: (ENn93063065 · ISNI: (EN0000 0001 1773 9627 · GND: (DE118982028 · BNF: (FRcb12231283q (data) · BAV: ADV10304935 · CERL: cnp00544062