Pallapugno

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Pallapugno
Pallone pallapugno.JPG
Pallone da pallapugno
Federazione Federazione Internazionale degli sport sferistici
Numero di praticanti ~20.000
Numero di società ~110
Contatto no
Genere sferistico
Campo di gioco Sferisterio
Olimpico no

Il pallone elastico, chiamato pallapugno ufficialmente dal 2001 e definito balon (pronuncia [balʊŋ]) in lingua piemontese e lingua ligure, è uno sport di squadra sferistico giocato con una palla su un terreno di gioco posto in piano e con o meno un appoggio, sia esso un muro, rete o altro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: pallone (gioco).

Il gioco della palla pugno si pratica fasciandosi il pugno con una serie di strisce di stoffa (mediamente per un totale di circa 10 mt) alle quali verso la fine si sovrappone un pezzo di cuoio opportunamente modellato, da circa 20 anni anche una striscia di gomma che serve per ammortizzare il colpo ed aiutare il giocatore nell'indirizzarlo; il tutto alla fine racchiuso con del cordino a tre code o altra gomma apposita. Questa specialità è storicamente radicata nel basso Piemonte e nella Liguria (specialmente nella Riviera di Ponente) dove è praticata a livello professionistico.

Tra Ottocento e Novecento il pallone elastico attraversò una crisi che portò alla sua quasi totale scomparsa, con l'eccezione di alcune province del Piemonte (Torino, Asti e Cuneo) e della Liguria (Savona e Imperia).

Il pallone elastico è da sempre un emblema della cultura contadina e del folclore piemontese e ligure: è stato narrato da scrittori come Edmondo De Amicis, Cesare Pavese, Beppe Fenoglio, Giovanni Arpino e Franco Piccinelli, che è stato anche a lungo Presidente della Federazione.

Nella seconda metà del secolo scorso in California emigrati italiani organizzarono un campionato di tale gioco che si disputò per un certo periodo di anni.

Regolamento[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco si svolge tra due squadre di quattro giocatori, chiamate quadrette: un battitore, una spalla, due terzini. Il campo di gioco in terra battuta, detto sferisterio, ha una lunghezza di 90 metri e una larghezza dai 16 ai 18 metri, fiancheggiato, ma non sempre, su uno dei lati lunghi da un muro di appoggio e al di sopra di esso da una rete; la palla è di gomma, del diametro di 10,5 cm e della massa di 190 g. Per gli Juniores, Allievi ed Esordienti il "balun" è di 165 g, i Pulcini usano la palla da 140 g, i Promozionali impiegano quella da 90 g.

I punti si contano come nel tennis: quindici, trenta, quaranta, gioco. La partita consiste di 11 giochi per la serie A, C1 e C2 juniores under 25, mentre i pulcini i promozionali e gli esordienti arrivano a 7

Il battitore, che è in genere il giocatore atleticamente più forte, può prendere una rincorsa di circa 12 metri, i base allo spazio che gli viene lasciato dietro la linea dello 0 ed effettuare le battuta medesima da nr. 5, ovvero cinque metri all' interno della sua zona di campo, prima di colpire la palla al volo effettuando la battuta che, per essere considerata valida, deve superare la metà del campo e rimbalzare all'interno delle due linee laterali. La squadra in ricezione può colpire la palla al volo o dopo il primo rimbalzo (come nel tennis), con il pugno (protetto da bende, cuoio e liste di gomma) o, nei colpi ravvicinati, con la mano aperta, talvolta protetta da un guanto. In ogni caso si può usare una sola mano per volta. Tutti i contatti della palla con parti del corpo diverse dall'avambraccio sono considerati falli.

Lo scopo è quello di mandare la palla il più possibile vicino alla linea di fondo campo avversario o, ancora meglio, oltre la stessa. In quest'ultimo caso si fa un "fuori campo" (o, in piemontese, "intra" e, in ligure, "céllu"), il colpo più spettacolare, che frutta direttamente un quindici. Se il giocatore, invece, manda la palla direttamente oltre il muro d'appoggio o al di là della linea laterale, fa un fallo e la squadra avversaria guadagna un quindici.

Se non si commettono falli o fuoricampo, il gioco continua finché una delle due squadre, non riuscendo più a colpire il pallone al volo o al primo salto (cioè quando è valido), lo ferma (o lo manda avanti) con una qualunque parte del corpo dopo che ha rimbalzato più di una volta per terra: in questi casi la palla non è più giocabile e può essere fermata indifferentemente con le mani o i piedi. Nel punto di arresto l'arbitro segna una caccia mediante un'apposita bandierina. La caccia può anche essere segnata quando la palla, dopo aver rimbalzato almeno una volta in campo, esce lateralmente: in questo caso viene posizionata nel punto di uscita dal bordo del campo.

Dopo aver segnato un massimo di quattro cacce, le squadre si scambiano il campo. A questo punto inizia la seconda fase del gioco e le due squadre si disputano la conquista delle cacce che sono appena state segnate dall'arbitro.

