Tsan

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Tsan
Tchatsa-a-Pollein-1947.jpg
Giocatore nella fase della tchatsà alla pertse (1947)[1].
Federazione Fédérachon Esport de Nohtra Téra
Campo di gioco PalaFENT, Brissogne
Olimpico No
La prima fase dello tsan in una partita del campionato primaverile, a Plantayes (Nus): un giocatore posiziona lo tsan sulla pertze per la tsatchà; gli altri giocatori, con i loro boquet in mano per intercettare il colpo, attendono che il battitore colpisca lo tsan con il suo baquet.

Lo tsan (variante regionale, tzan) è un antico e popolare sport di squadra valdostano che ricorda vagamente il baseball e l'oina romena.

Fa parte degli sport tradizionali valdostani, insieme al palet, alla rebatta e al fiolet, e come tale viene tutelato dalla Fédérachon Esport de Nohtra Téra, che si occupa anche dell'organizzazione dei campionati dopo tanti anni di spontaneismo.

Questo sport viene praticato in due campionati, uno primaverile (più importante) e uno autunnale, e non è tradizionalmente diffuso in tutta la Valle d'Aosta ma solamente nei comuni della media valle centrale, tra Montjovet e Aosta, in Val d'Ayas e in Valtournenche, anche se le sezioni locali si stanno diffondendo in altre zone.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Chamt, Camp, Champ, tsa, tsam, tsan, cian, Tzan, tzantt sono tutte variazioni linguistiche che sono state usate per indicare quando si voleva scrivere la lingua orale del dialetto valdostano, del francese antico e del francoprovenzale: i termini sono traducibili con il termine prato, e sono traducibili con il latino campus, il piemontese camp, il francese Champ e il francoprovenzale tsan o tzan. Dato che a tsan si giocava nei campi e negli alpeggi nei periodi in cui non c'era il bestiame.[2][3]

Campo[modifica | modifica wikitesto]

Le due squadre sono divise tra squadra ospitante e squadra ospite: è la squadra ospitante che traccia il campo.

Schema 1 del campo di tsan come descritto dal regolamento del 1979 scritto da Pierre Daudry

Il campo di gioco è simmetrico longitudinalmente e composto da due cerchi e da un trapezio isoscele privo di base maggiore. I lati del trapezio sono contrassegnati da bandierine rosse (segnalatori) distanti tra loro 12 metri, la base maggiore misura 30 metri e dista 32 metri dal punto P esterno al trapezio in cui è conficcata una pertica, centro di un cerchio dal raggio di 8 metri e mezzo. A 20 metri da questo cerchio, lungo l'asse di simmetria c'è un punto S centro di cerchio con raggio di 60 cm. Il cerchio con centro P lo chiamo cerchio di paletà, il cerchio di centro S cerchio di servià, la base minore del trapezio viene detta linea dei bons o bitse.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ogni squadra è formata da 14 giocatori (12 giocatori in campo + 2 riserve). Nonostante la parola tsan in lingua franco-provenzale significhi proprio campo non esistono dei veri e propri campi, gli incontri si svolgono su dei prati.

Una partita si svolge in 4 fasi (battià o bacchià):

  • I giocatori della squadra A a turno lanciano un pallino, detto tsan (come il nome del gioco), colpendolo con una lunga mazza da una percha o pertse (pertica) ossia un'asta di legno verde o di plastica, tenuta in posizione obliqua da un supporto metallico, indicata schematicamente in un rettangolo lilla nello schema 1 al centro del cerchio chiamato deden lo serkio (nel cerchio) ed i componenti della squadra B sono tutti in campo in ricezione a tentare di intercettare il tiro nello spazio indicato come deden lo bon (nel buono) delimitato dalla linea detta bitse o prima ed i prolungamenti dei lati dell'angolo che forma il triangolo isoscele formato dalla bitse e dai lati che congiungono gli estremi della bitse al centro del cerchio detto rou o deden lo serkio. Il lanciatore continua a lanciare sino a quando un suo tiro non viene intercettato dalla squadra in ricezione oppure sino a quando non lancia lo tsan fuori dal campo per volte consecutive o quattro in totale; in questo caso si dice che il giocatore si fa "prere" (prete). In fase di tiro si intercetta con delle palette di legno (chiamate pilon o boquet) che possono essere anche lanciate in aria. Un lanciatore quindi effettua N lanci di cui son buoni (bone) solo quelli arrivati in campo e non intercettati, il numero di queste bone accumulate sarà il numero di lanci che potrà effettuare nella seconda parte della partita.
  • Una volta alternatisi tutti i componenti della squadra A al lancio, tocca ai componenti della squadra B con la squadra A in ricezione.
Diffusione dello tsan in Valle d'Aosta
Diffusione dello tsan in Valle d'Aosta (dati 2011).
Diffusione dello tsan in Valle d'Aosta (dati 2005). I comuni colorati di rosso sono quelli in cui sono presenti le sezioni dell'Associachòn valdohténa tsan.
Diffusione dello tsan in Valle d'Aosta (dati 1981) e anno della prima partita ufficiale (Dati Pierino Daudry).
  • Terminate queste due prime fasi, ogni giocatore deve trasformare le proprie bone in metri, e lo fa con dei tiri detti paletà, questi tiri si effettuano intercettando lo tsan lanciato da un giocatore della squadra avversaria in una certa maniera (con una parabola alta), stando nei pressi della percha. Per intercettarlo si usa una paletta in legno pressato detta piota. La distanza si misura in metri, utilizzando un metro a nastro, e si sommano le distanze accumulate da tutti i giocatori di ogni squadra.
  • La squadra che ha un vantaggio di almeno quaranta metri sull'altra vince. Se il vantaggio di una delle due squadra è inferiore ai quaranta metri, le due squadre pareggiano. Nelle partite di semifinale, finali e spareggi qualificazione e retrocessione, è sufficiente un solo metro di vantaggio per aggiudicarsi l'incontro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo studioso di sport popolari, nonché ex-presidente della Fédérachòn Esports de Nohtra Téra, Perino Daudry gli sport popolari alpini hanno origini comuni nei riti agro-pastorali: la somiglianza tra i nomi di alcuni di questi sport popolari giocati tra il Vallese e la Valle d'Aosta (ara, tsara, tscharrata, tsan), insieme alle caratteristiche di gioco, agli strumenti, alla periodicità e ai rituali comuni (sia allo tsan che all'hurnuss per esempio), ne sarebbero un indizio.[4]