Per conquistare una caccia, la quadretta deve fermare la palla in modo valido avendo alle proprie spalle il punto in cui è stata segnata la caccia, definito dalla bandierina corrispondente. Si fanno punti quando il pallone valido va oltre la linea di fondo campo avversaria, quando si conquista una caccia, quando l'avversario commette fallo: ognuna di queste situazioni vale un quindici.

Le partite possono durare da poco più di un'ora a parecchie ore, quando le squadre in campo sono molto equilibrate.

Le categorie, a partire dalle giovanili, sono queste: Promozionali, Pulcini, Esordienti, Allievi, Juniores, Under 25; serie: C2, C1, B, A Nelle categorie giovanili il match ha durata in giochi inferiore, ed un pallone più leggero che va dai 120 ai 160 grammi di peso.

Molto affine alla pallapugno è la "pantalera" che si gioca nelle piazze o nei cortili, in cui però la battuta si compie non con un pugno ma lanciando la palla (sempre da190 grammi circa) su un asse appositamente inclinato e dotato di liste oblique che rendono irregolare il rimbalzo del pallone (in origine la palla veniva lanciata sui tetti); in questa specialità destrezza e intuizione prevalgono spesso sulla potenza muscolare. Nella pantalera viene accentuata la differenziazione di un campo di gioco dall'altro (già tipica della pallapugno), visto che spesso elementi architettonici (grondaie, porte, scalini ecc.) o irregolarità del fondo rendono imprevedibile il rimbalzo del pallone. In questo gioco, essendo a livello dilettanti o meglio ancora "paesani" non sono presenti arbitri di nessuna serie, ma ne viene preso uno per ogni paese di gioco che solitamente va bene ad entrambi le squadre.

Competizioni[modifica | modifica wikitesto]

Il campionato italiano si svolge regolarmente dal 1912. Dal 1983 si svolge la coppa Italia.

A livello giovanile viene praticata la disciplina propedeutica della pallapugno leggera, che viene giocata in tutta Italia, specialmente nelle scuole.

Si disputa periodicamente il campionato mondiale di sport sferistici e il campionato mondiale di sport sferistici 2004 si svolse in Italia con le quattro specialità: pallapugno, gioco internazionale (una miscellanea delle discipline europee), frontón e llargues.

Dalla stagione 2003-2004 la Federazione Italiana Pallone Elastico ha cambiato la propria ragione sociale in Federazione Italiana Pallapugno, su proposta dell'allora Presidente Franco Piccinelli.

Oggi le società tesserate sono circa 100 e i giocatori circa 20.000.

I campioni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Campionato italiano di pallapugno.

Tra i campioni memorabili spiccano Felice Bertola (15 titoli italiani), Augusto Manzo (8 titoli italiani), Franco Balestra e Massimo Berruti (6 titoli italiani), eterno rivale di Felice Bertola e anche ottimo pittore, Donato Feliciano, Riccardo Aicardi (4 titoli italiani) e Giuliano Bellanti (3 titoli italiani); Aurelio Defilippi, detto "Il Mancino di Castino" (2 titoli italiani a Cuneo nel '63 e nel '64).

Negli ultimi anni i giocatori più titolati sono stati Paolo Danna, vincitore di quattro campionati tra il 2004 e il 2010, e Roberto Corino, vincitore di tre scudetti consecutivi tra il 2006 e il 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

In ordine cronologico:

  • Edmondo De Amicis, Gli Azzurri e i Rossi, Torino: Casanova, 1897, nuova ed. Arezzo: Limina, 2005
  • L. Mussi, Remo Gianuzzi, Augusto Manzo, Storia del gioco del pallone e similari, Alba: Edizioni Paoline, 1952
  • L. Mussi, Remo Gianuzzi, Augusto Manzo, Cento anni di pallone elastico, Alba: Edizioni Paoline, 1952
  • Giorgio Caviglia, Pallone elastico: una sfida tra terra e cielo, Camerana: I.E.E. Editoriale Europea, 1994.
  • Giorgio Bracco, Gino Perotto, Le colline in pugno. Franco Balestra e il mondo del pallone, Cuneo: L'Arciere, 1996.
  • Giorgio Caviglia, Raffaele Grillo, Pallone elastico re tra colline e mare, Camerana: I.E.E. Editoriale Europea, 2000
  • A. Merlotti (a cura di), Giochi di palla nel Piemonte medievale e moderno, Convegno di Rocca de' Baldi, 30 settembre – 1º ottobre 2000, Società per gli Studi Storici, Archeologici ed Artistici della Provincia di Cuneo e Centro studi etnografici museo storico etnografico A. Doro, Rocca de' Baldi, 2001
  • Giorgio Caviglia, Pallapugno - Vite da raccontare, Camerana: I.E.E. Editoriale Europea, 2005
  • Giorgio Caviglia, Prima dello sport: le sfere volanti, Camerana: Impresa Editoriale Europea, 2007
  • Andrea Corino, Irene Bottero, Il mondo in un pugno - Dall'Europa all'America: evoluzione di sport sferistici, 2007
  • G. Castella, P. G. Rissolio, B. Sola, Pallone elastico. Evoluzione tecnica di uno sport, Savona: La Bilancia, 2007
  • Nando Vioglio, Mermet. Storie di Pallapugno e ordinaria albesità, Alba: Famija Albèisa, 2007

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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