Nel 1920 si ha la prima codifica scritta del gioco da parte dell'Associazione del gioco dello tsan. Dal 1949 si svolgono dei campionati regionali di tsan in Valle d'Aosta, con un regolamento codificato. Nel 1974 nasce la Fédérachòn Esports de Nohtra Téra (Federazione degli sport de notra tera, FENT), la federazione che riunisce le associazioni degli sport popolari valdostani. Attualmente la FENT è riconosciuta dal CONI. Nel 1979 il regolamento è stato rivisto introducendo criteri di sicurezza per la scelta dei campi.

Campionati[modifica | modifica wikitesto]

Campionato primaverile[modifica | modifica wikitesto]

Il campionato dello tsan del 2004 è giunto alla 56ª edizione con 44 squadre partecipanti divise in 4 categorie: 12 in due gironi di serie A, 12 in due gironi di serie B, 11 in due gironi di serie C, e 9 in due gironi nei juniores. È cominciato il 7 marzo ed è terminato ai primi di giugno con le finalissime.

Campionato autunnale[modifica | modifica wikitesto]

Il campionato autunnale dello tsan del 2004 è giunto alla 51ª edizione con 33 squadre partecipanti divise in 4 categorie: 9 in due gironi di serie A, 11 in due gironi di serie B, 4 in un girone in serie C e 9 in due gironi nei juniores.

Trofei[modifica | modifica wikitesto]

Trofeo delle età[modifica | modifica wikitesto]

Si svolge in una giornata. Nel 2004 si è svolta a Pollein il 25 aprile, e si disputava allora da 11 anni.

Paletoù individuale[modifica | modifica wikitesto]

in campo attiguo nella stessa giornata del trofeo delle età si svolge la gara della Paletoù, una specie di campionato individuale articolato su 3 ribattute.

La Fédérachòn Esports de Nohtra Téra (FENT)[modifica | modifica wikitesto]

Cartello presso il Palais F.E.N.T. (Fédérachon Esports de Nohtra Téra) sugli sport tradizionali, in località Les Îles, Brissogne.

Istruttori....25
Tesserati....750

Sede[modifica | modifica wikitesto]

Palais F.E.N.T.
Località Les Îles,
11020 Brissogne (AO)

Presidente[modifica | modifica wikitesto]

Elia Saluard

Sezioni[modifica | modifica wikitesto]

Le sezioni delle squadre di tsan valdostane si trovano nei comuni di: Antey-Saint-André, Ayas, Brisma (Brissogne e Saint-Marcel), Brusson, Challand-Saint-Anselme, Challand-Saint-Victor, Chambave, Châtillon, Emarèse, Fénis, Montjovet, Nus, Pollein, Quart, Saint-Christophe, Saint-Vincent, Torgnon, Valtournenche, Verrayes.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fondo Bérard.
  2. ^ Pierino Daudry, pp. 82-83
  3. ^ tzan, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  4. ^ Pierino Daudry, pp. 16-17
  5. ^ Dati 2011. Cfr. Anna Maria Pioletti (a cura di), Giochi, sport tradizionali e società. Viaggio tra la Valle d'Aosta, l'Italia e l'Unione Europea, Quart (AO), Musumeci, 2012, pp. 74-100, ISBN 978-88-7032-878-3.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Sullo tsan
  • Bruno Salvadori, Le tsan: sport populaire valdôtain, Aosta: Musumeci, 1971.
  • Pierre Daudry (a cura di), Joà di Tsan: estatut e relyemen, a cura dell'Asosiaxon valdohtena tsan, Verrès: Gérandin, 1979.
  • Riccardo Savoye, Le jeu du tsan: passé, présent et futur, Saint-Christophe: Duc, 2006.
  • Pierre Daudry, Le jeu du tsan: sport populaire valdôtain, Aoste: Musumeci, 1975.
  • Association valdôtaine Tzan, Statut et règlement, Aoste: Imprimerie valdôtaine, 1950.
  • Gianni Torrione (a cura di), Lo tzan: sport valdostano, Aosta: ITLA, 1959.
  • Amedeo Bologna, Joà: raccontare i giochi ad arte. Fiolet, palet, rebatta, tsan, Aosta: TraRari tipi, 2009.
Sugli sport popolari valdostani
  • Pierino Daudry (a cura di), Documenti di sport popolare, Montalto Dora, Tipografia Giannotti, 1981.
  • Viviana Rosi, Francesca Schiavon, Stefano Cavazza, Fabrizio Viérin (a cura di), Joà. Giochi tradizionali in Valle d'Aosta, Quart: Musumeci, 2003. ISBN 8870326985
  • Ezio Chapellu, Lo Carnet. Conte e imadze de tsan, fiolet, rebatta e palet, Quart: Musumeci, 1996.
  • Federaxon esport nohtra tera (a cura di), Relazione sul problema dei campi di gioco e indicazioni per la loro realizzazione, 198?.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]